{"id":21467,"date":"2020-01-04T07:52:28","date_gmt":"2020-01-04T06:52:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/anni-venti-a-vicenza-ritratti-di-donne-fra-arte-e-moda\/"},"modified":"2020-01-04T07:52:28","modified_gmt":"2020-01-04T06:52:28","slug":"anni-venti-a-vicenza-ritratti-di-donne-fra-arte-e-moda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/anni-venti-a-vicenza-ritratti-di-donne-fra-arte-e-moda\/","title":{"rendered":"Anni Venti a Vicenza: ritratti di donne fra arte e moda"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La seconda, struggente <em>Belle \u00c9poque<\/em> europea, fra le macerie della Grande Guerra e la tragedia della Seconda Guerra Mondiale. La moda e la pittura raccontano la progressiva affermazione sociale della donna, nelle opere di Oppi, Casorati, Carena, Martini, Funi, e gli abiti di Coco Chanel. Ospitata fino al 13 aprile nella Basilica Palladiana, la mostra <a href=\"https:\/\/www.mostreinbasilica.it\/it\/ritratto-di-donna\">Ritratto di donna. Il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi<\/a><em>\u00a0<\/em>\u00e8 parte di un progetto di rilancio dello storico edificio, destinato a ospitare esposizioni di rilevanza internazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_4032\" style=\"width: 316px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4032\" class=\"wp-image-4032\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Ubaldo-Oppi-Le-amiche-1924.-Collezione-privata-244x300.jpg\" alt=\"\" width=\"306\" height=\"376\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Ubaldo-Oppi-Le-amiche-1924.-Collezione-privata-244x300.jpg 244w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Ubaldo-Oppi-Le-amiche-1924.-Collezione-privata-833x1024.jpg 833w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Ubaldo-Oppi-Le-amiche-1924.-Collezione-privata-768x944.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Ubaldo-Oppi-Le-amiche-1924.-Collezione-privata.jpg 1181w\" sizes=\"auto, (max-width: 306px) 100vw, 306px\" \/><p id=\"caption-attachment-4032\" class=\"wp-caption-text\">Ubaldo Oppi, Le amiche, 1924. Collezione privata<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">VICENZA. Nonostante le ferite e le distruzioni della Grande Guerra, la crisi economica e i gravi disordini sociali che scossero l\u2019Europa degli anni Venti, quel decennio rappresent\u00f2 un esaltante momento di vivacit\u00e0 artistica e culturale, ma soprattutto segn\u00f2 l\u2019inizio delle definitiva emancipazione femminile che si sarebbe poi affermata su larga scala negli anni Sessanta. <em>Ritratto di donna<\/em><em>. Il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi <\/em>ricostruisce la storia di quei cambiamenti sociali raccontati e certe volte anche coadiuvati dall\u2019arte, ma anche dalla moda e dalla letteratura. Sono gli anni dei romanzi di D\u2019Annunzio, che con Fiume conosce l\u2019apogeo della sua carriera estetico-politica, e le donne, almeno quelle di pi\u00f9 elevata condizione, imitano a occhi chiusi frasi, atteggiamenti, modi di vestire, delle sue eroine. Rispetto all\u2019anteguerra, il clima sociale \u00e8 radicalmente cambiato: dopo le esperienze di lavoro nelle fabbriche e nelle opere assistenziali per i soldati al fronte negli anni della guerra, il ruolo femminile nella societ\u00e0 ne esce profondamente cambiato. Mal rassegnandosi a riprendere il posto di \u201cangelo del focolare\u201d, la donna di citt\u00e0 sfoga la sua voglia di emancipazione sociale: sfoggia acconciature e abiti pratici e androgini, e fuma le prime sigarette.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scena culturale europea conosce un\u2019autentica \u201cesplosione\u201d della presenza femminile, nei pi\u00f9 svariati settori: dalle viaggiatrici ed esploratrici Amelia Earhart, Ella Mallart e \u00a0Annemarie Schwarzenbach, alla stilista Coco Chanel, alle scrittrici Djuna Barnes e Virginia Woolf; anche l\u2019Italia fa la sua parte, con la pittrice Carol Rama, la scrittrice Grazia Deledda, l\u2019intellettuale Margherita Sarfatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 ancora dei Futuristi, che degli anni Venti raccontarono il lato tecnologico e \u201cguerriero\u201d, lo spirito pi\u00f9 intimo e vero del decennio \u00e8 incarnato dalle opere degli appartenenti al Realismo Magico, che soprattutto in Italia ebbe esempi di alto livello, fra cui Ubaldo Oppi, Mario Cavaglieri, Felice Casorati, che trassero ispirazione anche dalle precedenti esperienze pittoriche europee che per prime avevano indagato in profondit\u00e0 la donna e la sua psiche. La mostra si apre infatti con Gustav Klimt e la sua suggestiva <em>Giuditta<\/em>, specchio di un\u2019epoca di angoscia, quando l\u2019Europa correva verso la Grande Guerra. Gli anni Venti rappresenteranno un periodo di illusoria tranquillit\u00e0, quando il patto Briand-Kellog sembra mettere al bando la guerra come soluzione per le controversie fra Stati. Ma la politica vessatoria verso la Germania sconfitta far\u00e0 esacerbare il nazionalismo e aprir\u00e0 la strada a Hitler. In Italia invece, la mancata soluzione al problema dei reduci \u00e8 una delle cause principali dell\u2019avvento del Fascismo, ma a differenza di quanto accadr\u00e0 nella Germania nazista, l\u2019arte godr\u00e0 sempre di una certa libert\u00e0 d\u2019espressione.<\/p>\n<div id=\"attachment_4033\" style=\"width: 376px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4033\" class=\"wp-image-4033\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Abiti-Chanel-1922-28.-Fondazione-Tirelli-Trappetti-Roma-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"366\" height=\"550\" \/><p id=\"caption-attachment-4033\" class=\"wp-caption-text\">Abiti Chanel, 1922-28. Fondazione Tirelli Trappetti,<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo prova il fiorire del Realismo Magico, movimento all\u2019interno del quale Ubaldo Oppi \u00e8 cantore delicato della moderna femminilit\u00e0, sospeso fra il richiamo ai Primitivi Senesi e le atmosfere rarefatte dei Fauves e degli spiritualisti, che conobbe nel corso di un lungo soggiorno a Parigi. Fra le opere pi\u00f9 significative in mostra, <em>Le amiche<\/em> (1924), immortala sulla tela un\u2019amicizia che cela una relazione saffica, simbolo non solo di provocazione ma di un\u2019epoca che avanza. La Fiume dannunziana stava facendo scuola in fatto di tolleranza di costumi. La pittura che Oppi riserva alla donna ha la cadenza narrativa di un romanzo di Moravia o di Virginia Woolf. Intrisa di malinconia <em>\u00e0 la page<\/em>, avvolta in eleganti tubini sul modello di Chanel e discreti gioielli che rivelano il minimalismo del nascente design moderno, le donne rivelano personalit\u00e0 complesse, sono amanti del bello e dell\u2019arte, spregiudicate e intraprendenti come avrebbero potuto essere Margherita Sarfatti o Paola Masino. Una libert\u00e0 di atteggiamento che anche la nuova moda sembra favorire: a Parigi, Coco Chanel ha abbandonate le pesantezze vittoriane per regalare alle donne abiti eleganti ma pratici, su quelle linee minimaliste che riecheggiano il design moderno del Bauhaus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra inquadra la pittura di Oppi nel contesto artistico del periodo, con interessanti confronti con Cagnaccio di San Pietro, Achille Funi, Piero Marussig, Mario Cavaglieri, Guido Cadorin, e incursioni europee con Klimt e Van Dongen. Oltre a offrire al pubblico alcuni esemplari dei superbi abiti di Coco Chanel. Arte e moda per raccontare gli ultimi bagliori del Vecchio Continente prima che i totalitarismi e la Seconda Guerra Mondiale sconvolgano la scena e releghino l\u2019Europa in secondo piano a favore degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>In copertina:\u00a0\u00a0<span class=\"upload-filename\">Ubaldo Oppi, L\u2019adriatico, 1926, Vicenza, Accademia Olimpica<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La seconda, struggente Belle \u00c9poque europea, fra le macerie della Grande Guerra e la tragedia della Seconda Guerra Mondiale. 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