{"id":21505,"date":"2019-02-28T17:59:07","date_gmt":"2019-02-28T16:59:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/van-dyck-pittore-di-corte\/"},"modified":"2019-02-28T17:59:07","modified_gmt":"2019-02-28T16:59:07","slug":"van-dyck-pittore-di-corte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/van-dyck-pittore-di-corte\/","title":{"rendered":"Van Dyck, pittore di corte"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Curata da Anna Maria Bava e Maria Grazia Bernardini, la <a href=\"http:\/\/www.mostravandyck.it\/\">mostra <\/a>\u00e8 ospitata nelle Sale Palatine della Galleria Sabauda: 45 dipinti e 21 incisioni ripercorrono l\u2019attivit\u00e0 di Van Dyck nelle corti europee. Organizzata dal Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali, la mostra \u00e8 patrocinata dalla Regione Piemonte e dalla Citt\u00e0 di Torino. Visitabile ai Musei Reali, fino al 17 marzo 2019.<\/p>\n<div id=\"attachment_3581\" style=\"width: 318px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3581\" class=\"wp-image-3581\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Antoon-Van-Dyck-Autoritratto-sd-Private-collection-on-long-term-loan-to-the-Rubens-House-Antwerp-243x300.jpg\" alt=\"\" width=\"308\" height=\"380\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Antoon-Van-Dyck-Autoritratto-sd-Private-collection-on-long-term-loan-to-the-Rubens-House-Antwerp-243x300.jpg 243w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Antoon-Van-Dyck-Autoritratto-sd-Private-collection-on-long-term-loan-to-the-Rubens-House-Antwerp.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 308px) 100vw, 308px\" \/><p id=\"caption-attachment-3581\" class=\"wp-caption-text\">Antoon Van Dyck, Autoritratto, collezione privata, in prestito alla Rubens House di Antwerp<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">TORINO. Raffinato pittore di corte, da quella torinese dei Savoia a quelle inglesi di Giacomo I e Carlo I, passando per i Medici a Firenze, Antoon Van Dyck<strong>\u00a0<\/strong>(1599-1641) fu uno dei maestri della pittura di corte del Seicento, imbevuto di cultura spagnola respirata nelle natie Fiandre, all\u2019epoca dominio di Madrid. E fu forse questa la sua sfortuna, che lo condann\u00f2 a essere tagliato fuori dalla modernit\u00e0 sociale dell\u2019Europa del Nord; nato in Paese protestante, chiss\u00e0 cosa il suo talento avrebbe potuto donare all\u2019umanit\u00e0 se fosse stato messo al servizio di un\u2019arte popolare e borghese, tesa a raccontare la realt\u00e0 sociale dell\u2019epoca.\u00a0Nato ad Anversa alla fine del XVI Secolo, dimostr\u00f2 sin dall\u2019infanzia passione e talento per la pittura, e a dieci anni fu allievo nella bottega di Hendrick van Balen, dal quale si allontan\u00f2 appena quindicenne per lavorare in proprio, assieme a Jan Brueghel il Giovane. Poich\u00e9, per\u00f2, nel 1617 ebbe occasione di collaborare con Pieter Paul Rubens, lasci\u00f2 la sua propria bottega per divenirne allievo, la cui influenza fu per lui importante, al pari di quella che avrebbero esercitata su di lui i pittori italiani del Rinascimento. Che scopr\u00ec nel corso di un lungo soggiorno in Italia, dal 1621 al 1627. Anche se ormai era decaduta dal suo ruolo di fucina innovatrice dell\u2019arte europea, il suo recente e glorioso passato faceva della Penisola un luogo di riferimento, un punto di partenza obbligato per chiunque volesse fare arte in Europa. Dalle Fiandre natie, mosse quindi per l\u2019Italia, passando da una regione all\u2019altra dell\u2019immensa zona d\u2019influenza spagnola in Europa. Nel corso della sua lunga permanenza, Van Dyck soggiorn\u00f2 a Torino, Firenze, Roma, Mantova, Venezia, e nel suo <em>Taccuino italiano<\/em>\u00a0riprodusse in decine e decine di disegni le opere di Giorgione, Raffaello, Guercino, Carracci, Bellini, Tintoretto, Leonardo, Tiziano, che pot\u00e9 ammirare nelle collezioni delle famiglie regnanti, cos\u00ec come in quelle di cardinali e altri personaggi di rango che ebbe la fortuna di conoscere e frequentare; fra i luoghi che pi\u00f9 lo impressionarono, Palazzo Ludovisi e Villa Borghese a Roma, autentici musei del Rinascimento. Questo per specificare come, pur ormai decaduta e oppressa dalla retrograda e conservatrice dominazione spagnola, l\u2019Italia continuava ancora a fare scuola nel mondo della cultura. Ma a Roma Van Dyck scelse l\u2019ambiente della corte papale e dei salotti cardinalizi, non si un\u00ec ai suoi colleghi fiamminghi che avevano dato vita, sulle tracce di Caravaggio, ai <em>Bentvueghels<\/em>, e fra bordelli e taverne raccontavano la realt\u00e0 sguaiata e festaiola del popolino; al contrario, Van Dyck, personalit\u00e0 raffinata ma anche un po\u2019 snob, scelse di seguire una carriera di sicuro successo economico, anche se costretta all\u2019agiografia e all\u2019adulazione.<\/p>\n<div id=\"attachment_3582\" style=\"width: 438px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3582\" class=\"wp-image-3582\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Antoon-van-Dyck-Il-Principe-Tommaso-di-Savoia-Carignano-1635-Su-concessione-del-MiBAC-Galleria-Sabauda-Torino-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"428\" height=\"570\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Antoon-van-Dyck-Il-Principe-Tommaso-di-Savoia-Carignano-1635-Su-concessione-del-MiBAC-Galleria-Sabauda-Torino-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Antoon-van-Dyck-Il-Principe-Tommaso-di-Savoia-Carignano-1635-Su-concessione-del-MiBAC-Galleria-Sabauda-Torino.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 428px) 100vw, 428px\" \/><p id=\"caption-attachment-3582\" class=\"wp-caption-text\">Antoon van Dyck, Il Principe Tommaso di Savoia Carignano, 1635, Galleria Sabauda di Torino<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Punto di partenza della mostra, il nucleo di opere di Van Dyck presenti nella Galleria, gi\u00e0 appartenute alla collezione dei Savoia, cui si aggiungono i ritratti eseguiti a Genova, fino a quelli per la corte inglese. Un ideale, affascinante viaggio per l\u2019Europa cattolica dell\u2019epoca, oltre che nella raffinata pittura di Van Dyck. Pittore di indiscusso talento, lo mise per\u00f2 al servizio della \u201ccorte\u201d, e non della committenza privata. L\u2019Europa cattolica, in questo momento, \u00e8 socialmente meno evoluta rispetto a quella protestante, e lo rimarr\u00e0 almeno fino alla Rivoluzione Francese di un secolo e mezzo pi\u00f9 tardi. In particolare in Italia (dove Van Dyck costru\u00ec la sua luminosa carriera), a causa dell\u2019involuzione feudale causata dalla dominazione spagnola, il ceto medio era quasi scomparso (tranne alcuni scampoli a Genova e a Venezia), a differenza di quanto era accaduto nei Paesi toccati dalla Riforma Luterana, dove invece si era moltiplicato e rafforzato, dando l\u2019adito a quella borghesia imprenditoriale che porter\u00e0 contributi importanti allo sviluppo sociale dell\u2019Europa del Nord. Nato e cresciuto nelle Fiandre cattoliche, rigidamente legate al dominio spagnolo, Van Dyck vedeva nella corte l\u2019unico sbocco alla sua carriera di pittore. E di questa <em>forma mentis<\/em> risent\u00ec appunto la sua carriera. L\u2019impostazione dei ritratti, si veda Anton Giulio Brignole e il Principe Tommaso di Savoia, \u00e8 ancora di stampo feudale, legata all\u2019immagine del cavaliere della <em>Reconquista<\/em>. Ritratti scenografici, celebrativi, imponenti, profondamente barocchi, nei quali manca per\u00f2 (per cause di forza maggiore, e non per imperizia artistica), l\u2019anima vera dei soggetti. Lasciata in ombra com\u2019\u00e8 dall\u2019eleganza degli abiti, dei merletti, dei ricami, dei gioielli, delle acconciature, rese con certosina perizia che destava l\u2019ammirazione dei suoi committenti. E ancora, il volto altero della Marchesa Grimaldi Cattaneo, abbigliata di funereo nero spagnolesco, e seguita da un paggio di colore, a ribadire la supremazia dell\u2019Europa cattolica (o meglio della Spagna), sulle popolazioni amerinde.<\/p>\n<p>(In copertina:\u00a0\u00a0<span class=\"upload-filename\">Antoon Van Dyck, Vertumno e Pomona, 1628-30 ca., Musei di Strada Nuova, Genova)<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Curata da Anna Maria Bava e Maria Grazia Bernardini, la mostra \u00e8 ospitata nelle Sale Palatine della Galleria Sabauda: 45 dipinti e 21 incisioni ripercorrono l\u2019attivit\u00e0 di Van Dyck nelle corti europee. Organizzata dal Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali, la mostra \u00e8&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":16918,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4356,4366,1],"tags":[5362,5363,5364,5365,4419],"class_list":["post-21505","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-art","category-cultura-en","category-magazine-en","tag-anna-maria-bava-en","tag-maria-grazia-bernardini-en","tag-mostra-van-dyck-en","tag-regione-piemonte-en","tag-torino-en"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21505","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21505"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21505\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16918"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21505"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21505"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21505"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}