{"id":21484,"date":"2019-08-17T07:12:42","date_gmt":"2019-08-17T06:12:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/giorgio-de-chirico-metafisica-a-genova\/"},"modified":"2019-08-17T07:12:42","modified_gmt":"2019-08-17T06:12:42","slug":"giorgio-de-chirico-metafisica-a-genova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/giorgio-de-chirico-metafisica-a-genova\/","title":{"rendered":"Giorgio de Chirico, Metafisica a Genova"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #993366;\">Prorogata fino al primo settembre!<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.palazzoducale.genova.it\/giorgio-de-chirico-il-volto-della-metafisica\/\">Palazzo Ducale<\/a> ospita una grande antologica in cento opere, curata da Victoria Noel-Johnson, nel centenario della svolta decisa da de Chirico, che scelse di chiudere la stagione della Metafisica pura, per evolvere verso una sua dimensione storica e filosofica.<\/p>\n<div id=\"attachment_3843\" style=\"width: 288px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3843\" class=\"wp-image-3843\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giorgio-de-Chirico-Piazza-dItalia-con-piedistallo-vuoto-1955-\u00a9-Collezione-Roberto-Casamonti-Firenze-193x300.jpg\" alt=\"\" width=\"278\" height=\"432\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giorgio-de-Chirico-Piazza-dItalia-con-piedistallo-vuoto-1955-\u00a9-Collezione-Roberto-Casamonti-Firenze-193x300.jpg 193w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giorgio-de-Chirico-Piazza-dItalia-con-piedistallo-vuoto-1955-\u00a9-Collezione-Roberto-Casamonti-Firenze-768x1195.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giorgio-de-Chirico-Piazza-dItalia-con-piedistallo-vuoto-1955-\u00a9-Collezione-Roberto-Casamonti-Firenze-658x1024.jpg 658w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giorgio-de-Chirico-Piazza-dItalia-con-piedistallo-vuoto-1955-\u00a9-Collezione-Roberto-Casamonti-Firenze.jpg 1543w\" sizes=\"auto, (max-width: 278px) 100vw, 278px\" \/><p id=\"caption-attachment-3843\" class=\"wp-caption-text\">Giorgio de Chirico, Piazza d&#8217;Italia con piedistallo vuoto, 1955 \u00a9 Collezione Roberto Casamonti, Firenze<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">GENOVA. Nato nell\u2019assolata isola greca di Volos e trasferitosi giovanissimo in Italia, Giorgio de Chirico (1888-1978) conserv\u00f2 sempre nella sua pittura l\u2019idea un po\u2019 amara del distacco, della struggente commozione del ritorno, ma anche quella pi\u00f9 stimolante della scoperta di nuovi luoghi e nuove culture. Novello Ulisse, de Chirico viaggia sulla tela lungo la china dei millenni, s\u2019interroga sul destino dell\u2019uomo, vagheggia un impossibile ritorno al passato, e in quel passato cerca le radici di un\u2019intera civilt\u00e0, anche scavando negli anfratti un po\u2019 inquietanti della mitologia, coniugando gli aspetti umani e cosmici della realt\u00e0. Che in quell\u2019inizio di Novecento, al momento del suo esordio sulla scena artistica, si presentava tutt\u2019altro che tranquilla: la Belle Epoque aveva esaurito il suo slancio ottimistico, l\u2019ombra della guerra si avvicinava sempre pi\u00f9 su un\u2019Europa dominata dai nazionalismi, e le agitazioni sociali rendevano ancora pi\u00f9 rovente una societ\u00e0 europea che da agricola stava diventando sempre pi\u00f9 industrializzata. L\u2019incontro con la modernit\u00e0 fu quindi assai drammatico, e il mondo dell\u2019arte sent\u00ec la necessit\u00e0 di adeguarvisi, interpretando il sentire dell\u2019umanit\u00e0. Fra le avanguardie che nacquero in quel primo scorcio di secolo, dopo il Cubismo e il Futurismo, anche la Metafisica riveste un ruolo di primo piano, pur essendo limitata a pochi anni e a pochissimi pittori. Scatur\u00ec dalla mente di Giorgio de Chirico (seguito dal fratello Alberto, noto con il cognome di Savinio, e da Carlo Carr\u00e0 ), appunto, interessato a indagare una pittura della realt\u00e0 che andasse oltre il dato sensibile; nata fra Torino, Firenze, Ferrara e Parigi (dove de Chirico soggiorn\u00f2 fra il 1911 e il 1915), elesse la citt\u00e0 a simbolo della modernit\u00e0, e i primi esempi in tal senso vengono da quelle piazze assolate, solitarie, idealizzate, sospese fra antico e moderno, e che riecheggiano la malinconia di Nietzsche intesa come l\u2019accesso privilegiato alla memoria e all\u2019interiorit\u00e0. Citt\u00e0 come memoria dell\u2019infanzia, e insieme si riallaccia alle antiche agor\u00e0 di ellenica memoria, dando corpo a una moderna mitologia.<\/p>\n<div id=\"attachment_3844\" style=\"width: 499px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3844\" class=\"wp-image-3844\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giorgio-de-Chirico-Diana-addormentata-nel-bosco-1933-\u00a9-Galleria-Nazionale-dArte-Moderna-e-Contemporanea-Roma-300x229.jpg\" alt=\"\" width=\"489\" height=\"373\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giorgio-de-Chirico-Diana-addormentata-nel-bosco-1933-\u00a9-Galleria-Nazionale-dArte-Moderna-e-Contemporanea-Roma-300x229.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giorgio-de-Chirico-Diana-addormentata-nel-bosco-1933-\u00a9-Galleria-Nazionale-dArte-Moderna-e-Contemporanea-Roma-768x585.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giorgio-de-Chirico-Diana-addormentata-nel-bosco-1933-\u00a9-Galleria-Nazionale-dArte-Moderna-e-Contemporanea-Roma-1024x780.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 489px) 100vw, 489px\" \/><p id=\"caption-attachment-3844\" class=\"wp-caption-text\">Giorgio de Chirico, Diana addormentata nel bosco, 1933, \u00a9 Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea, Roma<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il passaggio della Grande Guerra si lasci\u00f2 alle spalle un\u2019Europa diversa da quella del 1914, e anche il mondo dell\u2019arte ne usc\u00ec profondamente cambiato; morte e distruzione ne segnarono profondamente la sensibilit\u00e0, si cercava un\u2019evasione dalla realt\u00e0 e il recupero di quella spiritualit\u00e0 che l\u2019individuo sembrava aver smarrita. Su queste basi, de Chirico decise di attualizzare la pittura metafisica, avvicinandosi al Surrealismo, che sulla scia del Dadaismo costituiva in quel momento la nuova avanguardia europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua impostazione, la mostra genovese intende riconsiderare l\u2019intera produzione di de Chirico successiva al 1918, come concettualmente legata alla Metafisica precedente, e a dimostrare quindi la continuit\u00e0 di un percorso che non ha rinnegato se stesso nel suo evolvere, ma al contrario abbia ampliato l\u2019orizzonte sfiorando il Surrealismo e fondamentalmente proseguendo quell\u2019indagine filosofica, nietzschianemente esistenzialista, dove passato e presente si rincorrono affiancandosi. De Chirico non si occupa di dimensioni inconsce, di atmosfere e situazioni legate al mondo onirico, bens\u00ec resta costantemente attaccato alla dimensione interiore dell\u2019individuo, fatta di memoria, di angoscia, di introspezione. La frequentazione, moderata, del Surrealismo fu dovuta a un adeguamento stilistico con i nuovi tempi, ma non \u00e8 da leggersi come un rinnegare le sue origini metafisiche, al punto che queste caratterizzarono tutto il suo lunghissimo cammino pittorico. Che fu variegato, perch\u00e9 l\u2019impronta di de Chirico fu anche quella di un\u2019interpretazione romantica della classicit\u00e0, che emerge in particolare nella ritrattistica, dove predomina un certo realismo solenne, derivato dall\u2019afflato nordeuropeo, e dal forte impatto emotivo; colori caldi ma scuri, vicini alla tavolozza di\u00a0Gustav Klimt. Accanto a opere del genere, tornano costantemente le piazze assolate e geometriche degli esordi, con quei manichini senza volto dall\u2019afflato teatrale e quasi pirandelliano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">De Chirico fu un pittore completo, che seppe omaggiare anche la tradizione tardo rinascimentale italiana, mantenendo sempre, al contempo, la sua identit\u00e0, ovvero quella Metafisica che con grazia, eleganza, bellezza, amarezza, riesce a tracciare il vasto abisso dell\u2019interiorit\u00e0 umana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prorogata fino al primo settembre! Palazzo Ducale ospita una grande antologica in cento opere, curata da Victoria Noel-Johnson, nel centenario della svolta decisa da de Chirico, che scelse di chiudere la stagione della Metafisica pura, per evolvere verso una sua dimensione storica e filosofica. 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