{"id":21274,"date":"2022-05-02T12:37:04","date_gmt":"2022-05-02T11:37:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/la-preistoria-dellautomobile-in-mostra-a-torino\/"},"modified":"2025-03-26T17:16:48","modified_gmt":"2025-03-26T16:16:48","slug":"la-preistoria-dellautomobile-in-mostra-a-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/la-preistoria-dellautomobile-in-mostra-a-torino\/","title":{"rendered":"La preistoria dell&#8217;automobile in mostra a Torino"},"content":{"rendered":"<p class=\"xmprfx_MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Dalla <b>ruota dei Sumeri del 2500 a.C.<\/b>\u00a0alla\u00a0<b>prima automobile della storia<\/b>, la\u00a0<b>Benz Patent Motorwagen del 1886<\/b>: queste la prima e l\u2019ultima tappa, tra secoli e continenti, del viaggio tra\u00a0<b>i tredici modelli in mostra<\/b>, veicoli funzionanti e installazioni multimediali, che rivivranno in \u201c<b>MOTUS. Preistoria dell\u2019Automobile<\/b>\u201d al\u00a0<a href=\"https:\/\/www.museoauto.com\/\"><b>MAUTO &#8211; Museo Nazionale dell\u2019Automobile<\/b><\/a>\u00a0di\u00a0<b>Torino, in mostra fino al 25 settembre 2022<\/b>.<\/p>\n<p class=\"xmprfx_MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">La mostra nasce da un\u2019idea del\u00a0<b>Museo Galileo di Firenze<\/b>\u00a0e del\u00a0<b>Museo del Sidecar di Cingoli<\/b>\u00a0(Macerata) ed \u00e8 curata da\u00a0<b>Giovanni Di Pasquale<\/b>, storico della scienza e della tecnologia antiche e vicedirettore scientifico del Museo Galileo, e da\u00a0<b>Costantino Frontalini<\/b>, direttore del Museo del Sidecar. \u00c8 coprodotta dal\u00a0<b>Museo Galileo<\/b>\u00a0e\u00a0<b>Civita Mostre e Musei<\/b>\u00a0in collaborazione con il\u00a0<b>MAUTO<\/b>. Le ricostruzioni sono realizzate dal Museo del Sidecar, mentre si deve al Laboratorio Multimediale del Museo Galileo la produzione delle animazioni 3D e allo studio creativo camerAnebbia di Milano quella degli exhibit interattivi.<\/p>\n<div id=\"attachment_8520\" style=\"width: 916px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8520\" class=\"wp-image-8520\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Motus-12-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"906\" height=\"605\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Motus-12-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Motus-12-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Motus-12-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Motus-12-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Motus-12-900x600.jpg 900w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Motus-12-1320x880.jpg 1320w\" sizes=\"auto, (max-width: 906px) 100vw, 906px\" \/><p id=\"caption-attachment-8520\" class=\"wp-caption-text\">Allestimento (ph Margherita Borsano)<\/p><\/div>\n<p class=\"xmprfx_MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><i>L\u2019accurata ricerca documentale e la precisa ricostruzione degli artefatti sono princ\u00ecpi su cui il MAUTO fonda la propria filosofia di approccio alla conservazione al restauro, e sono stati motivo essenziale per l\u2019adesione del nostro museo al progetto Motus, frutto di una inedita collaborazione tra il Museo Galileo, il Museo del Sidecar, il MAUTO e Civita. L&#8217;intero sistema industriale legato all\u2019automobile sta cambiando molto rapidamente sotto le spinte della tutela ambientale e della ricerca di nuove fonti energetiche; in questo contesto, la conoscenza della storia pu\u00f2 essere strumento e fonte di ispirazione per le nuove generazioni che devono progettare la loro vita futura<\/i>, dichiara\u00a0<b>Mariella Mengozzi\u00a0<\/b>direttore del MAUTO Museo dell\u2019Automobile di Torino.<\/p>\n<p class=\"xmprfx_MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><i>Da appassionato ricercatore e da italiano sono felice che Torino, e in particolare il Museo dell\u2019Automobile, mostri una storia poco nota che precede l\u2019invenzione dell\u2019automobile,\u00a0<\/i>afferma\u00a0<b>Costantino Frontalini<\/b>, direttore del Museo del Sidecar e co-curatore della mostra<\/p>\n<p class=\"xmprfx_MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><i>La mostra \u201cMotus. Preistoria dell\u2019automobile\u201d, nasce da un grande progetto scientifico e dalla sinergia tra i partner coinvolti: Museo Galileo \u2013 Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, Museo del Sidecar di Cingoli (Macerata), Museo Nazionale dell\u2019Automobile di Torino e Civita Mostre e Musei. Oltre ad essere una preziosa opportunit\u00e0 per approfondire la storia avvincente di un\u2019evoluzione inarrestabile, quella dell\u2019automobile, la mostra rappresenta per noi, proprio grazie a questo circolo virtuoso di collaborazioni, la possibilit\u00e0 di produrre mostre scientifiche di elevato livello che ci permettono di diversificare la tipologia di offerta culturale, coinvolgendo pubblici eterogenei, nonch\u00e9 di raggiungere importanti traguardi nella diffusione nazionale ed estera,<\/i>\u00a0dichiara\u00a0<b>Giorgio Sotira<\/b>, CEO di Civita Mostre e Musei.<\/p>\n<div id=\"attachment_8521\" style=\"width: 924px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8521\" class=\"wp-image-8521\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Motus-6-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"914\" height=\"609\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Motus-6-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Motus-6-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Motus-6-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Motus-6-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Motus-6-900x600.jpg 900w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Motus-6-1320x880.jpg 1320w\" sizes=\"auto, (max-width: 914px) 100vw, 914px\" \/><p id=\"caption-attachment-8521\" class=\"wp-caption-text\">Allestimento (ph Margherita Bolsaro)<\/p><\/div>\n<p class=\"xmprfx_MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><b>I tredici oggetti esposti, di cui undici realizzati dal Museo del Sidecar e due esemplari originali\u00a0<\/b>provenienti uno dalle collezioni del museo marchigiano e l\u2019altro da una collezione privata,\u00a0<b>sono tutti funzionanti<\/b>, realizzati con cura nei minimi dettagli,\u00a0<b>con il metodo utilizzato dell\u2019archeologia sperimentale<\/b>, che si avvale delle tecniche e dei materiali disponibili nel periodo storico in cui i veicoli furono progettati.<\/p>\n<p class=\"xmprfx_MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">La<b>\u00a0<\/b>mostra propone<b>\u00a0i principali progetti che hanno rappresentato una novit\u00e0\u00a0<\/b>nella ricerca del movimento autonomo da parte dell\u2019uomo.\u00a0<b>I prototipi esposti sono tutti accomunati dal fatto di non aver bisogno di forze esterne per muoversi<\/b>, come, ad esempio, il traino di animali.<\/p>\n<p class=\"xmprfx_MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><i>Gli oggetti esposti mettono in evidenza anche l\u2019aspetto sorprendente della tecnologia meccanica. I dispositivi che determinano il funzionamento dei veicoli riscostruiti, nascosti alla vista o incomprensibili ai pi\u00f9, ci ricordano le parole di Tommaso Campanella: \u2018Finch\u00e9 non si intende l\u2019arte, sempre dicesi magia, dopo \u00e8 scienza,<\/i>\u00a0spiega\u00a0<b>Giovanni Di Pasquale<\/b>, vicedirettore scientifico del Museo Galileo e co-curatore della mostra.<\/p>\n<p class=\"xmprfx_MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><i>\u00c8 da tempo che gli studi condotti dal Museo Galileo sulla storia della scienza hanno svelato con la comunit\u00e0 scientifica e per il vasto pubblico l\u2019importante ruolo giocato dalla tecnica nel mondo antico. La sfida della automobilit\u00e0 che oggi qui presentiamo nelle sue tappe pi\u00f9 significative ne \u00e8 una felice testimonianza. Siamo fiduciosi che il pubblico dei visitatori possa non solo meravigliarsi della sapienza espressa in questi oggetti ma anche tornare attraverso di essi alle domande originarie che hanno mosso i loro artefici,<\/i>\u00a0dichiara\u00a0<b>Roberto Ferrari\u00a0<\/b>direttore del Museo Galileo.<\/p>\n<p class=\"xmprfx_MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Gli oggetti in mostra si dividono in tre gruppi:\u00a0<b>i veicoli automobili propriamente dett<\/b>i, con un meccanismo all\u2019interno che ne consente il movimento;\u00a0<b>i mezzi che potrebbero considerarsi automobili<\/b>\u00a0agli occhi di chi guarda: non si muovono grazie a forze esterne, ma hanno bisogno dell\u2019assistenza costante dell\u2019uomo; infine,\u00a0<b>vi sono i veicoli ibridi<\/b>, ovvero quelli che possono spostarsi sia con l\u2019energia motrice fornita dall\u2019uomo che grazie a un meccanismo proprio della macchina.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 corredata da un catalogo illustrato, pubblicato in edizione italiana e inglese da Silvana Editoriale.<\/p>\n<div id=\"attachment_8524\" style=\"width: 914px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8524\" class=\"wp-image-8524\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2022-05-02-at-13.21.11-300x199.png\" alt=\"\" width=\"904\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2022-05-02-at-13.21.11-300x199.png 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2022-05-02-at-13.21.11-1024x679.png 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2022-05-02-at-13.21.11-768x509.png 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2022-05-02-at-13.21.11-1536x1019.png 1536w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2022-05-02-at-13.21.11-822x545.png 822w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2022-05-02-at-13.21.11-1320x876.png 1320w\" sizes=\"auto, (max-width: 904px) 100vw, 904px\" \/><p id=\"caption-attachment-8524\" class=\"wp-caption-text\">Benz Patent Motorwagen<\/p><\/div>\n<p class=\"xmprfx_MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"xmprfx_MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><b>LE OPERE IN MOSTRA<\/b><\/p>\n<p class=\"xmprfx_MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Nella gran parte dei casi le ricostruzioni riproducono macchine e dispositivi giunti fino a noi solo attraverso le fonti letterarie; la loro realizzazione \u00e8 stata possibile quindi grazie a una minuziosa indagine sulle fonti storiche e iconografiche. Come noto, la ricerca della \u201cautomotivit\u00e0\u201d si realizza con la vettura progettata e costruita da Karl Benz nel 1886: egli \u00e8 al tempo stesso precursore e pioniere, e segna il confine tra la preistoria e la storia dell\u2019automobile. Il viaggio in mostra inizia con la\u00a0<b>\u201cRuota di Ur\u201d<\/b>\u00a0nel\u00a0<b>III millennio a.C., in Mesopotamia<\/b>: colla animale e corde tengono insieme tre parti ritagliate nel legno, con perno in bronzo e rivestitura in pelle. Prosegue fino a Rodi nel 304 a.C., dove troviamo la\u00a0<b>\u201cTorre mobile da assedio\u201d<\/b>\u00a0con cui il re macedone\u00a0<b>Demetrio Poliorcete<\/b>\u00a0avanz\u00f2 fin sotto le mura della citt\u00e0. Alta 46 metri, a nove piani, la torre mobile era rivestita di metallo per impedire che venisse incendiata e nascondeva all\u2019interno il motore che la faceva muovere autonomamente, in avanti e lateralmente: se ne conserva memoria nel gioco degli scacchi, dove la torre pu\u00f2 compiere solo questi movimenti. Il percorso continua nel 50 d.C., ad Alessandria d\u2019Egitto, con il \u201c<b>Teatrino mobile<\/b>\u201d di Erone: un complesso meccanismo ne governava la partenza e il riposizionamento, proprio come un\u2019entrata e un\u2019uscita di scena, che rappresentava un rito dionisiaco. Il balzo temporale porta poi il visitatore nel 1420 a Padova, con il veicolo progettato dall\u2019ingegnere Giovanni Fontana, la cosiddetta\u00a0<b>\u201cCattedra deambulatoria\u201d<\/b>, composta da un abitacolo in legno nel quale il guidatore, comodamente seduto, pu\u00f2 manovrare lo sterzo e modificare la traiettoria del veicolo. Il periodo rinascimentale, come noto, \u00e8 ricco di invenzioni: tra queste merita un posto di rilievo il \u201c<b>Carro automotore\u201d di Leonardo da Vinci,\u00a0<\/b>raffigurato in una serie di disegni realizzati tra il 1478 e il 1485.<\/p>\n<div id=\"attachment_8526\" style=\"width: 1045px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8526\" class=\"wp-image-8526\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2022-05-02-at-13.28.07-300x152.png\" alt=\"\" width=\"1035\" height=\"524\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2022-05-02-at-13.28.07-300x152.png 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2022-05-02-at-13.28.07-1024x519.png 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2022-05-02-at-13.28.07-768x389.png 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2022-05-02-at-13.28.07-1536x779.png 1536w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2022-05-02-at-13.28.07-1320x669.png 1320w\" sizes=\"auto, (max-width: 1035px) 100vw, 1035px\" \/><p id=\"caption-attachment-8526\" class=\"wp-caption-text\">Ruota di Ur<\/p><\/div>\n<p class=\"xmprfx_MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Il modello esposto, mosso dall\u2019energia prodotta da una molla a balestra, propone la presenza di una ruota posteriore sterzante con leva di comando, probabilmente destinata a un guidatore. Ci si sposta quindi in Germania, a Norimberga, dove nel 1655 l\u2019orologiaio Stephan Farfler, paralizzato alle gambe sin da bambino, progetta il \u201c<b>Triciclo meccanico\u201d<\/b>\u00a0per muoversi in autonomia: si tratta di un carretto a tre ruote mosso da una manovella azionata dal guidatore che pu\u00f2 essere considerato il primo esempio di carrozzina per persone con disabilit\u00e0. Nel XVII secolo si diffonde una nuova forma di energia, utilizzata dal gesuita belga Ferdinand Verbiest, missionario a Pechino, per il suo\u00a0<b>\u201cCarretto a vapore\u201d<\/b>: nel 1678 cre\u00f2 per il divertimento del giovane imperatore Kanxi un veicolo semovente azionato dal vapore che fuoriusciva da una caldaia. Sempre dall\u2019Oriente arriva la \u201c<b>Barca terrestre<\/b>\u201d, precisamente da Hikone, in Giappone: Hiraishi Kuheiji Tokimitsu, magistrato della citt\u00e0 e appassionato di astronomia e matematica, costru\u00ec nel 1732 un veicolo denominato \u201c<i>rikusensha<\/i>\u201d, la cui caratteristica principale era il sistema di propulsione tramite pedali spinti alternativamente con i piedi. Per questo motivo, i Giapponesi oggi rivendicano il primato nell\u2019invenzione della bicicletta, che tradizionalmente si fa risalire al\u00a0<b>1817 in Germania, a Mannheim<\/b>, con la comparsa della\u00a0<b>\u201cDraisina\u201d<\/b>, il cui modello \u00e8 esposto in mostra.<\/p>\n<div id=\"attachment_8527\" style=\"width: 912px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8527\" class=\"wp-image-8527\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2022-05-02-at-13.34.12-300x152.png\" alt=\"\" width=\"902\" height=\"457\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2022-05-02-at-13.34.12-300x152.png 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2022-05-02-at-13.34.12-768x390.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 902px) 100vw, 902px\" \/><p id=\"caption-attachment-8527\" class=\"wp-caption-text\">Barca terrestre<\/p><\/div>\n<p class=\"xmprfx_MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Il barone Karl von Drais progett\u00f2 il mezzo che presenta molte delle caratteristiche delle attuali biciclette: il manubrio impugnato con entrambe le mani, il cavalletto, il freno, il sellino. Nel percorso finale dell\u2019esposizione il visitatore trover\u00e0 il \u201c<b>Velocimano<\/b>\u201d, pezzo originale della collezione del Museo del Sidecar: un nuovo mezzo per il trasporto personale che comparve in Italia nel 1819, chiamato cos\u00ec perch\u00e9 era il movimento alternato delle braccia a spingere il veicolo. Si tratta di un triciclo inventato da Gaetano Brianza che, nella versione standard, aveva le sembianze di un cavallo alato. \u201cMotus\u201d vola poi negli Stati Uniti, a Boston, con il\u00a0<b>motociclo costruito da Sylvester Roper nel<\/b>\u00a0<b>1869<\/b>:\u00a0<b>la prima motocicletta della storia<\/b>.<\/p>\n<div id=\"attachment_8523\" style=\"width: 920px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8523\" class=\"wp-image-8523\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Untitled-design-9-29-300x169.png\" alt=\"\" width=\"910\" height=\"513\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Untitled-design-9-29-300x169.png 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Untitled-design-9-29-1024x577.png 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Untitled-design-9-29-768x433.png 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Untitled-design-9-29-1536x865.png 1536w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Untitled-design-9-29-1320x744.png 1320w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Untitled-design-9-29.png 1640w\" sizes=\"auto, (max-width: 910px) 100vw, 910px\" \/><p id=\"caption-attachment-8523\" class=\"wp-caption-text\">Locandine (1) locomotiva autostradale (2) prima motocicletta (3) Triciclo meccanico<\/p><\/div>\n<p class=\"xmprfx_MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Ha il telaio in ferro e due manopole sul manubrio che comandano accelerazione e frenata; la sella \u00e8 in realt\u00e0 il serbatoio dell\u2019acqua con cui ricaricare la caldaia. Da una collezione privata viene la\u00a0<b>locomotiva stradale<\/b>\u00a0costruita nel 1879 dalla prestigiosa fabbrica di carrozze Trinci di Pistoia. Questo esemplare venne acquistato dalla famiglia Milani nel 1914 per la tenuta di Montespertoli (Firenze); fu usato anche per i giochi dei bambini: uno di essi era Lorenzo, che pi\u00f9 tardi divenne parroco a Barbiana, dove fu maestro di cultura e di vita. Infine, si arriva al\u00a0<b>1886, anno di svolta<\/b>\u00a0nella storia della mobilit\u00e0 terrestre, perch\u00e9 chiude l\u2019epoca dei precursori e inizia quella dei pionieri dell\u2019automobile:\u00a0<b>Karl Benz inventa, brevetta, costruisce e pubblicizza la sua vetturetta a tre ruote denominata Benz Patent Motorwagen, la prima automobile moderna<\/b>. \u00c8 una carrozza spinta dal nuovo e rivoluzionario motore a combustione interna, denominato anche \u201ca scoppio\u201d. Grande pubblicit\u00e0 suscit\u00f2, il 5 agosto 1888, il viaggio di Bertha, moglie di Benz, con due figli fino a Pforzheim, 180 km tra andata e ritorno, a una velocit\u00e0 di circa 10 km all\u2019ora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla ruota dei Sumeri del 2500 a.C.\u00a0alla\u00a0prima automobile della storia, la\u00a0Benz Patent Motorwagen del 1886: queste la prima e l\u2019ultima tappa, tra secoli e continenti, del viaggio tra\u00a0i tredici modelli in mostra, veicoli funzionanti e installazioni multimediali, che rivivranno in \u201cMOTUS. 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