{"id":21255,"date":"2022-05-21T14:15:03","date_gmt":"2022-05-21T13:15:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/la-storia-non-raccontata-di-ann-lowe-prima-stilista-afroamericana-di-haute-couture\/"},"modified":"2025-03-26T17:16:36","modified_gmt":"2025-03-26T16:16:36","slug":"la-storia-non-raccontata-di-ann-lowe-prima-stilista-afroamericana-di-haute-couture","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/la-storia-non-raccontata-di-ann-lowe-prima-stilista-afroamericana-di-haute-couture\/","title":{"rendered":"La storia di Ann Lowe.  Prima stilista afroamericana di haute couture"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Ann Lowe, &#8220;prima designer di moda afroamericana&#8221;, cuciva per luoghi in cui non poteva entrare. Da un luogo buio, per dirla con le meravigliose parole di Bell Hooks (<em>Belonging. A Culture of Place<\/em>, 1990). Uno dei prerequisiti per diventare artista della moda,\u00a0<em>a noted person<\/em>, \u00e8 di essere riconosciuto come tale. Pi\u00f9 facile di cos\u00ec si muore, direte voi. E infatti, molti sono morti. L\u2019istituzione, la \u201csociet\u00e0\u201d, deve riconoscerti \u201cartista\u201d. E il riconoscimento arriva sotto forma di buona stampa, premi, feste, cene, messaggini WhatsApp, cuoricini strategici. Ann Lowe, non la nominavano mai. Da Ann Lowe a Virgil Abloh, i designer di moda afroamericani sono etichettati come sarti, nel primo caso, e dj di stoffe, nel secondo. Ma adesso, adesso che Ann Lowe \u00e8 stata canonizzata come \u201cprima designer afroamericana\u201d, adesso \u00e8 diverso.<\/p>\n<div style=\"width: 1210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/allthatsinteresting.com\/thumb\/1200.633.https:\/\/allthatsinteresting.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/ann-lowe-jackie-kennedy.jpg\" alt=\"Ann Lowe: The Black Designer Behind Jackie Kennedy's Wedding Gown\" width=\"1200\" height=\"633\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Jackie Kennedy e Ann Lowe (\u00a9 Getty Images)<\/p><\/div>\n<p class=\"body-text\" style=\"text-align: justify;\">Bene, ma non benissimo. Che vuol dire \u201cprima designer afroamericana\u201d? \u00c8 o no parte della grande tradizione americana, come Claire McCardell e Charles James, o \u201cprima designer afroamericana\u201d significa che adesso gode di una stanza tutta sua, accanto a quella principale ma separata, come nella scuola di alta moda che frequentava da giovane a New York?<\/p>\n<p class=\"body-text\" style=\"text-align: justify;\">Qualche tempo fa, il<em>\u00a0New York Times,<\/em>\u00a0che a queste questioni \u00e8 sempre attento, ha pubblicato un articolo intitolato\u00a0<em>The Overwhelming Whiteness of the Museum Fashion Collection<\/em>. L\u2019articolo parlava di Palais Galliera, e sottolineava come le creazioni dei designer di colore presenti nel suo archivio di moda fossero una esangue minoranza. Per la precisione, 77 su 200.000. Non \u00e8 che Palais Galliera \u00e8 cattivo, la grande mancanza riguarda tutti i musei della moda perch\u00e9 i donatori sono per la maggior parte bianchi, e quei pochi di colore, come Bell Hooks ha scritto, ci tengono a essere considerati bianchi. Le cose stanno cambiando, per fortuna. Tranne in Italia, ma solo perch\u00e9 non abbiamo un museo della moda.<\/p>\n<div style=\"width: 1290px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fashionhistory.fitnyc.edu\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/67lowefeatured-copy-1280x640.jpg\" alt=\"1966-1967 \u2013 Ann Lowe, American Beauty Dress | Fashion History Timeline\" width=\"1280\" height=\"640\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Dalla collezione del Smithsonian National Museum of African American History and Culture (\u00a9 Getty Images)<\/p><\/div>\n<p class=\"body-text\" style=\"text-align: justify;\">&#8220;Tutto il piacere che ho provato, lo devo al cucire&#8221;, disse Lowe a un giornalista di\u00a0<em>Ebony<\/em>\u00a0nel 1966. &#8220;Vorrei essere fisicamente in grado di fare tutto il lavoro da sola&#8221;. Altro punto a sfavore, dato che i couturier non cuciono, bens\u00ec &#8220;disegnano&#8221;, al pi\u00f9 &#8220;scolpiscono&#8221;. Da bambina, Ann Lowe si limitava a trasformare gli scarti del lavoro della madre sarta, cucendoli e modellandoli in fiori. Anni dopo, quei fiori sarebbero divenuti un suo segno distintivo. Poetici, meravigliosi, carnali, romantici fiori. Cos\u00ec belli che una debuttante dovette riportarle il vestito a riparare perch\u00e9 il suo\u00a0<em>date<\/em>\u00a0le aveva tagliato un fiore, per indossarlo all\u2019occhiello.<\/p>\n<p class=\"body-text\" style=\"text-align: justify;\">Ann Lowe era nata a Clayton, Alabama, nel 1898. Sua nonna era una sarta precedentemente ridotta in schiavit\u00f9 e sua madre era specializzata in ricamo. Nel 1917 lasci\u00f2 tutto per recarsi a New York a frequentare dei corsi di cucito dove, essendo l\u2019unica studentessa nera, fu segregata in una stanza separata, lontana dai coetanei. Si trasfer\u00ec definitivamente a New York nel 1928. Durante la sua carriera, Lowe ha avuto la sua etichetta e un negozio sulla 5th Avenue. Ha anche lavorato per la stilista Hattie Carnegie. I suoi vestiti sono stati venduti dai maggiori retailer americani: Neiman Marcus, Henri Bendel, Saks Fifth Avenue.<\/p>\n<div style=\"width: 947px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/moda.mam-e.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Screen-Shot-2020-08-06-at-11.12.07-AM.jpg\" alt=\"Ann Lowe nel suo atelier\" width=\"937\" height=\"586\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Ann Lowe nel suo atelier (Foto da MAM-e)<\/p><\/div>\n<div class=\"embed embed-image embed-image-center embed-image-medium\" data-align=\"center\" data-size=\"medium\">\n<div class=\"embed-inner crop-original\">\n<div class=\"embed-image-wrap aspect-ratio-original\">\n<picture class=\"\"><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/an-ivory-dress-decorated-with-swirls-of-handmade-fabric-news-photo-1653040321.jpg?resize=768:*\" media=\"(min-width: 61.25rem)\" data-srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/an-ivory-dress-decorated-with-swirls-of-handmade-fabric-news-photo-1653040321.jpg?resize=768:*\" \/><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/an-ivory-dress-decorated-with-swirls-of-handmade-fabric-news-photo-1653040321.jpg?resize=980:*\" media=\"(min-width: 48rem)\" data-srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/an-ivory-dress-decorated-with-swirls-of-handmade-fabric-news-photo-1653040321.jpg?resize=980:*\" \/><source srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/an-ivory-dress-decorated-with-swirls-of-handmade-fabric-news-photo-1653040321.jpg?resize=640:*\" media=\"(min-width: 30rem)\" data-srcset=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/an-ivory-dress-decorated-with-swirls-of-handmade-fabric-news-photo-1653040321.jpg?resize=640:*\" \/><\/picture>\n<p class=\"body-text\" style=\"text-align: justify;\">Da Saks, Lowe era a capo di The Adam Room, una boutique interna che vestiva l\u2019\u00e9lite. Fu l\u00ec che Polly Carver Duxbury ordin\u00f2 un Ann Lowe per il suo debutto. L\u2019abito ha le cuciture foderate di pizzo, la struttura interna \u00e8 incredibilmente complessa, sottoveste e reggiseno sono integrati, la sottoveste ha il tulle lungo l\u2019orlo, dandogli forma. E stando a quanto ha dichiarato Polly Duxbury, veste come una seconda pelle. Ann Lowe cuciva abiti unici per l\u2019alta societ\u00e0 americana, non meno che straordinari. Ma in America la Haute Couture, almeno dagli anni Venti in poi, \u00e8 qualcosa d\u2019\u2018altro\u2019, punto di riferimento ambiguo, mai identificata con nozioni di modernit\u00e0 e\u00a0<em>americanit\u00e0<\/em>.<\/p>\n<div style=\"width: 919px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/hips.hearstapps.com\/hmg-prod.s3.amazonaws.com\/images\/gettyimages-50388685a-1568311868.jpg?crop=0.644xw:0.974xh;0.261xw,0.0261xh&amp;resize=480:*\" alt=\"Jackie Kennedy Wedding\" width=\"909\" height=\"911\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Jackie Kennedy si sposa in un abito firmato Ann Lowe (\u00a9 Getty Images)<\/p><\/div>\n<p>Quindi, l\u2019abito che Jackie ottenne fu una casta confezione di taffett\u00e0 di seta color avorio con una scollatura tipo ritratto, un corpetto delicatamente rimboccato e una gonna parasole con rosette a volant. Nel 1961, il primo anno della signora Kennedy alla Casa Bianca, uno scrittore che la intervist\u00f2 per il\u00a0<em>Ladies\u2019 Home Journal<\/em> rifer\u00ec che l\u2019abito era stato realizzato da \u201cuna sarta di colore\u201d e \u201cnon era Haute Couture\u201d.<\/p>\n<p>Nel 1953, Jacqueline Lee Bouvier spos\u00f2 John Fitzgerald Kennedy in un abito da sposa Ann Lowe, ma nessuno nel mondo pot\u00e9 saperlo. Lei era un\u2019ex debuttante di ventiquattro anni, che aveva lavorato per un giornale di Washington come \u201c<em>Inquiring camera girl<\/em>\u201d, lui un senatore del Massachusetts con gli occhi sulla Casa Bianca. Nel mito di Jackie l\u2019ascendente gallico svolgeva un motivo centrale e in questo senso, l\u2019abito da sposa fu una delusione. Secondo gli storici di Kennedy, Miss Bouvier aveva fatto pressioni per qualcosa di snello e parigino ma Joseph Kennedy, il padre dello sposo, la respinse. Non voleva inviare un messaggio sbagliato, di glamour e decadenza.<\/p>\n<div style=\"width: 2370px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oscars.org\/sites\/oscars\/files\/1946_02_actress_dehavilland_milland.jpg\" alt=\"1947 | Oscars.org | Academy of Motion Picture Arts and Sciences\" width=\"2360\" height=\"3000\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Olivia de Havilland vinse il suo primo Oscar come attrice protagonista, per &#8220;A ciascuno il suo destino&#8221; nel 1947 \u00a9 Oscars<\/p><\/div>\n<p class=\"body-text\" style=\"text-align: justify;\">Quella \u201csarta di colore\u201d, Ann Lowe, godeva dell\u2019ammirazione e del rispetto di Christian Dior e della costumista Edith Head. La madre di Jackie, Janet Auchincloss, era una sua fedele cliente. Jackie e sua sorella, Lee, avevano debuttato a Newport in un abito Lowe. Marjorie Merriweather Post, l\u2019erede e filantropa da cui Donald Trump acquist\u00f2 Mar-a-Lago, scelse una sua\u00a0<em>robe de style<\/em>\u00a0in seta faille per il ritratto. Olivia de Havilland accett\u00f2 il suo primo Oscar in un Lowe senza spalline in tulle color acqua, decorato con fiori dipinti a mano. Jessica Regan, curatrice associata al Met Costume Institute, paragona Ann Lowe a Mainbocher. Lowe rifer\u00ec a un giornalista del\u00a0<em>Saturday Evening Post<\/em>\u00a0nel 1964: &#8220;Mi piace che i miei vestiti siano ammirati. Mi piace sentirne parlare: gli\u00a0<em>ooh<\/em>\u00a0e gli\u00a0<em>ahh<\/em>\u00a0quando entrano nella sala da ballo. Questo \u00e8 quello che mi piace sentire&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Silvia Vacirca<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Da <a href=\"https:\/\/www.harpersbazaar.com\/it\/moda\/tendenze\/a40056578\/ann-lowe-chi-e-stilista-abito-sposa-jackie-kennedy\/\"><strong>Harper&#8217;s Bazaar\u00a0<\/strong><\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ann Lowe, &#8220;prima designer di moda afroamericana&#8221;, cuciva per luoghi in cui non poteva entrare. Da un luogo buio, per dirla con le meravigliose parole di Bell Hooks (Belonging. A Culture of Place, 1990). 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