{"id":21216,"date":"2022-10-24T13:52:16","date_gmt":"2022-10-24T12:52:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/andy-warhol-e-la-pubblicita-della-forma-a-milano\/"},"modified":"2025-03-26T17:15:33","modified_gmt":"2025-03-26T16:15:33","slug":"andy-warhol-e-la-pubblicita-della-forma-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/andy-warhol-e-la-pubblicita-della-forma-a-milano\/","title":{"rendered":"Andy Warhol e la pubblicit\u00e0 della forma a Milano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Con <strong>oltre\u00a0trecento opere<\/strong> divise in sette aree tematiche e tredici sezioni\u00a0&#8211; dagli inizi negli anni Cinquanta come illustratore commerciale sino all\u2019ultimo decennio di attivit\u00e0 negli anni Ottanta connotato dal rapporto con il sacro &#8211; la spettacolare mostra\u00a0<strong>Andy Warhol. La pubblicit\u00e0 della forma<\/strong>\u00a0\u00e8 promossa e prodotta da\u00a0Comune di Milano\u2013Cultura\u00a0e\u00a0Navigare, curata da\u00a0Achille Bonito Oliva\u00a0con\u00a0Edoardo Falcioni\u00a0per\u00a0Art Motors, Partner\u00a0BMW\u00a0e\u00a0Hublot.<br \/>\nAperta dal\u00a022 ottobre 2022 <strong>sino al 26 marzo 2023<\/strong> a <a href=\"https:\/\/www.fabbricadelvapore.org\/\"><strong>Milano alla Fabbrica del Vapore<\/strong><\/a>, \u00e8 un viaggio nell\u2019universo artistico e umano di uno degli artisti che hanno maggiormente innovato la storia dell\u2019arte mondiale.<\/p>\n<p>\u201cAd oltre settant\u2019anni di distanza dalla realizzazione dei primi pezzi che aprono l\u2019esposizione \u2013 dichiara\u00a0Tommaso Sacchi Assessore alla Cultura del Comune di Milano\u00a0&#8211; le opere di Warhol incontrano tuttora il gusto e il favore del pubblico, dimostrandosi spesso attuali e capaci di trasmettere messaggi visivi immediati riguardo alla societ\u00e0 odierna. Quelle di Warhol sono icone che hanno saputo e sanno ancora abitare a tutto tondo la contemporaneit\u00e0, uscendo dal perimetro tracciato dai luoghi istituzionali della cultura e lasciando tracce profonde in diversi ambiti quali quello della moda, della musica e della pubblicit\u00e0\u201d.<\/p>\n<div style=\"width: 940px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/artslife.com\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/69-Self-Portrait-Fright-Wig-ca.1986-684x800.jpg\" alt=\"\" width=\"930\" height=\"1088\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Self-Portrait (Fright Wig), ca.1986<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cWarhol \u2013 afferma\u00a0Bonito Oliva\u00a0\u2013 \u00e8 il Raffaello della societ\u00e0 di massa americana che d\u00e0 superficie ad ogni profondit\u00e0 dell&#8217;immagine rendendola in tal modo immediatamente fruibile, pronta al consumo come ogni prodotto che affolla il nostro vivere quotidiano. In tal modo sviluppa un&#8217;inedita classicit\u00e0 nella sua trasformazione estetica. Cos\u00ec la pubblicit\u00e0 della forma crea l&#8217;epifania, cio\u00e8 l&#8217;apparizione, dell&#8217;immagine\u201d.<\/p>\n<p>Dopo il successo della Mostra di Roma nel 2018 al Complesso del Vittoriano,\u00a0Eugenio Falcioni, esperto di rilievo di Andy Warhol, collezionista e prestatore nella sua veste di responsabile di\u00a0Art Motors\u00a0omaggia la sua citt\u00e0 adottiva Milano producendo una esposizione con pi\u00f9 di 300 opere, per la maggior opere uniche. Molte provenienti dall\u2019Estate Andy Warhol, due di Keith Haring e di altre prestigiose collezioni private. \u201cDai disegni degli anni 50 alle icone Liz, Jackie, Marilyn, Mao, Flowers, Mick Jagger ai ritratti ed ai suoi progetti personali come il fashion \u2013 dichiara\u00a0Falcioni\u00a0\u2013 sono presenti tele, carte, sete, latte con le famose ed uniche Polaroid, per arrivare agli acetati unici che fanno parte della seconda fase del suo lavoro altrettanto importante\u201d.<\/p>\n<p>Andrew Warhola, classe 1928, originario di Pittsburgh, dopo la laurea nel 1949 si trasferisce a New York, trasforma il proprio nome di origine slovacca in Warhol e nei primi anni \u201960 \u00e8 un giovane pubblicitario di successo, che lavora per riviste come\u00a0New Yorker,\u00a0Vogue\u00a0e\u00a0Glamour. L\u2019intuizione che lo render\u00e0 celebre e ricco \u00e8 quella di ripetere una immagine pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, in modo da farla entrare per sempre nella mente del pubblico.\u00a0Thirty Are Better Than One, la sua prima Monna Lisa ripetuta ben trenta volte, da celebre ed esclusiva opera d\u2019arte, viene trasformata in una opera di tutti e per tutti, trasformando il linguaggio della pubblicit\u00e0 in arte. In\u00a0Green Coca-Cola Bottles\u00a0\u2013 scrive\u00a0Falcioni\u00a0nel suo testo per il catalogo \u2013 comprendiamo immediatamente che per l\u2019artista \u00e8 proprio la quantit\u00e0 a prevalere sull\u2019originalit\u00e0 del soggetto raffigurato: \u00e8 infatti ripetendo la stessa immagine che egli riesce a portare e mettere in scena il panorama consumistico nel mondo dell\u2019arte: compito dell\u2019artista non \u00e8 pi\u00f9 creare, ma riprodurre\u201d.<\/p>\n<div style=\"width: 937px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/artslife.com\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/58-Souper-Dress-1963-600x800.jpg\" alt=\"\" width=\"927\" height=\"1236\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Souper Dress, 1963<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per far questo Warhol adotta\u00a0una speciale tecnica di serializzazione, con l\u2019ausilio di un\u00a0impianto serigrafico, che facilita la realizzazione delle opere e riduce notevolmente i tempi di produzione. Su grosse tele riproduce moltissime volte la stessa immagine alterandone i colori: usando immagini pubblicitarie di grandi marchi commerciali o immagini di impatto come incidenti stradali o sedie elettrice, riesce a svuotarle del significato originario. L\u2019arte deve essere \u201cconsumata\u201d come qualsiasi altro prodotto.<br \/>\nLa tecnica della serigrafia viene usata da Warhol gi\u00e0 nel 1962 per realizzare la serie\u00a0Campbell\u2019s Soup Cans, composta da trentadue piccole tele di identiche dimensioni raffiguranti ciascuna gli iconici barattoli di zuppa Campbell\u2019s, esposte nello stesso anno alla Ferus Gallery di Los Angeles. \u00a0 Lo stesso fa con i ritratti delle celebrit\u00e0 dell\u2019epoca: Marilyn Monroe, Mao Zedong, Che Guevara, Michael Jackson, Elvis Presley, Elizabeth Taylor, Brigitte Bardot, Marlon\u00a0Brando, Liza Minnelli, Gianni e Marella Agnelli, le regine Elisabetta II del Regno Unito, Margherita II di Danimarca, Beatrice dei Paesi Bassi, l&#8217;imperatrice iraniana Farah Pahlavi, la principessa di Monaco Grace Kelly, la principessa del Galles Diana Spencer. Per queste personalit\u00e0 essere ritratte da Wahrol diventa un imperativo a conferma del proprio status sociale. Emblematica la\u00a0Gold Marilyn Monroe, conservata al MoMA di New York: una delle donne pi\u00f9 affascinanti della storia moderna americana viene qui rappresentata su uno sfondo oro, esattamente come si trattasse di una tavola del Trecento raffigurante la Madonna. \u00a0 La critica all\u2019inizio stronca questi lavori, non comprendendone l\u2019originalit\u00e0 n\u00e9 la volont\u00e0 di Warhol di comunicare l\u2019idea della ripetizione e dell\u2019abbondanza del prodotto, in linea con la filosofia consumistica dell\u2019epoca. La sua opera viene vista come un oltraggio all\u2019Espressionismo Astratto, movimento artistico allora dominante negli USA. Lo stesso celebre gallerista Leo Castelli all\u2019inizio non comprende la genialit\u00e0 innovativa del lavoro di Warhol e cede alla richiesta di Jasper Johns di non ammetterlo nella sua scuderia. In realt\u00e0 aderendo alla cultura di massa e portandola nel mondo concettuale dell\u2019arte figurativa, Warhol ha esaltato la patria del consumismo e tutto quanto gli Stati Uniti hanno simboleggiato dal dopo guerra sino agli anni \u201980.<\/p>\n<div style=\"width: 923px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/artslife.com\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/3-Marilyn-1967-immagine-mostra-796x800.jpg\" alt=\"\" width=\"913\" height=\"917\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Marilyn, 1967. \u00a9 Christophe Duranti<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl vero colpo di genio attraverso cui l\u2019artista riusc\u00ec a valorizzare definitivamente gli anni \u201960 e le nuove forme di comunicazione di massa \u2013 leggiamo ancora nel testo di Falcioni \u2013 furono per\u00f2 le\u00a0Brillo Box: si tratta di sculture identiche alle scatole di pagliette saponate Brillo in vendita nei supermercati. Queste vennero realizzate da una falegnameria e i bordi vennero serigrafati da Warhol e i suoi assistenti come le etichette originali. Saranno proprio queste opere a far scaturire in Arthur Danto, celebre filosofo ammaliato da queste creazioni, la sua concezione sulla filosofia dell\u2019arte, che ruota attorno ad una domanda fondamentale: \u201cche cos\u2019\u00e8 l\u2019arte?\u201d. Questo interrogativo lo porter\u00e0 a ritenere queste scatole di legno delle vere e proprie opere d\u2019arte, in forza della loro capacit\u00e0 di evocare e rappresentare alla perfezione un determinato contesto storico, in questo caso gli anni \u201860 assieme alle sue innumerevoli novit\u00e0, di cui il\u00a0pop artist\u00a0pu\u00f2 essere considerato senza dubbio il massimo interprete. L\u2019evento che rese queste opere tra le pi\u00f9 celebri dell\u2019intera storia dell\u2019arte fu la personale dell\u2019artista presso la Stable Gallery di New York, tenutasi nel 1964: queste sculture furono disposte all\u2019interno dello spazio espositivo tutte in fila e una sopra all\u2019altra, proprio come se si trattasse di un supermercato piuttosto che di una galleria d\u2019arte\u201d.<br \/>\nE\u2019 visitando questa mostra che Leo Castelli si ricrede e comprende l\u2019attualit\u00e0 dell\u2019operazione di Warhol, arruolando nella sua scuderia.<\/p>\n<p>Da questo momento la carriera di Warhol ha una vera e propria deflagrazione.<\/p>\n<div style=\"width: 2372px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lofficielitalia.com\/_next\/image?url=https%3A%2F%2Fwww.datocms-assets.com%2F38011%2F1666370695-warhol-scarpe-armani-e-valentino.jpg%3Fauto%3Dformat%252Ccompress%26cs%3Dsrgb&amp;w=3840&amp;q=75\" alt=\"Shoes, 1980, Giorgio Armani, 1981, Valentino Garavani, 1974-1978\" width=\"2362\" height=\"1575\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Shoes, 1980, Giorgio Armani, 1981, Valentino Garavani, 1974-1978<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Numerevoli assistenti creano a ritmo frenetico le sue opere in serie: quadri, film, cover musicali, sculture, copertine di riviste e molto altro. E dove Warhol accoglie attori, musicisti, scrittori, tutto il mondo creativo newyorchese, creando i primi film come i The Velvet Uderground &amp; Nico, per cui realizza anche la copertina del celebre LP. Qui sono realizzati molti altri film che mostrano azioni ripetute dilatate nel tempo, sorta di quadri proiettati su una parete bianca e gli Screen Test, ritratti filmati di personaggi in visita alla Factory, ripresi, allo scopo di entrare nella loro intimit\u00e0, con una camera fissa senza muoversi per tre minuti su un fondo nero. Alcuni di questi film dedicati alla cultura gay newyorkese, di cui Warhol faceva parte, sono stati censurati, distribuiti col passaparola e proiettati trent\u2019anni dopo la data di realizzazione in occasione di mostre organizzate in vari musei del mondo. Nella Factory viene realizzato inoltre il magazine Interview con in copertina, per ciascun numero, il personaggio del momento. E sono prodotte altre celebri copertine per Time e Playboy. Molte altre Factory seguiranno in diverse parti della citt\u00e0, laboratori dei tantissimi progetti ideati senza sosta dal poliedrico artista.<\/p>\n<p>Nel frattempo \u00e8 nata una nuova generazione di artisti come Basquiat, Haring, Scharf che considerano Warhol il loro padre spirituale: accogliendoli nella sua cerchia Warhol ne assorbisce dinamismo e creativit\u00e0. Riesce cos\u00ec a rinnovarsi nuovamente, ideando le ultime sperimentazioni iconiche come il celeberrimo\u00a0Dollar Sign, emblema del rampantismo economico di quegli anni, abbandonando l\u2019uso della serigrafia e dedicandosi, reinterpretando in chiave pop alcuni riferimenti artistici del passato, alla pittura pura.<\/p>\n<div style=\"width: 929px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.affaritaliani.it\/static\/upl2017\/fabb\/fabbrica-del-vapore-ex-carminati-tosellcorpotestoi.jpg\" alt=\"Fabbrica del Vapore, Scavuzzo: &quot;Incubatore culturale, e ora punto vaccini&quot; - Affaritaliani.it\" width=\"919\" height=\"617\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Fabbrica del Vapore<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra milanese vuole documentare questo avvincente percorso: dagli oggetti simboli del consumismo di massa, ai ritratti dello\u00a0star system\u00a0degli anni \u201960; dalla serie\u00a0Ladies &amp; Gentlemen\u00a0degli anni \u201970 dedicata alle\u00a0drag queen, i travestiti, simbolo di emarginazione per eccellenza e considerati alla pari di star come Marilyn, sino agli anni \u201980 in cui diviene predominante il rapporto col sacro: cattolico praticante, ne era stato in realt\u00e0 pervaso per tutta la vita.<br \/>\nEsposte quasi tutte opere uniche come tele, serigrafie su seta, cotone e carta,oltre a disegni, fotografie, dischi originali, T-shirt, il computer Commodore Amiga 2000 con le sue illustrazioni digitali \u2013 i primi NFT della storia &#8211; , la BMW Art Car dipinta da Warhol con il video in cui la realizz\u00f2, la ricostruzione fedele della prima Factory e una parte multimediale con proiezioni di film da vedere con gli occhialini tridimensionali.<\/p>\n<p>Andy Warhol muore nel 1987 per una infezione alla cistifellea. Le sue icone, i suoi personaggi, i suoi soggetti sono riprodotti ovunque, in tutto il mondo, su vestiti,\u00a0matite, posters, piatti, zaini. Ha anticipato i social network e la globalizzazione degli anni Duemila, ha cambiato per sempre la storia dell\u2019arte, \u00e8 ancora attualissimo e amato da un pubblico trasversale. \u00a0 La mostra rappresenta una occasione imperdibile per godere della sua arte unica, coraggiosa, innovativa e traboccante di idee.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con oltre\u00a0trecento opere divise in sette aree tematiche e tredici sezioni\u00a0&#8211; dagli inizi negli anni Cinquanta come illustratore commerciale sino all\u2019ultimo decennio di attivit\u00e0 negli anni Ottanta connotato dal rapporto con il sacro &#8211; la spettacolare mostra\u00a0Andy Warhol. 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