{"id":21105,"date":"2023-03-27T12:57:55","date_gmt":"2023-03-27T11:57:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/il-mito-dellarte-africana-nel-900-a-trieste\/"},"modified":"2025-03-26T17:16:41","modified_gmt":"2025-03-26T16:16:41","slug":"il-mito-dellarte-africana-nel-900-a-trieste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/il-mito-dellarte-africana-nel-900-a-trieste\/","title":{"rendered":"Il Mito dell\u2019Arte Africana nel \u2018900 a Trieste"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Inaugurata a Trieste la mostra \u201c<strong>Il Mito dell\u2019Arte Africana nel \u2018900. Da Picasso a Man Ray, da Calder a Basquiat e Matisse<\/strong>\u201d, presenti i curatori Vincenzo Sanfo, Anna Alberghina e Bruno Albertino, allestita in Porto Vecchio, nel grande attrattore culturale del <strong>Magazzino 26<\/strong> (Sala Carlo Sbis\u00e0). Prodotta da Navigare in co-produzione con Diffusione e Cultura e promossa dal Comune di Trieste con il supporto di Trieste Convention and Visitors Bureau e PromoTurismoFVG, l\u2019esposizione sar\u00e0 <strong>aperta fino al 30 luglio 2023<\/strong>, da marted\u00ec a venerd\u00ec, dalle ore 10.00 alle ore 18.00, sabato, domenica e festivi, dalle ore 10.00 alle ore 20.00.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl Comune di Trieste ha accolto con entusiasmo la proposta di allestire in uno dei pi\u00f9 grandi magazzini portuali d&#8217;Europa la mostra sull\u2019Arte africana e sul suo influsso sui grandi artisti del Novecento\u201d \u2013 ha affermato l\u2019Assessore alle Politiche della Cultura e del Turismo\u00a0Giorgio Rossi, presente il Consigliere dell\u2019Ambasciata del Congo\u00a0Gr\u00e9goire Kandza\u00a0che ha definito la mostra \u201cun momento di gioia\u201d. \u201cArtisti che hanno segnato una rivoluzione culturale come quella che oggi sta rinnovando questa straordinaria parte di Trieste: una nuova Citt\u00e0 della Cultura e della Scienza, in un&#8217;area del Vecchio Porto Franco, nella quale il grande attrattore culturale del Magazzino 26 sta gi\u00e0 offrendo 50.000 mq di spazi espositivi, e su cui stanno investendo le istituzioni e i portatori di interessi economici\u201d.<\/p>\n<div style=\"width: 987px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ildiscorso.it\/content\/images\/size\/w2000\/2023\/02\/93114957-CDBA-44FD-8DC8-8D02DC0685CB.jpeg\" alt=\"\u201cIl Mito dell\u2019Arte Africana nel \u2018900. Da Picasso a Man Ray, da Calder a Basquiat e Matisse\u201d A TRIESTE DAL 25 MARZO AL 30 LUGLIO 2023\" width=\"977\" height=\"1466\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Il Mito dell\u2019Arte Africana nel \u2018900. Da Picasso a Man Ray, da Calder a Basquiat e Matisse<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPartendo dalle esperienze picassiane\u201d \u2013 ha sottolineato\u00a0Vincenzo Sanfo,\u00a0presenti anche gli artisti\u00a0Marco Nereo Rotelli\u00a0e\u00a0Rabarama\u00a0\u00a0\u2013 \u201cquesta mostra ci porta sino ai giorni nostri attraversando percorsi che hanno in comune una visione dell\u2019arte che trae dall\u2019essenzialit\u00e0 delle forme africane ispirazione, generando i\u00a0<em>papier-decoupe\u00a0<\/em>matissiani, le decorazioni tribali di Keith Haring, le surreali visioni di Man Ray, le gioiose figure di Calder accostate alla furia costruttiva di Basquiat. Cosi come le irriverenti maschere di Enrico Baj, le luminose visioni di Marco Lodola e le incursioni di Marco Nereo Rotelli, accompagnate dalla cancellazione picassiana del cinese XuDeqi. Un percorso\u201d \u2013 ha concluso Sanfo \u2013 \u201cquello pensato per questa mostra, essenziale ma esaustivo di quanto l\u2019arte africana abbia contribuito e continui a contribuire all\u2019evoluzione dell\u2019arte occidentale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;L&#8217;ammirazione degli artisti moderni per le sculture tribali negli anni dal 1907 al 1914\u201d \u2013 afferma il curatore\u00a0Bruno Albertino,\u00a0sottolineando la volont\u00e0 di ricreare in mostra l\u2019atmosfera parigina dell\u2019epoca\u2013\u201c\u00e8 documentata da fotografie degli interni degli studi, dagli scritti e, naturalmente, dalle loro stesse opere. Picasso, Matisse, Brancusi, Braque apprezzavano dell&#8217;arte tribale sia la finezza estetica che la sua essenzialit\u00e0 altamente stilizzata. Anche e soprattutto grazie a questi artisti, la scultura tradizionale \u00e8 diventata importante ed \u00e8 stata esposta nei pi\u00f9 prestigiosi musei del mondo come il Pavillon des Sessions del Louvre di Parigi&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNella realt\u00e0 africana\u201d \u2013 ha aggiungiunto\u00a0Anna Alberghina\u00a0ricordando il valore fondamentale di tutto il Continente africano \u2013\u201clinguaggio estetico, pensiero religioso e struttura sociale sono legati in un&#8217;unit\u00e0 inscindibile che \u00e8 l&#8217;elemento caratterizzante la cultura tribale. Se vogliamo comprendere l\u2019Arte africana, dobbiamo, innanzitutto, svuotare la mente della nostra consolidata visione del mondo per la quale il metodo scientifico \u00e8 l\u2019unico strumento di conoscenza e la realt\u00e0 fisica l\u2019unica certezza. Nelle societ\u00e0 africane tradizionali, al contrario, l\u2019anima \u00e8 una certezza tanto che tutto ha un\u2019anima. Maschere, feticci, figure di maternit\u00e0 e di antenati popolano il complesso mondo religioso africano, mai creati con una semplice finalit\u00e0 estetica ma per consolidare il legame tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti&#8221;.<\/p>\n<div style=\"width: 1051px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ildiscorso.it\/content\/images\/2023\/02\/C10F94B9-DDC5-4267-B62F-183710E7D4CB.jpeg\" alt=\"\" width=\"1041\" height=\"1466\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Il Mito dell\u2019Arte Africana nel \u2018900. Da Picasso a Man Ray, da Calder a Basquiat e Matisse<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo\u00a0si apre con l\u2019esposizione di circa 100 opere d\u2019arte africana di 100 \/ 120 anni di vita, tra sculture, maschere e oggetti in gran parte campionati per valutarne l\u2019et\u00e0 attraverso spettroscopia a raggi infrarossi, eseguita sulla Collezione dei curatori Bruno Albertino e Anna Alberghina dal Museo di Arte e Scienza di Milano. Nove le tematiche: Fertilit\u00e0 e maternit\u00e0, Bamboline di fertilit\u00e0, Il culto dei gemelli, Le maschere, Gli antenati, Figure magiche, Arte funeraria, I poggiatesta, Gli oggetti d\u2019uso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sculture appartengono integralmente alla Collezione dei curatori Bruno Albertino e Anna Alberghina e sono il frutto di oltre 30 anni di viaggi, collezionismo e studio della materia. Le diverse tematiche sono introdotte da foto evocative della cultura dei popoli africani, scattate da Anna Alberghina proprio in quei luoghi, utili a far entrare il visitatore nella vita dei popoli africani. Sono inoltre proposti dei video, girati dai curatori stessi, che riguardano riti e costumi di alcune popolazioni: danze, cerimonie, riti magici e anche vita quotidiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda parte \u00e8 dedicata all\u2019esposizione di circa 50 opere d\u2019arte del Novecento, nelle quali si coglie perfettamente l\u2019aspetto immortale del mito africano, con una vasta sezione dedicata a Picasso con disegni, litografie, e ceramiche. Si continua con le opere di Matisse, Calder, Gauguin, Man Ray, fino ad arrivare ai pi\u00f9 contemporanei Mimmo Paladino, Basquiat e Xu de Qi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inaugurata a Trieste la mostra \u201cIl Mito dell\u2019Arte Africana nel \u2018900. 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