{"id":21334,"date":"2022-02-21T23:39:56","date_gmt":"2022-02-21T22:39:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/mast-mostra-visiva-in-53-capitoli\/"},"modified":"2025-03-26T17:17:33","modified_gmt":"2025-03-26T16:17:33","slug":"mast-mostra-visiva-in-53-capitoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/mast-mostra-visiva-in-53-capitoli\/","title":{"rendered":"MAST. Mostra visiva in 53 capitoli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La\u00a0<strong>Collezione della <a href=\"https:\/\/www.mast.org\/\">Fondazione MAST<\/a><\/strong>, unico centro di riferimento al mondo di fotografia dell&#8217;industria e del lavoro, conta pi\u00f9 di 6000 immagini e video di celebri artisti e maestri dell\u2019obiettivo, oltre ad una vasta selezione di album fotografici di autori sconosciuti.<br \/>\nNei primi anni 2000 la Fondazione MAST ha creato questo spazio appositamente dedicato alla fotografia dell&#8217;industria e del lavoro con l&#8217;acquisizione di immagini da case d&#8217;asta, collezioni private, gallerie d&#8217;arte, fotografi ed artisti. Il patrimonio della Fondazione, che gi\u00e0 conteneva un fondo che raccoglieva filmati, negativi su vetro e su pellicola, fotografie, album, cataloghi che negli stabilimenti di Coesia venivano prodotti fin dai primi del &#8216;900, si \u00e8 cos\u00ec arricchito ed andato al di l\u00e0 dei parametri di materiale promozionale e documentaristico delle imprese del Gruppo industriale. La raccolta abbraccia opere del XIX secolo e dell&#8217;inizio del XX secolo con un processo di selezione valoriale e un accurato approccio metodologico a cura di Urs Stahel.<\/p>\n<div style=\"width: 923px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/artslife.com\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/12.-SEBASTIAO_SALGADO_Pozzo-petrolifero-Burhan-Kuwait--800x542.jpg\" alt=\"\" width=\"913\" height=\"619\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Pozzo petrolifero, Burhan, Kuwait, Sebastiao Salgado<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<strong>The MAST Collection &#8211; A Visual Alphabet of lndustry, Work and Technology&#8221;<\/strong>, curata da Urs Stahel, \u00e8 la prima esposizione di opere selezionate dalla collezione della Fondazione: oltre\u00a0<strong>500 immagini tra fotografie, album, video <\/strong>di\u00a0<strong>200 grandi fotografi italiani e internazionali e artisti anonimi<\/strong>, che occupano tutte le aree espositive del MAST. Immagini iconiche di autori famosi da tutto il mondo, fotografi meno noti o sconosciuti, artisti finalisti del MAST Photography Grant on lndustry and Work, che testimoniano visivamente la storia del mondo industriale e del lavoro.<\/p>\n<p>Tra gli artisti in mostra: Paola Agosti, Richard Avedon, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Margaret Bourke-White, Henri Cartier-Bresson, Thomas Demand, Robert Doisneau, Walker Evans, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Mimmo Jodice, Andr\u00e9 Kertesz, Josef Koudelka, Dorotohea Lange, Erich Lessing, Herbert List, David Lynch, Don McCullin, Nino Migliori, Tina Modotti, Ugo Mulas, Vik Muniz, Walter Niedermayr, Helga Paris, Thomas Ruff, Sebastiao Salgado, August Sanders, W. Eugene Smith, Edward Steichen, Thomas Struth, Carlo Valsecchi, Edward Weston.<\/p>\n<p>La mostra, proprio per la sua complessit\u00e0, \u00e8 strutturata in\u00a0<strong>53 capitoli<\/strong>\u00a0dedicata ad altrettanti concetti illustrati nelle opere rappresentate. La forma espositiva \u00e8 quella di\u00a0<strong>un alfabeto<\/strong>\u00a0che si snoda sulle pareti dei tre spazi espositivi (PhotoGallery, Foyer e Livello O) e che permette di mettere in rilievo un sistema concettuale che dalla\u00a0<strong>A\u00a0<\/strong>di\u00a0<strong><em>Abandoned<\/em>\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong><em>Architecture<\/em>\u00a0<\/strong>arriva fino alla\u00a0<strong>W<\/strong>\u00a0di\u00a0<strong><em>Waste<\/em><\/strong>,\u00a0<strong><em>Water<\/em><\/strong>,\u00a0<strong><em>Wealth<\/em><\/strong>.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/artslife.com\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/MAST-COLLECTION-installation-view-2-800x498.jpg\" width=\"911\" height=\"567\" \/><br \/>\n&#8220;L\u2019alfabeto nasce per mettere insieme incroci tra lo sguardo lontano e quello vicino, testi e momenti dello scatto, portando I\u2019attenzione all\u2019interno delle opere &#8211; spiega il curatore,\u00a0<strong>Urs Stahel<\/strong>\u00a0-. Lo stesso accade con le immagini e i fotografi coinvolti.<br \/>\nQuesti 53 capitoli rappresentano altrettante isole tematiche nelle quali convivono vecchi e giovani, ricchi e poveri, sani e malati, aree industriali o villaggi operai. Costituiscono il punto di incontro delle percezioni, degli atteggiamenti e dei progetti pi\u00f9 disparati. La fotografia documentaria incontra l&#8217;arte concettuale, gli antichi processi di sviluppo e di stampa su diverse tipologie di carta fotografica, come le stampe all&#8217;albumina, si confrontano con le ultime novit\u00e0 in fatto di stampe digitali e inkjet; le immagini dominate dal bianco e nero pi\u00f9 profondo si affiancano a rappresentazioni visive dai colori vivaci. I paesaggi cupi caratteristici dell\u2019industria pesante contrastano con gli scintillanti impianti high-tech, il duro lavoro manuale e la maestria artigianale trovano il loro contrappunto negli universi digitali, nell\u2019elaborazione automatizzata dei dati. Alle manifestazioni di protesta contro il mercato e il crac finanziario si affiancano le testimonianze visive del fenomeno migratorio e del lavoro d\u2019ufficio&#8221;.<br \/>\nSul piano della scansione cronologica solo il XIX secolo \u00e8 stato affrontato separatamente in una sezione dedicata alle fasi iniziali dell\u2019industrializzazione e della storia della fotografia. Il filo conduttore \u00e8 spesso costellato dai numerosi ritratti di lavoratori, dirigenti, disoccupati, persone in cerca di lavoro e migranti. &#8220;Il parallelismo tra industria, mezzo fotografico e modernit\u00e0 &#8211; prosegue Urs Stahel &#8211; produce a tratti un effetto che pu\u00f2 disorientare. La fotografia \u00e8 figlia dell&#8217;industrializzazione e al tempo stesso ne rappresenta il documento visivo pi\u00f9 incisivo, fondendo in s\u00e9 memoria e commento&#8221;.<\/p>\n<div style=\"width: 925px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"http:\/\/www.cameralook.it\/web\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/20.-HANS_PETER_KLAUSER_Bagnanti-felici-sulla-Sihl.jpg\" alt=\"20. HANS PETER KLAUSER Bagnanti felici sulla Sihl, 1936 \u00a9 Hans Peter Klauser \/ Fotostiftung Schweiz\" width=\"915\" height=\"687\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Bagnanti felici sulla Sihl, Hans Peter Klauser<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra documenta inoltre il progresso tecnologico e lo sforzo analogico sia del settore industriale sia della fotografia, rappresentato oggi dai dispositivi digitali ultra leggeri, in perenne connessione, capaci di documentare, stampare e condividere il mondo in immagini digitali e stampe 3D. Dall&#8217;industria, dalla fotografia e dalla modernit\u00e0 si passa all&#8217;alta tecnologia, alle reti generative delle immagini e alla post-post\u00ad modernit\u00e0, ovvero a una sorta di contemporaneit\u00e0 4.0. Dalla semplice copia della realt\u00e0 alle immagini generate dall&#8217;intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>La mostra \u201cThe MAST Collection &#8211; A Visual Alphabet of lndustry, Work and Technology&#8221; condensa gli ultimi 200 anni di storia ricchi, folli, intensi, esplosivi in pi\u00f9 di 500 opere che raccontano della nostra quotidianit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La\u00a0Collezione della Fondazione MAST, unico centro di riferimento al mondo di fotografia dell&#8217;industria e del lavoro, conta pi\u00f9 di 6000 immagini e video di celebri artisti e maestri dell\u2019obiettivo, oltre ad una vasta selezione di album fotografici di autori sconosciuti. 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