{"id":21073,"date":"2023-05-16T15:31:11","date_gmt":"2023-05-16T14:31:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/biennale-architettura-2023-sacred-landscapes\/"},"modified":"2025-03-26T17:16:26","modified_gmt":"2025-03-26T16:16:26","slug":"biennale-architettura-2023-sacred-landscapes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/biennale-architettura-2023-sacred-landscapes\/","title":{"rendered":"Biennale Architettura 2023. Sacred Landscapes"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Una mostra collettiva pensata per raccontare la relazione tra la spiritualit\u00e0 e la natura:\u00a0<em><strong>Sacred Landscapes\u00a0<\/strong><\/em>\u00e8 il progetto che la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cini.it\/\"><strong>Fondazione Giorgio Cini<\/strong><\/a>\u00a0presenta in occasione della\u00a0Biennale Architettura 2023,\u00a0dal 18 maggio al 26 novembre. Un percorso espositivo che nasce dall\u2019esperienza del suo curatore,\u00a0Marco Delogu, alle\u00a0Vatican Chapels\u00a0nel bosco dell\u2019Isola di San Giorgio, dalle suggestioni vissute nel parco e dall\u2019intenso rapporto con la spiritualit\u00e0 evocata dal contesto.<br \/>\nUn luogo verde e silenzioso nella laguna, tra acqua, cielo e terra, ideale per condurre alla riflessione e all\u2019esperienza spirituale. Per raccontare questo viaggio introspettivo sono stati riuniti i lavori di\u00a0dieci grandi nomi della fotografia mondiale\u00a0&#8211;\u00a0<strong>Don McCullin,\u00a0Tim Davis, Marco Delogu, Graciela Iturbide,\u00a0Sally Mann,\u00a0Martin Parr, Annie Ratti,\u00a0Guy Tillim,\u00a0<\/strong><strong>Paolo Ventura, Francesca Woodman<\/strong>\u00a0&#8211;\u00a0ciascuno\u00a0posto in relazione con le architetture delle cappelle: il primo Padiglione della Santa Sede alla Biennale Esposizione Internazionale di Architettura \u2013 La Biennale di Venezia del 2018, composto da dieci cappelle\u00a0permanenti all\u2019interno del bosco della Fondazione Giorgio Cini\u00a0e inserito nel percorso delle visite guidate.<br \/>\nUn progetto promosso dalla Santa Sede e sostenuto dalla Fondazione, che attiva la missione dell\u2019istituzione di generare nuove possibilit\u00e0 creative e di dialogo, un terreno di confronto unico per la nascita di nuove esperienze artistiche, di valorizzazione e scambio interculturale.<br \/>\nRealizzate da architetti di fama mondiale provenienti da Italia, Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, USA, Australia, Brasile, Giappone, Cile\/Serbia e Paraguay, le\u00a0Vatican Chapels\u00a0alla Fondazione Giorgio Cini rappresentano un\u2019indagine sui luoghi della spiritualit\u00e0 contemporanea. Realizzate rispettando lo spazio naturale circostante, sorgono in un ambiente naturale quale il bosco che diviene metafora del peregrinare della vita. Il progetto, ispirato alla Cappella del bosco di Gunnar Asplund costruita nel 1920 nel cimitero di Stoccolma e curato dal professor Francesco Dal Co.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.arte.it\/foto\/600x450\/0f\/139499-Ricardo_Flores_Eva_Prats_.png\" alt=\"Ricardo Flores &amp; Eva Prats\" width=\"934\" height=\"700\" \/><br \/>\nPer il Segretario Generale della Fondazione Giorgio Cini\u00a0Renata Codello: \u00abLa mostra\u00a0Sacred Landscapes\u00a0assume un ruolo fondamentale nel sottolineare l&#8217;importanza della sacralit\u00e0 come luogo, alla sua connessione con lo spazio, qui inteso anche come paesaggio. Allo stesso tempo, riflette sul ruolo dell&#8217;uomo come custode e creatore di significati; ci richiama alla responsabilit\u00e0 di preservare e valorizzare la dimensione spirituale della vita, invitandoci a pensare alle diverse possibilit\u00e0 espressive del paesaggio nella definizione formale dello spazio contemporaneo. Una nuova dimensione da scoprire attraverso le fotografie di dieci grandi autori, selezionati da Marco Delogu ad accompagnare in questo percorso, attraverso il bosco e le Cappelle dello straordinario progetto curato dal professor Francesco Dal Co. Un orizzonte che si arricchisce, una\u00a0 volta di pi\u00f9, del dialogo tra le arti, nella missione di valorizzazione e restituzione promosso dalla Fondazione Giorgio Cini\u00bb<br \/>\nCon questo spirito nasce\u00a0Sacred Landscapes, il chiasmo tra gli scatti selezionati da Marco Delogu e questi luoghi di culto della natura; qui il fotografo inglese\u00a0Don McCullin, noto per i suoi scatti in cui ha documentato le atrocit\u00e0 dei conflitti e le violente ingiustizie nel mondo, entra nella cappella progettata da\u00a0Norman Foster\u00a0con l\u2019immagine\u00a0Il bosco di Ravello\u00a0(2005): una composizione solenne, intrisa di misticismo e di sacralit\u00e0 che interagisce con la fitta composizione e l\u2019ambiente evocativo dell\u2019architetto. La statunitense\u00a0Sally Mann\u00a0porta\u00a0Deep South #22\u00a0(2004) nella cappella del cileno\u00a0Smiljan Radic: un\u2019immagine in cui protagonista \u00e8 un tronco che emerge dall\u2019acqua, oscura eppure serena, in dialogo con il tronco senza fronde custodito e protetto dall\u2019architettura, come un\u2019esatta risposta alla medesima celebrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.giornaledellamusica.it\/sites\/default\/files\/news\/featured_image\/Fondazione%20Cini_volo.jpg\" alt=\"La Fondazione Cini e la musica nel 2019 | Il giornale della musica\" \/><br \/>\nReturn to the Woods\u00a0\u00e8 l\u2019opera scelta di\u00a0Francesca Woodman\u00a0(1980), fotografa americana, scomparsa prematuramente a soli 22 anni. Nell\u2019estate del 1980, nello suo studio, l\u2019artista immagina di restituire il tavolo in legno all\u2019albero, al bosco, in una metamorfosi tra artificiale, umano e naturale. L\u2019opera condivide con la\u00a0Cappella del Mattino\u00a0di\u00a0Ricardo Flores\u00a0ed\u00a0Eva Prats\u00a0la tonalit\u00e0 dell\u2019intonaco di cocciopesto, caratteristica del materiale edilizio offrendo insieme, prospettive alternative e possibilit\u00e0 di essere luoghi di incontro.<br \/>\nLa\u00a0Desert house\u00a0(2021) del fotografo\u00a0Tim Davis\u00a0si infuoca nei colori del cielo all\u2019imbrunire, stagliandosi nel deserto su una collina rocciosa, come un miraggio che appare all\u2019interno dell\u2019architettura di\u00a0Francesco Cellini.<br \/>\nCon la serie\u00a0Second Nature, Tahiti\u00a0(2011) il sudafricano\u00a0Guy Tillim\u00a0si allontana dalla fotografia documentaristica che ha caratterizzato il suo lavoro &#8211; raccontando al mondo gli effetti dell\u2019Apartheid, il dramma dei bambini soldato nel Congo, il post colonialismo &#8211;\u00a0andando alla (ri)scoperta del paradiso in terra, sulle orme di James Cook e Paul Gauguin, affrontando lo stesso dilemma degli autori: come rappresentare un paesaggio tanto idilliaco, raccontando le potenzialit\u00e0 e i limiti del mezzo fotografico. Una riflessione che in\u00a0Sacred Landscapes\u00a0prende corpo nella struttura circolare, sospesa tra cielo e terra, di\u00a0Javier Corval\u00e1n.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/004-vaticano-corvalan-1527767186.jpg?crop=1xw:1xh;center,top&amp;resize=480:*\" alt=\"La cappella-scultura del paraguaiano Javier Corval\u00e0n nell'Isola di San Giorgio\" width=\"926\" height=\"638\" \/><\/p>\n<p>E ancora, il paesaggio etereo e astratto di\u00a0Natura bianca #14\u00a0(2008) di\u00a0Marco Delogu, creato dal movimento del vento e da un&#8217;atmosfera di cielo bianco e basso, dialoga con il piccolo edificio ecosostenibile, un dettagliato luogo di culto, di\u00a0Terunobu Fujimori. L\u2019immagine della\u00a0Crimsworth Dean Methodist Chapel\u00a0(1971) di\u00a0Martin Parr\u00a0racconta di un luogo fortemente simbolico e identitario di una comunit\u00e0 dello Yorkshire, entrando in una nuova narrazione in cui dialoga con il senso di ritrovo e condivisione della cappella di\u00a0Andrew Berman.<\/p>\n<p>I quattro scatti che compongono l\u2019opera fotografica di\u00a0Annie Ratti, artista poliedrica,\u00a0Mushrooms\u00a0(2014) adagiata sul terreno in prossimit\u00e0 della cappella di\u00a0Carla Juacaba, ritrae differenti fasi di crescita di un fungo dalle propriet\u00e0 allucinogene. Le composizioni lineari e la compattezza cromatica della fotografia\u00a0Milano 2023\u00a0di\u00a0Paolo Ventura\u00a0sono affiancate alla presenza discreta, come una pura linea tracciata nella natura, della cappella vaticana dell&#8217;architetto australiano\u00a0Sean Godsell. Il percorso ideale si chiude tra i luoghi fisici e dell\u2019anima, mitologie e culti arcaici trasportati nel contemporaneo che accomunano il lavoro di\u00a0Graciela Iturbide\u00a0nel ritratto della\u00a0Mujer Angel\u00a0(2011), una donna indigena del Messico del popolo Seri abitante del deserto di Sonora, inserita nell\u2019architettura di\u00a0Eduardo Souto de Moura: spessi blocchi di pietra di Vicenza, poggiati l\u2019uno sull\u2019altro, che si percepiscono come un antico monolite.<\/p>\n<p>La\u00a0mostra \u00e8 realizzata con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e verr\u00e0 presentata in diversi Istituti di Cultura Italiana nel mondo. Il progetto \u00e8 realizzato in collaborazione con Zintek.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una mostra collettiva pensata per raccontare la relazione tra la spiritualit\u00e0 e la natura:\u00a0Sacred Landscapes\u00a0\u00e8 il progetto che la\u00a0Fondazione Giorgio Cini\u00a0presenta in occasione della\u00a0Biennale Architettura 2023,\u00a0dal 18 maggio al 26 novembre. 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