{"id":21012,"date":"2023-11-18T16:43:55","date_gmt":"2023-11-18T15:43:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/antonio-niccolini-scenografo-dei-reali-teatri-di-napoli\/"},"modified":"2025-03-26T17:15:55","modified_gmt":"2025-03-26T16:15:55","slug":"antonio-niccolini-scenografo-dei-reali-teatri-di-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/antonio-niccolini-scenografo-dei-reali-teatri-di-napoli\/","title":{"rendered":"Antonio Niccolini, scenografo dei Reali Teatri di Napoli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stata inaugura marted\u00ec <strong>7 novembre<\/strong> 2023 nella\u00a0<strong>Sezione Teatrale della Certosa e Museo di San Martino<\/strong>\u00a0la mostra\u00a0<em><strong>\u201cAntonio Niccolini, scenografo dei Reali Teatri di Napoli\u201d<\/strong><\/em>, a cura di\u00a0<strong>Pier Luigi Ciapparelli<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Francesco Delizia<\/strong>, che sar\u00e0 aperta al pubblico\u00a0<strong>fino al 7 marzo<\/strong>\u00a02024.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Protagonista di una varia e ampia produzione che spazia dalle dimensioni urbane a quelle effimere della scenografia,\u00a0<strong>Antonio Niccolini<\/strong>\u00a0(San Miniato di Pisa, 21 aprile 1772 \u2013 Napoli, 9 maggio 1850) \u00e8 figura dominante nella cultura architettonica e teatrale napoletana della prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento. Non meno importante \u00e8 il suo impegno come primo professore della Reale Scuola di Scenografia \u2013 creata con Decreto Reale nel 1816 \u2013 di cui va considerato il vero promotore, avendone favorito la nuova organizzazione istituzionale e didattica, che viene approvata ed entra in vigore nel 1822, data anche della sua nomina a direttore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Accademia di Belle Arti di Napoli e la Certosa e Museo di San Martino intendono con questa iniziativa rendere omaggio allo scenografo-architetto, in continuit\u00e0 con le celebrazioni avviate nel 2022 in occasione dei 250 anni della sua nascita. La mostra \u00e8 incentrata su una selezione dei circa 350 bozzetti, studi e schizzi di scenografie appartenenti al Fondo Niccolini, conservato presso il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe della Certosa e Museo di San Martino, molti dei cui esemplari non sono mai stati esposti al pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-13601 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/400149882_736187348545386_4436384497308059002_n-300x185.jpg\" alt=\"\" width=\"918\" height=\"566\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/400149882_736187348545386_4436384497308059002_n-300x185.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/400149882_736187348545386_4436384497308059002_n-768x474.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/400149882_736187348545386_4436384497308059002_n.jpg 1020w\" sizes=\"auto, (max-width: 918px) 100vw, 918px\" \/>Allestita nella Sezione Teatrale, presenta, secondo un itinerario fondato sul regesto aggiornato della produzione di Niccolini per il teatro, circa 90 esemplari del Fondo e alcuni dipinti e incisioni da collezioni private e pubbliche, insieme ad alcune delle opere della collezione permanente del Museo legate ai temi della mostra, come il ritratto di Domenico Chelli di Gaetano Forte.<br \/>\nGrazie alla nuova cronologia degli spettacoli, espressamente redatta da\u00a0<strong>Paola De Simone<\/strong>\u00a0per l\u2019occasione e fondata sul regesto dei libretti di balli e opere sopravvissuti, sulle recensioni apparse nella pubblicistica dell\u2019epoca e su materiale documentario archivistico, si \u00e8 potuto aggiornare l\u2019impegno del maestro per i Reali Teatri partenopei, rivedendone anche le diverse fasi produttive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione \u00e8 articolata in sei sezioni, di cui la prima dedicata all\u2019esordio di Niccolini al Teatro di San Carlo nel 1807, documentata dagli splendidi bozzetti per il ballo\u00a0<em>Cesare in Egitto<\/em>\u00a0di Gaetano Gioja con musica di Wenzel Robert von Gallenberg e per il melodramma\u00a0<em>Aristodemo<\/em>\u00a0del binomio Rossi-Pavesi. Da questo importante debutto diparte la fase di produzione continuativa e intensa per i teatri reali, estesa fino al 1822 e documentata nella seconda sezione. Dagli spazi arcaici dell\u2019epopea omerica de\u00a0<em>L\u2019incendio di Troja<\/em>, all\u2019Egitto consapevolmente filtrato dalla temperie artistica romana de\u00a0<em>La morte di Cleopatra<\/em>, alla Roma di\u00a0<em>Numa Pompilio<\/em>, alle raffinatezze ellenistiche de\u00a0<em>Le nozze di Alessandro e Statira<\/em>, alla cultura artistica babilonese de\u00a0<em>La morte di Semiramide<\/em>, i diversi esemplari presentati dispiegano la complessit\u00e0 delle diverse ambientazioni richieste da poeti e coreografi e la libera interpretazione che lo scenografo ne restituisce nei suoi elaborati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-13607 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/400137919_736187351878719_4155131610864512582_n-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"913\" height=\"913\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/400137919_736187351878719_4155131610864512582_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/400137919_736187351878719_4155131610864512582_n-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/400137919_736187351878719_4155131610864512582_n-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/400137919_736187351878719_4155131610864512582_n-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/400137919_736187351878719_4155131610864512582_n-550x550.jpg 550w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/400137919_736187351878719_4155131610864512582_n.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 913px) 100vw, 913px\" \/><br \/>\nImportante momento di cesura dell\u2019attivit\u00e0 professionale di Niccolini \u00e8 l\u2019incendio del Teatro di San Carlo il 13 febbraio 1816. A questo disastroso evento e all\u2019allestimento del melodramma allegorico\u00a0<em>Il sogno di Partenope<\/em>\u00a0di Lampredi-Mayr, che celebra, il 12 gennaio 1817, la riapertura dell\u2019auditorio ricostruito, \u00e8 dedicata la terza\u00a0<em>tranche<\/em>\u00a0della mostra, il cui tema \u00e8 anticipato all\u2019inizio del percorso espositivo dalle ricostruzioni, a cura di docenti e allievi dell\u2019Accademia di Belle Arti di Napoli, del costume di Giacomo Pregliasco per Isabella Colbran nel ruolo di Partenope (con la direzione di Gabriele Pacchia Mayer e Zaira de Vincentiis) e della scenografia di Antonio Niccolini (con la supervisione di Antonio Di Ronza).<br \/>\nTra le opere presentate inerenti la distruzione, si distingue il noto capolavoro di Anton Sminck van Pitloo, puntuale reportage del tragico episodio messo a confronto con opere grafiche coeve, mentre il bozzetto di Niccolini e i figurini di Giacomo Pregliasco per lo spettacolo inaugurale evidenziano rispettivamente la inusuale e straordinaria dimensione onirica elaborata dal maestro, appropriata alla vicenda raccontata dal testo, e l\u2019elegante classicismo dell\u2019et\u00e0 della Restaurazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultima fase di attivit\u00e0 per il teatro di Niccolini, che si sviluppa in modo intermittente tra il 1823 e il 1840, viene raccontata nella quarta sezione della mostra, in cui si collocano, oltre alle diverse occasioni dettate dal cerimoniale di corte, importanti allestimenti per opere teatrali di Pacini, Rossini, Mercadante e Donizetti, tra gli altri. Le produzioni alle quali partecipa lo inducono a esplorare culture ancora poco note al pubblico della prima met\u00e0 Ottocento, come gli Inca del Per\u00f9, gli Aztechi del Messico, l\u2019India brahmanica e luoghi lontani quali le isole Antille e la Florida.<br \/>\nRisultato delle sue esperienze nello studio e conservazione delle antichit\u00e0 pompeiane, \u00e8, inoltre, l\u2019ampio spazio dedicato a\u00a0<em>L\u2019ultimo giorno di Pompei<\/em>\u00a0di Tottola-Pacini (1825), uno dei pi\u00f9 fortunati successi dello scenografo, al quale il compositore attribuisce l\u2019invenzione del soggetto dell\u2019opera. Per questo episodio sono presentate due gouaches ancora poco note agli studiosi di scenografia, che illustrano due varianti dello spettacolo messe a confronto con le incisioni raffiguranti le stesse scene del celebre allestimento replicato alla Scala di Milano scaligero due anni dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-13606 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/400181147_736187355212052_2155108038369237560_n-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"924\" height=\"924\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/400181147_736187355212052_2155108038369237560_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/400181147_736187355212052_2155108038369237560_n-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/400181147_736187355212052_2155108038369237560_n-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/400181147_736187355212052_2155108038369237560_n-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/400181147_736187355212052_2155108038369237560_n-550x550.jpg 550w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/400181147_736187355212052_2155108038369237560_n.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 924px) 100vw, 924px\" \/><br \/>\nOltre al Teatro di San Carlo, anche i palcoscenici del Teatro del Fondo (oggi Mercadante), in quanto teatro reale, e della pi\u00f9 piccola sala dei Fiorentini nei pressi di via Toledo sono interessati dall\u2019attivit\u00e0 del maestro. A questa produzione \u00e8 dedicata la quinta sezione con alcuni bozzetti che mostrano il suo sapiente controllo dello spazio scenico: in palcoscenici molto pi\u00f9 angusti del Massimo, Niccolini riesce a costruire architetture complesse come la \u00abMagnifica Moschea\u00bb per\u00a0<em>Zaira<\/em>\u00a0(1813) o ambientazioni \u201crustiche\u201d, come il cortile di una locanda toscana per\u00a0<em>L\u2019audacia delusa<\/em>\u00a0(1813), commedia in musica di Palomba e Mosca, ove inserisce elementi derivati dalla propria esperienza personale nelle terre native.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultimo segmento della mostra \u00e8 dedicato a una selezione degli esemplari ancora non riferiti a spettacoli, o la cui identificazione \u00e8 dubbia, e consente di ripercorrere diversi tipi di spazi e ambienti urbani dove \u00e8 evidente l\u2019utilizzo della metodologia progettuale sperimentata da Niccolini in teatro, qui illustrata in diversi disegni di note opere dell\u2019architetto, come la Villa Floridiana e la Casina di Villa Ruffo, messi a confronto con gli elaborati a destinazione scenica, da cui emergono la sua interpretazione della scenografia come rappresentazione dei \u2018caratteri\u2019 delle diverse nazioni e la straordinaria sensibilit\u00e0 per i temi del giardino e del paesaggio.<br \/>\nIl percorso si conclude con la restituzione in modelli tridimensionali di alcune delle scenografie pi\u00f9 rappresentative, a cura della cattedra di Modellistica dell\u2019Accademia di Belle Arti di Napoli coordinata da Rosario Barone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-13604 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/399277540_736187338545387_8104414334374757769_n-300x185.jpg\" alt=\"\" width=\"915\" height=\"564\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/399277540_736187338545387_8104414334374757769_n-300x185.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/399277540_736187338545387_8104414334374757769_n-768x474.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/399277540_736187338545387_8104414334374757769_n.jpg 1020w\" sizes=\"auto, (max-width: 915px) 100vw, 915px\" \/><br \/>\nCompleta l\u2019allestimento permanente della Sezione il dispositivo multimediale realizzato nell\u2019ambito di una convenzione tra la Direzione regionale Musei Campania e il Centro Interdipartimentale di ricerca URBAN\/ECO dell\u2019Universit\u00e0 Federico II di Napoli, diretto da\u00a0<strong>Franco Cutugno<\/strong>, per il progetto CHROME (Cultural Heritage Orienting Multimodal Experience \u2013 PRIN MIUR 2015). Il dispositivo, in via di ultimazione, consente di accedere alla banca dati dell\u2019intero Fondo Niccolini e di consultare e visualizzare le schede e le immagini ad alta risoluzione dei circa novecento fogli che lo compongono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 accompagnata dal catalogo, a cura di\u00a0<strong>Pier Luigi Ciapparelli<\/strong>\u00a0ed edito da\u00a0<strong>Arte\u2019m<\/strong>, che raccoglie contributi dei principali studiosi dell\u2019opera di Antonio Niccolini scenografo, con significativi documenti d\u2019archivio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019inaugurazione, che ha luogo oggi marted\u00ec 7 novembre alle 14.30 (apertura al pubblico alle ore 17.00), alla presenza del Ministro della Cultura\u00a0<strong>Gennaro Sangiuliano<\/strong>, partecipano il Direttore regionale Musei Campania,\u00a0<strong>Massimo Osanna<\/strong>, il Direttore della Certosa e Museo di San Martino,\u00a0<strong>Francesco Delizia<\/strong>, il Presidente e il Direttore dell\u2019Accademia di Belle Arti di Napoli,\u00a0<strong>Rosaria Marchese<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Giuseppe Gaeta<\/strong>,\u00a0<strong>Renato Lori<\/strong>\u00a0gi\u00e0 Direttore dell\u2019Accademia e il curatore della mostra\u00a0<strong>Pierluigi Ciapparelli<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 stata inaugura marted\u00ec 7 novembre 2023 nella\u00a0Sezione Teatrale della Certosa e Museo di San Martino\u00a0la mostra\u00a0\u201cAntonio Niccolini, scenografo dei Reali Teatri di Napoli\u201d, a cura di\u00a0Pier Luigi Ciapparelli\u00a0e\u00a0Francesco Delizia, che sar\u00e0 aperta al pubblico\u00a0fino al 7 marzo\u00a02024. 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