{"id":21210,"date":"2022-11-01T11:00:28","date_gmt":"2022-11-01T10:00:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/milano-monica-silva-reinterpreta-cinque-opere-antiche-in-chiave-extrapop\/"},"modified":"2025-03-26T17:15:29","modified_gmt":"2025-03-26T16:15:29","slug":"milano-monica-silva-reinterpreta-cinque-opere-antiche-in-chiave-extrapop","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/milano-monica-silva-reinterpreta-cinque-opere-antiche-in-chiave-extrapop\/","title":{"rendered":"Milano. Monica Silva\u00a0reinterpreta cinque opere antiche in chiave extra pop"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il 17 novembre alla Galleria Longari Arte<\/strong> di corso Monforte 23 (Palazzo Cicogna), a Milano, inaugura\u00a0<strong><em>Art beyond imagination<\/em><\/strong>, la mostra rivoluzionaria della fotografa brasiliana\u00a0<strong>Monica Silva<\/strong> che riaccende la luce sul passato reinterpretandolo in chiave \u201cextra pop\u201d.<br \/>\nL\u2019idea di creare un ponte tra arte antica e contemporanea \u00e8 venuta a Ruggero e Marco Longari, figlio e nipote della famosa antiquaria Nella che negli anni Cinquanta riusc\u00ec a far innamorare gli italiani della scultura medievale e rinascimentale: hanno chiesto all\u2019artista brasiliana Monica Silva di impiegare un po\u2019 del suo realismo magico e un po\u2019 di humour, per attualizzare cinque opere del \u2018400, \u2018600 e \u2018700 dando loro una nuova vita con cinque scatti d\u2019autore.<\/p>\n<div style=\"width: 944px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/artslife.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Angel-Gabriels-White-Light-Green_Monica_Silva-703x1000.jpg\" alt=\"Monica Silva, Angel Gabriel\u2019s White Light\" width=\"934\" height=\"1328\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Monica Silva, Angel Gabriel\u2019s White Light<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella mostra, infatti, accanto a ogni opera d\u2019arte antica sar\u00e0 affiancata la rispettiva rivisitazione fotografica con l\u2019obiettivo di annullarne la distanza temporale. Monica Silva integra nella sua ricerca nuovi sviluppi linguistici e tecnologici come ha gi\u00e0 fatto in Lux et filum sempre a Milano, una delle sue mostre pi\u00f9 sorprendenti in cui ha tradotto l\u2019arte di Caravaggio con un\u2019opulenta scenografia barocca che ha generato nella critica stupori incantati. Questo accade, di solito, con le sue foto perch\u00e9 scoprono il lato insolito, misterioso e prodigioso delle persone e delle cose.<\/p>\n<p>Si parte con <strong>Angel Gabriel\u2019s White Light<\/strong>, una scultura lignea senese del 1400 raffigurante un angelo annunziante che nel corso dei secoli ha perso ali, aureola e il giglio che aveva tra le mani. Finendo per essere riconoscibile solo dalla sua postura. Queste \u201cmancanze\u201d sono state lo spunto per ritrovare ci\u00f2 che aveva perso. Intanto, l\u2019artista lo ha impacchettato in un tessuto dorato citando la Venere e l\u2019Enigma dell\u2019Isodore Ducasse di Man Ray e le legature sbalorditive di Christo. Poi lo ha trasformato in un santino avvolto in led fluo che ha moltiplicato in un trittico fotografico in rosso, verde e blu. I colori che mescolati insieme diventano bianco puro, cio\u00e8 la \u201cwhite light\u201d, la luce dell\u2019angelo Gabriele. Infine, la tecnologia digitale, gli ha ridato le ali ricostruendole con tessere in resina che ricordano l\u2019effetto mistico delle vetrate delle chiese e che saranno esposte nella mostra fotografica di novembre.<br \/>\nInsomma, la fantasiosa ed energica versione brasiliana che nessun angelo avrebbe mai osato immaginare.<\/p>\n<div style=\"width: 1010px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/artslife.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Do_Androids_Dream_of_Electric_Dreams_Monica_Silva-1000x753.jpg\" alt=\"Monica Silva, Do androids dream of electric sheep?\" width=\"1000\" height=\"753\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Monica Silva, Do androids dream of electric sheep?<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le altre quattro opere riscrivono la storia e il presente di altrettanti capolavori antichi.<\/p>\n<p><strong>Do androids dream of electric sheep?<\/strong> ha lo stesso titolo del romanzo di Philip K. Dick da cui Ridley Scott ha tratto il film Blade Runner. \u00abMa gli androidi sognano pecore elettriche?\u00bb, si \u00e8 chiesta anche l\u2019artista guardando Lo stampatore, il quadro di un pittore lombardo del Settecento. Ci ha pensato perch\u00e9 sono stati creati robot-artisti, alcuni semplici bracci robotici, altri androidi come Al-DA o Sophia in grado di dipingere addirittura autoritratti. Cos\u00ec, il protagonista dello scatto \u00e8 uno \u201cstampatore-androide\u201d talmente umanizzato che sta prendendo coscienza di s\u00e9. \u00c8 seduto a un tavolo mentre tiene in mano una macchina fotografica Polaroid da cui sta uscendo una foto che riproduce il quadro antico e, sul piano di lavoro, sono sparse disordinatamente foto identiche. Accanto a lui, in fila, altri androidi e il braccio robotico con cui sono stati realizzati. La Silva fotografa l\u2019attimo di umano stupore dell\u2019androide che, per un istante, fissa lo stampatore e sente un\u2019inattesa e inspiegabile nostalgia per un \u201cessere\u201d che non \u00e8 pi\u00f9 e lo sconcerto per l\u2019\u201dessere\u201d nuovo che sta diventando.<\/p>\n<div style=\"width: 1010px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/artslife.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Twilights_Of_Gods_Monica_Silva-1000x753.jpg\" alt=\"Monica Silva, Twilight of Gods\" width=\"1000\" height=\"753\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Monica Silva, Twilight of Gods<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Twilight of Gods<\/strong> reinterpreta una piccola scultura in marmo di Pietro Bernini (il padre del pi\u00f9 famoso Gian Lorenzo) del \u2018600: San Lorenzo \u00e8 raffigurato sdraiato sulla graticola, abbandonato ormai al dolore. Monica Silva si sofferma sul concetto d\u2019estasi traslandolo dall\u2019aspetto mistico a quello profano e fotografa un atleta con in mano un drink, sdraiato nell\u2019atto di brindare a un tramonto ormai radioattivo (il crepuscolo degli dei, appunto). Ma \u00e8 disteso sui bidoni che raccolgono rifiuti chimici anzich\u00e9 su un lettino e invece degli occhiali da sole indossa un visore da metaverso perch\u00e9 la realt\u00e0 virtuale \u00e8 inconsciamente assai pi\u00f9 consolatoria. Sulla crema solare che afferra c\u2019\u00e8 scritto: F. ART \u2013 NEW FORMULA \u2013 PROTECT AND ALIENATE \u2013 INSTANT PROTECTION FROM THE REAL WORLD FOR 48 H \u2013 5000+.<\/p>\n<p><strong>A-stoned beauty<\/strong> prende spunto da un frammento scultoreo in marmo della Sibilla di Nicol\u00f2 di Giovanni Fiorentino del 1470. Monica Silva la ritrae di spalle prestandole il corpo di una giovane donna, appena coperta da un panneggio rosso come fosse la Venere allo specchio di Velazquez o La nude concubine di Ingres. L\u2019elaborata acconciatura ricorda quella della testa in marmo riflessa nello specchio. I testi impilati sul piano rappresentano i Libri sibillini in cui erano trascritte le profezie. Poetessa vergine e profetessa di sciagure, quando viene posseduta da Apollo rivela il futuro: per questo, accanto a lei si scorge un riccio schiuso di castagna, simbolo della sessualit\u00e0 femminile inespressa. Lo scatto mostra una bellezza sensuale vissuta in modo distaccato. E freddamente sprecata.<\/p>\n<div style=\"width: 936px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/artslife.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Modern_Prophets_Monica_Silva-750x1000.jpg\" alt=\"Monica Silva, Modern Prophets\" width=\"926\" height=\"1234\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Monica Silva, Modern Prophets<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Modern Prophets<\/strong> trasforma la Maddalena di Barth\u00e9l\u00e9my Chasse di fine \u2018600 in un\u2019influencer.<br \/>\nTestimone della Resurrezione di Cristo, evangelista, primadonna del cristianesimo e infine peccatrice e mezzo di propaganda contro il proprio sesso: l\u2019iconografia classica la dipinge come una penitente dai lunghi capelli, spesso in atteggiamento estatico, accanto a un teschio (memento mori) e con in mano un libro o uno specchio. Da \u201crivelatrice\u201d Maddalena diventa oggi un\u2019infelice influencer vittima del suo stesso ruolo\/successo, proprio com\u2019\u00e8 accaduto alla sua antenata. C\u2019\u00e8 in questa fotografia tutta la ricchezza compositiva di Monica Silva che fa del dettaglio quasi un\u2019ossessione di purismo strutturale. La donna seduta su una poltroncina del \u2018700 accarezza distrattamente piume azzurre e non presta alcuna attenzione agli articoli di lusso sparsi sul set che normalmente \u201cpubblicizza\u201d. \u00c8 scalza, come da tradizione, anche se da un\u2019influencer ci si aspetterebbe indossasse scarpe super griffate. Morale: nasciamo nudi e col tempo ci carichiamo di sovrastrutture che non sempre rappresentano quello che realmente siamo. Finendo per lasciarci mettere in croce da uno smartphone (inserito proprio in un selfie stick a forma di croce) e da tutto quello che rappresenta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 17 novembre alla Galleria Longari Arte di corso Monforte 23 (Palazzo Cicogna), a Milano, inaugura\u00a0Art beyond imagination, la mostra rivoluzionaria della fotografa brasiliana\u00a0Monica Silva che riaccende la luce sul passato reinterpretandolo in chiave \u201cextra pop\u201d. 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