{"id":21372,"date":"2021-09-10T14:44:17","date_gmt":"2021-09-10T13:44:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/si-aspetta-la-luna-mostra-di-eva-fischer-a-cagliari\/"},"modified":"2025-03-26T17:18:40","modified_gmt":"2025-03-26T16:18:40","slug":"si-aspetta-la-luna-mostra-di-eva-fischer-a-cagliari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/si-aspetta-la-luna-mostra-di-eva-fischer-a-cagliari\/","title":{"rendered":"Si aspetta la Luna: mostra di Eva Fischer a Cagliari"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A CENTO ANNI DALLA NASCITA, A CAGLIARI VA IN SCENA LA PRIMA RETROSPETTIVA DI EVA FISCHER, PITTRICE DELLA MEMORIA, L\u2019ULTIMA TESTIMONE DELLA SCUOLA ROMANA DEL DOPOGUERRA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Eva Fischer<\/strong>\u00a0(Daruvar, 1920 \u2013 Roma 2015), pittrice jugoslava naturalizzata italiana, \u00e8 stata l\u2019ultima testimone della Scuola Romana del dopoguerra, artista riconosciuta, apprezzata e anche protagonista della dolce vita degli Anni Cinquanta e Sessanta.<\/p>\n<div style=\"width: 348px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Eva-Fischer-Autoritratto-con-la-madre-Cornelia-1947-olio-su-tela-rotated.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"431\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Autoritratto con la madre Cornelia, 1947, olio su tela<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>EVA FISCHER DA BELGRADO A BOLOGNA<br \/>\n<\/strong>Diplomatasi all\u2019Accademia di Belle Arti di Lione nel 1939, Eva Fischer torna dalla famiglia a Belgrado, ma nel 1941 i nazisti bombardano la citt\u00e0 senza dichiarazione di guerra. Il padre Leopoldo, assieme ad altri trentatr\u00e9 familiari, vengono deportati dai nazisti. Eva, la madre e il fratellino pi\u00f9 piccolo fuggono da Belgrado ma vengono\u00a0<strong>catturati e internati dai fascisti<\/strong>\u00a0nel campo di Vallegrande, presso l\u2019Isola di Curzola. Per poter curare la madre malata, Eva ottiene un permesso per recarsi all\u2019ospedale di Spalato e in seguito a Bologna, dove, aiutata dagli amici e da altri membri del Partito d\u2019Azione, Eva e i suoi familiari scappana sotto il falso nome di Venturi. Eva inizia a collaborare attivamente con i<strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tribnews\/2016\/07\/museo-del-fascismo-partigiani-predappio-duce\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">partigiani<\/a>\u00a0<\/strong>e l\u2019A.N.P.I. la ricorder\u00e0 tra i soci onorari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA VITA DI EVA FISCHER A ROMA E NEL MONDO<br \/>\n<\/strong>Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, Eva Fischer si trasferisce a Roma, eleggendola a citt\u00e0 d\u2019adozione ed entrando a far parte del\u00a0<strong>gruppo di artisti di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/professioni-e-professionisti\/who-is-who\/2016\/12\/via-margutta-lutto-degrado-roma-gallerista-fabrizio-russo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">via Margutta<\/a><\/strong>; i suoi amici e colleghi si chiamano Mafai, Guttuso, Cagli, Campigli, Fazzini, Levi, Alvaro, Capogrossi, Tot, Bartolini, Maccari, Greco. Vive in via del Babuino e la sua prima personale si tiene alla Galleria La Finestra nel 1947. Tra le sue frequentazioni, de Chirico, Mirko, Penna, Ungaretti, Ferrara, Berto, Gatto, Dal\u00ed, Picasso e Visconti.<br \/>\nNel 1956 cambia casa e diventa grande amica del suo vicino di casa, Ennio Morricone, che nel 1992 le dedica un cd di 12 brani ispirato alle sue opere, intitolato\u00a0<em>A Eva Fischer Pittore<\/em>, pubblicato con il catalogo dei dipinti. Nel 1963 le nozze con lo scrittore e poeta Alberto Baumann: i due non posano per i fotografi ma per i pittori, e in tandem in bicicletta il loro corteo nuziale sino al Colosseo \u00e8 acclamato dagli applausi.<br \/>\nNel frattempo vive anche a Parigi, diventando amica di Marc Chagall; a Londra negli Anni Sessanta espone alla Galleria Lefevre; in Spagna nell\u2019atelier di Juana Mord\u00f3 i suoi dipinti sono in dibattito con quelli dei pittori spagnoli in lotta contro il franchismo. Mentre negli USA contava numerosi collezionisti ed estimatori, fra i quali l\u2019attore Humphrey Bogart, Lauren Bacall e Henry Fonda. Nel 1981 a Roma ha realizzato le vetrate per il Museo Ebraico, mentre nel 1991 viene costituita la Fondazione Eva Fischer a Kfar Saba, in Israel).<\/p>\n<div style=\"width: 496px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Eva-Fischer-e-Alberto-Baumann-nel-giorno-del-matrimonio.-Photo-ABEF-Archivio-Baumann-e-Fischer.jpg\" alt=\"\" width=\"486\" height=\"293\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Eva Fischer e Alberto Baumann nel giorno del matrimonio. Photo ABEF Archivio Baumann e Fischer<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA MOSTRA A CAGLIARI<br \/>\n<\/strong>Le 140 opere in mostra, le fotografie e altri oggetti appartenuti a Eva Fischer accompagnano il visitatore attraverso un viaggio nella storia del secolo scorso, ma anche dentro la sua storia personale e ripercorrono le sue fasi stilistiche e artistiche.<br \/>\nIl titolo della mostra,\u00a0<em>Si aspetta la Luna<\/em>, \u00e8 ispirato a un fatto accaduto nel 1954: Eva vede piazza Navona illuminata dalla Luna, decide di ritornare la notte seguente ma attende invano per immortalare il riflesso della luce, e mentre aspetta la gente si accalca attorno a lei domandando perch\u00e9 non dipinge, quindi lei scrive \u201csi aspetta la luna\u201d su un cartello e lo poggia sulla tela.<br \/>\nLa retrospettiva attraversa tutto il percorso pittorico di Eva Fischer, mettendone in evidenza la resistente personalit\u00e0 come donna, come ebrea e come artista.<\/p>\n<div style=\"width: 478px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.artribune.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Eva-Fischer-Biciclette-olio-su-tela.jpg\" alt=\"\" width=\"468\" height=\"344\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Biciclette, olio su tela<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA PITTURA DI EVA FISCHER<br \/>\n<\/strong>Eva Fischer ha dipinto il mondo degli ultimi, i paesaggi cittadini, i mercati, le mura di Roma, i paesaggi mediterranei, le biciclette, gli autoritratti, le figure, le orchestre, le composizioni ispirate alla musica di Morricone, le scuole di ballo e i voli. Nei dipinti romani la modernit\u00e0 delle immagini \u00e8 aderente alla suggestiva realt\u00e0, mentre le modeste biciclette da lavoro simboleggiano personaggi in sostituzione di persone.<br \/>\nDal 1946 ha realizzato la serie dei dipinti dedicati alla Shoah: l\u2019artista, testimone di quegli anni di buio assoluto della Storia, dipinse in silenzio il suo dolore, il suo diario personale sulla tragedia vissuta. Questi dipinti vennero tenuti nascosti fino al 1989: il marito e il figlio sono i primi a vederli. Fischer rappresenta la sua storia e i suoi ricordi per trasmettere quanto accaduto e per non dimenticarlo. In questi dipinti, \u201c<em>chi non \u00e8 tornato ha lasciato ai vivi l\u2019eredit\u00e0 di ricordarli frugando nel tempo nei labirinti della memoria tra frammenti di buio e sprazzi di colore strade notturne senza inizio senza fine in un sentimento di partecipazione al dolore di tutti i tempi<\/em>\u201d, scrive l\u2019artista.<br \/>\nPittrice della memoria, nonostante la sofferenza vissuta in un campo di internamento, nelle sue opere esprime valori universali di coesione sociale e di pace. Nei suoi dipinti vivono figure piene di speranza in un mondo migliore e oggetti che raccontano la sua vita come fossero esseri senzienti. Negli ultimi lavori, colori gioiosi danno ottimismo, speranza e gioia di vivere, e il tocco del pennello sulla tela diventa simile a un passo di danza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Alessio Onnis<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/arte-moderna\/2021\/09\/mostra-eva-fischer-cagliari\/?utm_source=Newsletter%20Artribune&amp;utm_campaign=61a3670538-&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_dc515150dd-61a3670538-154127905&amp;ct=t%28%29&amp;goal=0_dc515150dd-61a3670538-154127905\"><strong>Artribune<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A CENTO ANNI DALLA NASCITA, A CAGLIARI VA IN SCENA LA PRIMA RETROSPETTIVA DI EVA FISCHER, PITTRICE DELLA MEMORIA, L\u2019ULTIMA TESTIMONE DELLA SCUOLA ROMANA DEL DOPOGUERRA. 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