{"id":21465,"date":"2020-01-20T16:03:48","date_gmt":"2020-01-20T15:03:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/pisa-futurista\/"},"modified":"2020-01-20T16:03:48","modified_gmt":"2020-01-20T15:03:48","slug":"pisa-futurista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/pisa-futurista\/","title":{"rendered":"Pisa Futurista"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Oltre cento opere raccontano la parabola del movimento di Marinetti, fra interventismo e nazionalismo, pittura e architettura. Una mostra organizzata da <a href=\"https:\/\/palazzoblu.it\/mostra\/mostra-futurismo-pisa\/\">Fondazione Palazzo Blu<\/a> in collaborazione con MondoMostre, aperta fino al 9 febbraio.<\/p>\n<div id=\"attachment_4058\" style=\"width: 423px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4058\" class=\"wp-image-4058\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giacomo-Balla-Forme-grido-viva-lItalia-300x217.jpg\" alt=\"\" width=\"413\" height=\"299\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giacomo-Balla-Forme-grido-viva-lItalia-300x217.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giacomo-Balla-Forme-grido-viva-lItalia.jpg 696w\" sizes=\"auto, (max-width: 413px) 100vw, 413px\" \/><p id=\"caption-attachment-4058\" class=\"wp-caption-text\">Giacomo Balla, Forme grido viva l&#8217;Italia<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">PISA. L\u2019Italia del 1909 era ancora un Paese prevalentemente agricolo, un soggetto minore sulla scena internazionale, espressione di una borghesia ancora legata al liberalismo ottocentesco e di un ceto popolare che stava lentamente sviluppando la propria coscienza di classe. Fra le pieghe di questa societ\u00e0 ancora legata al Risorgimento stava per\u00f2 nascendo un\u2019avanguardia portavoce di istanze di acceso modernismo di stampo anche nazionalista, che derivava dal Positivismo molta della sua carica innovativa. La scienza e la tecnica sembravano aprire qualsiasi possibilit\u00e0 di sviluppo per l\u2019umanit\u00e0, e anche l\u2019arte avrebbe dovuto adattarsi alle loro leggi. Filippo Tommaso Marinetti, dandy e intellettuale, teorizz\u00f2 a Parigi, nel febbraio del 1909, il nuovo movimento, attraverso il Manifesto Futurista apparso sul quotidiano francese <em>Le Figaro<\/em>, che nell\u2019articolo 3 ben spiega l\u2019aplomb del movimento: \u201cLa letteratura esalt\u00f2 fino ad oggi l&#8217;immobilit\u00e0 pensosa, l&#8217;estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l&#8217;insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno\u201d. Non fu in senso figurato soltanto, perch\u00e9 frequenti furono a Firenze e Milano le risse con i gruppi artistici \u201crivali\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_4059\" style=\"width: 459px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4059\" class=\"wp-image-4059\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Gino-Severini-Danseuse-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"449\" height=\"299\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Gino-Severini-Danseuse-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Gino-Severini-Danseuse.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 449px) 100vw, 449px\" \/><p id=\"caption-attachment-4059\" class=\"wp-caption-text\">Gino Severini, Danseuse<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra di Palazzo Blu copre trent\u2019anni di Futurismo, dal 1910 fino alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, raccontati in oltre cento opere provenienti da tutta Italia, prendendo le mosse dagli esordi in ambito divisionista di Boccioni, Carr\u00e0, Balla e Severini, in anni in cui Previati e Nomellini rappresentavano il punto di contatto fra l\u2019Italia e l\u2019arte europea. Un legame che Marinetti avrebbe reciso, per fondare un movimento che fosse tutto italiano, che esprimesse l\u2019animo di un Paese in crescita (anche se a livelli minori di quanto si sarebbe voluto), ma che soprattutto aspirava a un posto di primo piano nel consesso delle Nazioni. Per questa ragione i Futuristi furono sempre favorevoli alle campagne d\u2019intervento in Libia e nella Grande Guerra, ma pi\u00f9 in generale la guerra \u00e8 vista come uno strumento di rinnovamento e rigenerazione del mondo e dell\u2019umanit\u00e0, come ben spiega il manifesto <em>Ricostruzione futurista dell\u2019universo<\/em>, stilato da Balla e Depero, in cui si affida alla linea astratta e al dinamismo della forma il compito di rappresentare una societ\u00e0 in cui \u201cdaremo scheletro e carne all\u2019invisibile, all\u2019impalpabile, all\u2019imponderabile, all\u2019impercettibile\u201d, come recita il medesimo manifesto. La modernit\u00e0 implica anche la nascente societ\u00e0 di massa, il commercio, il consumo, la pubblicit\u00e0, e Depero fu uno dei primi artisti a occuparsi nel settore, con le campagne per il <em>vermouth<\/em> Campari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Futurismo fu uno stile artistico che irruppe nella societ\u00e0 con l\u2019impeto di una cannonata, che sovvert\u00ec atteggiamenti e modi di pensare, si sald\u00f2 al movimento nazionalista e acquist\u00f2 fama e visibilit\u00e0 nel \u201cmaggio radioso\u201d ma anche negli anni di guerra, cui presero parte molti membri del gruppo, dei quali alcuni furono persino decorati al valore. Travolgente fu anche l\u2019incontro con la pittura, dove la pennellata dinamica, la sovrapposizione delle forme, il colore usato con spregiudicatezza, soppiantarono modelli e stilemi ottocenteschi, creando sul momento una vera e propria ubriacatura per il nuovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra considera anche le implicazioni del Futurismo in architettura e letteratura, con una sezione dedicata ad Antonio Sant\u2019Elia (caduto al fronte nel 1916, ma redattore del Manifesto dell\u2019Architettura Futurista), che immagin\u00f2 le citt\u00e0 del futuro, verticali, in vetrocemento, dai profili minimalisti e razionali, con strade a pi\u00f9 corsie, sovrappassi e sottopassi per regolare il traffico, e uno skyline di grattacieli, con i quartieri industriali per ospitare le officine, gli stabilimenti produttivi, le centrali elettriche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel bene e nel male, il Futurismo perme\u00f2 la societ\u00e0, cre\u00f2 una mentalit\u00e0, un atteggiamento, che il Fascismo seppe abilmente sfruttare per i suoi scopi, dando credito alla facile identificazione tra futuristi e fascisti. Ma non fu sempre cos\u00ec, molti anzi presero le distanze dal movimento di Mussolini. L\u2019antologica pisana presenta il Futurismo nei suoi vari aspetti, tappa dopo tappa, con rigore cronologico e filologico, addentrandosi nelle sue sfaccettature e raccontandone l\u2019anelito innovatore che ancora oggi non si \u00e8 del tutto dissolto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In copertina:\u00a0\u00a0<span class=\"upload-filename\">Giacomo Balla, Pessimismo e ottimismo<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre cento opere raccontano la parabola del movimento di Marinetti, fra interventismo e nazionalismo, pittura e architettura. Una mostra organizzata da Fondazione Palazzo Blu in collaborazione con MondoMostre, aperta fino al 9 febbraio. PISA. 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