{"id":21166,"date":"2022-12-23T13:46:41","date_gmt":"2022-12-23T12:46:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/il-fascino-bizzarro-della-caricatura-da-leonardo-a-bacon\/"},"modified":"2025-03-26T17:14:59","modified_gmt":"2025-03-26T16:14:59","slug":"il-fascino-bizzarro-della-caricatura-da-leonardo-a-bacon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/il-fascino-bizzarro-della-caricatura-da-leonardo-a-bacon\/","title":{"rendered":"Il fascino bizzarro della caricatura, da Leonardo a Bacon"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Dal 28 gennaio al 27 aprile 2023\u00a0<a href=\"https:\/\/www.istitutoveneto.it\/flex\/cm\/pages\/ServeBLOB.php\/L\/IT\/IDPagina\/26\"><strong>Palazzo Loredan &#8211; Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti<\/strong><\/a>\u00a0ospita la mostra\u00a0<em>De\u2019 visi mostruosi e caricature. Da Leonardo da Vinci a Bacon<\/em>, a cura di Pietro C. Marani insieme a un comitato scientifico composto da Alessia Alberti, Luca Massimo Barbero, Paola Cordera, Inti Ligabue, Enrico Lucchese, Alice Martin, Alberto Rocca, Calvin Winner.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Obiettivo della mostra non \u00e8 tanto indagare come e perch\u00e9 si sviluppi il singolare genere della caricatura, o meglio della<strong>\u00a0deformazione<\/strong>\u00a0e trasformazione dei tratti fisiognomici, quanto rendere evidente l\u2019esistenza di una linea di\u00a0<strong>continuit\u00e0 \u201csettentrionale\u201d<\/strong>\u00a0in quest\u2019ambito che, partendo dai \u201cvisi mostruosi\u201d di Leonardo e dalle \u201cpitture ridicole\u201d dei lombardi, assunte le esperienze del naturalismo carraccesco, fiorir\u00e0 in laguna nella prima met\u00e0 del Settecento.<\/p>\n<div style=\"width: 1010px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/1890056479.rsc.cdn77.org\/rivista\/immagini\/2022\/fn\/lomazzo-testa-grottesca-di-donna.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"797\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Giovan Paolo Lomazzo, Testa grottesca di donna volta verso destra, dettaglio (1560 circa; olio e tempera su tavola, 26 x 18 cm; Milano, Collezione privata) \u00a9Vivi Papi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDe\u2019 visi mostruosi non parlo, perch\u00e9 senza fatica si tengono a mente\u201d, cos\u00ec si legge tra le annotazioni di\u00a0<strong>Leonardo da Vinci<\/strong>\u00a0nel\u00a0<em>Codice Atlantico<\/em>\u00a0e nel\u00a0<em>Trattato della Pittura<\/em>. In occasione dell\u2019esposizione promossa dalla<strong>\u00a0Fondazione Giancarlo Ligabue<\/strong>, i visitatori vedranno le tante \u201cteste caricate\u201d o \u201cgrottesche\u201d, i volti deformi, le figure esagerate o caricaturali realizzate dai\u00a0<strong>grandi artisti attivi in Italia settentrionale<\/strong>\u00a0tra il XVI e il XVIII secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saranno esposte\u00a0<strong>oltre 75 opere<\/strong>\u00a0in prestito da musei e collezioni private internazionali, dal Mus\u00e9e du Louvre di Parigi alle Civiche Raccolte d\u2019Arte del Castello Sforzesco, dalle Gallerie degli Uffizi alla Staatliche Kunstsammlungen di Dresda, dal Designmuseum Danmark alle Gallerie dell\u2019Accademia di Venezia fino al Sainsbury Centre for Visual Arts della University of East Anglia di Norwich. Presente anche un nucleo di diciassette disegni autografi leonardeschi, tra cui la nota Testa di Vecchia in Collezione Ligabue, prestati eccezionalmente dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana, dalla Pinacoteca di Brera e, per la prima volta in Italia, dalla\u00a0<strong>Devonshire Collections di Chatsworth<\/strong>.<\/p>\n<div style=\"width: 930px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.arte.it\/foto\/orig\/cd\/135525-x6273-A5.jpg\" alt=\"\" width=\"920\" height=\"1316\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Quinten Massys, An Old Man, about 1513. Oil on oak, 64.1 x 45.1 cm. Private collection \u00a9 Photo courtesy of the owner<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo parte da Leonardo da Vinci e giunge alla Venezia di Anton Maria Zanetti e dei Tiepolo, passando per Francesco Melzi, Paolo Lomazzo, Aurelio Luini, Donato Creti, Arcimboldo, ma anche Carracci e Parmigianino. Quello dell\u2019alterazione o\u00a0<strong>deformazione della fisionomia<\/strong>, che nel Novecento assume nuovi significati, \u00e8 un tema evocato nel capolavoro di\u00a0<strong>Francis Bacon\u00a0<\/strong>dal titolo<em>\u00a0Tre studi per un ritratto di Isabel Rawsthorne<\/em>, esposto in chiusura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cAnche questa esposizione ci induce a riflettere sulla nostra umanit\u00e0\u201d, afferma<strong>\u00a0Inti Ligabue<\/strong>, Presidente della Fondazione Giancarlo Ligabue. \u201cIn un modo certamente \u2019diverso\u2019 rispetto a quanto fatto negli anni passati con le mostre di taglio archeologico, antropologico ed etnografico dedicate a culture e civilt\u00e0 lontane, ma sempre aperti alla conoscenza e alla comprensione della societ\u00e0, dei suoi valori, delle sue espressioni culturali. \u00c8 l\u2019Uomo al centro dei nostri interessi; Venezia \u00e8 il punto di partenza e di ritorno delle nostre esplorazioni e delle nostre ricerche e voglia di scoprire e di condividere \u00e8 il motore della nostra Fondazione\u201d.<\/p>\n<div style=\"width: 919px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.arte.it\/foto\/orig\/3d\/135511-74.jpg\" alt=\"\" width=\"909\" height=\"365\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Francis Bacon (1909-1992), Tre Studi per un ritratto di Isabel Rawsthorne, 1965, olio su tela, insieme: 51 \u00d7 120,5 cm. UEA 37, Sainsbury Centre for Visual Arts, Norwich,UK \u00a9 The Estate of Francis Bacon. All rights reserved \/ DACS \/ SIAE<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per giungere alla\u00a0<strong>caricatura<\/strong>, che si diffonde nel Settecento in laguna intrecciandosi con la grande tradizione musicale e teatrale veneziana, la mostra a Palazzo Loredan parte da Leonardo da Vinci. Se pure non possano definirsi caricaturali i disegni di Leonardo, ovvero diretti allo scherno, all\u2019ironia o al sorriso, le sue \u201cteste caricate\u201d, l\u2019esasperazione dei tratti somatici, gli<strong>\u00a0studi fisiognomici<\/strong>\u00a0dei caratteri umani e dei \u201cmoti mentali\u201d, la strenua analisi della deformazione a rimarcare una volont\u00e0 di realismo, ma pure doti morali o virt\u00f9 particolari al di l\u00e0 dei difetti fisici o dei segni del tempo non possono non aver influenzato e ispirato questi esiti settecenteschi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pensi all\u2019immediata fortuna dei suoi studi, ai tanti imitatori e seguaci attivi in laguna come Giovanni Agostino da Lodi o\u00a0<strong>Giovan Paolo Lomazzo<\/strong>, alle riproduzioni nei secoli successivi (tra tutte le stampe seicentesche dell\u2019incisore boemo Wenceslaus Hollar che propone in formato 1:1 i disegni appartenenti alla collezione del XXI conte di Arundel) e soprattutto alla ripresa leonardesca cui si assiste a Venezia, nei primi decenni del XVIII secolo, presso i maggiori artisti e collezionisti come\u00a0<strong>Anton Maria Zanetti<\/strong>, capostipite della caricatura veneziana, e il nobile Zaccaria Sagredo.<\/p>\n<div style=\"width: 1931px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.arte.it\/foto\/orig\/a6\/135521-N-5769-00-000049-A5.jpg\" alt=\"\" width=\"1921\" height=\"2717\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Quinten Massys, An Old Woman (&#8216;The Ugly Duchess&#8217;), about 1513. Oil on oak 62.4 \u00d7 45.5 cm. Bequeathed by Miss Jenny Louisa Roberta Blaker, 1947 \u00a9 Photo The National Gallery, London<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nota su Zanetti che appare nelle pagine manoscritte anteposte all\u2019<strong>Album Cini<\/strong>, di cui sono in mostra alcuni importanti fogli, segna per il curatore Pietro Marani la pista da seguire per proporre innovativamente una<strong>\u00a0linea tosco-lombarda<\/strong>\u00a0e propriamente leonardesca nell\u2019ispirazione dell\u2019artista, accanto alla nota formazione emiliana anch\u2019essa ricordata in mostra attraverso i disegni e le grottesche di Creti, di Carracci (dalla Collezione del Duca di Devonshire anche l\u2019unico disegno di\u00a0<strong>Annibale Carracci<\/strong>\u00a0proveniente dall\u2019eredit\u00e0 Burlington) e della cerchia di Parmigianino. Come ricorda Marani, sappiamo della presenza di Leonardo a Venezia nel 1500, breve ma significativa che pare abbia influito sulla pittura di Giorgione e sui lavori di D\u00fcrer; sappiamo anche dell\u2019arrivo acclamato in laguna, nel 1726 nella collezione di Zaccaria Sagredo, di\u00a0<strong>cartoni originali di Leonardo<\/strong>\u00a0provenienti dai Casnedi di Milano: un\u2019acquisizione che lo stesso Zanetti riferisce nella sua corrispondenza; sappiamo infine che a Venezia Paolo Lomazzo, allievo ed erede dei manoscritti di Leonardo e guida degli artisti riuniti nell\u2019Accademia della Val di Blenio, deve essere stato diverse volte. Sono soprattutto le amicizie, le frequentazioni parigine e milanesi, la ricca biblioteca dell\u2019artista veneziano a motivare la conoscenza dei disegni di Leonardo, diretta e indiretta, e l\u2019influenza del maestro su Anton Maria e sugli artisti della Serenissima. A parte il legame di Zanetti con i Trivulzio e la frequentazione del \u201cclan Zanetti-Carriera\u201d con l\u2019ambiente milanese e con i patrocinatori dei Clerici, committenti di Gian Battista Tiepolo, determinante dovette essere la presenza a Venezia di Pierre Crozat nel 1716 e di Pierre Mariette nel 1718-1719, con i quali Zanetti entr\u00f2 presto in confidenza. Furono loro a indurre il veneziano a fare un viaggio a Parigi nel 1720 insieme a Rosalba Carriera e ad Antonio Pellegrini, proseguito poi a Londra e nelle Fiandre; fu Crozat a possedere per alcuni decenni celeberrimi disegni a pennello su tela di lino di Leonardo, indicati precedentemente come lavori di D\u00fcrer ma riconosciuti dallo stesso Mariette come autografi del maestro; fu Pierre Mariette ad acquistare un famoso Album con copie delle caricature di Leonardo, al tempo ritenute originali, molte delle quali tratte dai disegni autografi di Leonardo conservati ora nella\u00a0<strong>Collezione del Duca di Devonshire a Chatsworth<\/strong>, di cui sono esposti in mostra esemplari.<\/p>\n<div style=\"width: 957px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.arte.it\/foto\/orig\/65\/135517-1.jpg\" alt=\"\" width=\"947\" height=\"1327\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Leonardo da Vinci (1452-1519), Testa caricata e busto di profilo d\u2019uomo verso sinistra, 1490 circa, punta metallica, penna e inchiostro seppia su carta, incollata su carta di supporto, 153 x 112 mm. Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Pinacoteca &#8211; Milano \u00a9 VENERANDA BIBLIOTECA AMBROSIANA \/ MONDADORI PORTFOLIO \/ G. Cigolini<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possibile che di tutto questo non abbiano discorso i due francesi con Zanetti? La domanda aleggia nell\u2019esposizione e nel catalogo edito da Marsilio: possibile che egli non abbia visto e \u201cannotato\u201d tali opere? Se a questo, sempre seguendo il ragionamento del curatore, si aggiunge che nell\u2019inventario della biblioteca di Zanetti compare proprio una copia dell\u2019<strong>Album Mariette<\/strong>, inciso nel 1730 dal Conte di Caylus, cos\u00ec come il\u00a0<em>Trattato della pittura<\/em>\u00a0di Leonardo nell\u2019<em>editio princeps<\/em>, ovvero quella stampata a Parigi da Raphael du Fresne nel 1651, ma anche l\u2019<em>Idea del Tempio della Pittura<\/em>\u00a0del Lomazzo pubblicata nel 1590 a Milano, in cui egli ricorda i \u201cvisi mostruosi\u201d del da Vinci, e il suo\u00a0<em>Trattato dell\u2019arte della Pittura<\/em>, tutti volumi ed edizioni esposti in questa occasione, allora gli indizi possono diventare prove.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I visitatori potranno divertirsi nel notare come il gesto sintetico e immediato di certe caricature di\u00a0<strong>Giambattista Tiepolo<\/strong>, ma anche quelle stesse dello Zanetti, richiamino quella che pu\u00f2 considerarsi l\u2019unica vera caricatura di Leonardo esistente: quella di un \u201cChierico\u201d in cui furbizia, arguzia e derisione si sposano perfettamente in pochi tratti, anch\u2019essa eccezionalmente in mostra grazie alla\u00a0<strong>Veneranda Biblioteca Ambrosiana<\/strong>; e come nasi esagerati, menti sporgenti, seni prorompenti, teste con parrucche siano di matrice leonardesca o comunque rivelino prototipi poi ripresi e variati dagli autori leonardeschi come Melzi, Battista Franco, Lomazzo, Figino: tra tutti la \u201ccaricatura di uomo con cappello conico\u201d che si ritrova nell\u2019<em>Homo ridiculo<\/em>\u00a0di ambito del Lomazzo prestato dall\u2019Accademia Carrara di Bergamo, che trova un\u2019eco nei lavori di Brambilla, Figino e Arcimboldo esposti in mostra.<\/p>\n<div style=\"width: 930px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.arte.it\/foto\/orig\/5c\/135515-35.jpg\" alt=\"\" width=\"920\" height=\"1038\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Giovan Paolo Lomazzo (1538-1592), Testa grottesca di donna volta verso destra, 1560 circa, olio e tempera su tavola, 26 x 18 cm. Collezione privata, Milano \u00a9 Vivi Papi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da segnalare, l\u2019olio su tela con\u00a0<em>Testa grottesca di donna<\/em>\u00a0(1560), attribuito a\u00a0<strong>Giovan Paolo Lomazzo<\/strong>\u00a0gi\u00e0 dal Longhi, e la galleria di\u00a0<strong>circa venti caricature tiepolesche<\/strong>: gobbi, prelati e macchiette di nobili signori di diverse datazioni, alcune gi\u00e0 in Collezione Valmarana e poi Wallraf, altre provenienti dal Terzo tomo de caricature. Il dipinto di Lomazzo invece, \u201canimalesco e ottuso\u201d, derivante da un fortunatissimo disegno di Leonardo copiato e riprodotto pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, mostra il seguito, anche in pittura, della strada avviata dal maestro, dove gli effetti della deformazione fisiognomica appaiono ancora con pi\u00f9 evidenza e sembrano avvalorare l\u2019interpretazione delle<strong>\u00a0teste grottesche<\/strong>\u00a0di Leonardo data da Gombrich (1954), in cui affiorerebbe il tema dell<strong>\u2019inconscio<\/strong>\u00a0e della raffigurazione autobiografica.<\/p>\n<div style=\"width: 926px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.arte.it\/foto\/orig\/e5\/135519-54.jpg\" alt=\"\" width=\"916\" height=\"1374\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Giambattista Tiepolo (1696-1770), Caricatura di gentiluomo con parrucca, seduto, di profilo a destra, 1755-1760, penna e inchiostro nero, pennello e inchiostro nero diluito, su carta, controfondato, 165 x 140 mm. Gabinetto dei Disegni, Castello Sforzesco, Milano \u00a9 Gabinetto dei Disegni, Castello Sforzesco, Milano<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ambiti che prefigurano i\u00a0<strong>temi psicanalitici e visionari<\/strong>\u00a0della pittura di\u00a0<strong>Francis Bacon<\/strong>\u00a0nei suoi ritratti. La mostra si conclude con un trittico dell\u2019artista datato 1965:\u00a0<em>Tre studi per un ritratto di Isabel Rawsthorne<\/em>\u00a0prestati dal\u00a0<strong>Sainsbury Centre-University of East Anglia di Norwich<\/strong>. Un invito a riflettere su come nel Novecento questa via dell\u2019arte, di antica provenienza, prosegua assumendo nuovi significati, conducendo lo studio della natura umana alle destrutturazione, alla deformazione e alla manipolazione della forma, per manifestare l\u2019interiorit\u00e0 e l\u2019inconscio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 28 gennaio al 27 aprile 2023\u00a0Palazzo Loredan &#8211; Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti\u00a0ospita la mostra\u00a0De\u2019 visi mostruosi e caricature. Da Leonardo da Vinci a Bacon, a cura di Pietro C. 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