{"id":21500,"date":"2019-04-13T09:34:43","date_gmt":"2019-04-13T08:34:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/balla-a-palaazo-merulana-tra-diversi-futurismi\/"},"modified":"2019-04-13T09:34:43","modified_gmt":"2019-04-13T08:34:43","slug":"balla-a-palaazo-merulana-tra-diversi-futurismi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/balla-a-palaazo-merulana-tra-diversi-futurismi\/","title":{"rendered":"Balla a Palazzo Merulana, tra diversi futurismi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A <a href=\"http:\/\/www.palazzomerulana.it\/events\/giacomo-balla-dal-futurismo-astratto-al-futurismo-iconico\/\">Palazzo Merulana<\/a>, fino al 17 giugno, sono in mostra 60 pezzi, dai dipinti futuristi di Balla alle fotografie di Elio Luxardo e Arturo Ghergo sui rotocalchi dell\u2019epoca che ispirarono l\u2019artista nel creare affascinanti pitture in bilico tra Futurismo e realismo fotografico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_3624\" style=\"width: 363px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3624\" class=\"wp-image-3624\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/8.-G.-Balla-Primo-Carnera-1933-300x284.jpg\" alt=\"\" width=\"353\" height=\"334\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/8.-G.-Balla-Primo-Carnera-1933-300x284.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/8.-G.-Balla-Primo-Carnera-1933-768x726.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/8.-G.-Balla-Primo-Carnera-1933.jpg 891w\" sizes=\"auto, (max-width: 353px) 100vw, 353px\" \/><p id=\"caption-attachment-3624\" class=\"wp-caption-text\">Giacomo Balla, Primo Carnera, 1933<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_3626\" style=\"width: 455px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3626\" class=\"wp-image-3626\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giacomo-Balla-Mercurio-passa-davanti-al-Sole-1914-particolare-300x157.jpg\" alt=\"\" width=\"445\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giacomo-Balla-Mercurio-passa-davanti-al-Sole-1914-particolare-300x157.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giacomo-Balla-Mercurio-passa-davanti-al-Sole-1914-particolare-768x402.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giacomo-Balla-Mercurio-passa-davanti-al-Sole-1914-particolare.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 445px) 100vw, 445px\" \/><p id=\"caption-attachment-3626\" class=\"wp-caption-text\">Giacomo Balla, Mercurio passa davanti al Sole, 1914 (particolare)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">ROMA. Quella passione giovanile per il violino, lasciato da parte a favore della pittura, riemerge per\u00f2 con garbata prepotenza nelle pitture di Giacomo Balla\u00a0(1871\u20131958), nato divisionista e diventato futurista per naturale conseguenza del suo temperamento insofferente ai chiusi cortili dell\u2019accademismo e della tradizione. La sua instancabile vena sperimentale lo condusse a inaugurare una fase pittorica che anticip\u00f2 di un trentennio la Pop Art di Andy Warhol, quella dedicata ai ritratti fotografici di famosi personaggi, da tradurre in iconiche opere d\u2019arte simbolo di un\u2019epoca. In realt\u00e0, il primo contatto fra il mondo patinato dei rotocalchi e quello dell\u2019arte lo si ebbe appunto con Balla, ed \u00e8 su questo interessante aspetto che si concentra la mostra di Palazzo Merulana, ampio spazio espositivo di 1800 metri quadrati suddivisi in quattro piani, che ospitano la collezione della Fondazione Elena e Claudio Cerasi, una significativa raccolta principalmente dedicata alla Scuola Romana e all\u2019arte italiana tra le due guerre. Fra i vari capolavori che custodisce, anche il <em>Ritratto di Primo Carnera\u00a0<\/em>dipinto da Balla nel 1933 ispirandosi alla celebre fotografia apparsa sulla Gazzetta dello Sport all\u2019indomani della conquista del titolo mondiale di pugilato da parte dell\u2019atleta italiano. Del quadro sono assai interessanti alcuni aspetti: in primo luogo la tecnica, perch\u00e9 il pittore applic\u00f2 sul fondo della tela una rete di metallo su cui poi stese il colore, ottenendo un effetto di \u201cretinatura\u201d, identico a quello delle immagini a stampa dei giornali. Anche visivamente, l\u2019arte diventa un mezzo di comunicazione di massa, alla stregua di un quotidiano, per veicolare un messaggio sportivo, pubblicitario, politico, a seconda dei casi; in Carnera, infatti, Balla, vicino al regime fascista, riconosceva un simbolo di affermazione italiana nel mondo, e il ritratto fu anche l\u2019occasione per un po\u2019 di propaganda interna. Ma al di l\u00e0 dell\u2019aspetto politico, inevitabile in quegli anni difficili per il nostro Paese, il volto di Carnera ha anche una valenza iconica per l\u2019immaginario collettivo della societ\u00e0 italiana dell\u2019epoca, cui il regime non offriva molti diversivi. A partire da quel ritratto, e quasi in parallelo con il cinema dei \u201ctelefoni bianchi\u201d, Balla sviluppa una pittura \u201cpatinata\u201d, ispirata alle opere dei fotografi delle star dell\u2019epoca, ovvero Elio Luxardo (suo lo scatto a Carnera da cui nacque il ritratto) e Arturo Ghergo, cronisti mondani che regalavano un momento d\u2019evasione al cittadino medio.<\/p>\n<div id=\"attachment_3627\" style=\"width: 429px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3627\" class=\"wp-image-3627\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giacomo-Balla-Parlano-1934.-Guidonia-Fondazione-Biagiotti-Cigna-300x248.jpg\" alt=\"\" width=\"419\" height=\"346\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giacomo-Balla-Parlano-1934.-Guidonia-Fondazione-Biagiotti-Cigna-300x248.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giacomo-Balla-Parlano-1934.-Guidonia-Fondazione-Biagiotti-Cigna-1024x846.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giacomo-Balla-Parlano-1934.-Guidonia-Fondazione-Biagiotti-Cigna-768x634.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Giacomo-Balla-Parlano-1934.-Guidonia-Fondazione-Biagiotti-Cigna.jpg 1300w\" sizes=\"auto, (max-width: 419px) 100vw, 419px\" \/><p id=\"caption-attachment-3627\" class=\"wp-caption-text\">Giacomo Balla, Parlano, 1934, Guidonia, Fondazione Biagiotti Cigna<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019avvicinarsi a questo particolare linguaggio signific\u00f2 per Balla un allontanamento dal Futurismo &#8211; cui aveva aderito negli anni immediatamente precedenti alla Grande Guerra, per inaugurare una nuova fase, conosciuta come post-futurismo, o figurativo futurista; un distacco probabilmente dovuto al fatto che nel Futurismo l\u2019artista non leggeva la sincerit\u00e0 e la \u201cpromessa dell\u2019avvenire\u201d degli esordi. I primi approcci compiutamente figurativi risalgono alla fine degli anni Venti, con uno stile del tutto personale che non ha eguali in Italia, un realismo fotografico venato di possente dinamismo che, a prima vista, pu\u00f2 essere interpretato come un\u2019evoluzione del Futurismo, nella sua smania di avvicinare la pittura ai nuovi mezzi di comunicazione quali il cinema e la fotografia dei rotocalchi. Gi\u00e0 durante il periodo divisionista Balla si era interessato alla fotografia, ma \u00e8 in questa nuova fase che prende il sopravvento; una fase poco studiata dalla critica e che la mostra curata da Fabio Benzi riporta invece all\u2019attenzione del pubblico, attraverso pitture di grande effetto visivo, che non \u201ctornano all\u2019ordine\u201d n\u00e9 guardano ad altri momenti della tradizione artistica. Il percorso \u00e8 puramente autonomo e nella sua ricerca di modernit\u00e0 ebbe nella moda e nella <em>caf\u00e9 society<\/em> i suoi punti focali. Ne scaturisce un linguaggio cinematografico del tutto nuovo, consono alla visione contemporanea del mondo, ormai orientato verso la societ\u00e0 di massa e il consumismo, ovvero l\u2019anticamera della societ\u00e0 dell\u2019immagine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si accennava in apertura al violino: le pitture di Balla possiedono un dinamismo musicale non soltanto nella leggiadria delle figure femminili, ma in particolare nei giochi di luce e colore degli sfondi, con quelle forme immaginarie che vorticano sulla tela, creano contrasti geometrici e cromatici, simili a partiture sull\u2019allegro con brio. Balla fu il precursore di quella \u201cmitologia contemporanea\u201d legata all\u2019immaginario filmico e divistico del cinema e della moda che avr\u00e0 in Warhol il profeta per eccellenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Palazzo Merulana, fino al 17 giugno, sono in mostra 60 pezzi, dai dipinti futuristi di Balla alle fotografie di Elio Luxardo e Arturo Ghergo sui rotocalchi dell\u2019epoca che ispirarono l\u2019artista nel creare affascinanti pitture in bilico tra Futurismo e realismo fotografico. &nbsp; ROMA. 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