{"id":21302,"date":"2022-03-31T08:09:09","date_gmt":"2022-03-31T07:09:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/una-mostra-da-oscar-steve-mcqueen-allhangar-bicocca\/"},"modified":"2025-03-26T17:17:10","modified_gmt":"2025-03-26T16:17:10","slug":"una-mostra-da-oscar-steve-mcqueen-allhangar-bicocca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/una-mostra-da-oscar-steve-mcqueen-allhangar-bicocca\/","title":{"rendered":"Una mostra da Oscar. Steve McQueen all&#8217;Hangar Bicocca"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Celebrato come uno dei pi\u00f9 importanti artisti e film-maker contemporanei,\u00a0<strong>Steve M<sup>c<\/sup>Queen<\/strong>\u00a0(Londra, 1969; vive e lavora tra Londra e Amsterdam) \u00a0ha influenzato in maniera decisiva il modo di utilizzare ed esporre il mezzo filmico, rivolgendo il suo sguardo radicale sulla condizione umana, i suoi drammi e la sua fragilit\u00e0, e cogliendo in modo toccante e provocatorio questioni attuali come la costruzione dell\u2019identit\u00e0\u0300, il senso di appartenenza, il diritto alla libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSunshine State\u201d \u00e8 un\u2019esperienza immersiva nel linguaggio visivo dell\u2019artista che da sempre persegue l\u2019obiettivo di comprendere e penetrare il reale e il senso pi\u00f9 profondo dell\u2019esistenza. Le opere esposte \u2013 sei film e una scultura \u2013 tra le pi\u00f9 rilevanti del percorso di M<sup>c<\/sup>Queen, rappresentano modelli narrativi liberi e punti di vista inaspettati sulle pi\u00f9 ampie e trasversali sfumature dei contesti sociali storici e contemporanei.<\/p>\n<div style=\"width: 924px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Q1A6186-HDR-696x464.jpg\" alt=\"Steve McQueen Sunshine State, 2022, Installation View Pirelli HangarBicocca, Milano, 2022, Opera commissionata per l\u2019International Film Festival Rotterdam (IFFR) 2022 Fotogramma da The Jazz Singer. Courtesy Warner Bros. Pictures \u00a9 Steve McQueen. Courtesy l\u2019artista, Thomas Dane Gallery, Marian Goodman Gallery e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio\" width=\"914\" height=\"609\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Opera commissionata per l\u2019International Film Festival Rotterdam 2022 Fotogramma da The Jazz Singer<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In oltre venticinque anni di carriera Steve M<sup>c<\/sup>Queen ha realizzato alcune delle opere pi\u00f9 significative nel campo delle arti visive, utilizzando il medium filmico come forma scultorea in movimento nello spazio e nel tempo. Nel 1999 ha vinto il prestigioso Turner Prize. Ha inoltre diretto quattro lungometraggi per il cinema:\u00a0<em>Widows \u2013 Eredit\u00e0 criminale\u00a0<\/em>(<em>Widows<\/em>) (2018),\u00a0<em>12 anni schiavo\u00a0<\/em>(<em>12 Years a Slave<\/em>) (2013), per il quale ha vinto l\u2019Oscar per il miglior film,\u00a0<em>Shame\u00a0<\/em>(2010),\u00a0<em>Hunger\u00a0<\/em>(2008), con cui ha vinto la Cam\u00e9ra d\u2019Or al Festival di Cannes. Nel 2020 ha realizzato la sua prima mini-serie in cinque episodi\u00a0<em>Small Ax<\/em>e, e recentemente i documentari per la BBC\u00a0<em>Uprising\u00a0<\/em>(2021),\u00a0<em>Black Power<\/em>:\u00a0<em>A British Story of Resistance\u00a0<\/em>(2021) e\u00a0<em>Subnormal: A British Scandal\u00a0<\/em>(2021).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel lavoro dell\u2019artista il linguaggio delle arti visive e del cinema si alimentano e influenzano a vicenda, intersecandosi tematicamente attorno a questioni attuali e urgenti, come quella razziale e post-coloniale. Proprio a partire dall\u2019esperienza e dall\u2019oppressione delle comunit\u00e0 nere e razzializzate, M<sup>c<\/sup>Queen apre a una riflessione pi\u00f9 ampia sull\u2019essere umano e sull\u2019identit\u00e0. Nei film pi\u00f9 sperimentali, l\u2019artista imprime poeticamente il suo sguardo e la sua presenza sui soggetti rappresentati, mettendo in luce lo stretto legame tra corporalit\u00e0 e soggettivit\u00e0, tra realt\u00e0 e la sua raffigurazione.<\/p>\n<div style=\"width: 2058px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/staticfanpage.akamaized.net\/wp-content\/uploads\/sites\/33\/2022\/03\/044_Q1A6063-HDR.jpg\" alt=\"Sunshine State, 2022. Veduta dell\u2019installazione di Steve McQueen, Pirelli HangarBicocca, Milano\" width=\"2048\" height=\"1366\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Sunshine State, 2022. Veduta dell\u2019installazione di Steve McQueen, Pirelli HangarBicocca, Milano<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Steve M<sup>c<\/sup>Queen espande il suo lavoro all\u2019interno degli spazi espositivi, creando un\u2019esperienza visiva e sonora che immerge il visitatore in una dimensione spazio-temporale inedita. Come afferma l\u2019artista: \u201cNon mi interessa influenzare lo spettatore, completamente l\u2019opposto. Sono attirato da una verit\u00e0&#8230; alle volte le cose pi\u00f9 terribili avvengono nei luoghi pi\u00f9 meravigliosi&#8230; Io non posso mettere un filtro alla vita. \u00c9 questione di non sbattere le palpebre\u201d (estratto da un\u2019intervista con Kirsty Young,\u00a0<em>Desert Island Discs<\/em>, BBC Radio 4, 2014). In questo modo M<sup>c<\/sup>Queen riflette anche sull\u2019aspetto materiale e fisico dell\u2019immagine in movimento, interrogandosi su come il medium filmico possa plasmare l\u2019ambiente circostante e lo sguardo dello spettatore, ed esserne a sua volta modificato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra<\/strong><br \/>\nCurata da Vicente Todol\u00ed,\u00a0<strong>\u201cSunshine State\u201d<\/strong>\u00a0\u00e8 organizzata in collaborazione con Tate Modern, Londra, dove l\u2019artista aveva presentato una prima versione, dal titolo \u201cSteve M<sup>c<\/sup>Queen\u201d, dal 13 febbraio al 6 settembre 2020. Per <a href=\"https:\/\/pirellihangarbicocca.org\/mostra\/steve-mcqueen\/\"><strong>Pirelli HangarBicocca<\/strong><\/a>, M<sup>c<\/sup>Queen ha concepito un apposito progetto espositivo e una nuova selezione di opere che si sviluppa negli spazi delle Navate e del Cubo e sull\u2019esterno dell\u2019edificio. Attraverso un percorso non cronologico, la mostra intende ripercorrere la carriera di Steve M<sup>c<\/sup>Queen nelle arti visive, mettendo in luce l\u2019evoluzione della sua pratica degli ultimi vent\u2019anni.<\/p>\n<div style=\"width: 1473px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/2009_SMQ_TDA01625_Static_5.jpg\" alt=\"Steve McQueen, Static, 2009 (still), Film 35 mm a colori, trasferito su video HD, suono, 7\u2019 3\u2019\u2019 \u00a9 Steve McQueen, Commissionato da Documenta e Artangel, Courtesy l\u2019artista, Thomas Dane Gallery e Marian Goodman Gallery\" width=\"1463\" height=\"819\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Steve McQueen, Static, 2009 (still), Film 35 mm a colori, trasferito su video HD, suono, 7\u2019 3\u2019\u2019<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo della mostra prende spunto proprio dall\u2019omonimo lavoro inedito dell\u2019artista,\u00a0<strong><em>Sunshine State\u00a0<\/em>(2022)<\/strong>, commissionato e prodotto dall\u2019International Film Festival Rotterdam (IFFR) 2022 e presentato in anteprima assoluta in Pirelli HangarBicocca. Questo video \u00e8 una riflessione sugli esordi del cinema hollywoodiano e su come il grande schermo abbia influenzato profondamente la percezione e la costruzione dell\u2019identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo si apre con\u00a0<strong><em>Static\u00a0<\/em>(2009).\u00a0<\/strong>Proiettate su un grande schermo, sospeso al centro della Piazza, si avvicendano in rapide sequenze riprese aeree della Statua della Libert\u00e0 di New York. Le disorientanti immagini ravvicinate del monumento ne mettono in discussione la funzione simbolica e colgono il senso di instabilit\u00e0 e precariet\u00e0 dell\u2019idea di libert\u00e0 individuale del mondo occidentale. Il film fa da contraltare al lavoro presentato nel Cubo e che chiude la mostra,\u00a0<strong><em>Western Deep\u00a0<\/em>(2002)<\/strong>. L\u2019opera conduce lo spettatore nelle profondit\u00e0 della miniera d\u2019oro di Tau Tona in Sudafrica, conosciuta durante l\u2019apartheid come \u201cWestern Deep\u201d, e offre un amaro spaccato delle dure condizioni lavorative dei minatori. Realizzate in pellicola Super-8, le riprese sgranate mostrano un\u2019ambientazione claustrofobica e buia che si contrappone a una visione pi\u00f9 aperta e allegorica del primo lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Western Deep\u00a0<\/em>nasce in concomitanza con un altro film dell\u2019artista,\u00a0<strong><em>Caribs\u2019 Leap\u00a0<\/em>(2002)<\/strong>. Il lavoro \u00e8 suddiviso in due parti: una \u00e8 trasmessa su uno schermo LED sulle pareti esterne delle Navate, l\u2019altra \u00e8 proiettata all\u2019interno dello spazio espositivo. Il titolo fa riferimento al drammatico momento storico della conquista francese di Grenada, l\u2019isola dei Caraibi da cui provengono i genitori di M<sup>c<\/sup>Queen, nel 1651. Piuttosto che sottostare al governo coloniale, alcuni dei resistenti e ribelli locali preferirono gettarsi da una scogliera (Caribs\u2019 leap), scegliendo la morte rispetto alla prigionia e alla schiavit\u00f9. Il film affronta il tema della razzializzazione e disumanizzazione del corpo nero e indigeno, colonizzato e schiavizzato.<\/p>\n<div style=\"width: 927px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/053_Q1A5822-HDR-630x420.jpg\" alt=\"Steve McQueen, Western Deep, 2002 Installation view at Pirelli HangarBicocca, Milan, 2022 Commissioned by documenta and Artangel, with the support of Heinz &amp; Simone Ackermans \u00a9 Steve McQueen. Courtesy the artist, Thomas Dane Gallery, Marian Goodman Gallery and Pirelli HangarBicocca, Milan Photo Agostino Osio\" width=\"917\" height=\"612\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Steve McQueen, Western Deep, 2002 Installation view at Pirelli HangarBicocca, Milan, 2022<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In\u00a0<strong><em>Charlotte\u00a0<\/em>(2004)<\/strong>e\u00a0<strong><em>Cold Breath\u00a0<\/em>(1999)\u00a0<\/strong>Steve M<sup>c<\/sup>Queen esplora il corpo nelle sue dimensioni pi\u00f9 intime e materiali. Il primo dei due film, girati in pellicola, presenta un close-up dell\u2019occhio dell\u2019attrice Charlotte Rampling. Il dito dell\u2019artista entra nelle riprese, toccando momentaneamente la palpebra e la pupilla della donna. M<sup>c<\/sup>Queen invita lo spettatore a diventare testimone della scena, rappresentando gli aspetti pi\u00f9 voyeuristici dell\u2019atto di guardare la trasformazione di un corpo da soggetto a oggetto fisico e manipolabile. Similmente,\u00a0<em>Cold Breath<\/em>\u00a0mostra il film-maker che accarezza, tira e stringe il suo stesso capezzolo. Il movimento ossessivo delle dita rivela i confini labili tra desiderio e violenza, tra piacere e dolore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In \u201cSunshine State\u201d viene esposta anche la scultura\u00a0<strong><em>Weight\u00a0<\/em>(2016)<\/strong>, realizzata per una mostra presso la prigione di Reading in Inghilterra \u2013 dove era stato incarcerato Oscar Wilde \u2013, in occasione del cinquantesimo anniversario della parziale decriminalizzazione dell\u2019omosessualit\u00e0 nel Regno Unito. L\u2019opera \u00e8 composta da un letto da prigione circondato da una zanzariera dorata. M<sup>c<\/sup>Queen riflette sulla storia politica di identit\u00e0 minoritarie e sulle idee contrapposte di reclusione e protezione. L\u2019installazione funge da elemento materiale e tangibile che si lega a, e rivela, la dimensione fisica e scultorea che il medium filmico assume per M<sup>c<\/sup>Queen.<\/p>\n<div style=\"width: 924px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/2002_SMQ_TDA09211_Caribs-Leap_Western-Deep-8-525x420.jpg\" alt=\"Steve McQueen, Caribs\u2019 Leap, 2002 (still), Film super 8mm a colori, trasferito su video, suono, 12\u2019 6\u2019\u2019 \u00a9 Steve McQueen, Commissionato da Documenta e Artangel, Courtesy l\u2019artista, Thomas Dane Gallery e Marian Goodman Gallery\" width=\"914\" height=\"731\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Steve McQueen, Caribs\u2019 Leap, 2002 (still), Film super 8mm a colori, trasferito su video, suono, 12\u2019 6\u2019\u2019<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra sar\u00e0 accompagnata da un catalogo, disegnato da Irma Boom, sulla produzione dell\u2019artista negli ultimi vent\u2019anni, che presenta una ricca documentazione fotografica e i contributi scritti di: Paul Gilroy, Cora Gilroy-Ware, Solveig Nelson, Hamza Walker e Angela Vettese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Steve M<sup>c<\/sup>Queen<\/strong><br \/>\nNumerose sono le istituzioni di rilievo internazionale che hanno presentato le opere e i progetti monografici di Steve M<sup>c<\/sup>Queen, tra cui Tate Modern, Londra (2020); Tate Britain, Londra (2019-2021); MoMA Museum of Modern Art, New York, Institute of Contemporary Art, Boston (2017); Whitney Museum of American Art, New York (2016); Schaulager, Basilea (2013); Art Institute of Chicago (2012); National Portrait Gallery, Londra (2010); Baltic Centre for Contemporary Art, Gateshead (2008); The Renaissance Society, Chicago (2007); Fondazione Prada, Milano (2005); ARC, Mus\u00e9e d\u2019Art Moderne de la Ville de Paris (2003); Museu Serralves, Porto, Fundaci\u00f3 Antoni T\u00e0pies, Barcellona (2002); Institute of Contemporary Arts, Londra, Kunsthalle Z\u00fcrich (1999); Museum Boijmans van Beuningen, Rotterdam (1998); Portikus, Francoforte (1997). M<sup>c<\/sup>Queen ha partecipato a due edizioni consecutive di documenta a Kassel (2002 e 1997), e a quattro della Biennale di Venezia (2015, 2013, 2007 e 2003), dove ha anche rappresentato la Gran Bretagna nel 2009.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha ricevuto svariati premi, tra i quali Johannes Vermeer Prize (2016), Harvard University, W.E.B. Du Bois Medal (2014), CBE (Commander of the Most Excellent Order of the British Empire) (2011), OBE (Officer of the Most Excellent Order of the British Empire) (2002) e il Turner Prize, Tate Gallery, Londra (1999).\u00a0M<sup>c<\/sup>Queen \u00e8 stato inoltre premiato per\u00a0<em>Hunger\u00a0<\/em>con la Cam\u00e9ra d\u2019Or al Festival di Cannes (2008) e con l\u2019Oscar per il miglior film per\u00a0<em>12 anni schiavo\u00a0<\/em>(<em>12 Years a Slave<\/em>) nel 2014.<\/p>\n<div style=\"width: 912px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/2004_SMQ_TDA00053_Charlotte-copy-580x420.jpg\" alt=\"Steve McQueen, Charlotte, 2004 (still), Film 16mm a colori, muto, 5\u2019 42\u2019\u2019 \u00a9 Steve McQueen, Commissionato da Documenta e Artangel, Courtesy l\u2019artista, Thomas Dane Gallery e Marian Goodman Gallery\" width=\"902\" height=\"654\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Steve McQueen, Charlotte, 2004 (still), Film 16mm a colori, muto, 5\u2019 42\u2019\u2019<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il programma espositivo<\/strong><br \/>\n\u201cSunshine State\u201d \u00e8 parte del programma artistico 2022-2023, concepito dal Direttore Artistico Vicente Todol\u00ed assieme al dipartimento curatoriale: Roberta Tenconi, Curatrice; Lucia Aspesi, Assistente Curatrice; Fiammetta Griccioli, Assistente Curatrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il programma prosegue, nello spazio delle Navate, con le mostre\u00a0<strong>Bruce Nauman<\/strong>\u00a0(dal 15 settembre 2022 al 26 febbraio 2023);\u00a0<strong>Ann Veronica Janssens<\/strong>\u00a0(dal 6 aprile al 30 luglio 2023); e\u00a0<strong>James Lee Byars\u00a0<\/strong>(da ottobre 2023 a marzo 2024). Nello spazio dello Shed:\u00a0<strong>Anicka Yi\u00a0<\/strong>(dal 24 febbraio al 24 luglio 2022);\u00a0<strong>Dineo Seshee Bopape<\/strong>(dal 6 ottobre 2022 al 29 gennaio 2023);\u00a0<strong>Gian Maria Tosatti<\/strong>\u00a0(dal 23 febbraio al 16 luglio 2023); e\u00a0<strong>Thao Nguyen Phan\u00a0<\/strong>(da settembre 2023 a febbraio 2024).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Celebrato come uno dei pi\u00f9 importanti artisti e film-maker contemporanei,\u00a0Steve McQueen\u00a0(Londra, 1969; vive e lavora tra Londra e Amsterdam) \u00a0ha influenzato in maniera decisiva il modo di utilizzare ed esporre il mezzo filmico, rivolgendo il suo sguardo radicale sulla condizione umana, i suoi drammi e&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":18988,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4366,4358],"tags":[4578,5074,4364,4926,5075],"class_list":["post-21302","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-en","category-newsroom-en","tag-film-en","tag-hangar-bicocca-en","tag-milano-en","tag-mostre-en","tag-steve-mcqueen-en"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21302","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21302"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21302\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22352,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21302\/revisions\/22352"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18988"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21302"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21302"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21302"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}