{"id":21463,"date":"2020-02-04T11:12:11","date_gmt":"2020-02-04T10:12:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/jan-van-eyck-in-mostra-a-gand-la-rivoluzione-ottica\/"},"modified":"2020-02-04T11:12:11","modified_gmt":"2020-02-04T10:12:11","slug":"jan-van-eyck-in-mostra-a-gand-la-rivoluzione-ottica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/jan-van-eyck-in-mostra-a-gand-la-rivoluzione-ottica\/","title":{"rendered":"Jan van Eyck in mostra a Gand: la rivoluzione ottica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019anno tematico dedicato al sommo pittore fiammingo, la citt\u00e0 di Gand ospita una grande retrospettiva di studio e di confronto fra il maestro e le altre scuole pittoriche europee: <a href=\"https:\/\/www.mskgent.be\/en\">Van Eyck. An optical revolution<\/a> sar\u00e0 visitabile al Museum voor Schone Kunsten fino al 30 aprile 2020.<\/p>\n<div id=\"attachment_4079\" style=\"width: 220px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4079\" class=\"wp-image-4079\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Jan-van-Eyck-LAnnunciazione-1434-36.-National-Gallery-of-Art-Washington-114x300.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"552\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Jan-van-Eyck-LAnnunciazione-1434-36.-National-Gallery-of-Art-Washington-114x300.jpg 114w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Jan-van-Eyck-LAnnunciazione-1434-36.-National-Gallery-of-Art-Washington.jpg 389w\" sizes=\"auto, (max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><p id=\"caption-attachment-4079\" class=\"wp-caption-text\">Jan van Eyck, L&#8217;Annunciazione, 1434-36, National Gallery of Art, Washington<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_4080\" style=\"width: 297px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4080\" class=\"wp-image-4080\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Jan-van-Eyck-Ritratto-di-Baudouin-de-Lannoy-1435.-Gem\u00e4ldegalerie-der-Staatlichen-Museen-zu-Berlin-\u2013-Preussischer-Kulturbesitz-Berlin-221x300.jpg\" alt=\"\" width=\"287\" height=\"390\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Jan-van-Eyck-Ritratto-di-Baudouin-de-Lannoy-1435.-Gem\u00e4ldegalerie-der-Staatlichen-Museen-zu-Berlin-\u2013-Preussischer-Kulturbesitz-Berlin-221x300.jpg 221w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Jan-van-Eyck-Ritratto-di-Baudouin-de-Lannoy-1435.-Gem\u00e4ldegalerie-der-Staatlichen-Museen-zu-Berlin-\u2013-Preussischer-Kulturbesitz-Berlin.jpg 754w\" sizes=\"auto, (max-width: 287px) 100vw, 287px\" \/><p id=\"caption-attachment-4080\" class=\"wp-caption-text\">Jan van Eyck, Ritratto di Baudouin de Lannoy, 1435, Gem\u00e4ldegalerie der Staatlichen Museen zu Berlin \u2013 Preussischer Kulturbesitz, Berlin<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">GAND. Venti soltanto le opere di\u00a0 Jan van Eyck (circa 1390 \u2013 1441) che ancora si conservano nel mondo. Ben 13 di queste saranno esposte in via eccezionale a Gand, nella grande mostra celebrativa del talentuoso innovatore della pittura fiamminga. Nonostante il suo indiscusso talento pittorico e la fama che in virt\u00f9 di esso lo circond\u00f2 in vita, pi\u00f9 di un lasso dell\u2019esistenza di Van Eyck ci \u00e8 a tutt\u2019oggi sconosciuto, a cominciare da luogo e data di nascita, ipotizzata sul finire del XIV Secolo nella zona di Maastricht, all\u2019epoca parte del Ducato di Borgogna. Alla cui corte fu apprezzato dal sovrano Filippo III detto Il Buono, che lo nomin\u00f2 artista della casata, carica che mantenne fino alla morte nel 1441, svolgendo nel contempo anche alcune missioni diplomatiche. Quasi niente per\u00f2 si conosce circa la sua formazione, e i pochi documenti noti risalgono gi\u00e0 alla piena maturit\u00e0, ovvero ai primi anni Venti quando l\u2019artista gi\u00e0 si trovava a L\u2019Aia, presso la corte di Giovanni di Baviera, allora signore della contea. E fu l\u00ec che attorno al 1424 lo raggiunse la nomina di Filippo Il Buono, grazie alla quale ritorn\u00f2 in patria. Il ducato era allora uno dei regni pi\u00f9 splendidi d\u2019Europa, grazie a un sovrano amante dell\u2019arte e della cultura, che potremmo definire un umanista <em>ante litteram<\/em>. Bruxelles, Gand e Bruges erano le citt\u00e0 principali, ricche grazie ai commerci e caratterizzate da una vivace vita politica e sociale, e il ricco ceto mercantile imitava l\u2019aristocrazia nell\u2019investire in arte una buona parte delle sue ricchezze. Fu questo clima a favorire le carriere di artisti come van Eyck, il quale pu\u00f2 essere considerato come l\u2019apice dell\u2019arte tardo medievale, appena prima che sbocciasse il Rinascimento.<br \/>\nA caratterizzare lo stile di van Eyck e a dettarne la modernit\u00e0, fu quel senso del realismo tipico del suo modo di rendere persone, oggetti, paesaggi, espressioni del volto, sfumature del cielo. Per la prima volta nella storia dell\u2019arte, la realt\u00e0 assume un carattere tangibile, la pittura si fa \u201cspecchio della vita\u201d nel tentativo di raffigurare il gran teatro del mondo, affrancandosi dal misticismo ieratico che sin qui aveva caratterizzato il gusto artistico comune; cosa non sorprendente in un\u2019Europa dominata dalla Chiesa. Ovviamente, la tematica religiosa rimase anche nell\u2019opera di van Eyck, ma la prospettiva era completamente nuova: attorno alle figure divine si dispiegavano paesaggi quotidiani, reali, avvolti da una luce che non era pi\u00f9 quella del paradiso ma quella, prosaica, delle stagioni terrestri; paesaggi in cui si muovono donne e uomini in carne e ossa, i cui volti rivelano un primo accenno d\u2019indagine psicologica. In estrema sintesi, il nuovo corso pittorico inaugurato da van Eyck si basa sulla la verosimiglianza, la perfezione formale, l&#8217;attenzione al dettaglio minuto ed alla resa delle superfici, lo studio della luce.<br \/>\nCaratteristiche che lo splendido polittico <em>Adorazione dell&#8217;Agnello Mistico<\/em> (eseguito fra il 1432 e il 1433 per la Cattedrale di San Bavone a Gand e appena restaurato dopo un lavoro di diversi anni), riassume magistralmente. Gli otto pannelli sono per la prima volta esposti insieme in via eccezionale, e qui come nelle altre opere si pu\u00f2 apprezzare la bellezza dei colori. La \u201crivoluzione ottica\u201d apportata da van Eyck, cui fa riferimento il titolo della mostra, \u00e8 dovuta alla stesura del colore in velature trasparenti (anticipando la moderna tecnica a olio) che permise all\u2019artista di ottenere sorprendenti effetti realistici,<br \/>\nPregio della mostra, allo scopo di far meglio comprendere al pubblico la portata delle innovazioni stilistiche introdotte da van Eyck, i suoi dipinti sono accostati ad altri di pittori a lui contemporanei provenienti dall\u2019area germanica, la Francia, l\u2019Italia e la Spagna, quelle regioni che nel Medioevo si caratterizzarono per la vivacit\u00e0 della scena artistica. Per l\u2019Italia sono esposti i capolavori di Fra Angelico, Paolo Uccello, Pisanello, Masaccio, che a loro modo innovarono la pittura antica italiana e aprirono la strada al Rinascimento, alla stessa maniera in cui van Eyck modernizzava quella fiamminga.<br \/>\nUna mostra nel segno di van Eyck ma di respiro europeo, che segna una tappa importante del cammino dell\u2019arte del Vecchio Continente.<\/p>\n<p>In copertina:\u00a0Jan Van Eyck, Particolare del Ritratto dei coniugi Arnolfini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019anno tematico dedicato al sommo pittore fiammingo, la citt\u00e0 di Gand ospita una grande retrospettiva di studio e di confronto fra il maestro e le altre scuole pittoriche europee: Van Eyck. 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