{"id":21215,"date":"2022-10-26T11:07:30","date_gmt":"2022-10-26T10:07:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/larte-di-ritrarre-gli-artisti-nino-migliori-al-colornophotolife-di-parma\/"},"modified":"2025-03-26T17:15:33","modified_gmt":"2025-03-26T16:15:33","slug":"larte-di-ritrarre-gli-artisti-nino-migliori-al-colornophotolife-di-parma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/larte-di-ritrarre-gli-artisti-nino-migliori-al-colornophotolife-di-parma\/","title":{"rendered":"L\u2019arte di ritrarre gli artisti. Nino Migliori al Colornophotolife di Parma"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong>Nino Migliori. L\u2019arte di ritrarre gli artisti<\/strong>\u201d \u00e8 la\u00a0<em>special guest<\/em> della edizione \u201922 di <a href=\"https:\/\/www.colornophotolife.it\/\"><strong>Colornophotolife<\/strong><\/a>, l\u2019annuale festival di fotografia accolto dalla Reggia che fu di Maria Luigia d\u2019Austria, a Colorno nel parmense.<\/p>\n<p>La monografica di Migliori<strong> (aperta fino al 10 aprile 2023)<\/strong> conferma la vocazione della Reggia a connotarsi come sede di grandi eventi fotografici, sulla scia delle mostra qui riservate a Michael Kenna, Ferdinando Scianna e Carla Cerati. Di \u00a0Nino Migliori si possono ammirare <strong>86 opere inedite, quasi tutte ritratti di artisti da lui frequentati, realizzate tra gli anni cinquanta ed oggi,<\/strong>\u00a0che consentono di ripercorrere, attraverso le\u00a0<strong>diverse tecniche adottate, le ricerche e le esplorazioni del mezzo fotografico\u00a0<\/strong>condotte nel corso di oltre settant\u2019anni di attivit\u00e0. L\u2019esposizione, a cura di\u00a0<strong>Sandro Parmiggiani<\/strong>, con la direzione di\u00a0<strong>Antonella Balestrazzi<\/strong>, \u00e8 accompagnata da un catalogo bilingue (italiano\/inglese).<\/p>\n<div style=\"width: 939px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Nino-Migliori-Luisa-Valentini-2006-%C2%A9-Fondazione-Nino-Migliori.jpg\" alt=\"Nino Migliori, Luisa Valentini, 2006 \u00a9 Fondazione Nino Migliori\" width=\"929\" height=\"682\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Nino Migliori, Luisa Valentini, 2006 \u00a9 Fondazione Nino Migliori<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cinque le sezioni: i ritratti in bianco e nero, avviati negli anni \u201850, quando Migliori \u00e8 a Venezia e frequenta la casa di\u00a0<strong>Peggy Guggenheim<\/strong>, e sviluppati fino agli anni recenti; le immagini a colori nelle quali spesso opera una\u00a0<strong>dislocazione dei piani e talvolta ritaglia le immagini e le ricolloca nello spazio; le sequenze di immagini tratte dal mezzo televisivo e concepite come fotogrammi in divenire; le grandi \u201ctrasfigurazioni\u201d (100 x 100 cm) a colori in cui Migliori interviene \u201cpittoricamente\u201d sull\u2019immagine;<\/strong>\u00a0i\u00a0<strong>ritratti recenti in bianco e nero \u201ca lume di fiammifero\u201d,<\/strong>\u00a0che applicano alcune sue ricognizioni condotte su sculture \u201ca lume di candela\u201d.<br \/>\nMolti sono i protagonisti della scena artistica che i visitatori della mostra riconosceranno attraverso i loro ritratti: tra gli altri,\u00a0<strong>Enrico Baj, Vasco Bendini, Agenore Fabbri, Gianfranco Pardi, Guido Strazza, Sergio Vacchi, Luciano De Vita, Salvatore Fiume, Virgilio Guidi, Piero Manai, Man Ray, Luciano Minguzzi, Zoran Music, Luigi Ontani, Robert Rauschenberg, Ferdinando Scianna, Tancredi Parmeggiani, Ernesto Treccani, Emilio Vedova, Lamberto Vitali, Andy Warhol, Wolfango, Italo Zannier; Antonio Gades, Bruno Saetti, Lucio Saffaro, Alberto Sughi, Emilio Tadini; Eugenio Montale, Gian Maria Volont\u00e9, Giovanni Romagnoli e Franco Gentilini; Karel Appel, Enzo Mari, Fausto Melotti, Tonino Guerra, Pompilio Mandelli, Marisa Merz, Bruno Munari, Fabrizio Plessi, Arnaldo Pomodoro, Lucio Del Pezzo; Mario Botta, Ugo Nespolo, Elisabetta Sgarbi.<\/strong><\/p>\n<div style=\"width: 944px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Nino-Migliori-Alberto-Sughi-1978-%C2%A9-Fondazione-Nino-Migliori-496x420.jpg\" alt=\"Nino Migliori, Alberto Sughi, 1978 \u00a9 Fondazione Nino Migliori\" width=\"934\" height=\"790\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Nino Migliori, Alberto Sughi, 1978 \u00a9 Fondazione Nino Migliori<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u201cDavanti alle fotografie di Nino Migliori occorre ricordare \u2013evidenzia il Curatore, Sandro Parmiggiani &#8211; che con lui nulla deve essere dato per scontato: la macchina fotografica, la pellicola (e ora il supporto digitale), le carte su cui vengono stampate le immagini non sono asservite a una funzione prestabilita, ma essa pu\u00f2 sempre essere ridefinita ed esplorata in nuove direzioni. Migliori \u00e8 stato, fin dal 1948, uno\u00a0<strong>strenuo indagatore delle possibilit\u00e0 offerte dal mezzo, dai procedimenti tecnici e dai materiali della fotografia<\/strong>; oltre a essere autore di splendide fotografie neorealiste \u2013 molti ricordano l\u2019icona de Il Tuffatore, 1951 \u2013, lui si \u00e8 cimentato con le\u00a0<strong>bruciature sulla pellicola<\/strong>\u00a0<strong>e sulla<\/strong>\u00a0<strong>celluloide, con esperienze su carta e su vetro, con le fotografie di muri e di manifesti, con la ricerca della \u201cfaccia nascosta\u201d delle polaroid, con le recenti esperienze con caleidoscopi di diverse dimensioni<\/strong>\u00a0(due dei ritratti in mostra sono realizzati con questa tecnica): inesauste ricerche e verifiche alimentate dalle visioni e dagli esperimenti che questa sorta di\u00a0<strong>artista-fotografo-sciamano<\/strong>\u00a0ha condotto nel suo viaggio dentro la fotografia.<\/p>\n<div style=\"width: 1210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Nino-Migliori-Andy-Warhol-1975-%C2%A9-Fondazione-Nino-Migliori.jpg\" alt=\"Nino Migliori, Andy Warhol, 1975 \u00a9 Fondazione Nino Migliori\" width=\"1200\" height=\"1669\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Nino Migliori, Andy Warhol, 1975 \u00a9 Fondazione Nino Migliori<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe dunque limitativa la definizione di \u201cfotografo\u201d, non avendo mai Migliori concepito il mezzo fotografico come mero strumento di conformit\u00e0 agli statuti e ai canoni della fotografia \u2013 \u201cuna immagine che fissa il reale, in un momento del suo divenire\u201d \u2013, ma qualcosa che poteva permettergli di avvicinarsi a certe visioni che da sempre lo hanno intrigato. Basta pensare alle esperienze condotte a partire dal 2006, quando decise di fotografare lo Zooforo, l\u2019impressionante bestiario medievale scolpito da Benedetto Antelami sul Battistero del Duomo di Parma, immaginando di restituirne la visione notturna che ne potevano avere gli abitanti della citt\u00e0, e i suoi visitatori, passando accanto alla torre ottagonale e scoprendone, alla luce delle torce, le forme fantastiche che si snodavano lungo il suo perimetro, ricreando nella notte, con opportune coperture, un buio profondo e avvicinando e muovendo lentamente una candela alle formelle, fino a scoprirne il volto segreto. Da quell\u2019esperienza sono nati cicli in cui Migliori ha fotografato nell\u2019assenza di luce monumenti e sculture, e ha eseguito ritratti di persone nel buio assoluto, con i loro volti illuminati dalla luce di un fiammifero, come documentano alcune fotografie della mostra di Colorno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNino Migliori. 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