{"id":1719,"date":"2017-01-03T16:17:42","date_gmt":"2017-01-03T15:17:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=1719"},"modified":"2017-12-13T16:33:15","modified_gmt":"2017-12-13T15:33:15","slug":"nulla-dies-sine-linea-antonio-marras-mostra-alla-triennale-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/nulla-dies-sine-linea-antonio-marras-mostra-alla-triennale-milano\/","title":{"rendered":"&#8220;Nulla dies sine linea&#8221;: Antonio Marras in mostra alla Triennale di Milano"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonte di ispirazione. Respiro. L&#8217;arte \u00e8 il filo che cuce le creazioni dello stilista Antonio Marras ed \u00e8 ci\u00f2 che tesse le sue giornate. Indubbio, vedendo i suoi abiti e le sfilate. Innegabile, ora che la Triennale di Milano ha raccolto in una mostra antologica gli ultimi vent&#8217;anni delle sue opere d&#8217;arte. In un percorso &#8211; visitabile fino al 21 gennaio 2017 &#8211; che si estende per pi\u00f9 di 1.200 metri quadrati, dove fluidamente si accomodano una serie di installazioni edite e inedite. Pi\u00f9 di cinquecento disegni e dipinti, montati su vecchie cornici e intessuti con le pi\u00f9 disparate stoffe, appesi insieme a finestre, porte, pertugi, vecchi abiti, oggetti di varia natura e foggia. Migliaia di disegni e schizzi realizzati durante gli innumerevoli viaggi. Memorie di sguardi, mappe, voci, silenzi, pensieri, mondi. Quaderni, album, diari riempiti di colori. Una creativit\u00e0 mai sedata, come quella di Maria Lai e Carol Rama (della scorsa primavera, la mostra a Cagliari), con cui \u00e8 narrato il suo incontro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-1721 \" src=\"http:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Marras_sketches-220x300.jpg\" alt=\"marras_sketches\" width=\"188\" height=\"256\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Marras_sketches-220x300.jpg 220w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Marras_sketches.jpg 683w\" sizes=\"auto, (max-width: 188px) 100vw, 188px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cAntonio Marras: Nulla dies sine linea. Vita, diari e appunti di un uomo irrequieto\u201d \u00e8 il titolo di tutto questo. <em>Nulla dies sine linea<\/em>, riprendendo Plinio il Vecchio che cos\u00ec scriveva del pittore Apelle. Nessun giorno senza una linea. Una linea, un disegno, uno schizzo da tracciare con cui interpretare, riprendere e dar forma alla vita. Questa l\u2019urgenza di tradurre in segno ci\u00f2 che sta attorno e dentro s\u00e9. Un mondo visionario dove tutto diventa materiale artistico. Un caos creativo riordinato da Francesca Alfano Miglietti, che cura la mostra in Triennale, forte del suo lungo curriculum di curatele espositive e della sua esperienza come \u201cteorico di mutazioni legate ai linguaggi visivi\u201d, docente all&#8217;Accademia di Belle Arti di Bologna prima e di Brera poi. \u201cPer Marras \u2013 ella riferisce &#8211; tutto diventa materiale artistico: la sua storia personale, la sua isola, i suoi cani, gli orizzonti, il mare, la storia, gli stracci, i rapporti, le relazioni. Tutti gli ambiti che ha avvicinato, o da cui \u00e8 avvicinato, divengono materiali da usare al pari del collage, della fotografia, dell\u2019objet trouv\u00e8e, della pittura, della scultura, dell\u2019installazione. Materiali con cui ha un rapporto fisico, uno scontro corpo a corpo, con cui conduce quello scontro capace di far nascere un incontro. Un incontro unico e personale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1722  alignleft\" src=\"http:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/MARRAS_12d_Foto_Daniela_Zedda_ok-300x169.jpg\" alt=\"marras_12d_foto_daniela_zedda_ok\" width=\"375\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/MARRAS_12d_Foto_Daniela_Zedda_ok-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/MARRAS_12d_Foto_Daniela_Zedda_ok-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/MARRAS_12d_Foto_Daniela_Zedda_ok-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/MARRAS_12d_Foto_Daniela_Zedda_ok-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/MARRAS_12d_Foto_Daniela_Zedda_ok.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 375px) 100vw, 375px\" \/>Questo \u00e8 quello che abita Antonio Marras, stilista di Alghero, legatissimo alla sua terra e appunto da tempo noto per le contaminazioni creative, tra cinema e poesia, tra storia e arte visiva. Una carriera nella moda iniziata fortuitamente nel 1987. Nel 2008, \u00e8 anche direttore artistico per la maison Kenzo, dopo una collaborazione con il marchio iniziata nel 2003 con il pr\u00eat-\u00e0-porter donna. Il suo \u201cligazzio rubio\u201d (in sardo, legaccio rosso), trademark del suo stile, un vero e proprio \u201cfil rouge\u201d. Questo lega il suo percorso. Dagli abiti per le cantanti di Sanremo a quelli di scena per l&#8217;opera teatrale <em>Orfeo ed Euridice<\/em> come per <em>King Arthur <\/em>dei Motus. Sino alla vittoria del Premio Francesca Alinovi, protagonista di una delle ultime Biennali di Venezia. Un unico filo rosso, trama e ordito di \u201cun universo poetico teso fra linguaggi diversi, sospeso tra sconfinamenti da una materia all\u2019altra, da una tecnica all\u2019altra, da un\u2019espressivit\u00e0 all\u2019altra\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Triennale di Milano, viale Alemagna 6, Milano, T 02 724341 <a href=\"http:\/\/www.triennale.org\/\">www.triennale.org \u00a0<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Fonte di ispirazione. Respiro. L&#8217;arte \u00e8 il filo che cuce le creazioni dello stilista Antonio Marras ed \u00e8 ci\u00f2 che tesse le sue giornate. Indubbio, vedendo i suoi abiti e le sfilate. 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