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19 Nov

Anima, Pensiero, Creatività attraverso l’obbiettivo di Maria Mulas

È bella la regina della fotografia italiana: minuta, capelli rossi e raccolti con elegante nonchalance, accetta spiritosamente di lasciarsi fotografare con il cellulare ma risponde alla provocazione e a sua volta si mette a fotografarmi  (burlarmi). Siamo ad Arezzo, negli spazi espositivi di Palazzo Chianini Vincenzi, nel primo giorno di apertura della mostra “Anima, Pensiero, Creatività attraverso l’obbiettivo di Maria Mulas”, più di cento ritratti fotografici per i quali la Mulas è celebre internazionalmente, oltre ad una selezione delle sue ancora più straordinarie foto di architetture che ne rimandano e rilanciano la statura artistica.

Maria Mulas, nata sul lago di Garda ma da giovanissima trasferitasi a Milano, con la sua macchina fotografica ha realizzato luminose e illuminanti biografie per immagini dei milanesi che contavano (parecchi di loro non ci sono più), soprattutto artisti, intellettuali, editori, signori della moda, giornalisti, attori. Una selezione di questi fotoritratti per una mostra è veramente impegnativa, perché l’archivio di Maria Mulas è ricco di circa 20000 scatti. Ecco, quelli scelti per questa mostra da Romano Boriosi riescono a darci il senso storico del lavoro di Maria Mulas, lo spaccato del mondo artistico e culturale milanese e internazionale dagli anni Sessanta in poi. Personaggi le cui sembianze sono diventate archetipali,  donne e uomini famosi perché straordinari nel loro campo. Oggi, Maria Mulas avrebbe difficoltà a trovare soggetti  del genere.

Potenti in maniera diversa le composizioni geometriche e le foto delle architetture. Queste ultime non sono immediatamente riconoscibili come i suoi fotoritratti, e per esse la Mulas usa angolazioni e modalità specifiche. Quello che la fotografa ha realizzato con le architetture non può  essere e non sarà mai un reportage, quanto la sua lettura estetica di luce e di volumi, che va al di là di quello che è e che la macchina fotografica ferma per creare quello che gli occhi e la cultura sofisticata di Maria Mulas vedono.

 

1Commento
  • Romano Boriosi

    Gentile signora Giulia Ambrosio, La ringrazio per il suo articolo, ma come si dice: dare a Cesare quello che é di Cesare, e riconoscere i giusti meriti; le faccio presente che la mostra é stata curata dal sottoscritto Romano Boriosi in qualità di presidente della associazione culturale Editebrò, titolare della galleria “la chimera’ che ha ospitato la grande artista Maria Mulas ,non mi sembra corretto omettere il nome della associazione, della galleria che la ospita é del curatore, tuttavia é stato un gran piacere per me portare questo personaggio ad Arezzo, (città storica e ricca di arte)considerata tra le prima 30 fotografe al mondo, di cui mi onora la amicizia e stima.
    Cordiali saluti
    Romano Boriosi

    25/11/2017 at 16:48 Rispondi

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