{"id":21142,"date":"2023-01-30T16:00:31","date_gmt":"2023-01-30T15:00:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/sauro-cavallini-lopera-di-un-internato\/"},"modified":"2025-03-26T17:14:44","modified_gmt":"2025-03-26T16:14:44","slug":"sauro-cavallini-lopera-di-un-internato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/sauro-cavallini-lopera-di-un-internato\/","title":{"rendered":"Sauro Cavallini. L&#8217;opera di un internato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sauro Cavallini<\/strong>, uno degli artisti pi\u00f9 significativamente prolifici della seconda met\u00e0 del Novecento, conobbe l\u2019orrore dei campi di internamento durante la Seconda Guerra Mondiale: nel settembre del 1943 all\u2019et\u00e0 di 16 anni, infatti, fu arrestato dalla polizia fascista e recluso nel campo di Gradaro a Mantova, dove rimase per circa un anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I mesi di prigionia segnarono profondamente la vita di\u00a0<strong>Cavallini<\/strong>\u00a0e quando inizi\u00f2 a praticare la scultura, gli incubi della prigionia presero forma e si tradussero nelle sue prime opere d\u2019arte che non avrebbe pi\u00f9 ripetuto negli oltre 50 anni successivi.<br \/>\n<strong>Oggi quelle opere assumono un valore di testimonianza di un passato particolarmente doloroso e 16 di quei lavori, realizzati tra il 1961 e il 1963 in ferro e in ottone, saranno esposti per la prima volta a Firenze nella mostra Sauro Cavallini. L\u2019opera di un internato allestita dal 26 gennaio fino al 28 febbraio 2023 nelle sale di Palazzo Strozzi Sacrati, in Piazza del Duomo a Firenze, sede della presidenza della Giunta Regionale della Toscana<\/strong>.<\/p>\n<div style=\"width: 2090px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rai.it\/dl\/img\/2023\/01\/04\/1672840325365_Prigioniero%20Prisoner-Sauro%20Cavallini-1962-cm148x37%20c.s..jpg\" alt=\"Sauro Cavallini, Prigioniero, 1962. 148 x 37 cm.\" width=\"2080\" height=\"3120\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Sauro Cavallini, Prigioniero, 1962<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ideata dal Centro Studi Cavallini e curata dal direttore\u00a0<strong>Maria Anna Di Pede<\/strong>, la mostra \u00e8 stata realizzata con la collaborazione della Fondazione Fossoli, del Museo della Deportazione di Prato, con il prezioso contributo di Regione Toscana e di Unicoop Firenze e si inserisce nella serie di eventi organizzati in occasione della Giornata della Memoria 2023.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti non \u00e8 la prima volta che compaiono in pubblico queste particolarissime sculture di\u00a0<strong>Sauro Cavallini<\/strong>.\u00a0<strong>Alcune di esse, nel luglio del 2021, furono temporaneamente in mostra nell\u2019ex-campo di concentramento di Fossoli nel Comune di Carpi (MO), sul palco preparato per ospitare gli interventi dell\u2019allora presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli e la presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, in occasione del 77\u00b0 anniversario dell\u2019eccidio nazista di Cibeno.<\/strong><br \/>\nLe opere in mostra La terribile esperienza vissuta nel campo d\u2019internamento influ\u00ec su tutta l\u2019opera di\u00a0<strong>Cavallini<\/strong>\u00a0che volle sempre affidare alle sue sculture un messaggio per l\u2019umanit\u00e0: di pace, di fratellanza e di amore universale. Le opere dell\u2019artista spezino, ma fiorentino d\u2019adozione, furono lungamente meditate e chi le ammira comprende con facilit\u00e0 il segno tangibile della sofferenza e dello scempio dell\u2019umanit\u00e0, nonostante in vece della parola abbiano la forza espressiva e immediata dell\u2019arte.<\/p>\n<div style=\"width: 910px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.raicultura.it\/cropgd\/900x520\/dl\/img\/2023\/01\/04\/1672839351234_cavallini.jpg\" alt=\"Sauro Cavallini. L'opera di un internato \" width=\"900\" height=\"520\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Sauro Cavallini. L&#8217;opera di un internato<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><br \/>\nSi tratta di opere in ferro e in ottone, inedite per Firenze, ispirate agli strazianti nei mesi di prigionia trascorsi tra privazioni e paure; le sculture, alcune delle quali misurano anche due metri d\u2019altezza, furono realizzate durante i primi anni \u201860 con la tecnica della \u201cgoccia su goccia\u201d ovvero sciogliendo scarti metallici mediante fiaccola ossidrica fino a creare l\u2019opera, e sono dedicate unicamente alla figura umana dove l\u2019angoscia, la sofferenza, il grido di aiuto, sono leggibili in modo inequivocabile. Sauro Cavallini si serv\u00ec di quelle creazioni per metabolizzare e trasferire nella materia tridimensionale un dolore che non avrebbe mai avuto modo di esprimere diversamente. Solo cos\u00ec il Maestro diede forma ai ricordi dei corpi scheletrici dei prigionieri, delle torture, delle brutali fucilazioni che per anni avevano tormentato il suo animo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019allestimento le sculture sono affiancate da pannelli che, attraverso fotografie e documenti storici, illustrano i crimini nazifascisti commessi contro chi cercava di resistere e la popolazione civile, durante uno dei periodi pi\u00f9 dolorosi della storia d\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere esposte in mostra fanno parte della collezione permanente custodita nella Casa Museo Sauro Cavallini di Fiesole, dove ha sede l\u2019omonimo Centro Studi inaugurato nel 2017 e presieduto dai figli dell\u2019artista\u00a0<strong>Aine e Teo Cavallini<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sauro Cavallini, uno degli artisti pi\u00f9 significativamente prolifici della seconda met\u00e0 del Novecento, conobbe l\u2019orrore dei campi di internamento durante la Seconda Guerra Mondiale: nel settembre del 1943 all\u2019et\u00e0 di 16 anni, infatti, fu arrestato dalla polizia fascista e recluso nel campo di Gradaro a&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":20040,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4356,4366,4358],"tags":[4490,4493,4788,4789],"class_list":["post-21142","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-art","category-cultura-en","category-newsroom-en","tag-arte-moderna-en","tag-firenze-en","tag-giornata-della-memoria-en","tag-sauro-cavallini-en"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21142","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21142"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21142\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21925,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21142\/revisions\/21925"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20040"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21142"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21142"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21142"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}