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1 Mag

Al “Maggio” il binomio utopico Potere e Virtù si attua nelle arti

Al via la LXXXII edizione del Maggio Musicale Fiorentino nel segno di Leonardo. Si apre con Lear. Tra gli infiniti percorsi brillano le scelte de’ “La Straniera” di Vincenzo Bellini, l’incontro Mehta-Barenboim, la performance della Martha Graham Company e il maggio contemporaneo con i 70 anni di Roberto Fabbriciani.

Lear

Sarà una riflessione fra “Potere e Virtù”, un binomio impossibile, utopico, ma attuabile solo nell’arte, il cartellone dell’ LXXXII Maggio Musicale Fiorentino (qui il cartellone completo), che inaugura il 2 maggio nel giorno della scomparsa di Leonardo da Vinci, dando così inizio alle celebrazioni del cinquecententenario dalla morte del genio italiano. Facciamo nostra la lezione di Michel Foucault, riaffermando che il potere non può esistere senza la propria negazione. La musica e l’arte riflettono, infatti, alcune precise forme di ribellione contro il potere, dal Roman de Fauvel di Philippe de Vitry, a “L’Incoronazione di Poppea” di Monteverdi, che affida ai propri versi una esplicita critica “politica” contro le pretese espansionistiche della Serenissima, al Novecento di Bertolt Brecht e Kurt Weill, i quali affidano al teatro dello straniamento una critica feroce del capitalismo e delle sue ingiustizie, mentre Edgard Varèse negli anni Cinquanta definisce Déserts – la prima opera che intarsia il suono elettronico al suono acustico – “il primo colpo di fucile esploso nella lotta di liberazione del suono”. Cristiano Chiarot, sovrintendente del Maggio, lanciando questo tema, non può che guardare alla virtù del singolo che, attraverso questo fiume di note, afferra il presente, lo ripartisce e ci costruisce un ponte che conduce verso il tempo della vita. Colui che ascolta e colui che esegue vi ci troverà un amalgama perduto di passato, presente e futuro, andandovi avanti e indietro,conservando intatto, anzi accrescendo di continuo, quel messaggio civile ed etico, capace di modificare convinzioni, convenzioni, idee, del potere, realizzando, così la visione di un mondo nuovo, possibile, umano.

Fabio Luisi

Il fil rouge “potere e virtù”, comincerà a dipanarsi attraverso “Lear” di Aribert Reimann nell’allestimento dell’Opéra National de Paris, Fabio Luisi sul podio e alla regia lo spagnolo Calixto Bieito e Bo Skhovus, Andreas Scheibner, Michael Colvin ed Erika Sunnegårdh a impreziosire il cast. Il rapporto tra padri e figli, l’ingratitudine di questi ultimi, la violenza come strumento per raggiungere e mantenere il potere, la lotta senza risparmio di mezzi per mantenerlo, si mescolano ed intrecciano con i sentimenti più forti. L’angoscia per il tradimento subito, la caducità del nostro essere, la follia come unico rifugio sicuro, l’illusione che segue il gesto d’amore calpestato, la scoperta che per raggiungere la pace interiore e la giustizia si debba percorrere l’aspro sentiero del dolore, si contrappongono alle espressioni migliori, le virtù, di cui l’uomo è capace: la sincerità, l’amore, la fedeltà, la gratitudine, la giustizia. La giornata inaugurale principierà con un incontro con lo scrittore Claudio Magris, proseguendo con un concerto degli Ottoni del Maggio Musicale Fiorentino alla Loggia dei Lanzi. Per celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci il Maggio, infatti, ha presentato una nuova commissione del Teatro dal titolo “Leonardesca”. Aforismi per voci di bambini e pianoforte su testi di Leonardo da Vinci di Luca Logi, che vedrà protagonista il Coro delle voci bianche del Maggio diretto da Lorenzo Fratini. Altra commissione del Maggio in prima esecuzione assoluta è il concerto per 500 ottoni e percussioni intitolato “Visione musicale” di Giorgio Battistelli. Il piacevole sapore della sorpresa e della riscoperta, verrà servito ancora dal Maestro Luisi, al pubblico del Maggio, con “La Straniera” di Vincenzo Bellini, in scena il 14, 16 e 19 maggio, per la regia di Marco Tullio Giordana e nel ruolo di Alaide, Salome Jicia. Alaide regina di Francia ripudiata, ma pur sempre regina in incognito, imprime della sua vocalità l’ambiente circostante, ed il dolore si trasmette dalla protagonista alle cose, fa di quest’opera una sorta di Nò occidentale, dove la regina parla di mondi antichi e distanti, più reali di quelli reali, intrisi di passioni inestricabili, in uno stile che si fa tinta, raffinata atmosfera per un romanticismo gotico di rara bellezza. Cartellone amplissimo, quello del Maggio, corredato di altre opere, tra cui “Le leggi fondamentali della stupidità umana” nuova opera di Vittorio Montalti ispirata all’omonimo libro dello storico Carlo Maria Cipolla, in programma il 25, 28 e 30 maggio, il nuovo allestimento per Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart affidato alla regista Sonia Bergamasco, con Kristiina Poska sul podio, fino all’esecuzione, nel Giardino di Boboli, il 22, 25 e 27 giugno, degli Intermedi della Pellegrina, di Girolamo Bargagli, con la regia firmata da Valentino Villa e il Modo Antiquo di Federico Maria Sardelli. Tra gli attesissimi appuntamenti sinfonici del Festival, che cominceranno il 4 maggio con un concerto del ciclo Mahler/Schubert, occhio al 2 giugno con il ritorno di Zubin Mehta, direttore onorario a vita del Maggio, il quale incontrerà il pianista Daniel Barenboim, in un dialogo serrato, in cui verrà fuori l’affondo misurato del solista, latore di uno stile interpretativo che si riconosce per il vigore e la vividezza della fibra intensa del suono, sostenuto da un’assoluta precisione tecnica, nel Concerto n.3 per pianoforte e orchestra in do minore op.37 di Ludwig van Beethoven.

Martha Graham Dance Company, Deo

L’orchestra, invece, si porrà in luce con i suoi solisti nell’Intégrales di Edgar Varèse, il lato più intricato e complesso del compositore francese. Infatti, con una pressoché totale rarefazione melodica, masse sonore create sull’elaborazione timbrica degli strumenti, Varèse immagina l’equivalente sonoro della proiezione di una figura su un solido rotante. I nuovi suoni di Varèse, passeranno il testimone alla Shéhérazade op. 35 la suite orchestrale più cangiante e amata di Nicolaj Rimskij-Korsakov, in una perfetta balance tra materialismo e sogno sonoro. Per la sezione danza, ospite d’eccezione la Martha Graham Dance Company che, l’11, 12 e 13 giugno sarà protagonista di un medley di coreografie simbolo della indimenticata coreografa statunitense, della sua energia e della sua squassante intuizione coreutica. Maggio Contemporaneo nel segno del G.A.M.O. l’associazione laboratorio di musica contemporanea di Giancarlo Cardini, che il 6 giugno celebrerà i 40 anni, unitamente ai 70 del flautista Roberto Fabbriciani il quale ha da sempre, mescolando, interagendo e dialogando abilmente, tra passato e presente, grazie al suo sentire musicale, praticato con il suo strumento, l’impossibile.

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