{"id":21503,"date":"2019-03-15T21:28:59","date_gmt":"2019-03-15T20:28:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/il-fasto-di-venezia-in-mostra-a-dublino\/"},"modified":"2019-03-15T21:28:59","modified_gmt":"2019-03-15T20:28:59","slug":"il-fasto-di-venezia-in-mostra-a-dublino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/il-fasto-di-venezia-in-mostra-a-dublino\/","title":{"rendered":"Il fasto di Venezia in mostra a Dublino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La <a href=\"http:\/\/www.nationalgallery.ie\">National Gallery Of Ireland<\/a> ospita una grande retrospettiva sulla pittura veneziana del Settecento di Canaletto e dei suoi contemporanei, a cura di Anne Hodge. Cento opere provenienti dalla Royal Collection di Buckingham Palace ripercorrono Venezia e la storia della sua pittura settecentesca. Fino al 24 marzo 2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">DUBLINO. Rialto, il Canal Grande, Santa Maria della Salute, i sontuosi interni dei palazzi nobiliari, sfilano come le scenografie di un monumentale teatro, vivacizzato dal tocco guizzante di Canaletto, Piazzetta, Zuccarelli, Longhi, narratori, attraverso le loro vedute bozzettistiche, di usi e costumi di una citt\u00e0, la Venezia settecentesca, ormai decaduta ma ancora vivace e raffinata.<\/p>\n<div id=\"attachment_3602\" style=\"width: 500px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3602\" class=\"wp-image-3602\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Canaletto-Il-ponte-di-Rialto-da-nord-1726-27-300x176.jpg\" alt=\"\" width=\"490\" height=\"287\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Canaletto-Il-ponte-di-Rialto-da-nord-1726-27-300x176.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Canaletto-Il-ponte-di-Rialto-da-nord-1726-27-768x452.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Canaletto-Il-ponte-di-Rialto-da-nord-1726-27.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 490px) 100vw, 490px\" \/><p id=\"caption-attachment-3602\" class=\"wp-caption-text\">Canaletto, Il ponte di Rialto da nord, 1726-27<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 anche occasione per ammirare la preziosa e prestigiosa collezione reale, nata per iniziativa del sovrano Giorgio III (1738-1820), che acquist\u00f2 un consistente numero di opere di Canaletto e colleghi grazie alla consulenza di Joseph Smith, console britannico a Venezia nonch\u00e9 estimatore della pittura veneta, e di Canaletto in particolare. La collezione fu poi arricchita nel tempo, fino a raggiungere la consistenza attuale. Costituisce un\u2019ampia fonte di documentazione pittorica sulla Venezia del Settecento, che, seppur in piena decadenza politica, era una citt\u00e0 elegante e fastosa, avvolta in un velo di garbato edonismo, che aveva nel carnevale, nel gioco d\u2019azzardo, nei bordelli, persino nelle cerimonie dogali, i suoi punti focali,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una citt\u00e0 teatro, che ricorda la Bisanzio degli ultimi Paleologi e la Roma di Petronio, dove il fasto serviva per mascherare la debolezza istituzionale. Pur incapace, infatti, di garantire una considerevole potenza politica, anche l\u2019oligarchia veneziana del Settecento ripieg\u00f2 sul mantenimento di un prestigio che avesse almeno nella forma una sua legittimazione. Come raccontano anche i memorialisti stranieri, da De Maistre a De Brosses &#8211; senza dimenticare gli italiani, su tutti Giacomo Casanova -, la citt\u00e0 era vivace e piacevole, persino le classi pi\u00f9 umili godevano di un tenore di vita accettabile, assai pi\u00f9 elevato che in altre zone d\u2019Italia, e le strade rutilavano di colori e di vita operosa, seppur mancante, ormai, dell\u2019antica prospettiva di portata mondiale, resa possibile dalla supremazia commerciale. Non pi\u00f9 in grado di solcare e dominare i mari, la nobilt\u00e0 veneziana non seppe trasferire il suo ardimento sulla terraferma e investire i suoi capitali nell\u2019agricoltura, come stava accadendo in Lombardia. Forse presentendo &#8211; con la perdita della Morea e di Creta -, la fine di un\u2019epoca, la nobilt\u00e0 veneziana divenne una casta parassita e improduttiva, che si sfogava a teatro, nei carnevali, nelle sale da gioco. Carlo Goldoni, con le sue acute commedie dal sapore di bozzetto ci ha lasciato splendidi ritratti di questa societ\u00e0 dinamica, sentimentale e sognatrice, cui anche il popolo dava una nota di vivace, genuino colore.<\/p>\n<div id=\"attachment_3603\" style=\"width: 430px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3603\" class=\"wp-image-3603\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Pietro-Longhi-Il-gioco-della-mosca-cieca-1744-300x242.jpg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"339\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Pietro-Longhi-Il-gioco-della-mosca-cieca-1744-300x242.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Pietro-Longhi-Il-gioco-della-mosca-cieca-1744-768x620.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Pietro-Longhi-Il-gioco-della-mosca-cieca-1744.jpg 951w\" sizes=\"auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px\" \/><p id=\"caption-attachment-3603\" class=\"wp-caption-text\">Pietro Longhi, Il gioco della mosca cieca, 1744<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di questa vivacit\u00e0 trasversale, Canaletto ci d\u00e0 concreta documentazione dipingendo la festa dell\u2019Ascensione sul bacino di San Marco, dove a fianco del Bucintoro dogale scintillante di ori e damaschi, navigano pi\u00f9 modeste gondole di popolani, tutti per\u00f2 vestiti a festa, qualcuno persino con una maschera sul volto (in un eterno rincorrersi fra paganesimo e religione). Persino la pittura religiosa risente di questa <em>joie de vivre<\/em>, e i santi, le madonne, gli angeli, sembrano far parte del pubblico della Fenice, o di una delle tante feste di piazza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A caratterizzare il vedutismo, non soltanto il realismo bozzettistico, ma anche quel gusto un po\u2019 barocco per l\u2019invenzione teatrale architettonica, che ebbe nel \u201ccapriccio\u201d la sua prova pi\u00f9 compiuta. Con il suo sguardo nostalgico, il \u201ccapriccio\u201d anticipa, in un certo senso, il gusto romantico per le rovine, per il passato archeologico, anche se qui la prospettiva non \u00e8 di carattere emotivo ma si limita all\u2019artificio tecnico.<\/p>\n<div id=\"attachment_3604\" style=\"width: 475px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3604\" class=\"wp-image-3604\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Canaletto-Capriccio-con-scala-monumentale-1755-60-300x211.jpg\" alt=\"\" width=\"465\" height=\"327\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Canaletto-Capriccio-con-scala-monumentale-1755-60-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Canaletto-Capriccio-con-scala-monumentale-1755-60-768x540.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Canaletto-Capriccio-con-scala-monumentale-1755-60.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 465px) 100vw, 465px\" \/><p id=\"caption-attachment-3604\" class=\"wp-caption-text\">Canaletto, Capriccio con scala monumentale, 1755-60<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra si sviluppa, oltre che sulle pitture, anche sui disegni e le incisioni, che dimostrano la perizia dei vari Marco e Sebastiano Ricci e Anton Maria Zanetti, oltre che dello stesso Canaletto, con le loro silhouette di raffinati damerini e sensuali damine, cos\u00ec come di pi\u00f9 veraci gondolieri e sartine. Emerge l\u2019attenzione che l\u2019ambiente artistico veneziano ha avuto per l\u2019omologa scena olandese, in particolare per il disegno di van Wittel, ma anche per la tradizione veneta di Tiziano e Tintoretto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scorrendo uno a uno i capolavori in mostra, si ha l\u2019impressione di compiere un ideale viaggio fra le calli e i campielli della Citt\u00e0 del Carnevale, di percorrerne i canali scivolando su una gondola, di tuffarsi nel vivace chiasso delle sue feste, di sostare all\u2019angolo di un campiello e riascoltare il brusio quotidiano di una citt\u00e0 che non smise mai di sentirsi una capitale. Il trattato di Campoformio, siglato da un cinico Napoleone Bonaparte, mise fine alla Serenissima e alla sua gloriosa storia millenaria.<\/p>\n<p>(In copertina:\u00a0\u00a0<span class=\"upload-filename\">Canaletto, Il bacino di San Marco nel giorno dell&#8217;Ascensione, 1733-34)<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La National Gallery Of Ireland ospita una grande retrospettiva sulla pittura veneziana del Settecento di Canaletto e dei suoi contemporanei, a cura di Anne Hodge. Cento opere provenienti dalla Royal Collection di Buckingham Palace ripercorrono Venezia e la storia della sua pittura settecentesca. 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