{"id":21067,"date":"2023-05-30T13:16:35","date_gmt":"2023-05-30T12:16:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/teatri-e-gente-ditalia-intervista-ad-alberto-mattioli\/"},"modified":"2025-03-26T17:16:23","modified_gmt":"2025-03-26T16:16:23","slug":"teatri-e-gente-ditalia-intervista-ad-alberto-mattioli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/teatri-e-gente-ditalia-intervista-ad-alberto-mattioli\/","title":{"rendered":"Teatri e gente d&#8217;Italia. Intervista ad Alberto Mattioli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Scrittore, giornalista, grande esperto d\u2019opera (ad oggi \u00e8 alla sua recita numero 1.989) e una delle voci pi\u00f9 autorevoli della critica in Italia: \u00e8 <strong>Alberto Mattioli<\/strong>. E oggi esce <a href=\"https:\/\/www.garzanti.it\/libri\/alberto-mattioli-gran-teatro-italia-9788811008798\/\"><strong><em>Gran Teatro Italia. Viaggio sentimentale nel paese del melodramm<\/em><em>a<\/em><\/strong><\/a>, il suo nuovo libro edito da Garzanti, <em>\u201c<\/em>un tentativo di raccontare l\u2019Italia attraverso i suoi teatri d\u2019opera (e viceversa)\u201d, come dice lo stesso autore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In 190 pagine \u00e8 condensata un\u2019importantissima parte della nostra storia, quella che purtroppo non insegnano a scuola. Soltanto in Italia i teatri sono qualcosa di pi\u00f9 di un semplice luogo per godersi lo spettacolo, in passato si andava per stare in compagnia, per discutere di politica, per divertirsi. E nonostante sia cambiato molto, se non tutto, negli ultimi quarant\u2019anni, i teatri continuano ad essere fulcro della vita sociale e musicale di ogni citt\u00e0. Proprio per questo, suggerisce Mattioli, offrono la prospettiva migliore per osservare e cercare di comprendere l&#8217;Italia. Detto fatto, attraverso un racconto molto divertente, ricco di spunti, aneddoti e curiosit\u00e0, ottenuto anche percorrendo lo Stivale in tutta la sua lunghezza e percorrendo cos\u00ec un specie di Gran Tour: dal Regio di Torino al Massimo di Palermo, dai velluti rossi della Scala di Milano alle pietre dell&#8217;Arena di Verona, dai palchi dei minuscoli teatri storici marchigiani alle ampie sale del San Carlo di Napoli, per scoprire come le storie si mescolano alle leggende per fondare miti, ma anche come cambiano i gusti e le abitudini del pubblico, il ruolo avuto dai loggioni nei debutti celebri e nei fiaschi clamorosi, quali grandi viaggiatori stranieri hanno amato i palcoscenici nostrani.<\/p>\n<div id=\"attachment_12472\" style=\"width: 880px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-12472\" class=\" wp-image-12472\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/GTI-Copertina-1-195x300.jpg\" alt=\"\" width=\"870\" height=\"1338\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/GTI-Copertina-1-195x300.jpg 195w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/GTI-Copertina-1-768x1180.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/GTI-Copertina-1-1333x2048.jpg 1333w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/GTI-Copertina-1-1320x2028.jpg 1320w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/GTI-Copertina-1.jpg 1654w\" sizes=\"auto, (max-width: 870px) 100vw, 870px\" \/><p id=\"caption-attachment-12472\" class=\"wp-caption-text\">GTI, copertina<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><em>&#8220;Il teatro accumula l\u2019Italia lasciandola divisa&#8221;<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\"><br \/>\nIl nuovo \u201clibrino\u201d (come lo chiama vezzosamente l\u2019autore) avr\u00e0 un tour di presentazioni. Per ora sono confermati due appuntamenti: il primo a <\/span><strong style=\"text-align: justify;\">Mantova il 31 maggio alle 18.30<\/strong><span style=\"text-align: justify;\"> nel Salone di Palazzo Castiglioni, nell\u2019ambito del festival <\/span><em style=\"text-align: justify;\">Trame Sonore<\/em><span style=\"text-align: justify;\">; il secondo, il <\/span><strong style=\"text-align: justify;\">13 giugno alle 18.00 al Ridotto della Scala<\/strong><span style=\"text-align: justify;\"> con interlocutori anche il Sovrintendente Dominque Meyer e Francesco Maria Colombo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho parlato con Mattioli per saperne di pi\u00f9 (aggiungo che \u00e8 un gran signore, mi ha trattata come fossi gi\u00e0 una sua collega di lungo corso).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come stanno in salute i teatri d\u2019opera?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSecondo me in Italia abbastanza male. Questo \u00e8 un po\u2019 un paradosso perch\u00e9, a differenza di quello che si crede in Italia, l\u2019opera sta attraversando un ottimo momento nel mondo globalizzato. Infatti, negli ultimi anni, sono stati aperti nuovi teatri in Cina e anche nei paesi arabi. Invece in Italia, che paradossalmente \u00e8 il paese che l\u2019ha inventata ed \u00e8 l&#8217;unico paese di cui l&#8217;opera veramente costituisca un elemento dell&#8217;identit\u00e0 nazionale, la situazione \u00e8 piuttosto deprimente. Intanto perch\u00e9 la politica non \u00e8 interessata ai teatri d&#8217;opera se non come fonte di clientelismo e lo si \u00e8 visto incredibilmente con questa vicenda del San Carlo dove il pi\u00f9 antico teatro d&#8217;opera ininterrottamente in attivit\u00e0, \u00e8 stato considerato una specie di deposito per liberare altre posizioni di potere. C&#8217;\u00e8 un sistema organizzativo vecchio, superato, ancora troppo dipendente dal finanziamento pubblico e c&#8217;\u00e8 una grande paura di innovare, di inventare, per cui \u00e8 dato scarsissimo spazio all&#8217;opera contemporanea, mentre invece al Metropolitan di New York &#8211; abbiamo appena saputo \u2013 un terzo della programmazione sar\u00e0 rivolta alle opere contemporanee. E scarsissimo spazio \u00e8 dato all\u2019altra grande opera contemporanea di oggi che \u00e8 il Barocco e c\u2019\u00e8 assoluta ripetitivit\u00e0 e noia negli allestimenti. Insomma, il quadro in Italia \u00e8 piuttosto deprimente\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_12465\" style=\"width: 962px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-12465\" class=\" wp-image-12465\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/310146792_5451370831637783_4146834485040332744_n-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"952\" height=\"634\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/310146792_5451370831637783_4146834485040332744_n-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/310146792_5451370831637783_4146834485040332744_n-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/310146792_5451370831637783_4146834485040332744_n-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/310146792_5451370831637783_4146834485040332744_n-1-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/310146792_5451370831637783_4146834485040332744_n-1-900x600.jpg 900w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/310146792_5451370831637783_4146834485040332744_n-1-1320x880.jpg 1320w\" sizes=\"auto, (max-width: 952px) 100vw, 952px\" \/><p id=\"caption-attachment-12465\" class=\"wp-caption-text\">\u00a9 Alberto Mattioli<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qui da noi sono ancora il fulcro della vita civile delle citt\u00e0? E pi\u00f9 nelle grandi citt\u00e0 o nelle piccole?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abChiaramente non lo sono pi\u00f9 perch\u00e9 non dimentichiamoci che la fruizione del teatro d&#8217;opera nel Settecento e Ottocento era completamente diversa da quella attuale, cio\u00e8 si andava a teatro tutte le sere nei periodi in cui c&#8217;era la stagione anche perch\u00e9, oggettivamente, c&#8217;erano poche altre distrazioni in un paese dove la vita sociale \u00e8 sempre stata molto rudimentale, dove si \u00e8 sempre letto molto poco e dove il teatro di prosa, bench\u00e9 sia sempre esistito, \u00e8 sempre stato considerato meno importante di quello musicale. Si andava a teatro anche per ragioni molto banali: nelle notti d&#8217;inverno la gente, ricchi e poveri tutti, che viveva nei palazzi di pietra sostanzialmente irriscaldabili dove l&#8217;illuminazione, per esempio, costava moltissimo (le candele erano un lusso a quei tempi) andava a teatro perch\u00e9 l\u00ec c\u2019erano caldo, luce e compagnia. Da qui la stravagante caratteristica dei teatri italiani che non sono stati pensati e costruiti per vedere nelle migliori condizioni possibili uno spettacolo, ma come luogo di socialit\u00e0. Il sistema dei palchetti \u00e8 del tutto irrazionale se lo scopo \u00e8 quello di vedere bene lo spettacolo, \u00e8 invece molto intelligentemente concepito per passarci la serata. Prendiamo la stagione di carnevale di un teatro italiano nel 1700 che cominciava il 26 dicembre e finiva il Marted\u00ec Grasso, cio\u00e8 la sera prima della Quaresima. Chi aveva un palco andava a teatro tutte le sere, ma \u00e8 impensabile che per quaranta sere uno dovesse assistere in silenzio, al buio, alle repliche di due o tre opere. \u00c8 chiaro che \u00e8 tutt&#8217;altro che ascoltare musica, \u00e8 un ascolto completamente diverso, e a teatro si andava per mangiare, fare conversazione, ballare, parlare, giocare d&#8217;azzardo, fare l&#8217;amore, eccetera. Da qui l\u2019enorme importanza che hanno gli spazi destinati alla socialit\u00e0: i ridotti, i caff\u00e8, le gallerie e cos\u00ec via. Se guardi, per esempio, i teatri di Broadway e del West End che sono molto grandi e belli, non hanno degli spazi cos\u00ec perch\u00e9 lo scopo \u00e8 quello di vedere lo spettacolo e vendere biglietti. La fruizione teatrale italiana \u00e8 sempre stata diversissima, infatti mi ha fatto molto ridere la polemica nella quale sono stato coinvolto anch&#8217;io \u00a0quest&#8217;inverno, sul presunto oltraggio che sarebbe stato ospitare alla Scala un concerto di Paolo Conte. Alla Scala ci sono stati prestigiatori, addestratori di animali\u2026il tempio \u00e8 gi\u00e0 stato ampiamente sconsacrato!\u00bb<\/p>\n<div id=\"attachment_12466\" style=\"width: 915px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-12466\" class=\" wp-image-12466\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Milano_Teatro_alla_Scala_Postkarte_001-300x189.jpg\" alt=\"\" width=\"905\" height=\"570\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Milano_Teatro_alla_Scala_Postkarte_001-300x189.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Milano_Teatro_alla_Scala_Postkarte_001-1024x646.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Milano_Teatro_alla_Scala_Postkarte_001-768x484.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Milano_Teatro_alla_Scala_Postkarte_001-1536x968.jpg 1536w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Milano_Teatro_alla_Scala_Postkarte_001-1320x832.jpg 1320w\" sizes=\"auto, (max-width: 905px) 100vw, 905px\" \/><p id=\"caption-attachment-12466\" class=\"wp-caption-text\">La sala vista dal palcoscenico in una cartolina dei primi anni del Novecento<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C\u2019\u00e8 differenza nell&#8217;andare a teatro nelle grandi citt\u00e0 rispetto a quelle pi\u00f9 piccole? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abBeh, io penso che nelle grandi citt\u00e0, che poi in Italia sono molto meno di quelle che si pensano, l\u2019offerta teatrale \u00e8 molto maggiore quindi \u00e8 chiaro che in una citt\u00e0 di provincia l&#8217;attenzione \u00e8 pi\u00f9 concentrata. Prendo una citt\u00e0 come Modena che ha un buon teatro di tradizione, ci saranno quindici recite d&#8217;opera in una stagione, venti se vogliamo essere ottimisti, mentre alla Scala sono centocinquanta; \u00e8 ovvio che a Milano hai una possibilit\u00e0 di scelta che altrove non hai. E a proposito della domanda di prima, io non credo che i teatri siano ancora al centro della vita sociale, culturale e mondana delle citt\u00e0 come erano fino all&#8217;avvento del cinema, tuttavia credo che restino una componente molto importante della loro identit\u00e0 e che mantengano comunque, se non altro a livello spinale e di memoria, un peso che non ha eguali nel resto del mondo civilizzato. Io penso che le uniche due citt\u00e0 dove il tassista ti parla delle malefatte del locale teatro d\u2019opera siano Milano e Vienna. Non esiste da nessuna altra parte un rapporto simbiotico fra teatro e citt\u00e0 come c\u2019\u00e8 a Milano e a Vienna\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quanto \u00e8 durato il Gran Tour dei teatri? Hai scelto di fare un giro e delle opere particolari apposta per il libro?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abQuesto Gran Tour dura da quando sono nato. Diciamo che mancheranno delle piazze che sono importanti e significative, le prime che mi vengono in mente sono Genova, Trieste e Cagliari. Per\u00f2 \u00e8 chiaro che io ho parlato delle citt\u00e0 che in qualche modo conosco, quelle dove ho vissuto o dove sono stato molto spesso o dove conosco della gente, per cui in realt\u00e0 io ho parlato di Milano, che \u00e8 la parte ovviamente pi\u00f9 ampia del libro, di Torino, Verona, Venezia; poi ci sono due capitoli collettivi, uno sull&#8217;Emilia Romagna e un altro sulle Marche; ci sono Firenze, Roma, Napoli, Palermo; un breve e divertente capitolo dedicato ai teatri pi\u00f9 piccoli d&#8217;Italia, che sembra un po\u2019 un intermezzo buffo come si mettevano nell\u2019opera seria. E poi c&#8217;\u00e8 un finale un po\u2019 a sorpresa perch\u00e9 dedicato a Siracusa dove l\u2019opera oggi non si fa ma dove, devo dire, l&#8217;estate scorsa sono andato per la prima volta a vedere le tragedie al Teatro Greco e questa cosa mi ha molto colpito e molto fatto riflettere. Non voglio anticipare nulla ma ho avuto un\u2019esperienza molto forte che in qualche modo mi ha riportato alle origini di tutto, che poi le origini di tutto sono quelle l\u00ec\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_12467\" style=\"width: 952px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-12467\" class=\" wp-image-12467\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/SiparioTCMO_byRinaldoRinaldi_ph\u00aeRolandoPaoloGuerzoni_023-300x205.jpg\" alt=\"\" width=\"942\" height=\"643\" \/><p id=\"caption-attachment-12467\" class=\"wp-caption-text\">Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena \u00a9 Rolando Paolo Guerzoni<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma i teatri oggi rispecchiano di pi\u00f9 le istituzioni che li governano o il pubblico? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPurtroppo rispecchiano pi\u00f9 le istituzioni che li governano e non abbastanza il loro pubblico. Io credo che il pubblico italiano sia molto pi\u00f9 curioso e sveglio di quanto chi governa i teatri pensi, tradizionalmente il pubblico italiano \u00e8 sempre stato un pubblico sveglio e veloce nel recepire le novit\u00e0. L&#8217;idea che il teatro sia un museo, un&#8217;idea profondamente sbagliata, \u00e8 anche un\u2019idea molto recente. Fino all\u2019inizio degli anni \u201980, infatti, l&#8217;Italia era all&#8217;avanguardia nel panorama del teatro musicale oggi invece alla retroguardia, ma ci sono delle ragioni molto complesse su questo che non ho affrontato nel libro &#8211; perch\u00e9 il libro parla di altre cose &#8211; per\u00f2 \u00e8 un dato di fatto\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_12468\" style=\"width: 948px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-12468\" class=\" wp-image-12468\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Teatro-Greco-di-Siracusa-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"938\" height=\"625\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Teatro-Greco-di-Siracusa-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Teatro-Greco-di-Siracusa-1024x681.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Teatro-Greco-di-Siracusa-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Teatro-Greco-di-Siracusa-900x600.jpg 900w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Teatro-Greco-di-Siracusa-1320x878.jpg 1320w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Teatro-Greco-di-Siracusa.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 938px) 100vw, 938px\" \/><p id=\"caption-attachment-12468\" class=\"wp-caption-text\">\u00a9 Teatro Greco di Siracusa<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Immagino l\u2019orgoglio soprattutto nei piccoli o minuscoli teatri della provincia di entrare a far parte di questo Tour: secondo te che cosa si aspettano dal libro?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDal mio libro niente, perch\u00e9 non conto assolutamente nulla. La cosa interessante \u00e8 che l&#8217;Italia \u00e8 sempre stato un paese policentrico e di capitali ed \u00e8 abbastanza paradossale perch\u00e9 ci sono delle localit\u00e0 che oggi sono dei puntini minuscoli sulla superficie del mondo, dei paesoni diciamo, che non contano assolutamente nulla e che sono stati, come dire, delle capitali culturali del mondo. Pensa a Urbino o a Ferrara, o a Mantova con i suoi quarantanovemila abitanti, e capisci che rispetto a una metropoli cinese non conta nulla dal punto di vista demografico ed economico per\u00f2 \u00e8 stato uno dei posti dove hanno inventato il Rinascimento, che non \u00e8 poco! L\u2019Italia \u00e8 piena di \u201ccapitaline\u201d per le quali, fra l&#8217;altro, l\u2019Unit\u00e0 fu una catastrofe. Penso a Parma, a Modena, a Lucca. E devo dire che i cosiddetti teatri di tradizione sono mediamente molto meglio gestiti dalle fondazioni lirico-sinfoniche perch\u00e9 sono molto pi\u00f9 snelli, hanno un rapporto con il pubblico molto pi\u00f9 diretto e immediato. E quindi, a disparit\u00e0 di risorse, mediamente producono cose fatte meglio e con pi\u00f9 amore. L\u2019unico posto dove penso che non prenderanno bene questo libro \u00e8 Parma (<em>e ride sornione<\/em>)\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Gran Teatro Italia<\/em><\/strong> \u00e8 disponibile da oggi in libreria o online <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Teatro-Italia-Viaggio-sentimentale-melodramma\/dp\/8811008794\/ref=sr_1_1?crid=56Q3OCR54L90&amp;keywords=gran+teatro+italia+mattioli&amp;qid=1685419152&amp;sprefix=gran+teatro+it%2Caps%2C106&amp;sr=8-1\"><strong>qui<\/strong><\/a><strong>. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrittore, giornalista, grande esperto d\u2019opera (ad oggi \u00e8 alla sua recita numero 1.989) e una delle voci pi\u00f9 autorevoli della critica in Italia: \u00e8 Alberto Mattioli. E oggi esce Gran Teatro Italia. 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