{"id":21483,"date":"2019-08-24T17:58:34","date_gmt":"2019-08-24T16:58:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/eve-arnold-tutto-sulle-donne\/"},"modified":"2019-08-24T17:58:34","modified_gmt":"2019-08-24T16:58:34","slug":"eve-arnold-tutto-sulle-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/eve-arnold-tutto-sulle-donne\/","title":{"rendered":"Eve Arnold. Tutto sulle donne"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A sette anni dalla scomparsa, una retrospettiva rende omaggio alla prima fotografa della Magnum, che incentr\u00f2 il suo lavoro sulla figura della donna, dagli Stati Uniti al Medio Oriente. A <a href=\"http:\/\/www.museovillabassiabano.it\/project\/eve-arnold-all-about-women\/\">Villa Bassi<\/a>, fino all\u20198 dicembre 2019.<\/p>\n<div id=\"attachment_3859\" style=\"width: 296px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3859\" class=\"wp-image-3859\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Marilyn-Monroe-Hollywood-USA-1960-\u00a9-Eve-Arnold-Magnum-Photos-206x300.jpg\" alt=\"\" width=\"286\" height=\"416\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Marilyn-Monroe-Hollywood-USA-1960-\u00a9-Eve-Arnold-Magnum-Photos-206x300.jpg 206w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Marilyn-Monroe-Hollywood-USA-1960-\u00a9-Eve-Arnold-Magnum-Photos-768x1121.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Marilyn-Monroe-Hollywood-USA-1960-\u00a9-Eve-Arnold-Magnum-Photos.jpg 1181w\" sizes=\"auto, (max-width: 286px) 100vw, 286px\" \/><p id=\"caption-attachment-3859\" class=\"wp-caption-text\">Marilyn Monroe, Hollywood, 1960 \u00a9 Eve Arnold, Magnum Photos<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">ABANO TERME. Medico mancato dopo aver lasciato gli studi universitari, entrata per caso nel mondo della fotografia, Eve Arnold (1912-2012) vi ha poi lasciata un\u2019impronta indelebile. Nacque a Philadelphia da una famiglia ebrea di origini russe, e si avvicin\u00f2 alla fotografia abbastanza tardi, nel 1948, seguendo un corso di sei settimane presso la New School for Social Research\u00a0di New York. In precedenza, aveva lavorato come assistente tecnica negli stabilimenti fotografici della Stanbi, ma senza essere coinvolta dal lato artistico. Quel corso fu per lei importante, perch\u00e9 fra i docenti vi era Alexey Brodovitch, direttore di Harper\u2019s Bazaar; intuendone il talento, la incoraggi\u00f2 a fotografare la realt\u00e0 urbana; il secondo \u201caiuto\u201d del destino fu il suggerimento che le venne dato da una delle domestiche nere che lavoravano per la sua famiglia: raccontare le allegre e colorate sfilate di moda che ogni domenica si svolgevano ad Harlem, con modelle e stilisti di colore. Nell\u2019America puritana e razzista di quegli anni, lo scalpore non sarebbe mancato. E cos\u00ec fu. Rifiutate dalle riviste nazionali, quelle immagini furono pubblicate dalla rivista inglese <em>Picture Post<\/em>. Arnold non si limit\u00f2 a documentare le sfilate, ma punt\u00f2 l\u2019obiettivo anche dietro le quinte, immortalando le modelle mentre aggiustano il trucco o indossano o cambiano gli abiti. Un viaggio in una realt\u00e0 sociale dinamica, che anche attraverso la moda dimostra la propria resilienza in quegli anni difficili, quando Harlem era ancora un ghetto. Il suo talento le valse, nel 1951, la chiamata nella Magnum, e fu la prima donna ad essere ammessa nella prestigiosa agenzia fotografica fondata da Robert Capa. L\u2019idea di \u201carruolare\u201d la Arnold fu di Cartier-Bresson, che era rimasto profondamente colpito dai suoi scatti newyorkesi.<\/p>\n<div id=\"attachment_3860\" style=\"width: 392px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3860\" class=\"wp-image-3860\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Marlene-Dietrich-at-Columbia-records-studios-New-York-USA-1952-\u00a9-Eve-Arnold-Magnum-Photos-216x300.jpg\" alt=\"\" width=\"382\" height=\"531\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Marlene-Dietrich-at-Columbia-records-studios-New-York-USA-1952-\u00a9-Eve-Arnold-Magnum-Photos-216x300.jpg 216w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Marlene-Dietrich-at-Columbia-records-studios-New-York-USA-1952-\u00a9-Eve-Arnold-Magnum-Photos-768x1066.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Marlene-Dietrich-at-Columbia-records-studios-New-York-USA-1952-\u00a9-Eve-Arnold-Magnum-Photos-737x1024.jpg 737w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Marlene-Dietrich-at-Columbia-records-studios-New-York-USA-1952-\u00a9-Eve-Arnold-Magnum-Photos.jpg 1181w\" sizes=\"auto, (max-width: 382px) 100vw, 382px\" \/><p id=\"caption-attachment-3860\" class=\"wp-caption-text\">Marlene Dietrich at Columbia records studios, New York, 1952 \u00a9 Eve Arnold, Magnum Photos<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire da quello storico, rivoluzionario reportage, la mostra ripercorre l\u2019intera carriera della Arnold, concentrandosi sui ritratti femminili, testimonianze di momenti storici, artistici e sociali d\u2019indubbio valore. La conoscenza nel 1955 con Marilyn Monroe (da cui nacque un\u2019intensa amicizia), la introdusse nel mondo del cinema; segu\u00ec infatti l\u2019attrice sia in privato sia sui set dei film da lei interpretati, compreso l\u2019ultimo, <em>Gli spostati<\/em>, dove recit\u00f2 accanto a Clark Gable. Scatti celebri che immortalano la bellezza della sfortunata attrice. A lei si aggiunse, nel 1959, Joan Crawford, che per l\u2019occasione svel\u00f2 i segreti dei suoi trattamenti estetici: Arnold documenta anche il dietro le quinte della vita delle star, che certe volte somiglia a quella dei \u201ccomuni mortali\u201d. Non solo Stati Uniti o il mondo del cinema, nel suo lavoro: personalit\u00e0 intraprendente e curiosa, nel 1969 decise di recarsi in Afghanistan assieme alla reporter Lesley Blanch, per realizzare, su incarico del Sunday Times, uno studio della condizione femminile nel mondo musulmano, fra usi, costumi e restrizioni. Arnold documenta i due volti del Paese: quello dell\u2019Islam pi\u00f9 retrivo delle citt\u00e0 al confine con il Pakistan, che costringe le donne a nascondersi sotto il burqa, e quello pi\u00f9 aperto di stampo sufi praticato dalle trib\u00f9 nomadi delle montagne del Panshir e dell\u2019Hindu Kush. E ancora, le scuole femminili di Kabul, le cerimonie nuziali, la vita quotidiana di donne che speravano in una definitiva secolarizzazione della vita pubblica, che avrebbe forse potuto avere luogo senza il colpo di Stato del 1973 e la successiva invasione sovietica. A questo lavoro fotografico seguir\u00e0, nel 1971, il documentario <em>Dietro al velo<\/em>, costituito dalle decine di testimonianze di donne mediorientali raccolte in momenti particolari della vita quotidiana, come le cerimonie nuziali o il bagno nei tipici <em>hamman<\/em>; momenti di convivialit\u00e0, dove la donna si sente relativamente libera di esprimere la propria femminilit\u00e0. Il documentario fu girato in Egitto e nell\u2019Emirato di Dubai, paesi che gi\u00e0 all\u2019epoca guardavano a stili di vita occidentali. Scatti intimi, densi di sensibilit\u00e0 e rispetto, motivati dalla volont\u00e0 di conoscere una realt\u00e0 cos\u00ec lontana e diversa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lavorando, alternava il colore al bianco e nero, ma quando optava per la prima soluzione utilizzava sempre tonalit\u00e0 chiare e soffuse, che non prendessero il sopravvento sulla scena e i soggetti. All\u2019eleganza, al suo lavoro sapeva aggiungere la sostanza: lei stessa, prima che fotografa, si sentiva una donna, e ci\u00f2 le permise di essere sempre emotivamente coinvolta ogni volta che maneggiava l\u2019obiettivo. Un\u2019empatia che si percepisce ancora oggi ammirando i suoi scatti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In copertina: ritratto di Eve Arnold<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A sette anni dalla scomparsa, una retrospettiva rende omaggio alla prima fotografa della Magnum, che incentr\u00f2 il suo lavoro sulla figura della donna, dagli Stati Uniti al Medio Oriente. A Villa Bassi, fino all\u20198 dicembre 2019. ABANO TERME. 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