{"id":21152,"date":"2023-01-13T16:40:42","date_gmt":"2023-01-13T15:40:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/stregherie-a-monza-fatti-scandali-e-verita-sulle-sovversive-della-storia\/"},"modified":"2025-03-26T17:14:50","modified_gmt":"2025-03-26T16:14:50","slug":"stregherie-a-monza-fatti-scandali-e-verita-sulle-sovversive-della-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/stregherie-a-monza-fatti-scandali-e-verita-sulle-sovversive-della-storia\/","title":{"rendered":"Stregherie a Monza. Fatti, scandali e verit\u00e0 sulle sovversive della storia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fino al 26 febbraio 2023 il Belvedere della <a href=\"https:\/\/reggiadimonza.it\/\">Villa Reale di Monza<\/a> ospita <\/strong><strong><em>Stregherie. Fatti, scandali e verit\u00e0 sulle sovversive della storia,<\/em><\/strong><strong>\u00a0a cura di Luca Scarlini.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La mostra, ideata e prodotta da\u00a0<strong>Vertigo Syndrome<\/strong>,\u00a0con il patrocinio del\u00a0<strong>Comune di Monza<\/strong>, espone una collezione di stampe antiche unica al mondo, che mette insieme i maggiori incisori ed artisti degli ultimi due secoli con straordinari illustratori anonimi dimenticati, presentando scene di malefici, torture, sabba osceni, crudi episodi di stregoneria ma anche scene luminose di streghe buone, zingare che guariscono bambini dalle malattie e simboli magici nascosti in quadri pastorali.<\/p>\n<div style=\"width: 922px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Albrecht-Durer-La-strega-a-rovescio-sul-caprone-bulino-1500-1505-Collezione-Invernizzi.jpg\" alt=\"Albrecht Durer, La strega a rovescio sul caprone, bulino, 1500 1505, Collezione Invernizzi\" width=\"912\" height=\"1425\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Albrecht Durer, La strega a rovescio sul caprone, bulino, 1500 1505, Collezione Invernizzi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il visitatore inizier\u00e0 la sua visita vivendo su di s\u00e9 la forte esperienza di un vero processo per stregoneria tenuto da un tribunale medievale del 1539.<\/p>\n<p>In seguito sar\u00e0 invitato a entrare nel mondo dell\u2019Antica Religione della Grande Madre vivendone i luoghi, i riti, le azioni e gli oggetti in un percorso che si articoler\u00e0 in dieci stanze fortemente caratterizzate, dalla tradizione mitologica fino alla definizione della figura in epoca moderna.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>DENTRO LA MOSTRA<\/strong><\/span><br \/>\n<strong><em>Incisioni di streghe, strumenti di magia e una illustratrice dell\u2019atroce<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La mostra rende giustizia al senso pi\u00f9 pieno della parola \u201cStrega\u201d, dichiarando che in un mondo che apparentemente ha rinunciato a ogni senso del sacro e a molti dei suoi antichi legami con la natura, esiste ancora, oggi come un tempo, una societ\u00e0 di donne che si dedica all\u2019occulto e che usa la magia per risolvere i problemi del quotidiano.<\/p>\n<p>Si diventa streghe per affermare la propria personalit\u00e0, per sfuggire alle botte di un marito manesco, per insoddisfazione di s\u00e9, per impulsi erotici, per odio\u00a0verso i\u00a0propri nemici, perch\u00e9 attratte dalla luna o dalla potenza delle piante.<br \/>\nL\u2019elenco delle opere racchiude circa cento incisioni originali antiche, scelte dal curatore Luca Scarlini all\u2019interno della collezione Guglielmo Invernizzi.<\/p>\n<div style=\"width: 930px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Gloria-Pizzilli-Verso-il-giuoco-illustrazione-vettoriale.jpg\" alt=\"Gloria Pizzilli, Verso il giuoco, illustrazione vettoriale\" width=\"920\" height=\"1311\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Gloria Pizzilli, Verso il giuoco, illustrazione vettoriale<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nSempre dalla collezione provengono alcuni trattati immancabili in un percorso dedicato alla stregoneria, come il\u00a0<strong><em>Malleus Maleficiarum,\u00a0<\/em><\/strong><strong>il pi\u00f9 consultato manuale sulla caccia alle streghe<\/strong>, nella pregiata edizione del XVI secolo, dove sono indicati caso per caso i supplizi e le pene da fare soffrire a chi era accusato di stregoneria.<\/p>\n<p>A fianco delle opere, la mostra presenta una selezione di manifesti, locandine e fotobuste a tema maligno, provenienti dalla sterminata collezione di cimeli cinematografici di Alessandro Orsucci, ed una serie di oggetti originali, mai visti in Italia, legati al mondo della stregoneria \u2013\u00a0<strong>antichi calderoni, bacchette, feticci, amuleti e talismani\u00a0<\/strong>\u2013 prestati dal leggendario Museo specializzato in Stregoneria di Boscastle, in Cornovaglia.<\/p>\n<p>Inoltre, una sezione di interesse locale, \u00e8 dedicata al raro romanzo storico\u00a0<em>La strega di Monza<\/em>, scritto da Giuseppe Bertoldi da Vicenza nel 1861, proveniente dalla Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza, che racconta le vicende della Matta Tapina, Strega herbaria,\u00a0che visse nel \u201cBosco Bello\u201d, selva poi inglobata nel Parco di Monza.<\/p>\n<div style=\"width: 939px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Francisco-Goya-Obsequi-a-el-maestro-Ossequio-al-maestro-acquaforte-e-acquatinta-Collezione-Invernizzi.jpg\" alt=\"Francisco Goya, Obsequio \u00e0 el maestro (Ossequio al maestro), acquaforte e acquatinta, Collezione Invernizzi\" width=\"929\" height=\"1383\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Francisco Goya, Obsequio \u00e0 el maestro (Ossequio al maestro), acquaforte e acquatinta, Collezione Invernizzi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLa mostra Stregherie si completa con una sezione separata che racchiude sei illustrazioni originali inedite di Gloria Pizzilli, che si occupa di illustrazione a livello internazionale dal 2010.<\/p>\n<p>Attiva tra Italia, Francia e Stati Uniti, Gloria collabora con le migliori testate del mondo, tra cui The New Yorker, The New York Times, Scientific American, The Boston Globe, GQ Usa, oltre a La Stampa, L\u2019Espresso e Il Corriere della Sera per l\u2019Italia.<br \/>\nLa sua carriera artistica le porta diversi riconoscimenti come l\u2019Award of Excellence di Communication Arts, l\u2019Year\u2019s Best di Spectrum, il Merit Award di 3X3 llustration Professional Show, oltre ad esporre le sue opere a Parigi, Milano, Roma, Tokyo.<br \/>\nCon uno stile tra il burlesque francese e le donne di Klimt le streghe di Gloria Pizzilli sono terrificanti, nude e bellissime, con curve che sembrano abbracci, ma con una atrocit\u00e0 talmente palpabile e aggressiva da aver richiesto una sezione chiusa per non urtare la sensibilit\u00e0 dei visitatori meno preparati.<\/p>\n<p>Le opere inedite di Gloria Pizzilli saranno pubblicate su un piccolo volume edito da Vertigo Syndrome e in 6 stampe d\u2019arte firmate vendute in edizione limitata esclusivamente nel bookshop della mostra.<\/p>\n<div style=\"width: 1210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Ndbele-Doll-125-x-140-x-65.jpg\" alt=\"Ndbele Doll, 125 x 140 x 65\" width=\"1200\" height=\"1136\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Ndbele Doll, 125 x 140 x 65<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>CHIARA SPINNATO RACCONTA\u00a0<\/strong><strong><em>STREGHERIE<\/em><\/strong><\/span><br \/>\n<strong><em>Un gioco d\u2019equilibrio<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Una mostra diventa un\u2019esperienza illuminante grazie al viaggio che il visitatore intraprende all\u2019interno di essa<\/em>.A dirlo \u00e8 Chiara Spinnato, fondatrice con il pubblicitario Filippo Giunti della societ\u00e0 Vertigo Syndrome, che dopo aver prodotto con grande entusiasmo dei visitatori la mostra Y\u014dkai, dedicata ai mostri della tradizione giapponese, propone adesso Stregherie, proprio per restare fedele alla missione di pensare mostre che coinvolgano il visitatore non solo con le opere esposte, ma con il mondo creato intorno ad esse.<\/p>\n<p><em>Non \u00e8 vero che le persone sono ignoranti e non sono pi\u00f9 interessate alla cultura.<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>La verit\u00e0 \u00e8 che chi organizza le mostre non sa comunicare in modo efficace e non sa dare alle persone un valido motivo per visitarle. Con l&#8217;alibi di fare cultura si fa sembrare tutto molto noioso.\u00a0\u00a0<\/em><br \/>\n<em>Poi ci sono altri, invece, che tentano di rivaleggiare col cinema, le serie Tv o i videogiochi, trasformando una mostra in un\u2019esperienza aggressiva, frastornante e confusa, seguendo il trend ormai discendente dell\u2019immersivit\u00e0.<\/em><\/p>\n<div style=\"width: 2542px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Jean-Veber-Streghe-moderne-litografia-a-colori-Collezione-Invernizzi.jpg\" alt=\"Jean Veber, Streghe moderne, litografia a colori, Collezione Invernizzi\" width=\"2532\" height=\"1973\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Jean Veber, Streghe moderne, litografia a colori, Collezione Invernizzi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Con un tema come questo, le streghe, il rischio di trasformare tutto il percorso in un trenino della paura di Gardaland era molto alto, come quello, viceversa, di mettere in mostra un trattato antropologico, politicizzato e succube del sentimento femminista-battagliero attuale, poco interessante gi\u00e0 in partenza.<\/em><em>Quello che abbiamo fatto, invece, come nella scorsa mostra<\/em>\u00a0<em>Y\u014dkai, \u00e8 recuperare le maestranze, le tecniche e le suggestioni del teatro vecchio, che si nutre di idee e di ingegno e non di apparati tecnologici, e affidare la curatela della mostra a uno studioso con conoscenze molto approfondite sull\u2019argomento, certo, ma soprattutto un gran drammaturgo e raccontatore di storie, come Luca Scarlini.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma anche la mostra pi\u00f9 bella poi, non ha valore se non la conosce nessuno perch\u00e9 viene comunicata poco, male e alle persone sbagliate, quasi con vergogna perch\u00e9 si d\u00e0 credito al luogo comune che \u201cL\u2019arte non \u00e8 un prodotto\u201d.<\/em><br \/>\n<em>E questa \u00e8 la ragione per cui, fin dall\u2019inizio, ho scelto di servirmi di un linguaggio molto brillante, colloquiale e diretto, rubato al mondo della pubblicit\u00e0, per creare materiali di marketing\u00a0<\/em>e contenuti<em>\u00a0social che raccontino le nostre mostre.<\/em><\/p>\n<p>Un altro passo nella crociata di Vertigo Syndrome contro l\u2019uggia delle mostre d\u2019arte.<\/p>\n<div style=\"width: 1210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Owl-Mask-belonging-to-Julia-Pearce.jpg\" alt=\"Owl Mask belonging to Julia Pearce\" width=\"1200\" height=\"760\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Owl Mask belonging to Julia Pearce<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>IL PERCORSO ESPOSITIVO<\/strong><\/span><br \/>\n<strong><em>Le Stanze delle Streghe<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il percorso, immaginato come un viaggio iniziatico per diventare streghe,\u00a0\u00e8 liberamente ispirato al classico di Dario Argento\u00a0<em>Suspiria<\/em>.<\/p>\n<p>Lungo il corridoio del percorso espositivo, che richiama gli asfittici e terrorizzanti ambienti del film, come all\u2019interno del palco di un teatro si aprono dieci stanze, ciascuna delle quali mette in scena un diverso aspetto della vita della strega.<\/p>\n<p>Di grande suggestione, l\u2019elemento sonoro, che accompagna il visitatore lungo tutto il tragitto. Voci, sussurri e grida strazianti, evocano antichi rituali e, attraverso le parole della drammaturga Magdalena Barile, danno voce alle streghe stesse, che raccontano le proprie storie, dalla prima vocazione, sino alla piena realizzazione di\u00a0s\u00e9, grazie all\u2019uso della magia.<\/p>\n<p>Alla fine della visita, giunti nella stanza finale, dopo aver acquisito consapevolezza della vera natura delle streghe e aver scoperto, attraverso di loro, la propria vocazione \u201cper il mestiere\u201d, benefica o malefica che sia, i visitatori saranno pronti a scrivere il loro scongiuro personale nel grande libro delle ombre.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 accompagnata da un volume di Luca Scarlini, edito da Skira, concepito come un racconto sulla strega, scandito come l\u2019esposizione in dieci capitoli, che ne affrontano tutti gli aspetti di maghe, veggenti, profetesse, pizie, accogliendo anche immagini della mitologia classica, rimanendo sempre decisamente nel mondo femminile e nelle sue rappresentazioni oscure, come il mito della strega propone nei secoli.<\/p>\n<div style=\"width: 921px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/John-William-Waterhouse-The-magic-circle-Il-cerchio-magico-fotoincisione-Collezione-Invernizzi.jpg\" alt=\"John William Waterhouse, The magic circle (Il cerchio magico), fotoincisione, Collezione Invernizzi\" width=\"911\" height=\"1386\" \/><p class=\"wp-caption-text\">John William Waterhouse, The magic circle (Il cerchio magico), fotoincisione, Collezione Invernizzi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>ALCUNE DELLE OPERE IN MOSTRA<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Tra le opere della collezione Guglielmo Invernizzi, spiccano un bulino di D\u00fcrer del 1501 raffigurante\u00a0<em>La strega a rovescio sul caprone<\/em>, le xilografie del Maestro del Virgilio di Gr\u00fcninger del 1502,\u00a0<em>Il giovane principe impara la magia<\/em>\u00a0di Hans Burgmair, del 1515, e\u00a0<em>La strega e il palafreniere<\/em>\u00a0di Hans Baldung Grien del 1544\/45, sino ad arrivare alle incisioni moderne di Goya, tratte dalla serie dei capricci nell&#8217;edizione del 1886, e alle modernissime acqueforti di Joseph Apoux sulle streghe di Notre Dame del 1888, per finire con la litografia a colori di Leonor Fini rappresentante una strega a cavallo della mitica scopa, opera della fine del &#8216;900.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>LA STANZA DEL GENIUS LOCI\u00a0<\/strong><\/span><br \/>\n<strong>La\u00a0<\/strong><strong>Matta<\/strong><strong>\u00a0Tapina di Monza<\/strong><\/p>\n<p>Una delle stanze del percorso dar\u00e0 voce alla Matta Tapina, la strega del Bosco Bello di Monza, che aveva fatto la sua residenza proprio dove ora sorge il parco della Villa Reale di Monza.<\/p>\n<p>La Matta Tapina, racconta la sua visione del mondo dopo la venuta degli spagnoli del XVII secolo, quando lei solcava le contrade col suo carro spargendo terrore tra gli abitanti, che per\u00f2 talvolta erano spinti a vincere la paura e a inoltrarsi nella selva buia dove abitava per chiedere il suo aiuto contro la persecuzione del potere straniero.<\/p>\n<div style=\"width: 937px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Joseph-Apoux-Evohe-s.d-ma-presumibilmente-1888-acquaforte-Como-Collezione-Invernizzi-503x420.jpg\" alt=\"Joseph Apoux, Evoh\u00e9, s.d ma presumibilmente 1888, acquaforte, Como, Collezione Invernizzi\" width=\"927\" height=\"774\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Joseph Apoux, Evoh\u00e9, s.d ma presumibilmente 1888, acquaforte, Como, Collezione Invernizzi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>PERCH<\/strong><strong>\u00c9<\/strong><strong>\u00a0SERVIVA UNA MOSTRA SULLE STREGHE\u00a0<\/strong><\/span><br \/>\n\u201c<strong>Cosa \u00e8 Vero?\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Con il marchio infame di \u201c<em>Strega<\/em>\u201d nei secoli, spesso si bollava una donna semplicemente pi\u00f9 desiderabile delle altre, pi\u00f9 libera, guerriera, colta e riservata, portando\u00a0a\u00a0persecuzioni ed esecuzioni violente di donne innocenti, roghi, impiccagioni, decapitazioni che servivano ad instaurare nel popolo una paura reverenziale della giustizia divina contro il paganesimo, il satanismo, il sesso ed eresie di vario genere.<\/p>\n<p>Ma essere creduta una strega non \u00e8 sempre stato un nome scomodo da portare cucito addosso. Infatti essere credute capaci di scatenare un potere arcano, sconosciuto, inspiegabile e terribile \u00e8 stato talvolta un\u2019efficace e modernissima strategia di branding per sopravvivere, essere temute e rispettate a uso e consumo di donne che altrimenti sarebbero state sopraffatte e sottomesse dal patriarcato dilagante del mondo antico.<br \/>\nLe streghe sono davvero state sempre tra noi?\u00a0I racconti di donne sapienti e sagge, dalle infinite conoscenze della natura e con poteri capaci di aprire finestre sul futuro, affondano le radici nel nostro passato pi\u00f9 lontano, eppure abbiamo sempre cercato di rimuovere queste figure dal pensiero razionale, e considerarle un frutto dell\u2019immaginazione, imbarazzante e da nascondere.<\/p>\n<div style=\"width: 1013px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Joseph-Apoux-Intimite-s.d-ma-presumibilmente-1888-acquaforte-e-acquatinta-Como-Collezione-Invernizzi.jpg\" alt=\"Joseph Apoux, Intimite, s.d ma presumibilmente 1888, acquaforte e acquatinta, Como, Collezione Invernizzi\" width=\"1003\" height=\"795\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Joseph Apoux, Intimite, s.d ma presumibilmente 1888, acquaforte e acquatinta, Como, Collezione Invernizzi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le streghe non sono state perseguitate nel pi\u00f9 cruento dei modi soltanto nei periodi pi\u00f9 bui della nostra storia, infatti ancora oggi, in molti paesi del mondo, l\u2019accusa di stregoneria \u00e8 tristemente viva e miete ancora le sue vittime.<\/p>\n<p>I social stessi testimoniano un ritorno massiccio ai riti della wicca e alla stregoneria bianca, anche se spesso vissuti superficialmente, sottovalutandone i poteri antichi e potenti.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo della mostra vuole dunque essere quello di ricostruire una cultura dispersa e oppressa, ma che risorge continuamente, partendo dalle sue origini e raccontandone la storia attraverso una ricerca iconografica rigorosa, che ne attesti tutti gli aspetti.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><em>STREGHERIE<\/em><\/strong><strong>\u00a0SPIEGATA DAL SUO CURATORE LUCA SCARLINI<\/strong><\/span><br \/>\n<strong><em>La donna nasce fata, in amore \u00e8 maga, ma per le societ\u00e0 e per le religioni \u00e8 strega<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il racconto creato dalla mostra permette ai veri appassionati di temi di femminismo, di letteratura gotica, di metal rock, di film dell\u2019orrore, di antropologia, come di folklore, o di realizzazione di domestici incantesimi, di avvicinare il percorso come macchina narrativa, seguendo le stanze che sono dedicate ai momenti pi\u00f9 rilevanti della vicenda della strega e di sentire storie originali ispirate alle opere presentate nell\u2019esposizione &#8211; dice\u00a0<strong>Luca Scarlini,<\/strong>\u00a0scrittore, drammaturgo per teatro e musica &#8211; Al di l\u00e0 delle infinite manipolazioni storiche, il termine strega in sostanza segnala una identit\u00e0 profondamente legata al mondo della natura, una donna spesso esperta di erbe e maestra dell\u2019interpretazione dei segni, che il folklore delle Alpi Retiche definiva perfettamente con il termine \u201cSignora del gioco\u201d, titolo di un celebre saggio di Luisa Muraro del 1976 dedicato a ricostruire episodi della caccia alle streghe.<\/p>\n<div style=\"width: 1074px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Clay-Poppet-made-by-Cecil-Williamson.jpg\" alt=\"Clay Poppet made by Cecil Williamson\" width=\"1064\" height=\"1774\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Clay Poppet made by Cecil Williamson<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>UNA MOSTRA STREGATA ANCHE PER<\/strong>\u00a0I\u00a0<strong>BAMBINI E LE SCUOLE<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Anche questa volta, come per la mostra Y\u014dkai, Vertigo Syndrome ha un occhio di riguardo per le famiglie che visiteranno la mostra, di modo che nessuno debba annoiarsi.<\/p>\n<p>I visitatori pi\u00f9 piccoli saranno coinvolti in giochi e avventure all\u2019interno del percorso espositivo al termine dei quali riceveranno in omaggio un premio \u201cstregato\u201d e avranno a loro disposizione un piccolo antro della strega dove preparare amuleti e pozioni magiche con ragni, serpenti e altro materiale misterioso.<br \/>\nPer tutte le scuole di ogni ordine e grado sono pensate delle visite guidate alla mostra e dei laboratori didattici da svolgersi nelle giornate di gioved\u00ec, venerd\u00ec e sabato.<\/p>\n<div style=\"width: 2570px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcittadinomb.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/970852-scaled.jpg\" alt=\"Foto allestimento (da il www.ilcittadinomb.it)\" width=\"2560\" height=\"1707\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Foto allestimento (da il www.ilcittadinomb.it)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><em>STREGHERIE<\/em><\/strong><strong>\u00a0E GLI EVENTI COLLATERALI<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Durante tutto il periodo espositivo, si terr\u00e0 una ricca offerta di iniziative. Gli incontri sono studiati sia per un pubblico gi\u00e0 abituato ad argomenti riguardanti il mistico e il misterioso, sia per chi invece partecipa a tali eventi perch\u00e9 non ne sa niente e vuole scoprirne di pi\u00f9 ma senza annoiarsi mai.<\/p>\n<p>Ci saranno laboratori chiassosi e colorati per i bambini,\u00a0<em>lectiones magistrales<\/em>\u00a0per gli studiosi, conferenze divulgative per i curiosi, proiezioni di opere cinematografiche e presentazioni di libri e\u00a0<em>graphic novel<\/em>\u00a0a tema streghesco.<\/p>\n<div style=\"width: 2570px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilcittadinomb.it\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/970857-scaled.jpg\" alt=\"Foto allestimento (da il www.ilcittadinomb.it)\" width=\"2560\" height=\"1707\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Foto allestimento (da il www.ilcittadinomb.it)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>VERTIGO SYNDROME<\/strong><\/span><br \/>\n<strong>Una crociata contro l<\/strong>\u2019<strong>uggia delle mostre d<\/strong>\u2019<strong>arte<\/strong><\/p>\n<p>Vertigo Syndrome \u00e8 stata fondata da Chiara Spinnato e Filippo Giunti nel gennaio 2022 e si occupa di ideazione, organizzazione e produzione di mostre proprie.<\/p>\n<p>Le mostre presentate da Vertigo Syndrome sono escogitate e costruite partendo dal presupposto che i visitatori abbiano tutto il diritto di essere impreparati quando fanno il primo passo all\u2019interno dei percorsi espositivi, senza per questo provare imbarazzo o fingersi informato.<\/p>\n<p>La missione non \u00e8 spiegare tutto, ma far nascere lo slancio e la passione di voler sapere qualcosa di nuovo e di saperlo spiegare agli altri.<br \/>\nCrediamo che anche la mostra d\u2019arte apparentemente pi\u00f9 astrusa possa diventare bella se qualcuno ti insegna a guardarla in maniera emozionante.<\/p>\n<p>La vertigine che Vertigo Syndrome vuole far provare ai propri visitatori \u00e8 quella data dall\u2019ebbrezza della scoperta. Una scoperta che crescer\u00e0 passo dopo passo all\u2019interno dei suoi percorsi espositivi, che si caratterizzano per la potenza e l\u2019impatto del messaggio proposto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino al 26 febbraio 2023 il Belvedere della Villa Reale di Monza ospita Stregherie. Fatti, scandali e verit\u00e0 sulle sovversive della storia,\u00a0a cura di Luca Scarlini.\u00a0 La mostra, ideata e prodotta da\u00a0Vertigo Syndrome,\u00a0con il patrocinio del\u00a0Comune di Monza, espone una collezione di stampe antiche unica&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":20015,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4356,4366,4358],"tags":[4812,4756,4813,4757],"class_list":["post-21152","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-art","category-cultura-en","category-newsroom-en","tag-magia-en","tag-monza-en","tag-streghe-en","tag-villa-reale-di-monza-en"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21152","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21152"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21152\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21935,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21152\/revisions\/21935"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20015"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21152"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21152"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21152"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}