{"id":21488,"date":"2019-07-23T22:48:01","date_gmt":"2019-07-23T21:48:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/balenciaga-e-la-pittura-spagnola-labito-come-opera-darte\/"},"modified":"2019-07-23T22:48:01","modified_gmt":"2019-07-23T21:48:01","slug":"balenciaga-e-la-pittura-spagnola-labito-come-opera-darte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/balenciaga-e-la-pittura-spagnola-labito-come-opera-darte\/","title":{"rendered":"Balenciaga e la pittura spagnola, l&#8217;abito come opera d&#8217;arte"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La prima grande retrospettiva da 50 anni sul celebre couturier basco\u00a0<a href=\"https:\/\/www.museothyssen.org\/exposiciones\/balenciaga-pintura-espanola\">Cristobal Balenciaga<\/a>, incentrata su 90 abiti che raccontano il legame fra le sue collezioni e l\u2019arte spagnola dal XVI al XX Secolo. Con abiti in prestito dal Crist\u00f3bal Balenciaga Museo di Getaria, dal Museo del Traje di Madrid e dal Museu del Disseny di Barcelona. Fino al 22 settembre 2019, al\u00a0Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid.<\/p>\n<div id=\"attachment_3794\" style=\"width: 395px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3794\" class=\"wp-image-3794\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Abito-da-sera-1958.-Colecci\u00f3n-de-In\u00e9s-Carvajal-203x300.jpg\" alt=\"\" width=\"385\" height=\"569\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Abito-da-sera-1958.-Colecci\u00f3n-de-In\u00e9s-Carvajal-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Abito-da-sera-1958.-Colecci\u00f3n-de-In\u00e9s-Carvajal.jpg 609w\" sizes=\"auto, (max-width: 385px) 100vw, 385px\" \/><p id=\"caption-attachment-3794\" class=\"wp-caption-text\">Abito da sera, 1958. Colecci\u00f3n de In\u00e9s Carvajal<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">MADRID. Pupillo della Marchesa Blanca Carrillo de Albornoz y Elio de Casa Torres, Cristobal Balenciaga Eizaguirre (1895-1972) fece il suo esordio nel mondo della moda ad appena dodici anni, disegnando un abito proprio per la nobildonna, che da qualche mese gli aveva permesso di studiare il suo guardaroba; il giovane Balenciaga pot\u00e9 cos\u00ec familiarizzarsi con tessuti antichi e preziosi, ispirati a un\u2019epoca ormai tramontata ma che la moda riesce a mantenere in un certo senso in vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, curata da Eloy Mart\u00ednez de la Pera, si sviluppa secondo il criterio cronologico delle opere d\u2019arte che hanno ispirato Balenciaga: dalla fine del Cinquecento con El Greco, fino al primo Novecento della <em>Belle Epoque<\/em>, e ognuno di questi dipinti dialoga con un abito creato dallo stilista. Emergono connessioni fra arte e moda basate su elementi concettuali, su forme e volumi architettonici e su echi cromatici che formano un affascinante percorso museale <em>sui generis<\/em> immerso nella bellezza. Un dialogo con opere di El Greco, Vel\u00e1zquez, Murillo, Carre\u00f1o de Miranda, Zurbar\u00e1n, Goya, Madrazo e Zuloaga, che lascia riaffiorare l\u2019anima sussiegosa, malinconica, fatalista, ma paradossalmente anche calda e sensuale della Spagna, la cui millenaria cultura ha avuto nei pittori pi\u00f9 che negli scrittori i portavoce e i propagatori pi\u00f9 attenti e raffinati. E se la moda \u00e8 l\u2019autoritratto di una societ\u00e0, Balenciaga \u00e8 stato a suo modo valente ritrattista, attingendo ora al fasto cinquecentesco di Gonz\u00e1lez e S\u00e1nchez Coello, ora al misticismo di Francisco de Zurbar\u00e1n, ora alla drammatica eleganza di Francisco Goya.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso le sue creazioni, Balenciaga rende contemporaneo il passato, i riferimenti all&#8217;arte e alla cultura spagnola sono presenti in tutte le sue creazioni: le linee semplici e minimaliste dei severi abiti religiosi della Controriforma ritornano nei tubini degli anni Cinquanta; i volumi \u201carchitettonici\u201d dei broccati e dei velluti nobiliari, o il fluttuare dello strascico di un costume da ballerina di flamenco, si riflettono nelle balze di alcuni dei suoi abiti da sera; il luccichio di un costume da torero riecheggia magistralmente nella paillette ricamata di una giacca bolero. E ancora, negli abiti di Balenciaga rivive la Belle Epoque sensuale di Raimundo de Madrazo y Garreta, mentre l&#8217;abito a tunica del 1955 ricorda quelli dipinti da Julio Romero de Torres all\u2019inizio del Novecento; attraverso questi accostamenti, nasce un dialogo fra moda e arte dove quest\u2019ultima pu\u00f2 essere letta come una \u201cfucina creativa\u201d laddove tessuti, decori, nastri, orlati, pieghe, volumi, drappeggi, trovano un\u2019eco naturale di specchio della societ\u00e0. Si riscopre quindi, anche nella pittura, l\u2019importanza dell\u2019abbigliamento, che contrassegnava l\u2019importanza dei personaggi ritratti, in particolare nella fastosa epoca barocca, di cui la Spagna \u00e8 stata la culla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spazio espositivo rende omaggio al nero, uno dei colori iconici di Balenciaga, e al designer come &#8220;architetto dell&#8217;haute couture&#8221;, un concetto da lui inventato che \u00e8 sopravvissuto fino ai giorni nostri in forza dell\u2019utilizzo delle forme pure nelle sue creazioni, come il vestito semi-aderente, la gonna ampia, la tunica e l&#8217;abito a sottoveste, culminati con l\u2019astrazione negli anni Sessanta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abiti affascinanti non soltanto per la preziosit\u00e0 dei materiali o l\u2019eleganza della linea, ma anche per l\u2019afflato storico che possiedono, legati come sono alla grande tradizione artistica spagnola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima grande retrospettiva da 50 anni sul celebre couturier basco\u00a0Cristobal Balenciaga, incentrata su 90 abiti che raccontano il legame fra le sue collezioni e l\u2019arte spagnola dal XVI al XX Secolo. 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