{"id":21499,"date":"2019-04-21T16:00:21","date_gmt":"2019-04-21T15:00:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/ingres-in-mostra-a-milano-pensando-a-notre-dame\/"},"modified":"2019-04-21T16:00:21","modified_gmt":"2019-04-21T15:00:21","slug":"ingres-in-mostra-a-milano-pensando-a-notre-dame","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/ingres-in-mostra-a-milano-pensando-a-notre-dame\/","title":{"rendered":"Ingres al Palazzo Reale (pensando a Notre-Dame)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Un grande affresco storico, artistico e politico celebra la stagione napoleonica in Italia, e l\u2019arte neoclassica che ebbe Ingres fra i suoi protagonisti. 150 opere, 60 delle quali del francese, fra sculture, dipinti, disegni, oggetti d\u2019arte. Una mostra a cura di Florence Viguier-Dutheil, Conservatore Capo del Patrimonio e Direttrice del Mus\u00e9e Ingres di Montauban. Al <a href=\"http:\/\/www.palazzorealemilano.it\/wps\/portal\/luogo\/palazzoreale\/mostre\/inCorso\/INGRES\">Palazzo Reale di Milano<\/a>, fino al 23 giugno 2019.<\/p>\n<div id=\"attachment_3635\" style=\"width: 357px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3635\" class=\"wp-image-3635\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Jean-Auguste-Dominique-Ingres-Napoleone-sul-trono-imperiale-1806-\u00a9-Paris-Mus\u00e9e-de-lArm\u00e9e-Dist.-RMN-Grand-Palais-Emilie-Cambier-188x300.jpg\" alt=\"\" width=\"347\" height=\"554\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Jean-Auguste-Dominique-Ingres-Napoleone-sul-trono-imperiale-1806-\u00a9-Paris-Mus\u00e9e-de-lArm\u00e9e-Dist.-RMN-Grand-Palais-Emilie-Cambier-188x300.jpg 188w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Jean-Auguste-Dominique-Ingres-Napoleone-sul-trono-imperiale-1806-\u00a9-Paris-Mus\u00e9e-de-lArm\u00e9e-Dist.-RMN-Grand-Palais-Emilie-Cambier.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 347px) 100vw, 347px\" \/><p id=\"caption-attachment-3635\" class=\"wp-caption-text\">Ingres, Napoleone I sul trono imperiale, 1806, Parigi, Mus\u00e9e de l&#8217;Arm\u00e9e<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">MILANO. Nonostante la scia di guerre che si trascin\u00f2 dietro e le decine di migliaia di vittime sul campo, l\u2019Era Napoleonica, pur nella sua relativa brevit\u00e0 \u00e8 stata per l\u2019Europa un momento importante di progresso civile, in virt\u00f9 delle molte riforme in campo amministrativo, sociale, religioso, che la Restaurazione del 1815 non pot\u00e9 cancellare completamente, e che ispirarono la nascita delle democrazie liberali. Anche l\u2019Italia benefici\u00f2 di questo nuovo clima politico, dopo la travolgente conquista da parte dell\u2019esercito francese guidato da Napoleone. Il quale dopo essersi autonominato imperatore, nel 1805 si rec\u00f2 a Milano dove cinse la corona di Re d\u2019Italia e chiar\u00ec la sua volont\u00e0 di assimilare la Penisola alla Francia. In particolare, la Milano napoleonica visse un periodo di grande prosperit\u00e0: fu introdotto il catasto e riordinato il sistema di tassazione, furono aboliti molti dei privilegi ecclesiastici (fra cui le famigerate decime), ma soprattutto fu abbellita e riorganizzata la citt\u00e0 stessa, con nuovi spazi verdi, nuove strade e nuove istituzioni, la pi\u00f9 importante delle quali fu la Pinacoteca di Brera. Napoleone, pur dall\u2019alto del suo piglio guerriero, era infatti un estimatore delle arti, oltre a capirne l\u2019importanza per fini politici. All\u2019indomani della conquista della Lombardia, avvenuta il 15 maggio 1796, lo Stato Maggiore di Napoleone commission\u00f2 al pittore milanese Andrea Appiani un dipinto allegorico che avesse il generale come protagonista. Nacque cos\u00ec <em>Napoleone dopo la battaglia del ponte di Lodi<\/em>, con il futuro sovrano raffigurato in conversazione con il Genio della vittoria. S\u2019inizi\u00f2 un lungo sodalizio fra il pittore e la Repubblica Cisalpina. Perch\u00e9 ogni epoca ha la sua iconografia, e quella imperiale fu assai maestosa. Il mecenatismo non era soltanto di matrice napoleonica, ma veniva anche da molti personaggi privati che sentivano il nascere di nuovi tempi e a loro modo volevano celebrarli: l\u2019aristocratico Giovanni Battista Sommariva fu tra i pi\u00f9 attivi nel commissionare opere. Nacque cos\u00ec una stagione artistica che ebbe, fra i suoi protagonisti, pittori e scultori italiani e francesi. Fra i primi, anche Antonio Canova, Carlo Finelli, Carlo Losi, Luigi Manfredini, mentre fra i secondi spiccano Jacques Louis David e Jean Auguste Dominique Ingres. Quest\u2019ultimo, appena diciassettenne, nel 1797 \u00e8 a Parigi allievo di David, e all\u2019inizio del nuovo secolo, laureato con il <em>Prix de Rome<\/em>, giunse nell\u2019Urbe dove affin\u00f2 il suo precoce talento. Ingres \u00e8 pittore capace di esprimere la magnificenza imperiale, la gloria militare e gli ideali della nuova Repubblica, presentando l\u2019immagine di un sovrano che sia prode guerriero, ma anche saggio e misurato amministratore. Allo stesso tempo, per\u00f2, \u00e8 artista di ineffabile grazia, mutuata da Raffaello Sanzio che ammirava sin dagli anni giovanili. A Roma pot\u00e9 finalmente ammirare di persona i suoi affreschi e le sue pitture, ed \u00e8 in virt\u00f9 di questa ispirazione che Ingres \u00e8 considerato il pi\u00f9 moderno e il pi\u00f9 sensuale dei pittori neoclassici. Quella grazia muliebre che prestava all\u2019aristocrazia, la si ritrova anche nei ritratti delle giovani popolane, e si tratta dei primi segni di un\u2019attenzione antropologica cui pi\u00f9 tardi giungeranno Filippo Palizzi e la scuola naturalista. Il Neoclassicismo non fu soltanto la celebrazione di Napoleone, ma anche la riscoperta di quella bellezza che la teatralit\u00e0 del Barocco e del Rococ\u00f2 avevano in un certo senso sminuita e soffocata.<\/p>\n<div id=\"attachment_3636\" style=\"width: 334px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3636\" class=\"wp-image-3636\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Jean-Auguste-Dominique-Ingres-Raffaello-e-la-Fornarina-1848-Columbus-museum-of-art-Ohio-230x300.jpg\" alt=\"\" width=\"324\" height=\"423\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Jean-Auguste-Dominique-Ingres-Raffaello-e-la-Fornarina-1848-Columbus-museum-of-art-Ohio-230x300.jpg 230w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Jean-Auguste-Dominique-Ingres-Raffaello-e-la-Fornarina-1848-Columbus-museum-of-art-Ohio.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 324px) 100vw, 324px\" \/><p id=\"caption-attachment-3636\" class=\"wp-caption-text\">Ingres, Raffaello e la Fornarina, 1848, Columbus, Museum of art<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra di Palazzo Reale, nel suo respiro di grande affresco dell\u2019epoca napoleonica in Italia, comprende anche la cerchia degli altri artisti che gravitavano a corte, e dal loro numero si comprende come l\u2019attenzione di Napoleone per l\u2019arte sia sempre stata alta, a beneficio suo personale ma anche della sua numerosa famiglia, cui aveva procurato regni e principati in giro per l\u2019Europa. Ma il Neoclassicismo non fu soltanto la celebrazione di un impero e di un imperatore. Fu anche, e forse soprattutto, una stagione artistica moderna, la prima, ad esempio, nella quale l\u2019erotismo assume un carattere preminente, anche sulla scia delle trattazioni del \u201cdivino\u201d Marchese De Sade, che legava la forma repubblicana alla liberalizzazione dei costumi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E anche dopo la caduta di Napoleone, la stagione artistica neoclassica conserv\u00f2 il suo slancio, e molti dei suoi esponenti francesi rimasero in Italia, nello specifico a Roma. Ingres vi torn\u00f2 nel 1834, dopo un soggiorno a Firenze, nominato direttore dell\u2019Accademia di Francia; nell\u2019Urbe pot\u00e9 continuare a sviluppare la sua pittura \u201craffaellesca\u201d, fatta di grazia, eleganza, e semplicit\u00e0, definitivamente libera da quegli orpelli barocchi che ancora appesantivano le opere del suo maestro David.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Neoclassicismo la storia dell\u2019arte \u00e8 debitrice di alcuni generi pittorici sviluppatisi in quegli anni. In primo luogo, il nudo divenne un soggetto assai diffuso che lasciava il campo della mitologia per \u201cinvadere\u201d quello terreno delle donne reali. Celebri, infatti, le odalische di Ingres e David, con la loro sensualit\u00e0 orientale, la leggera pinguedine dei corpi morbidi e dalla pelle dorata, simboli di un Oriente fiabesco e misterioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la pittura storica nasce in questi anni, in particolare per le esigenze di celebrazione delle imprese napoleoniche. Tuttavia far\u00e0 sentire pi\u00f9 avanti i suoi effetti sull\u2019Italia, dando il modello per quella pittura patriottica che accompagn\u00f2 le imprese risorgimentali. La prima ventata di libert\u00e0 soffi\u00f2 sull\u2019Italia con Napoleone, e se non si tratt\u00f2 di indipendenza nel senso proprio, comunque gli italiani ebbero per la prima volta in mano quegli strumenti per costruire una coscienza civile su cui costruire il Risorgimento. Una ragione in pi\u00f9 per riscoprire quella vivace stagione che dalla Francia invest\u00ec anche l\u2019Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ULTIM&#8217;ORA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Civita devolver\u00e0 1 euro per Notre-Dame\u00a0per ogni biglietto venduto<\/b><br \/>\n&#8220;<em>Dopo lo sconforto iniziale seguito all&#8217;incendio che ha devastato la cattedrale parigina di Notre Dame<\/em> &#8211; si legge in una nota degli organizzatori &#8211; <em>in tutta Europa \u00e8 iniziata una gara di solidariet\u00e0 e una raccolta fondi per la sua ricostruzione, a sostegno di un patrimonio della Francia e dell&#8217;intero continente. Anche Civita intende fare la sua parte, partendo da Milano. Ricordando il patrocinio concesso dall&#8217;Ambasciata di Francia e interpretando lo spirito di una mostra fondata sulla collaborazione italo-francese, a partire da sabato 20 aprile e fino alla chiusura della mostra, per ogni biglietto acquistato, Civita devolver\u00e0 1 euro per la ricostruzione della cattedrale<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/ctrl-c.cc\/?3iFjbI4lShKl1GGixhzGkidKiKCLoMVGzk4IlIUMgh7HnKQHwlBI7HVI7HHiGJQgiMeICk8HJhFmPhjHpiaHqI0ixkdMBimIMI5H3LvjfHCkrkMF5K9I0isJwIkHTh0laM3K4imMrLpKcL1Jdg2lQG4Gri7hHjphmmvKPk2j4HNjSIlI9KSKvkjf1hrjOknHrIahFi7HDg7gsINk3JWL7j7KGHBkcL0G4HPi9JRjII7L6MkkEmrLUWUtAh0wcB14X0\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"1\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">In copertina:\u00a0Jeau Auguste Dominique Ingres, Dormeuse, 1820, Londra, Victoria and Albert Museum<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un grande affresco storico, artistico e politico celebra la stagione napoleonica in Italia, e l\u2019arte neoclassica che ebbe Ingres fra i suoi protagonisti. 150 opere, 60 delle quali del francese, fra sculture, dipinti, disegni, oggetti d\u2019arte. 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