{"id":21496,"date":"2019-05-17T16:21:34","date_gmt":"2019-05-17T15:21:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/splendori-caravaggeschi-a-genova\/"},"modified":"2019-05-17T16:21:34","modified_gmt":"2019-05-17T15:21:34","slug":"splendori-caravaggeschi-a-genova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/splendori-caravaggeschi-a-genova\/","title":{"rendered":"Splendori caravaggeschi a Genova"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Caravaggio e il suo rapporto con la citt\u00e0 di Genova, dall\u2019<em>Ecce Homo<\/em> all\u2019influenza sui pittori locali. Una grande stagione del Seicento italiano, in una mostra a <a href=\"http:\/\/www.palazzodellameridiana.it\/mostra-caravaggio-e-i-genovesi\/\">Palazzo della Meridiana <\/a>curata da Anna Orlando. 30 opere in gran parte inedite, visibili fino al 24 giugno 2019.<\/p>\n<div id=\"attachment_3687\" style=\"width: 437px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3687\" class=\"wp-image-3687\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Bernardo-Strozzi-Natura-morta-con-vasi-di-peonie-rosa-1635-44-Milano-Collezione-Poletti-300x212.jpg\" alt=\"\" width=\"427\" height=\"302\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Bernardo-Strozzi-Natura-morta-con-vasi-di-peonie-rosa-1635-44-Milano-Collezione-Poletti-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Bernardo-Strozzi-Natura-morta-con-vasi-di-peonie-rosa-1635-44-Milano-Collezione-Poletti-1024x725.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Bernardo-Strozzi-Natura-morta-con-vasi-di-peonie-rosa-1635-44-Milano-Collezione-Poletti-768x544.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Bernardo-Strozzi-Natura-morta-con-vasi-di-peonie-rosa-1635-44-Milano-Collezione-Poletti-1536x1088.jpg 1536w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Bernardo-Strozzi-Natura-morta-con-vasi-di-peonie-rosa-1635-44-Milano-Collezione-Poletti.jpg 1772w\" sizes=\"auto, (max-width: 427px) 100vw, 427px\" \/><p id=\"caption-attachment-3687\" class=\"wp-caption-text\">Bernardo Strozzi, Natura morta con vasi di peonie rosa, 1635-44 Milano, Collezione Poletti<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_3688\" style=\"width: 412px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3688\" class=\"wp-image-3688\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Domenico-Fiasella-detto-il-Sarzana-Giuditta-e-Oloferne-1620-30-Reggio-Emilia-Collezione-privata-300x231.jpg\" alt=\"\" width=\"402\" height=\"309\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Domenico-Fiasella-detto-il-Sarzana-Giuditta-e-Oloferne-1620-30-Reggio-Emilia-Collezione-privata-300x231.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Domenico-Fiasella-detto-il-Sarzana-Giuditta-e-Oloferne-1620-30-Reggio-Emilia-Collezione-privata-1024x787.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Domenico-Fiasella-detto-il-Sarzana-Giuditta-e-Oloferne-1620-30-Reggio-Emilia-Collezione-privata-768x590.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Domenico-Fiasella-detto-il-Sarzana-Giuditta-e-Oloferne-1620-30-Reggio-Emilia-Collezione-privata-1536x1181.jpg 1536w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Domenico-Fiasella-detto-il-Sarzana-Giuditta-e-Oloferne-1620-30-Reggio-Emilia-Collezione-privata.jpg 1772w\" sizes=\"auto, (max-width: 402px) 100vw, 402px\" \/><p id=\"caption-attachment-3688\" class=\"wp-caption-text\">Domenico Fiasella detto il Sarzana, Giuditta e Oloferne, 1620-30 Reggio Emilia, Collezione privata<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">GENOVA.\u00a0 Nonostante il sudario d\u2019austerit\u00e0 imposto all\u2019Italia dalla Controriforma, la Repubblica di Genova costituisce, con Venezia, una luminosa eccezione. Forte della sua caratteristica di citt\u00e0 mercantile, dei frequenti scambi con l\u2019Europa del Nord e l\u2019Oriente, pot\u00e9 mantenere un clima sociale assai pi\u00f9 dinamico degli altri stati italiani, arginando per quanto possibile l\u2019influenza spagnola. Nel suo \u201cSecolo d\u2019Oro\u201d, fra la met\u00e0 del Cinquecento e la met\u00e0 del Seicento, Genova era una citt\u00e0 vivace, estremamente ricca grazie ai floridi commerci diretti dalle grande famiglie di armatori e banchieri, ma anche culturalmente vivace, grazie alla lungimiranza di quell\u2019aristocrazia che reinvestiva nell\u2019arte una parte non trascurabile dei suoi introiti. A Genova si afferm\u00f2 infatti, fra i primi casi in Italia, il \u201cmercato libero\u201d degli artisti, che potevano facilmente rivolgersi all\u2019acquirente privato, affrancandosi dalle committenze dei poteri pubblici. Una citt\u00e0 del genere non poteva non attrarre, prima o poi, il nume tutelare del Seicento italiano, quel Michelangelo Merisi da Caravaggio grande nel talento cos\u00ec come nella dissolutezza, artista \u201cmaledetto\u201d e indisciplinato, ma ammirato da Papi e aristocratici. Ma non sempre questo apprezzamento poteva valere da salvacondotto, e nel 1605 fu costretto a fuggire dall\u2019Urbe dopo l\u2019aggressione contro il notaio Pontificio Mariano Pasqualone, per una questione di gelosia. Raggiunse cos\u00ec Genova, e del suo soggiorno di appena tre settimane resta il mirabile e discusso <em>Ecce Homo<\/em>, conservato nei Musei di Strada Nuova: discusso perch\u00e9 secondo un\u2019ipotesi si tratta dell\u2019opera che Caravaggio stesso, in uno di quello stesso anno, si impegnava a realizzare per l\u2019aristocratico romano Massimo Massimi, e che la fuga precipitosa gli imped\u00ec di consegnare. Un\u2019altra ipotesi, invece, ritiene che il dipinto appartenesse gi\u00e0 prima di quella data alla collezione del genovese Pietro Gentile. Qualunque sia la sua vera storia, la tela \u00e8 il punto focale della mostra di Palazzo della Meridiana, che dopo i rapporti dell\u2019ambiente genovese con Van Dyck, analizza adesso quelli con Caravaggio. Un\u2019altra tappa della vivace Genova seicentesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la sua lussuria del martirio del corpo, la sua estasi contemplativa della morte, la teatralit\u00e0 religiosa di Caravaggio ha radici pagane, come pagana, di fatto, era la corte pontificia, con i suoi cardinali scettici e avidi di ricchezza e potere. E per il popolo, \u201ceducato\u201d a forza di dogmi, il Paradiso non \u00e8 qualcosa da conquistare eventualmente dopo una vita spesa in laboriose occupazioni, al servizio dell\u2019intera comunit\u00e0, come accade nelle societ\u00e0 riformate; il Paradiso lo si ottiene per indulgenze, in tal modo perdendo buona parte del suo significato, cos\u00ec come la dottrina cristiana perde di rigore. Quell\u2019Italia controversa sopravvive in gran parte ancora oggi, e qui sta la modernit\u00e0 di Caravaggio, che riusc\u00ec a capirne le miserie e a traslarle sulla tela.<\/p>\n<div id=\"attachment_3690\" style=\"width: 437px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3690\" class=\"wp-image-3690\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/caravaggio-2-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"427\" height=\"320\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/caravaggio-2-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/caravaggio-2-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/caravaggio-2-800x600.jpeg 800w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/caravaggio-2.jpeg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 427px) 100vw, 427px\" \/><p id=\"caption-attachment-3690\" class=\"wp-caption-text\">Bernardo Strozzi, Martirio di sant&#8217;Orsola, 1615-18, Collezione privata<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Genova, nonostante la brevit\u00e0 del soggiorno, dest\u00f2 l\u2019ammirazione dei pittori locali, che in parte lo conoscevano di fama, e molti di loro poterono ammirare di persona l\u2019<em>Ecce Homo<\/em>. Fra i pi\u00f9 importanti e talentuosi caravaggeschi genovesi si devono annoverare Gioacchino Assereto, Luciano Borzone, Orazio De Ferrari, Domenico Fiasella detto il Sarzana e Bernardo Strozzi, che sulla scia del loro maestro furono i protagonisti di una luminosa stagione artistica in Liguria, che vide la committenza privata soggetto attivo di quello che, come detto in apertura, era il \u201clibero mercato\u201d dell\u2019arte in citt\u00e0. In particolare, Bernardo Strozzi assimil\u00f2 il gusto per il pittoresco e il naturalismo sensuale di Caravaggio, attirandosi anche le critiche dei contemporanei per l\u2019immoralit\u00e0 di certi suoi personaggi, in particolare femminili. Si trattava per\u00f2 del rigetto del sussiego chiesastico spagnolesco, in favore di una rappresentazione \u201cterrestre\u201d dell\u2019essere umano, che in attesa del Paradiso scontava il suo purgatorio in terra tra difficolt\u00e0 di ogni genere. E le sue scene religiose, sono principalmente scene di popolo. Seppur con meno enfasi, anche De Ferrari \u00e8 partecipe di quel naturalismo barocco gi\u00e0 osservato a suo tempo da Longhi, mentre pi\u00f9 raffinata \u00e8 la pittura di Domenica Fiasella, che filtra il suo caravaggismo da Orazio Gentileschi, di cui riproduce i delicati cromatismi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Piccola ma raffinata, la mostra genovese costituisce un\u2019interessante occasione di scoperta di artisti e opere meno noti del Seicento italiano, ma che, paradossalmente, ne costituiscono uno dei momenti pi\u00f9 alti e pi\u00f9 liberi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In copertina: Caravaggio, Ecce Homo, 1605 circa, Genova, Musei di Strada Nuova<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caravaggio e il suo rapporto con la citt\u00e0 di Genova, dall\u2019Ecce Homo all\u2019influenza sui pittori locali. 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