{"id":21471,"date":"2019-11-16T22:55:10","date_gmt":"2019-11-16T21:55:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/luca-formenton-si-racconta-parlando-di-musica-e-cultura\/"},"modified":"2019-11-16T22:55:10","modified_gmt":"2019-11-16T21:55:10","slug":"luca-formenton-si-racconta-parlando-di-musica-e-cultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/luca-formenton-si-racconta-parlando-di-musica-e-cultura\/","title":{"rendered":"Luca Formenton si racconta, parlando di musica e cultura"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Forse il destino era gi\u00e0 tutto scritto nella genesi del cognome. Quel Formenton che a ben vedere si pu\u00f2 tradurre dal tedesco con \u00absuono della forma\u00bb, la struttura di un edificio musicale paragonabile alle cattedrali di note costruite da Wagner, Brahms e Mahler. Non \u00e8 un caso dunque che Luca Formenton \u2013 italianissimo, nato a Milano nel \u201953 &#8211; abbia sempre avuto un amore viscerale per la musica, con una forza che poi si \u00e8 riflessa in molti atteggiamenti concreti. Luca \u00e8 da pi\u00f9 di un quarto di secolo presidente della casa editrice <em>ilSaggiatore<\/em> fondata dallo zio Alberto Mondadori nel \u201958, ha ideato <em>Diario<\/em> con Enrico Deaglio, vestendo il ruolo di docente in Editoria e Giornalismo Culturale alla Sapienza di Roma. Oggi per\u00f2, oltre ad essere fra gli artefici di <em>Bookcity<\/em> (la manifestazione con centinaia di eventi che termina fra qualche ora a Milano) pu\u00f2 certamente brindare al successo della Filarmonica di Milano, la nuova orchestra coniata anche con l\u2019abbreviazione di <em>LaFil<\/em> di cui \u00e8 stato fra i recenti fondatori e adesso \u00e8 il massimo reggente nel ruolo sovrano di presidente. Ecco allora che la vecchia passione per la musica ha un suo perch\u00e9. Proprio lui infatti ha iniziato da bambino con questo grande amore. Totale, dilagante, vagamente contagioso. Prendeva dai ripiani della biblioteca di casa i vecchi 33 giri con le <em>Sinfonie<\/em> di Mozart e Beethoven. Poi li metteva nel giradischi, saliva pazientemente sullo sgabello del soggiorno e iniziava a muovere nell&#8217;aria la matita-bacchetta, pensando di avere sotto di s\u00e9 uno stuolo di orchestrali. \u00abIn verit\u00e0 l\u2019amore per la musica non \u00e8 frutto di eredit\u00e0 familiari\u00bb specifica adesso, lui che pure ha avuto un nonno come Arnoldo Mondadori fra i suoi avi. \u00abA parte il fatto che una mia bisnonna cantava nel coro del Teatro Col\u00f3n a Buenos Aires. E poi va detto anche che lo zio Alberto, in Mondadori faceva qualche trasferta accompagnando l\u2019amico Gianandrea Gavazzeni quando era in giro per concerti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-3978\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/formenton-300x223.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"298\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/formenton-300x223.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/formenton-1024x761.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/formenton-768x571.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/formenton-1536x1142.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>Lei invece?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDi certo io ho sempre avuto questo tarlo. A 6 o 7 anni dirigevo appunto sullo sgabello di casa mia, ma poi da ragazzo sono finito anche a studiare pianoforte al Conservatorio di Verona. Ricordo ancora il mio maestro che si chiamava De Mori e s\u2019incazzava se soltanto mi sedevo al pianoforte per fare tutto ad orecchio. Un po\u2019 tipico dei vecchi insegnanti, oggi non andrebbe pi\u00f9 cos\u00ec. Improvvisare ad orecchio \u00e8 un merito. Alla fine per\u00f2 la vita mi ha fatto approdare verso altri lidi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qualche rimpianto le sar\u00e0 rimasto.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abAssolutamente, anche se per diventare musicista c\u2019\u00e8 bisogno di uno studio matto e disperatissimo, come quello di Verdi. Ma soprattutto mirato. Io invece sono sostanzialmente un eclettico, mi piace occuparmi di tante cose. Per\u00f2 certo, mi piacerebbe ad esempio stare tre giorni di fila alla Scala per sentire le prove. D\u2019altro canto quando da ragazzo andavo al Piermarini non mi sono mai fatto mancare niente\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ad esempio?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abRicordo le prove di un formidabile <em>Otello<\/em> di Verdi diretto da Kleiber, ma di suo anche <em>Tristano<\/em>\u00a0e <em>Il cavaliere della rosa<\/em>. Impossibile poi dimenticare il Mahler diretto da Claudio Abbado. Come anche un contestatissimo concerto di canto di Montserrat Caball\u00e9, splendida cantante, ma contestatissima dai loggionisti in quanto aveva appena disertato una recita di <em>Turandot. <\/em>Il pubblico se l\u2019era presa parecchio e lei finse apposta di inciampare sulla scena, continuando a gorgheggiare un\u2019aria di Rossini. Era una grandissima donna di spettacolo, un personaggio meraviglioso. Portava sempre la <em>brioche<\/em> ai loggionisti che facevano la fila\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Allora come adesso qualche cantante si buttava nella regia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abS\u00ec, con esiti alterni. Ricordo <em>I Vespri siciliani<\/em>\u00a0al Regio di Torino, a dare indicazioni in scena nel ruolo di regista c\u2019era addirittura Maria Callas. Spettacolo piuttosto bruttino, anche se lei alla fine si present\u00f2 davanti al pubblico sfoggiando il solito alone di <em>charme<\/em> e di fascino\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dunque un po\u2019 alla volta la musica \u00e8 entrata comunque nella sua vita.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abS\u00ec e oggi devo dire che molti libri de <em>ilSaggiatore<\/em> sono riflessioni, testimonianze, ma anche veri e propri saggi importanti di musica. Si va da Rossini a Mahler e John Cage, fino all\u2019ultima <em>bio<\/em> su Toscanini scritta dall\u2019amico Harvey Sachs\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Toccate anche il jazz.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCerto, siamo appena usciti con un libro <em>Natura morta con custodia di sax<\/em> di Geoff Dyer, che parla dell\u2019influenza che questa musica ha avuto sull\u2019Occidente. Prima ancora c\u2019era stato <em>Improvviso singolare<\/em> di Claudio Sessa, che spazia dalle origini fino ai nostri giorni. E in futuro avremo due o tre titoli importanti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Musica e editoria possono andare a braccetto?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSono convinto di s\u00ec, ne ho parlato l\u2019anno scorso anche in un convegno alla Scala. Certo. \u00c8 impensabile pensare di vendere centinaia di migliaia di copie con un saggio, ma bisogna essere coerenti e in fondo la nicchia non \u00e8 neppure cos\u00ec piccola. Poi bisogna fare le scelte giuste. Anni fa ho rifiutato di pubblicare un libro su Bob Dylan perch\u00e9 parlava solo delle sue vicende personali e di pettegolezzi, senza concentrarsi sulla musica. Tempo dopo ne ho intercettato uno in giro che rivisita Dylan e i suoi legami con il <em>blues<\/em> americano. Ecco, questo \u00e8 il mio punto di vista, il prodotto ideale per il nostro lettore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Negli ultimi mesi il suo nome \u00e8 affiorato per via di questa nuova orchestra, che ha debuttato con Daniele Gatti a Milano e poi \u00e8 tornata con una maratona brahmsiana a fine ottobre, in Conservatorio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abE\u2019 un\u2019orchestra che scommette anche su una certa indipendenza economica. Ad esempio c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 per un privato di adottare un singolo leggio d\u2019orchestra o addirittura l\u2019intera sezione. Questo per noi vuol dire svincolarci dai lacci pubblici e coinvolgere gli ascoltatori, cercando di fidelizzarli nel tempo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Progetto molto ardito, quasi temerario.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCerto, ma prevede la stessa cosa che ho contribuito a fare nell\u2019editoria milanese con BookCity, cio\u00e8 quella di andare direttamente ai cittadini con un movimento verso l\u2019esterno che si allarghi a cerchi concentrici\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le ambizioni della <em>Fil<\/em> sono sotto gli occhi di tutti. Ad esempio quella di creare una solida rete di residenze, fra l\u2019Italia e l\u2019estero, che faccia da corollario all\u2019impegno del Comune di Milano, visto che da primavera avr\u00e0 la sua sede stabile al Teatro Lirico.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNon pensiamo solo al Lirico, ma ai contatti con Bruxelles (siamo pur sempre un\u2019orchestra europea) e magari in futuro gli Stati Uniti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Milano <em>caput mundi<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSar\u00e0 banale dircelo in questi giorni, ma se la citt\u00e0 fino a pochi anni veniva identificata con la fuliggine del mondo industriale, la nebbia e il grigiore imperante fino a pochi anni fa, oggi \u00e8 diventata una delle citt\u00e0 pi\u00f9 attraenti d\u2019Europa. Il <em>brand<\/em> vale molto di pi\u00f9, possiamo giocarcelo al meglio\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come \u00e8 nata questa nuova orchestra?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abHo un vecchio amico, lo scrittore Ferruccio Parazzoli, che ha casa in Liguria nel Tigullio, dove pure io mi rifugio durante l\u2019estate. Suo figlio Carlo Maria, violino di spalla dell\u2019Accademia Nazionale di Santa Cecilia, ha avuto l\u2019idea di quest\u2019orchestra insieme al violista Roberto Tarenzi, allo stesso Gatti e al giovane direttore Marco Seco. Me ne hanno parlato, spiegandomi a grandi linee il progetto e dopo un po\u2019 di tempo siamo riusciti a farlo lievitare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il modello al quale vi siete ispirati?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abUna specie di incrocio tra le orchestre giovanili come la \u2018Mahler\u2019 e una creatura sinfonica fatta di prime parti mondiali: strumentisti fantastici che gi\u00e0 suonano nelle filarmoniche o nei teatri d\u2019opera di Francia, Stati Uniti, Germania, Austria. Dove dunque i pi\u00f9 giovani possano avere la possibilit\u00e0 di suonare al loro fianco, con un\u2019esperienza sul campo unica al mondo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ci saranno idee e progetti molteplici.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abAl momento non abbiamo contributi pubblici, per\u00f2 ci hanno dato gli spazi e ci avvaliamo di una convenzione di 3 anni quando il Lirico sar\u00e0 finalmente pronto. Poi sono in contatto con la Regione e altri enti, per creare qualcosa anche sul territorio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il nome non ha mancato di creare qualche malumore.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abOvvio che non vogliamo fare concorrenza diretta con nessuno. E\u2019 un nome venuto fuori dopo un <em>brain storming<\/em> di una settimana e ci \u00e8 sembrato subito molto spigliato, in linea con quello che volevamo fare. Poi sarebbe stupido fare la guerra a qualcuno, specie in una citt\u00e0 come Milano. Pensiamo sempre ad altre citt\u00e0 europee, che hanno ben pi\u00f9 di una compagine orchestrale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Siete partiti subito con Gatti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abS\u00ec, e in futuro vi affiancheremo altre bacchette, tutte di primo livello. Daniele \u00e8 molto coinvolgente, ma non sar\u00e0 l\u2019unico\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lei in questi anni ha mostrato anche molta sensibilit\u00e0 sul fronte del sociale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abS\u00ec, con l\u2019amico don Colmegna abbiamo realizzato diverse cose utili. Adesso ad esempio abbiamo appena fatto partire <em>#LaMusicaOltre: <\/em>l\u2019orchestra raccoglie fondi per organizzare concerti, corsi e altre iniziative tra scuole, centri di accoglienza e di aggregazione nella periferia di Milano. Proprio dove l\u2019offerta di attivit\u00e0 legate alla musica classica \u00e8 ancora scarsa\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse il destino era gi\u00e0 tutto scritto nella genesi del cognome. 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