{"id":21462,"date":"2020-02-11T09:34:32","date_gmt":"2020-02-11T08:34:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/andrea-mantegna-lantico-che-si-fa-moderno\/"},"modified":"2020-02-11T09:34:32","modified_gmt":"2020-02-11T08:34:32","slug":"andrea-mantegna-lantico-che-si-fa-moderno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/andrea-mantegna-lantico-che-si-fa-moderno\/","title":{"rendered":"Andrea Mantegna, l\u2019antico che si fa moderno"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Va in scena a <a href=\"https:\/\/www.palazzomadamatorino.it\/it\/eventi-e-mostre\/mostra-mantegna\">Palazzo Madama<\/a> l\u2019epopea del primo Rinascimento italiano, in una grande mostra sul genio di Andrea Mantegna in dialogo con Donatello, Paolo Uccello, Andrea del Castagno. Cento capolavori esposti, con prestiti da tutto il mondo per un ampio spaccato sull\u2019arte italiana del Quattrocento. Per completare il percorso, un apparato di proiezioni multimediali porter\u00e0 idealmente a Torino celebri affreschi come la Camera degli Sposi e i Trionfi di Cesare. Fino al 4 maggio 2020.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"attachment_4088\" style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4088\" class=\"wp-image-4088\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Andrea-Mantegna-Pala-Trivulzio-1497-Pinacoteca-del-Castello-Sforzesco-Milano-222x300.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"541\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Andrea-Mantegna-Pala-Trivulzio-1497-Pinacoteca-del-Castello-Sforzesco-Milano-222x300.jpg 222w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Andrea-Mantegna-Pala-Trivulzio-1497-Pinacoteca-del-Castello-Sforzesco-Milano.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><p id=\"caption-attachment-4088\" class=\"wp-caption-text\">Andrea Mantegna, Pala Trivulzio, 1497, Pinacoteca del Castello Sforzesco, Milano<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">TORINO. In quel primo Quattrocento i lumi della civilt\u00e0 tornarono a splendere su un\u2019Italia che, seppur lontana dall\u2019unit\u00e0, conosceva una relativa stabilit\u00e0 interna in seguito all\u2019assestamento dei principali soggetti politici e all\u2019equilibrio fra essi raggiunto. Un clima che favor\u00ec lo sviluppo culturale e il dialogo fra i vari artisti e territori, permise la circolazione del sapere e contribu\u00ec in maniera sostanziale alla diffusione del cosiddetto Rinascimento. Che nella sua prima fase ebbe fra i suoi protagonisti il veneto Andrea Mantegna. Nato sotto le bandiere di San Marco, a pochi chilometri da Padova, si form\u00f2 nella bottega dello Squarcione che gli trasmise il gusto per la citazione archeologica e lo introdusse al clima artistico del primo Rinascimento, mutuato dalla lezione di Donatello; il giovane Mantegna, per\u00f2, approfond\u00ec gli studi sui suoi contemporanei entrando in contatto con altri artisti che in quegli anni frequentarono Padova o vi lavorarono: Filippo Lippi, Paolo Uccello, Andrea del Castagno. Con simili esempi, pot\u00e9 formarsi compiutamente sugli sviluppi artistici dell\u2019epoca, pot\u00e9 respirare l\u2019umanesimo che traspariva da tele, affreschi e sculture improntate a ritrarre l\u2019individuo e la ricerca dell\u2019armonia fra questo e l\u2019universo, in combinazione con la riscoperta dell\u2019arte classica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra i pezzi importanti della mostra, l\u2019affresco staccato dalla Cappella Orvetari nella chiesa degli Eremitani a Padova, eseguito a partire dal 1448 e primo lavoro da artista indipendente, dopo aver lasciata la bottega dello Squarcione. Esposto per la prima volta dopo un lungo restauro, l\u2019opera rappresentava una sorta di \u201ctrionfo\u201d su toni religiosi, con scene delle vite dei santi, e un maestoso Giudizio. Distrutto da una bomba nel marzo del 1944, se ne conservano oggi soltanto due scene complete e alcuni frammenti. Dai quali si pu\u00f2 comunque intuire la grandiosit\u00e0 originale di un\u2019opera che rappresenta non solo una celebrazione della cristianit\u00e0, ma anche delle maestose e armoniche proporzioni di quell\u2019architettura rinascimentale (utilizzata da Mantegna come sfondo ideale delle scene), che \u00e8 a sua volta metafora dell\u2019armonia platonica cui tendono le aspirazioni del nuovo clima politico e culturale.<\/p>\n<div id=\"attachment_4089\" style=\"width: 553px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4089\" class=\"wp-image-4089\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Andrea-Mantegna-Baccanale-con-Sileno-1470-ca.-Metropolitan-Museum-of-Art-New-York-USA-300x209.jpg\" alt=\"\" width=\"543\" height=\"378\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Andrea-Mantegna-Baccanale-con-Sileno-1470-ca.-Metropolitan-Museum-of-Art-New-York-USA-300x209.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Andrea-Mantegna-Baccanale-con-Sileno-1470-ca.-Metropolitan-Museum-of-Art-New-York-USA-768x536.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Andrea-Mantegna-Baccanale-con-Sileno-1470-ca.-Metropolitan-Museum-of-Art-New-York-USA.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 543px) 100vw, 543px\" \/><p id=\"caption-attachment-4089\" class=\"wp-caption-text\">Andrea Mantegna, Baccanale con Sileno, 1470 circa, Metropolitan Museum of Art, New York<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019individuo si muove in uno spazio conoscibile e misurabile con il libero arbitrio. Mantegna rende omaggio alla maestosit\u00e0 dell\u2019architettura classica greco-romana, in questo come in altre opere, non per fini decorativi ma con lo scopo di rendere una filologica ricostruzione storica degli ambienti, cui si aggiunge quella dei costumi. Celebrazione dell\u2019antico in chiave moderna, una quinta su cui si muovono individui carnali, consapevoli del loro ruolo sulla Terra; santi, peccatori, soldati, ognuno concorre al variegato \u201cteatro della vita\u201d, dove emozioni, dubbi, aspirazioni, si rincorrono e accavallano nella frenesia della vita quotidiana. La vivezza dei colori, si tratti di opere mitologiche, religiose o a carattere storico, esalta l\u2019armonia compositiva che celebra la variopinta e raffinata societ\u00e0 italiana del Quattrocento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Particolarit\u00e0 dello stile di Mantegna, le ardite prospettive che caratterizzano i suoi sfondi, mutuate da un attento studio di Donatello prima (inventore del celebre \u201cstiacciato\u201d che ebbe nel Pulpito di Santo Stefano a Prato uno dei primi esempi in Italia), e di Piero della Francesca dopo; prospettive che sovente diventano \u201cillusioni ottiche\u201d, giochi di angolature e linee oblique, metafore di quegli aspetti della realt\u00e0 indagabili con l\u2019intelletto, a significare come ogni individuo sia libero di costruire un suo proprio universo sensibile e spirituale. Dai Cesari agli d\u00e8i mitologici, fino agli umili lavoratori delle folle cittadine, tutti i personaggi di Mantegna sono uomini e donne del Rinascimento, dotati di libero arbitrio con cui possono compiere il bene e il male. Si sviluppano in questi anni i primi esempi di pittura civile moderna, impreziosita dai continui richiami alla bellezza classica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cuore pulsante della mostra, i tanti anni trascorsi dall\u2019artista a Mantova, all\u2019epoca splendida corte dei Gonzaga che rivaleggiava con Firenze, Urbino e Ferrara in quanto a raffinatezza, livello culturale e mecenatismo, che accolse Mantegna dal 1460 alla sua scomparsa nel 1506. Fu quindi la citt\u00e0 cui l\u2019artista leg\u00f2 il suo nome in maniera pi\u00f9 duratura e memorabile, e dove trov\u00f2 splendida accoglienza da parte di Ludovico III, che lo invit\u00f2 espressamente a trasferirsi in citt\u00e0 e, riconoscendone il valore, lo nomin\u00f2 pittore ufficiale di corte, ma anche consigliere artistico e curatore delle raccolte d&#8217;arte. Anche da questo punto di vista la mostra \u00e8 un\u2019importante occasione di riflessione su un\u2019epoca in cui il potere, pur oligarchico e autoritario, aveva almeno il gran pregio di capire, apprezzare e valorizzare gli uomini di talento.<\/p>\n<p>In copertina: Ecce Homo (particolare)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Va in scena a Palazzo Madama l\u2019epopea del primo Rinascimento italiano, in una grande mostra sul genio di Andrea Mantegna in dialogo con Donatello, Paolo Uccello, Andrea del Castagno. 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