{"id":21482,"date":"2019-08-28T19:21:04","date_gmt":"2019-08-28T18:21:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/il-trionfo-della-bellezza-art-nouveau-in-mostra-a-torino\/"},"modified":"2019-08-28T19:21:04","modified_gmt":"2019-08-28T18:21:04","slug":"il-trionfo-della-bellezza-art-nouveau-in-mostra-a-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/il-trionfo-della-bellezza-art-nouveau-in-mostra-a-torino\/","title":{"rendered":"Il trionfo della bellezza. Art Nouveau in mostra a Torino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Le Sale dei Paggi della <a href=\"http:\/\/www.lavenaria.it\/it\/mostre\/art-nouveau\">Reggia di Venaria <\/a>ospitano un\u2019ampia retrospettiva sullo stile artistico che caratterizz\u00f2 il volto della <em>Belle \u00c9poque<\/em>. Stampe, acqueforti, incisioni, sculture, complementi d\u2019arredo, tracciano la storia della nascita della produzione in serie, fra arte e mercato. Fino al 26 gennaio 2020.<\/p>\n<div id=\"attachment_3869\" style=\"width: 323px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3869\" class=\"wp-image-3869\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/art_nouveau_03-210x300.jpg\" alt=\"\" width=\"313\" height=\"447\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/art_nouveau_03-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/art_nouveau_03.jpg 717w\" sizes=\"auto, (max-width: 313px) 100vw, 313px\" \/><p id=\"caption-attachment-3869\" class=\"wp-caption-text\">Alphonse Mucha, Sarah Bernhardt, 1897 \u00a9 Arwas Archives<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">TORINO.\u00a0 Ogni epoca ha avuto il suo stile, e la <em>Belle \u00c9poque<\/em> si rispecchia nell\u2019esuberanza e nei colori dell\u2019<em>Art Nouveau<\/em>. Nel quotidiano tripudio di una modernit\u00e0 che avanzava, accendendo entusiasmi talvolta abusivi, la fede nella scienza e nelle tecnica avevano raggiunto l\u2019apice, e nessun ostacolo sembrava frapporsi al progresso dell\u2019umanit\u00e0. Questo clima di euforia trova la sua espressione negli elaborati motivi floreali che caratterizzano l\u2019Art Nouveau, in una decisa rottura con i rigidi stilemi accademici ottocenteschi, espressione di una borghesia dai costumi pi\u00f9 severi. Sul finire dell\u2019Ottocento, sull\u2019onda della rivoluzione industriale e del relativo benessere che ne consegue, l\u2019Europa scopre la <em>joie de vivre<\/em>: i pic nic nei parchi cittadini, la nascita delle prime stazioni climatiche e balneari, i casin\u00f2, le corse dei cavalli negli ippodromi, occasioni mondane dove guardare gli altri e farsi guardare, magari sfoggiando abiti all\u2019ultima moda. Non solo il guardaroba, ma anche l\u2019attenzione per l\u2019arredamento conosce una fase di espansione; con l\u2019Art Nouveau nasce il concetto di oggetto d\u2019arredo e di design moderno, dell\u2019arte intesa come prodotto seriale. Se da un lato viene sminuito il significato dell\u2019opera d\u2019arte come \u201cunicum\u201d, dall\u2019altro il concetto di stile e di bellezza si diffonde su scala relativamente larga, dando il tono a una societ\u00e0 e a un\u2019epoca. La <em>Belle \u00c9poque <\/em>dava molta importanza allo status sociale, e sfoggiare un certo tipo di abito, o poter esibire nel proprio salotto un particolare oggetto o mobilio, era indispensabile per mantenere agli occhi degli altri il proprio rango in societ\u00e0. Su queste basi, nasce un vero e proprio mercato che vede all\u2019opera creativi, architetti, stilisti, pittori, scultori, ceramisti, maestri vetrai, organizzati in veri e propri laboratori artistici di respiro semi industriale, che grazie alla riduzione dei prezzi permessa dal lavoro in serie, intercettava non soltanto nobilt\u00e0 e borghesia, ma anche il ceto medio che proprio allora consolidava la sua identit\u00e0. Per questa ragione l\u2019Art Nouveau pu\u00f2 essere considerata come l\u2019espressione artistica di un fenomeno sociale, identificabile nella nascita della societ\u00e0 di massa e dei consumi. Cos\u00ec come di una moderna figura femminile, che ha le sue prime eroine nel mondo del teatro e della danza, a cominciare dalla celebre Sarah Bernhardt.<\/p>\n<div id=\"attachment_3868\" style=\"width: 451px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3868\" class=\"wp-image-3868 \" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/torino_lespaons_intro-300x158.jpg\" alt=\"\" width=\"441\" height=\"232\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/torino_lespaons_intro-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/torino_lespaons_intro-768x404.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/torino_lespaons_intro.jpg 844w\" sizes=\"auto, (max-width: 441px) 100vw, 441px\" \/><p id=\"caption-attachment-3868\" class=\"wp-caption-text\">Alfredo Muller, Les Paons, 1903<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">I volti di questa moderna tendenza artistica furono molteplici: <em>Jugendstil<\/em> in Germania, <em>Liberty<\/em> in Italia, <em>Modern Style<\/em> in Gran Bretagna, e traevano ispirazione da esperienze artistiche precedenti, ad esempio la pittura simbolista e preraffaellita, le tecniche e gli stili dell\u2019Arts&amp;Crafts, la teosofia e la cultura giapponese e cinese. Si trattava di una reazione all\u2019insofferenza verso il Positivismo, un tentativo del mondo dell\u2019arte di recuperare la dimensione spirituale dell\u2019individuo, corrosa dal vorticoso ritmo quotidiano di una societ\u00e0 basata su scienza e denaro. Ad addolcirne i tratti, l\u2019incessante ricerca della bellezza spirituale, attraverso stilemi floreali e idilliaci creati dagli artisti dell\u2019Art Nouveau, alla ricerca di sfondi e situazioni anche esotiche, momenti d\u2019evasione dalla quotidianit\u00e0 europea. Non casualmente, anche la letteratura dell\u2019epoca produsse numerosi romanzi d\u2019appendice ambientati in epoche antiche o in scenari africani e orientali, cos\u00ec come il <em>Japonisme<\/em> conquist\u00f2 non soltanto i pittori ma anche decoratori e arredatori. Emile Gall\u00e9, Daum Fr\u00e8res, Alphonse Mucha, Louis Majorelle, Ren\u00e9 Lalique, Eug\u00e8ne Grasset, Henri de Toulouse-Lautrec, Eug\u00e8ne Gaillard sono solo alcuni dei protagonisti della mostra, ognuno con la sua concezione della modernit\u00e0 e della bellezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grande diffusione ebbe anche la grafica, collegata al fiorire della vita mondana cittadina, in particolare quella dei teatri, delle sale da ballo e dei <em>tabarin<\/em>. Cantanti, attori, attrici, ballerine, divennero delle autentiche \u201cstar\u201d, immortalate sui manifesti dalla mano di sapienti grafici; talvolta, anche i grandi artisti si prestavano al gioco, basti pensare ai manifesti di Lautrec per il Moulin Rouge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra torinese, con il suo allestimento avvolgente, di gusto teatrale, ricrea l\u2019atmosfera di quell\u2019epoca entusiasmante, e approfondisce la riflessione sullo sviluppo delle arti decorative in Italia e in Europa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In copertina: Alphonse Mucha, Job, 1896, \u00a9 Arwas Archivesopera<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le Sale dei Paggi della Reggia di Venaria ospitano un\u2019ampia retrospettiva sullo stile artistico che caratterizz\u00f2 il volto della Belle \u00c9poque. Stampe, acqueforti, incisioni, sculture, complementi d\u2019arredo, tracciano la storia della nascita della produzione in serie, fra arte e mercato. 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