{"id":21162,"date":"2022-12-29T07:42:41","date_gmt":"2022-12-29T06:42:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/renoir-e-litalia-nel-2023-una-mostra-a-rovigo\/"},"modified":"2025-03-26T17:14:56","modified_gmt":"2025-03-26T16:14:56","slug":"renoir-e-litalia-nel-2023-una-mostra-a-rovigo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/renoir-e-litalia-nel-2023-una-mostra-a-rovigo\/","title":{"rendered":"Renoir e l&#8217;Italia. Nel 2023 una mostra a Rovigo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Impressionismo, che pur lo aveva affascinato, comincia a non convincerlo pi\u00f9. E per trovare nuove strade, l\u2019allora quarantenne Pierre Auguste Renoir decide di guardare indietro, alla grande arte italiana. Nel 1881 inizia un suo personale Grand Tour, per studiare \u2013 cos\u00ec come aveva da poco fatto il collega Ingres \u2013 i maestri del Rinascimento.<br \/>\nE per la sua pittura fu una rivoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Verso la fine degli anni Settanta del XIX secolo, Renoir \u00e8 scosso da una profonda inquietudine creativa, che lo induce a intraprendere, nel 1881, un viaggio in Italia: un tour che ebbe inizio a Venezia, dove l\u2019artista fu colpito da Carpaccio e Tiepolo (mentre gi\u00e0 conosceva bene Tiziano, Veronese, ammirati e studiati al Louvre), e che prosegu\u00ec per brevi tappe a Padova e a Firenze, per trovare una meta fondamentale a Roma. Qui fu travolto dalla forza della luce mediterranea e svilupp\u00f2 un\u2019ammirazione per i maestri rinascimentali, in primis per Raffaello, di cui apprezz\u00f2, per la loro mirabile \u201csemplicit\u00e0 e grandezza\u201d, gli affreschi della Villa Farnesina.<\/p>\n<div id=\"attachment_11197\" style=\"width: 934px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11197\" class=\" wp-image-11197\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/3.-269x300.jpg\" alt=\"\" width=\"924\" height=\"1031\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/3.-269x300.jpg 269w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/3.-919x1024.jpg 919w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/3.-768x856.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/3..jpg 1181w\" sizes=\"auto, (max-width: 924px) 100vw, 924px\" \/><p id=\"caption-attachment-11197\" class=\"wp-caption-text\">Pierre-Auguste Renoir, Portrait d\u2019Ad\u00e8le Besson, 1918, olio su tela, 41 x 37 cm, Mus\u00e9e des Beaux-Arts et d\u2019Arch\u00e9ologie di Besan\u00e7on<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nUn\u2019ulteriore tappa del viaggio fu il golfo di Napoli: qui Renoir scopr\u00ec le pitture pompeiane, fu rapito dalla bellezza dell\u2019isola di Capri, e quasi soggiogato dai capolavori antichi esposti al museo archeologico. Infine and\u00f2 a Palermo, dove incontr\u00f2 Richard Wagner e lo ritrasse in un\u2019opera divenuta famosa (ma non si pu\u00f2 dire che fra i due scocc\u00f2 la scintilla: anzi, il compositore gli concedette soltanto quarantacinque minuti di posa e non rimase molto soddisfatto del dipinto).<br \/>\n\u201cRenoir e l\u2019Italia\u201d, curata da Paolo Bolpagni e promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, con il Comune di Rovigo e l\u2019Accademia dei Concordi, ripercorre quel pellegrinaggio italiano di Renoir e soprattutto ne indaga le rivoluzionarie conseguenze.<br \/>\n\u201cFondendo la lezione di Raffaello e quella di Jean-Auguste Dominique Ingres, il pittore recupera un disegno nitido e un\u2019attenzione alle volumetrie e alla monumentalit\u00e0 delle figure, nel segno di una sintesi che, come si anticipava, enucle\u00f2 una personale forma di classicismo, mentre le tendenze dominanti viravano verso il Postimpressionismo da una parte e il Simbolismo dall\u2019altra\u201d, sottolinea Paolo Bolpagni.<br \/>\nAnche attraverso il fil rouge del racconto biografico del figlio Jean, celebre regista, la mostra si focalizza su questa fase della produzione di Renoir: dal viaggio in Italia sino alle opere della vecchiaia. Ponendo in risalto l\u2019originalit\u00e0 di un\u2019arte che non fu affatto attardata, ma che costitu\u00ec uno dei primi esempi di quella \u201cmoderna classicit\u00e0\u201d che sarebbe poi stata perseguita da molti pittori degli anni Venti e Trenta, in particolare in Italia, come sar\u00e0 evidenziato dai confronti \u2013 alcuni dei quali insospettabili \u2013 che saranno istituiti nelle sale di<strong> Palazzo Roverella di Rovigo dal 25 febbraio al 25 giugno 2023<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_11196\" style=\"width: 947px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11196\" class=\" wp-image-11196\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/2.-217x300.jpg\" alt=\"\" width=\"937\" height=\"1295\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/2.-217x300.jpg 217w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/2.-741x1024.jpg 741w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/2.-768x1061.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/2.-1112x1536.jpg 1112w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/2..jpg 1181w\" sizes=\"auto, (max-width: 937px) 100vw, 937px\" \/><p id=\"caption-attachment-11196\" class=\"wp-caption-text\">Pierre-Auguste Renoir, T\u00eate d\u2019enfant, 1907, olio su tela, 22,1 x 16 cm, Mus\u00e9e Mainssieux di Voiron<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\u201cDipingendo in un possente stile neo-rinascimentale, dove i toni caldi e scintillanti mutuati dal tardo Tiziano e da Rubens, cos\u00ec come dai settecenteschi Fragonard e Watteau, si coniugavano con i riferimenti a un\u2019iconografia mitica e classicheggiante, Renoir \u2013 sottolinea Paolo Bolpagni \u2013 anticipava il \u201critorno all\u2019ordine\u201d: un aspetto della sua produzione che non \u00e8 stato sufficientemente messo a fuoco in tale prospettiva, giacch\u00e9 quella che superficialmente \u00e8 apparsa a molti un\u2019involuzione era, in realt\u00e0, una premonizione di molta della pittura che si sarebbe sviluppata tra le due guerre\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu la musica, pi\u00f9 che la pittura, a segnare l\u2019infanzia di Pierre-Auguste Renoir (Limoges, 25 febbraio 1841 \u2013 Cagnes-sur-Mer, 3 dicembre 1919). Entrato nel coro della chiesa di Saint-Sulpice, cant\u00f2 sotto la direzione del grande compositore Charles Gounod, che credeva fermamente nelle possibilit\u00e0 vocali del ragazzo. Solo pi\u00f9 tardi giunse alla scoperta della pittura en plein air che lo condusse all\u2019approdo impressionista. \u00c8 questa la fase di Renoir pi\u00f9 nota al grande pubblico. In realt\u00e0, a ben vedere, si tratt\u00f2 di una fase piuttosto breve, caratterizzata anche da una certa disparit\u00e0 di vedute con Monet, Pissarro e Degas.<br \/>\nA superare ogni crisi giunse il viaggio in Italia. Dopo il quale nulla sar\u00e0 come prima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Impressionismo, che pur lo aveva affascinato, comincia a non convincerlo pi\u00f9. E per trovare nuove strade, l\u2019allora quarantenne Pierre Auguste Renoir decide di guardare indietro, alla grande arte italiana. 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