{"id":21457,"date":"2020-06-18T18:37:09","date_gmt":"2020-06-18T17:37:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/4162-2\/"},"modified":"2020-06-18T18:37:09","modified_gmt":"2020-06-18T17:37:09","slug":"4162-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/4162-2\/","title":{"rendered":"Carla Maria Maggi, artista ritrovata"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A dodici anni dalla mostra a Palazzo Reale di Milano, l\u2019opera della Maggi torna a essere esposta al pubblico. Villa Borromeo d\u2019Adda ospita fino al 26 luglio 40 dipinti che raccontano un talento che non riusc\u00ec a sbocciare.<\/p>\n<div id=\"attachment_4163\" style=\"width: 291px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4163\" class=\"wp-image-4163\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Carla-Maria-Maggi-La-risata-1935-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"281\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Carla-Maria-Maggi-La-risata-1935-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Carla-Maria-Maggi-La-risata-1935.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 281px) 100vw, 281px\" \/><p id=\"caption-attachment-4163\" class=\"wp-caption-text\">La risata, 1935<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">ARCORE (Monza). La raffinata cornice della Villa Borromeo d&#8217;Adda ospita i dipinti di un\u2019artista la cui brevissima carriera fu interrotta dal clima sociale della sua epoca. Carla Maria Maggi (1913-2004) era una discendente del letterato milanese Carlo Maria Maggi, ma a differenza dell\u2019illustre avo non ebbe la possibilit\u00e0 di sviluppare la sua carriera e mostrare al mondo il suo talento: infatti le convenzioni borghesi, ancora negli anni Trenta non concepivano l\u2019indipendenza della donna, e non bisogna dimenticare che la retorica del regime fascista rafforzava queste convinzioni con l&#8217;immagine della donna \u201cangelo del focolare\u201d. Pur a malincuore, la giovane Carla Maria fu costretta a cedere: figlia unica di una famiglia dell\u2019alta borghesia, rompere i rapporti e lasciare la casa paterna sarebbe stato un atto di particolare gravit\u00e0 agli occhi della chiusa societ\u00e0 dell\u2019epoca; e si deve anche considerare come la sua vita si fosse sin l\u00ec trascinata fra agi, mondanit\u00e0 e piacevolezze di ogni genere. La vita dell\u2019artista l\u2019avrebbe sicuramente privata &#8211; almeno per un po\u2019 e comunque fino a quando non fosse riuscita ad affermarsi (cosa all\u2019epoca quasi impossibile per una donna) &#8211; degli agi di cui aveva sin l\u00ec goduto. Una scelta non facile da compiere, per la quale le manc\u00f2 il coraggio. Ma considerando che all\u2019epoca una donna era costretta a pagare con sacrifici la sua libert\u00e0, quella scelta \u00e8 del tutto comprensibile. E quindi, pur a malincuore, si rassegn\u00f2 a essere soltanto moglie e madre, e tutto sommato la sua esistenza fu abbastanza felice. Ma la forza dei suoi dipinti lascia un certo rammarico per una carriera che sicuramente sarebbe stata luminosa.<\/p>\n<div id=\"attachment_4170\" style=\"width: 327px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4170\" class=\"wp-image-4170 \" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Carla-Maria-maggi-Lo-sguardo-di-Judith-1940-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"317\" height=\"423\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Carla-Maria-maggi-Lo-sguardo-di-Judith-1940-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Carla-Maria-maggi-Lo-sguardo-di-Judith-1940.jpg 675w\" sizes=\"auto, (max-width: 317px) 100vw, 317px\" \/><p id=\"caption-attachment-4170\" class=\"wp-caption-text\">Lo sguardo di Judith, 1940<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.comune.arcore.mb.it\/servizi\/eventi\/cerca_fase03.aspx?ID=3531\"><em>Carla Maria Maggi, l\u2019artista ritrovata<\/em><\/a>, a cura di Simona Bartolena, racconta in 40 opere quel tardo impressionismo scapigliato che fu specchio di una personalit\u00e0 complessa e sensibile, ma anche talentuosa: gi\u00e0 a quattordici anni fu allieva di Giuseppe Palanti (essendole stato vietato dai genitori di frequentare l\u2019Accademia di Brera), che con Antonio Ambrogio Alciati e Giuseppe Amisani era fra i pi\u00f9 importanti esponenti della pittura milanese di ritratto. E il ritratto rimase costantemente l\u2019interesse principale per Maggi, che immortal\u00f2 sulla tela corpi femminili di levit\u00e0 parigina, volti leopardianamente lieti e pensosi, che sono specchio anche dei suoi travagli interiori: le gioie familiari da un lato, l\u2019amarezza per il non poter fare dell\u2019arte una vera carriera, come invece stava gi\u00e0 accadendo in altri Paesi europei (Vienna e Monaco di Baviera sono due citt\u00e0 emblematiche da questo punto di vista). Da una parte il bel mondo dell\u2019alta borghesia milanese, divisa tra la citt\u00e0 e i luoghi di villeggiatura: ne scaturisce un racconto sociale per immagini non dissimile da quello che Boldini aveva a suo tempo realizzato a Parigi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma lo sguardo di Maggi coglieva anche quel mondo d\u2019artista al quale sperava (purtroppo invano) di appartenere un giorno: e quindi, ritrasse anche le atmosfere scapigliate degli ambienti di Brera e della Scala, liberi e pieni di stimoli per tutti coloro che cercavano di fare dell\u2019arte una ragione di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opera di Carla Maria Maggi \u00e8 oggi visibile al pubblico grazie all\u2019impegno del figlio Vittorio, che, appassionato d\u2019arte, ha voluto indagare il passato della madre dopo aver rinvenuto le sue opere seminascoste nella soffitta di casa; e decidendo di mostrarle finalmente al mondo, ha restituito alla madre quella notoriet\u00e0 che le convenzioni borghesi a suo tempo le negarono. E visitare oggi la retrospettiva su Carla Maria Maggi \u00e8 anche un modo per riflettere (e se possibile trarne monito) su come la societ\u00e0 abbia sempre posto ostacoli e creato pregiudizi, alle donne ma non solo. Per questo, conoscere le difficolt\u00e0 che le artiste hanno dovuto affrontare (e in qualche caso anche superato) pu\u00f2 essere utile per le donne di oggi per capire i progressi fatti e i diritti ottenuti, e quanto ancora invece resta da ottenere.<\/p>\n<p>In copertina: Carla Maria Maggi, Nello studio, 1938<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A dodici anni dalla mostra a Palazzo Reale di Milano, l\u2019opera della Maggi torna a essere esposta al pubblico. Villa Borromeo d\u2019Adda ospita fino al 26 luglio 40 dipinti che raccontano un talento che non riusc\u00ec a sbocciare. ARCORE (Monza). 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