{"id":20970,"date":"2024-06-01T12:05:46","date_gmt":"2024-06-01T11:05:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/una-movida-barbara-fotografie-di-ouka-leele-a-roma\/"},"modified":"2025-03-26T17:15:33","modified_gmt":"2025-03-26T16:15:33","slug":"una-movida-barbara-fotografie-di-ouka-leele-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/una-movida-barbara-fotografie-di-ouka-leele-a-roma\/","title":{"rendered":"Una movida B\u00e1rbara. Fotografie di Ouka Leele a Roma"},"content":{"rendered":"<div class=\"field_abstract\">\n<div class=\"field field-name-field-abstract field-type-text-long field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Un viaggio attraverso la lunga carriera &#8211; dal 1978 al 2014 &#8211; di <strong>Ouka Leele<\/strong> (Madrid 1957-2022) partendo dalle fotografie con cui ha allestito la sua prima mostra a Madrid,\u00a0<em>Peluquer\u00eda<\/em>, fino all&#8217;ultima serie realizzata nelle Asturie nel 2014,\u00a0<em>A donde la luz me lleve<\/em>.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"field_descrizione\">\n<div class=\"field field-name-field-descrizione field-type-text-long field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Ideata con l\u2019intento di proseguire la rassegna di fotografi spagnoli attivi nell\u2019ambito della\u00a0<em>movida madrile\u00f1a<\/em> degli anni Ottanta (in continuit\u00e0 con quella di Miguel Trillo gi\u00e0 ospitata presso lo stesso Museo), l&#8217;esposizione al <strong>Museo di Roma in Trastevere (visitabile fino al 7 luglio 2024)<\/strong> ripercorre l\u2019intera carriera di quest\u2019artista, vincitrice del Premio Nazionale di Fotografia nel 2005, presentando opere dalla sua prima esposizione, <em>Peluquer\u00eda<\/em>, fino agli ultimi lavori, come la serie scattata nelle Asturie\u00a0<em>A donde la luz me lleve<\/em>, o quella di disegni con motivi botanici\u00a0<em>Floreale<\/em>, offrendo una visione complessiva dell&#8217;universo creativo di Ouka Leele.<\/p>\n<div style=\"width: 958px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.museodiromaintrastevere.it\/sites\/default\/files\/f_immagine\/PELUQUER%C3%8DA%28_800.jpg\" alt=\"Postal Peluqueria. Merchandising produciso para el Festival de Fotografia de Arles 2019\" width=\"948\" height=\"1287\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Postal Peluqueria. Merchandising produciso para el Festival de Fotografia de Arles 2019<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In mostra circa 100 opere di diverse dimensioni, formati e tecniche (alcune delle quali originali), integrate da materiale documentario, prove di stampa, cataloghi, manifesti e materiale di merchandising prodotto con le sue immagini.<br \/>\nLa mostra comprende anche l&#8217;opera\u00a0<strong><em>Menina Liberada<\/em><\/strong>, l&#8217;unica opera di una fotografa donna esposta in modo permanente al Museo del Prado e rappresenta uno sguardo panoramico sulla carriera di un&#8217;artista, tanto prolifica quanto inclassificabile, che fin da giovanissima \u00e8 stata una risorsa essenziale dell&#8217;arte contemporanea spagnola e che ha contribuito in modo decisivo a collocare la fotografia tra i linguaggi della modernit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-14795 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/441529132_963273005798257_275884390860353742_n-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"927\" height=\"1236\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/441529132_963273005798257_275884390860353742_n-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/441529132_963273005798257_275884390860353742_n-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/441529132_963273005798257_275884390860353742_n-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/441529132_963273005798257_275884390860353742_n-1320x1760.jpg 1320w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/441529132_963273005798257_275884390860353742_n.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 927px) 100vw, 927px\" \/><br \/>\nNel marzo del 1980 comparvero per le strade del centro di Madrid dei piccoli adesivi gialli con la scritta &#8220;Finalmente a Madrid le fotografie di Ouka Lele, dal 6 al 29 marzo presso la Galer\u00eda Redor&#8221;. Era la prima volta che B\u00e1rbara Allende, che poi avrebbe cambiato il suo nome artistico in Ouka Leele, esponeva nella capitale spagnola. Completamente sconosciuta in citt\u00e0, e con alle spalle una sola mostra a Barcellona, si present\u00f2 come l&#8217;artista pi\u00f9 attesa del momento. Non ci volle molto perch\u00e9 lo diventasse e, nel 1987, il Museo d&#8217;Arte Contemporanea organizz\u00f2 la sua prima retrospettiva. Il suo lavoro suscitava grande interesse in un pubblico desideroso di tutto ci\u00f2 che rappresentasse una rottura con i codici artistici di un Paese che usciva da quattro decenni di dittatura.<\/p>\n<div style=\"width: 958px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.museodiromaintrastevere.it\/sites\/default\/files\/f_immagine\/Floraleza%202004_800.jpg\" alt=\"FLORALEZA 2004 Serigrafi\u0301 a en papel\" width=\"948\" height=\"1163\" \/><p class=\"wp-caption-text\">FLORALEZA 2004 Serigrafi\u0301 a en papel<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso della sua carriera Ouka Leele ha mantenuto la stessa ingenuit\u00e0, freschezza e capacit\u00e0 di provocare con cui aveva inaugurato la prima mostra a Madrid indossando un maialino in testa. Sebbene sia conosciuta come la fotografa della Movida, e sia stata sempre circondata da artisti dell&#8217;epoca, come Ceseepe, el Hortelano e Alberto Garc\u00eda-Al\u00edx, il suo stile ruppe con le altre visioni contemporanee.Appassionata di pittura, divenne nota per l&#8217;uso della fotografia in bianco e nero che illuminava con una grande variet\u00e0 di colori (a volte pi\u00f9 forti, a volte pi\u00f9 tenui). Tramite questa tecnica univa le sue sfaccettature di\u00a0 pittrice e fotografa e contribu\u00ec a elevare la fotografia, ancora considerata un&#8217;arte minore in Spagna, al livello delle grandi opere pittoriche che tante volte aveva visitato al Museo del Prado.\u00a0<strong>Ouka Leele<\/strong>\u00a0cre\u00f2 la &#8220;mistica domestica&#8221; trasformando oggetti di uso quotidiano come un ferro da stiro o un rasoio nel centro dell\u2019opera e forgi\u00f2 uno stile proprio caratterizzato dalla messa in scena delle sue opere e dalla libert\u00e0 creativa con cui risolveva ogni progetto, sia che si trattasse di una serie di dipinti floreali, di ritratti fotografici o di murales che di illustrazioni per libri, di manifesti istituzionali o di libri di poesie. Nel 2005 ricevette il pi\u00f9 alto riconoscimento artistico, il Premio Nazionale di Fotografia, e negli ultimi anni si dedic\u00f2 principalmente alla pittura.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un viaggio attraverso la lunga carriera &#8211; dal 1978 al 2014 &#8211; di Ouka Leele (Madrid 1957-2022) partendo dalle fotografie con cui ha allestito la sua prima mostra a Madrid,\u00a0Peluquer\u00eda, fino all&#8217;ultima serie realizzata nelle Asturie nel 2014,\u00a0A donde la luz me lleve. 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