{"id":21478,"date":"2019-09-24T22:47:32","date_gmt":"2019-09-24T21:47:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/lampronti-il-principe-degli-antiquari-alla-reggia-di-caserta\/"},"modified":"2019-09-24T22:47:32","modified_gmt":"2019-09-24T21:47:32","slug":"lampronti-il-principe-degli-antiquari-alla-reggia-di-caserta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/lampronti-il-principe-degli-antiquari-alla-reggia-di-caserta\/","title":{"rendered":"Lampronti, il Principe degli antiquari, alla Reggia di Caserta"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La prestigiosa Reggia borbonica accoglie, fino al 16 gennaio 2020, la collezione di <strong>Cesare Lampronti<\/strong>, antiquario romano legato all\u2019arte da un amore viscerale e non solo economico, che considera la propria galleria come \u201cuna finestra di cultura della nostra arte nel mondo internazionale\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_3908\" style=\"width: 325px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3908\" class=\"wp-image-3908\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Guido-Cagnacci.-Allegoria-della-vita-ca-1649-58-241x300.jpg\" alt=\"\" width=\"315\" height=\"392\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Guido-Cagnacci.-Allegoria-della-vita-ca-1649-58-241x300.jpg 241w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Guido-Cagnacci.-Allegoria-della-vita-ca-1649-58-823x1024.jpg 823w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Guido-Cagnacci.-Allegoria-della-vita-ca-1649-58-768x956.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Guido-Cagnacci.-Allegoria-della-vita-ca-1649-58.jpg 1181w\" sizes=\"auto, (max-width: 315px) 100vw, 315px\" \/><p id=\"caption-attachment-3908\" class=\"wp-caption-text\">Guido Cagnacci. Allegoria della vita, ca 1649-58<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">CASERTA. La bellezza \u00e8 concetto estetico dalle implicazioni filosofiche, che d\u00e0 la cifra della grandezza della natura e degli uomini. E del bello l\u2019Italia \u00e8 stata a lungo luogo d\u2019elezione, il Bel Paese che attraeva letterati, artisti, pensatori, alla riscoperta di tesori d\u2019arte d\u2019ogni genere incorniciati all\u2019interno di paesaggi idilliaci inondati di sole. Di questa sublime epoca storica \u00e8 specchio mirabile\u00a0<a href=\"http:\/\/www.reggiadicaserta.beniculturali.it\/events\/da-artemisia-a-hackert-storia-di-un-antiquario-collezionista-alla-reggia\/\"><strong><em>Da Artemisia a Hackert. Storia di un antiquario collezionista alla Reggia<\/em><\/strong><\/a>, con capolavori dalla collezione Lampronti, che attraversa due secoli di storia dell\u2019arte e d\u2019Italia, dai caravaggeschi a Vanvitelli. Quasi due secoli di pittura dall\u2019afflato grandioso e teatrale, che salta corpi, passioni, emozioni, fiori, frutti, paesaggi, architetture, attraverso i grandi nomi dell\u2019arte italiana ed europea: <strong>Artemisia Gentileschi, Canaletto, Bellotto, Guardi, Salvator Rosa, Mattia Preti, Gherardo delle Notti, Gherardo Seghers, Vanvitelli<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Protagonista della mostra, l\u2019Italia, con i suoi aneliti mistici di matrice spagnolesca: santi, martiri, pellegrini e penitenti. Accanto al celeberrimo Cagnacci, autori minori del Seicento italiano ci restituiscono l\u2019atmosfera mistica di un popolo immerso nel grigiore della Controriforma, da cui si cercava evasione con i temi mitologici; e rispetto al Rinascimento, non si pu\u00f2 non notare la mancanza di quella grazia che aveva reso grandi Raffaello e Leonardo: adesso domina una certa qual sguaiatezza, una teatralit\u00e0 che va oltre la plasticit\u00e0 formale e si fa lussuria della mente e del corpo, in un eccesso di esaltazione mistica di cui Caravaggio fu il massimo rappresentate, ma anche i suoi seguaci ne offrono buoni esempi. Pi\u00f9 aggraziata la maniera dei tardo-caravaggeschi, nei quali albeggiano le linee diafane del Rococ\u00f2.<\/p>\n<div id=\"attachment_3909\" style=\"width: 437px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3909\" class=\"wp-image-3909\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Salvator-Rosa.-Martirio-di-SantAgata-ca-1635-300x230.jpg\" alt=\"\" width=\"427\" height=\"327\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Salvator-Rosa.-Martirio-di-SantAgata-ca-1635-300x230.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Salvator-Rosa.-Martirio-di-SantAgata-ca-1635-1024x784.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Salvator-Rosa.-Martirio-di-SantAgata-ca-1635-768x588.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Salvator-Rosa.-Martirio-di-SantAgata-ca-1635.jpg 1181w\" sizes=\"auto, (max-width: 427px) 100vw, 427px\" \/><p id=\"caption-attachment-3909\" class=\"wp-caption-text\">Salvator Rosa. Martirio di Sant&#8217;Agata, ca 1635<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece, nelle tele dei caravaggeschi olandesi calati a Roma per carpire i segreti del Merisi, si pu\u00f2 trovare l\u2019altra faccia dell\u2019Italia della Controriforma: questi artisti infatti ci restituiscono l\u2019atmosfera zingaresca, erotica, misera ma gaudente della capitale papalina, fra bari, prostitute, zingare, taverne, giocatori di dadi e musicanti. Gherardo delle Notti fu uno dei capiscuola, nonch\u00e9 assiduo frequentatore delle taverne romane, come dimostrano le sue tele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Colpisce per intensit\u00e0 la bellezza delle nature morte, sfarzoso trionfo del mondo vegetale la cui opulenza di colori \u00e8 pari all\u2019opulenza delle tavole aristocratiche sulle quali quei frutti troneggiavano alla fine di ogni pranzo. Frutti in gran parte antichi, e che ancora oggi suscitano curiosit\u00e0 per un patrimonio agro-alimentare che \u00e8 a buon titolo parte della cultura del nostro Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo pittura di figura, ma anche di paesaggio, con le vedute dei luoghi che sarebbero diventati celebri con il Grand Tour, da Firenze, a Roma, a Napoli e i suoi dintorni. Protagonista di questa sezione della mostra, il Vanvitelli, olandese naturalizzato italiano che am\u00f2 il Belpaese e contribu\u00ec con le sue vedute a \u201cpromuoverlo\u201d fra i letterati del Nord Europa. Napoli fu uno dei suoi luoghi elettivi, vi soggiorn\u00f2 a lungo e dalle sue tele ci restituisce angoli come la salottiera Posillipo, la maestosa Darsena con i velieri all\u2019ancora e scorci inconsueti come la Grotta di Seiano. La mostra prevede anche l\u2019esposizione di ulteriori quadri di vedute di Napoli e della Campania, realizzati da pittori presenti nella collezione della Reggia.<\/p>\n<div id=\"attachment_3910\" style=\"width: 447px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3910\" class=\"wp-image-3910\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Bernardo-Bellotto.-Il-Canal-Grande-a-San-Vio-ca-1738-39-300x228.jpg\" alt=\"\" width=\"437\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Bernardo-Bellotto.-Il-Canal-Grande-a-San-Vio-ca-1738-39-300x228.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Bernardo-Bellotto.-Il-Canal-Grande-a-San-Vio-ca-1738-39-1024x779.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Bernardo-Bellotto.-Il-Canal-Grande-a-San-Vio-ca-1738-39-768x584.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Bernardo-Bellotto.-Il-Canal-Grande-a-San-Vio-ca-1738-39.jpg 1181w\" sizes=\"auto, (max-width: 437px) 100vw, 437px\" \/><p id=\"caption-attachment-3910\" class=\"wp-caption-text\">Bernardo Bellotto. Il Canal Grande a San Vio, ca 1738-39<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questa mostra,\u00a0Lampronti<strong>\u00a0<\/strong>concepisce l\u2019arte quale un mezzo per rendere ognuno partecipe della bellezza, che \u00e8 un concetto basilare per qualsiasi civilt\u00e0. Dalla bellezza scaturiscono quelle riflessioni sulla base delle quali negli anni Venti, Gabriele D\u2019Annunzio espresse il seguente pensiero: \u201cUna nazione sar\u00e0 grande per quanto il popolo e si suoi politici sapranno amare quella stessa nazione\u201d. Difficile non pensare alle sconfortanti condizioni in cui versa l\u2019Italia, sfregiata dalla speculazione edilizia, dall\u2019inquinamento delle ecomafie, abbandonata a s\u00e9 stessa da una classe politica corrotta e non all\u2019altezza dei propri compiti. La mostra nasce dall\u2019idea di avvicinare il mondo del collezionismo privato e delle gallerie d\u2019arte a quello dei musei, intesi come luoghi deputati alla fruizione e alla valorizzazione culturale per \u201cpubblici\u201d sempre pi\u00f9 eterogenei, ma \u00e8 anche occasione per riscoprire a capire il bello. Lampronti, antiquario della vecchia scuola, offre alla visione del grande pubblico un\u2019importante collezione che dal Barocco arriva al Settecento. Un periodo complesso e sofferto per il nostro Paese, stretto sotto il giogo spagnolo, eppure vivace nelle manifestazioni pi\u00f9 genuine del popolo, ma soprattutto ancora ricco di paesaggi incontaminati che deliziavano artisti e intellettuali stranieri; una maniera per riflettere sul patrimonio andato perduto, e meglio tutelare quello ancora esistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In copertina:\u00a0Jakob Philipp Hackert. Il Porto di Salerno visto da Vietri, 1797<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prestigiosa Reggia borbonica accoglie, fino al 16 gennaio 2020, la collezione di Cesare Lampronti, antiquario romano legato all\u2019arte da un amore viscerale e non solo economico, che considera la propria galleria come \u201cuna finestra di cultura della nostra arte nel mondo internazionale\u201d. CASERTA. 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