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4 Apr

Cosa dobbiamo aspettarci dalla nuova stagione dell’Arena di Verona?

Un’offerta ricca di titoli senza tempo e con qualche novità assoluta, questa è la stagione del 101º Arena di Verona Opera Festival presentata dalla Sovrintendente Cecilia Gasdia il 3 aprile nella sede romana dell’associazione della stampa estera in Italia.

Si parte il 7 giugno con l’evento in mondovisione “La Grande Opera Italiana Patrimonio Dell’Umanità”, promosso dal Ministero della Cultura e realizzato in collaborazione con la Fondazione Arena Di Verona per celebrare il canto lirico proclamato Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.

Anna Netrebko, Tosca 2019 — Google Arts & Culture

Anna Netrebko, Tosca 2019 (Teatro alla Scala) © Brescia e Amisano

Gianmarco Mazzi, sottosegretario al Ministero della Cultura, interviene alla presentazione annunciando che «Non sarà un evento unico ma una prima edizione. Il nostro volere, quello del Ministero della Cultura, è di promuovere l’arte del canto lirico, vorremmo farlo diventare un appuntamento annuale e farlo girare per le più grandi città d’opera italiane. L’anno prossimo sarà fatto a Roma, per l’Anno del Giubileo. Il prossimo 7 giugno all’Arena di Verona, sul podio anche il Maestro Riccardo Muti, oltre tanti altri grandi nomi».

Ben cinquanta gli appuntamenti previsti in cartellone, tre le opere in scena per omaggiare il centenario della morte di uno dei padri del melodramma italiano, Giacomo Puccini: Turandot con la regia di Franco Zeffirelli, Tosca con il debutto areniano nelle vesti della protagonista di Anna Netrebko e La Bohème con il debutto areniano alla regia di Alfonso Signorini.

Per completare, l’immancabile Aida che verrà proposta con due diversi allestimenti, quello recente cosiddetto “di cristallo” firmato da Stefano Poda e l’altro di Gianfranco De Bosio che rievoca l’allestimento storico del 1913. E ancora, Carmen di Georges Bizet nell’allestimento di Franco Zeffirelli.

Placido Domingo

Non mancheranno le serate evento come quella della grande danza con Roberto Bolle And Friends, La Nona Sinfonia di Beethoven nel duecentesimo anniversario della prima esecuzione, il gala Plácido Domingo Noche Española, i Carmina Burana di Orff e il Balletto del Teatro Romano di Verona con due date di Zorba il greco di Theodorakis, con le coreografie originali di Lorca Massine.

Così come, immancabili, decine di star sotto le stelle, oltre ad Anna Netrebko, tra gli altri anche Amartuvshin Enkhbat, Ludovic Tèzier, Pretty Yende al debutto areniano, Lawrence Brownlee, Roberto Alagna e Jonas Kaufmann.

A margine della conferenza, ho potuto fare una breve chiacchierata con Cecilia Gasdia.

Sovrintendente, dopo avere messo a segno gli incassi da record nel 2023, c’è grande soddisfazione ed emozione nel presentare la stagione prossima. Quali le aspettative e quali le novità?
«Le aspettative sono sempre quelle di battere sé stessi e gli obiettivi prefissati l’anno prima, per il benessere della Fondazione Arena, della nostra città e della cultura. A noi piace fare spettacolo dando sempre il meglio e raggiungendo sempre un miglior livello qualitativo. Quest’anno abbiamo una stagione davvero molto ricca, con un occhio attento al centenario della morte di Giacomo Puccini, che ovviamente non ha bisogno di un anno per essere ricordato, la sua grande musica è con noi sempre. Abbiamo la serata evento del 7 giugno, che sarà un momento musicale davvero speciale e poi in anteprima mondiale con Fondazione Arena di Verona e Balich Wonder studio, Le Quattro Stagioni di Vivaldi, un concerto immersivo con proiezioni tridimensionali per celebrare il capolavoro di Vivaldi ed incuriosire anche il pubblico più giovane con un linguaggio affascinante».

Prima una carriera brillante come soprano ed ora alla guida di una Fondazione Lirica italiana, sovrintendente di uno dei Teatri più importanti al mondo. Ci sono dei sogni ancora non realizzati?
«Tante sono le cose non ancora realizzate e che mi piacerebbe fare, non smetto mai di sognare, per ora il mio principale obiettivo è l’Arena di Verona, bisogna avere il coraggio di osare, chiedere sempre di più a sé stessi. È importante anche poter trasferire i nostri saperi ai giovani e prendere il meglio da loro che sono ricchi di idee, voglia di crescere e di aspettative».

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Cecilia Gasdia, Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona

Alcuni titoli che si ripetono da stagioni e continuano a registrare il tutto esaurito sono la conferma che alcune opere sono eterne e non stancano mai. Qual è il segreto di alcuni successi e quali sono quelli più acclamati? «L’Arena di Verona è un grandissimo teatro, ha un bilancio diverso rispetto a tanti teatri italiani che hanno al massimo duemila posti da occupare, per coprire i costi ha bisogno di un bilancio impeccabile, di rappresentare le opere che hanno una risposta importante di pubblico, al primo posto Aida ma anche Carmen e a seguire Norma. Sono le opere che hanno il maggior successo di pubblico, anche grazie alla maestosità degli allestimenti. Sarà nostro impegno, ogni anno, portare una o due opere meno rappresentate all’Arena».

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