{"id":21286,"date":"2022-04-19T15:03:05","date_gmt":"2022-04-19T14:03:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/donne-e-astrazione-in-italia-1930-2000\/"},"modified":"2025-03-26T17:16:56","modified_gmt":"2025-03-26T16:16:56","slug":"donne-e-astrazione-in-italia-1930-2000","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/donne-e-astrazione-in-italia-1930-2000\/","title":{"rendered":"Donne e astrazione in Italia 1930-2000"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fino al 29 maggio 2022 le sale settecentesche di <a href=\"https:\/\/www.villaolmocomo.it\/\">Villa Olmo a Como<\/a> ospitano ASTRATTE. Donne e astrazione in Italia 1930-2000<\/strong>, mostra organizzata dal Comune di Como e curata da Elena Di Raddo che racconta alcune protagoniste dell\u2019arte astratta italiana a lungo trascurate o dimenticate che, grazie all\u2019attivit\u00e0 critica svolta in particolare negli ultimi vent\u2019anni, stanno tornando al centro dell\u2019attenzione.<br \/>\nLa storia dell\u2019arte astratta infatti, in Italia come nel resto d\u2019Europa, \u00e8 una storia sostanzialmente al maschile, scardinata per la prima volta nel 1980 dall\u2019importante mostra L\u2019altra met\u00e0 dell\u2019avanguardia, a cura di\u00a0<strong>Lea Vergine<\/strong>, che per la prima volta, porta alla luce le donne dimenticate dalla storia dell\u2019arte, tra cui anche alcune artiste parte del gruppo degli astrattisti comaschi, le stesse che sono state raccontate in occasione delle grandi mostre Elles font l\u2019abstraction al Centre Pompidou di Parigi e Women in Abstraction al Guggenheim Museum di Bilbao. <strong>ASTRATTE. Donne e astrazione in Italia 1930-2000 prende avvio da quelle stesse artiste comasche allargando poi l\u2019attenzione su altre protagoniste dell\u2019arte italiana dagli anni Trenta del Novecento fino all\u2019inizio del 2000, anni in cui l\u2019indagine sull\u2019astrazione si declina in gruppi e tendenze comprese tra astrazione geometrica, informale, pittura analitica e astrazione post-pittorica.<\/strong><\/p>\n<div style=\"width: 1610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/compass-media.vogue.it\/photos\/6234acd8715659446048c33a\/master\/w_1600%2Cc_limit\/21.I.Blank%2C%2520Ur-schrift%2520ovvero%2520Avant-testo%2520II%2C%252026-7-03%2C%25202003%2C%2520ballpoint%2520pen%2520on%2520polyester_biro%2520su%2520poliestere%2C%2520cm.44%2C5x39.jpg\" alt=\"Irma Blank UrSchrift Avanttesto 2003 Collezione privata Brescia\" width=\"1600\" height=\"1815\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Irma Blank UrSchrift Avanttesto 2003 Collezione privata Brescia<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo \u2013 scandito da aree tematiche che evidenziano le diverse declinazioni, modalit\u00e0 e linee di ricerca in cui l\u2019arte aniconica si esprime \u2013 parte dalle\u00a0<strong>Pioniere<\/strong>: Carla Badiali, Cordelia Cattaneo, Giannina Censi, Bice Lazzari, Regina e Carla Prina, molte delle quali ebbero un legame stretto con la citt\u00e0 di Como, luogo unico in Italia per l\u2019arte astratta grazie alla presenza e al dialogo della pittura con l\u2019architettura razionalista, ma anche alla presenza dell\u2019istituto di Setificio e alla pratica del disegno per tessuto, linguaggio sperimentale e moderno come la fotografia, la danza, il cinema. In questa sezione un focus \u00e8 dedicato alle prime opere astratte di Regina, presentate nel 1936 alla Mostra di Scenografia Cinematografica allestita proprio a Villa Olmo.<br \/>\nNella sezione\u00a0<strong>Segno\/Scrittura<\/strong>\u00a0le opere dei primi anni Cinquanta di Carla Accardi, Irma Blank e Betty Danon definiscono una via nuova all\u2019astrazione, incentrata sul libero fluire delle forme nello spazio mentale dell\u2019artista. Erano anni di rinnovamento e di ripensamento dei linguaggi, quelli della mostra milanese Arte astratta e concreta svoltasi a Palazzo Reale (1947) a cui Roma rispose con la nascita del Gruppo Forma, che ebbe la Accardi come unica componente femminile.<br \/>\n<strong>Geometrie<\/strong>\u00a0comprende opere di Nathalie du Pasquier, Chung Eun-Mo, Fernanda Fedi, Tilde Poli, Carol Rama e Fausta Squatriti, artiste che nel segno della geometria rinnovano la ricerca stessa dell\u2019avanguardia storica costruendo mondi basati su leggi matematiche.<br \/>\nLa sezione\u00a0<strong>Materia<\/strong>, \u00e8 dedicata all\u2019indagine astratta legata all\u2019esplorazione dei materiali: le opere di Luisa Albertini, Marion Baruch, Renata Boero, Gabriella Benedini, e Mirella Saluzzo raccontano ricerche sui pigmenti,\u00a0<strong>sui<\/strong>\u00a0materiali della scultura tradizionale, come su quelli pi\u00f9 moderni come l\u2019acciao e i materiali naturali.<br \/>\nIn\u00a0<strong>Meditazione\/Concetto<\/strong>\u00a0le opere di Mirella Bentivoglio, Alessandra Bonelli, Franca Ghitti, Maria Lai, Lucia Pescador e Claudia Peill manifestano come alla fine degli anni Settanta si avverta la necessit\u00e0 di riflettere sull\u2019eredit\u00e0 dell\u2019avanguardia e sulle conseguenze di quelle prime forme sperimentali sul linguaggio moderno; le artiste si mettono in dialogo con la storia dell\u2019arte e definiscono nuove linee di ricerca.<\/p>\n<div style=\"width: 1610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/compass-media.vogue.it\/photos\/6234adb37858ad887455a6de\/master\/w_1600%2Cc_limit\/2.%2520P708_C.%2520Badiali_Composizione%2520n.3.jpg\" alt=\"Carla Badiali Composizione n. 3 19321936. Pinacoteca Civica Como\" width=\"1600\" height=\"1768\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Carla Badiali Composizione n. 3 19321936. Pinacoteca Civica Como<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sezione\u00a0<strong>Corpo\/Azione\/Re-Azione<\/strong>\u00a0le opere di Carmengloria Morales e Maria Morganti ci raccontano come, in seguito all\u2019affermazione dell\u2019idea di opera aperta alla fine degli anni Sessanta, anche la pittura sperimenti nuove modalit\u00e0 di realizzazione; per alcune artiste si crea un legame tra l\u2019atto fisico del dipingere e il proprio corpo, e il dipinto diventa il risultato di un\u2019azione o un processo.<br \/>\nL\u2019ultima parte del percorso\u00a0<strong>Spazio\/Luce<\/strong>\u00a0\u00e8 invece l\u2019area dedicata al secondo dopoguerra, quando la modernit\u00e0 \u00e8 uno degli aspetti pi\u00f9 caratteristici delle ricerche dell\u2019astrazione. Qui troviamo opere di Alice Cattaneo, Sonia Costantini, Dadamaino, Paola Di Bello, Elisabetta Di Maggio, Lia Drei, Nataly Maier, Eva S\u00f8rensen, Grazia Varisco e Nanda Vigo, che si distinguono per l\u2019uso di materiali nuovi, come vetro o neon, e, anche nella pittura, per l\u2019indagine della dimensione percettiva e partecipativa dell\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ASTRATTE. Donne e astrazione in Italia 1930-2000 ha il merito di portare l\u2019attenzione su queste protagoniste dell\u2019arte italiana, un nucleo ristretto ma significativo del contributo femminile al mondo dell\u2019arte contemporanea, in una citt\u00e0 che gi\u00e0 negli anni Trenta aveva visto nascere attorno alla figura dell\u2019architetto razionalista Giuseppe Terragni un cenacolo di artisti che insieme al gruppo del Milione di Milano, costituiva all\u2019epoca l\u2019unico vero centro di ricerca astratta italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/compass-media.vogue.it\/photos\/6234af513e3a68651bb8aa15\/master\/w_1600%2Cc_limit\/20.Accardi%2C%2520Frammenti%25201954%2520arch%2520039%2520%252065x100.jpg\" alt=\"20. Carla AccardiFrammenti 1954creditiCollezione Antonella Sanfilippo\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra di Villa Olmo ha inoltre\u00a0<a href=\"https:\/\/www.visitcomo.eu\/it\/vivere\/eventi\/Cronotopo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un\u2019appendice in Pinacoteca civica<\/a>, dove, nello stesso periodo, verr\u00e0 esposta un\u2019opera luminosa in cristalli, specchi e neon di Nanda Vigo, in prestito dall\u2019Archivio Nanda Vigo di Milano. L\u2019opera sar\u00e0 presentata in Campo quadro, spazio al piano nobile della Pinacoteca dedicato ai progetti temporanei.<\/strong><br \/>\nLa Pinacoteca custodisce e conserva le opere dell\u2019Astrattismo comasco, tra cui Badiali e Prina, di cui una selezione sar\u00e0 in mostra a Villa Olmo, mentre un nucleo dai depositi museali verr\u00e0 esposto nella sale museali del Novecento della Pinacoteca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione \u00e8 accompagnata da un catalogo bilingue edito da Antiga Edizioni, a cura di Elena Di Raddo, con testi e saggi critici di Elena Di Raddo, Cristina Casero e Ginevra Addis.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino al 29 maggio 2022 le sale settecentesche di Villa Olmo a Como ospitano ASTRATTE. 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