{"id":21508,"date":"2019-01-30T12:31:19","date_gmt":"2019-01-30T11:31:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/laura-marzadori-in-incantevole-equilibrio-tra-musica-scala-moda-e-social\/"},"modified":"2019-01-30T12:31:19","modified_gmt":"2019-01-30T11:31:19","slug":"laura-marzadori-in-incantevole-equilibrio-tra-musica-scala-moda-e-social","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/laura-marzadori-in-incantevole-equilibrio-tra-musica-scala-moda-e-social\/","title":{"rendered":"Laura Marzadori, in incantevole equilibrio tra musica, Scala, moda e social"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Chioma dorata, sguardo sognante, portamento elegante. Ma anche grande talento, carattere e determinazione. \u00c8 <a href=\"http:\/\/www.lauramarzadori.it\/\">Laura Marzadori<\/a>, violinista di origine bolognese, oggi trentenne, che da ben cinque anni ricopre il ruolo di primo violino di spalla del Teatro alla Scala di Milano. Studi di violino iniziati fin dai quattro anni di et\u00e0 nella sua citt\u00e0 sotto la guida di Fiorenza Rosi, insegnante di metodo Suzuki. Poi il diploma con lode e menzione speciale al Conservatorio Martini di Bologna, il perfezionamento con Giuliano Carmignola e Pavel Berman, con Salvatore Accardo all\u2019Accademia Stauffer di Cremona e alla Chigiana di Siena e con Zakhar Bron.<br \/>\nRiceve alcuni tra i massimi riconoscimenti in numerosi concorsi violinistici tra cui, a soli 16 anni, il Premio \u201cCitt\u00e0 di Vittorio Veneto\u201d. Nel 2011 e 2012 \u00e8 finalista premiata al Concorso Internazionale di Violino di Sion e al Concorso Internazionale di Buenos Aires, presidente di giuria Shlomo Mintz. Nel 2013, col Trio AMAR, con Leonora e Ludovico Armellini (pianoforte e violoncello), ha ricevuto il \u201cXXXII Premio Abbiati\u201d dedicato a &#8220;Piero Farulli&#8221; dall&#8217;Associazione Nazionale Critici Musicali. A soli 25 anni vince il concorso per primo violino di spalla dell\u2019Orchestra del Teatro alla Scala di Milano. Si esibisce sotto la guida di celebri bacchette tra cui Daniel Barenboim, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Daniel Harding, Zubin Mehta e Antonio Pappano e da camerista collabora con nomi tra cui Salvatore Accardo, Pavel Berman, Rocco Filippini, Bruno Canino, Antonio Meneses, Antony Pay, Andrea Lucchesini e Bruno Giuranna. Suona il violino Guadagnini, ex-Kleynenberg, del 1783 di propriet\u00e0 della Fondazione Pro Canale. La incontriamo per domandarle del violino, suo inseparabile compagno di vita, della sua esperienza scaligera e di quella cameristica pi\u00f9 recente, in Trio con le sorelle Sara e Irene, rispettivamente viola e violino e in Duo con il pianista Olaf Laneri. Ma anche della sua passione per la moda vissuta da testimonial del brand italiano Atelier Em\u00e9 per la Filarmonica della Scala e da fashion influencer su social come Instagram.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-3549\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/MarcoCambiaghi-4-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"292\" height=\"438\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/MarcoCambiaghi-4-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/MarcoCambiaghi-4-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/MarcoCambiaghi-4-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/MarcoCambiaghi-4-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/MarcoCambiaghi-4-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/MarcoCambiaghi-4-scaled.jpg 1707w\" sizes=\"auto, (max-width: 292px) 100vw, 292px\" \/>Il violino come compagno di vita, come e quando \u00e8 scoccata la scintilla che vi ha fatto innamorare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abHo iniziato lo studio del violino all\u2019et\u00e0 di 3 anni, per questo la musica ha sempre fatto parte della mia vita e suonare era per me una cosa naturale come giocare mangiare e leggere. Ho sempre amato la musica, ma la decisione di farne una professione l\u2019ho presa circa a 12\/13 anni, quando ho capito che sarei stata disposta a mettere lo studio musicale davanti a tutto\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019inizio degli studi musicali con il metodo Suzuki: cosa pensa di questa modalit\u00e0 di insegnamento musicale rivolto ai pi\u00f9 piccini talvolta criticato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abHo iniziato a suonare il violino con il metodo Suzuki sotto la guida di un\u2019insegnante straordinaria, Fiorenza Rosi. Trovo che questo metodo sia uno dei migliori perch\u00e9 lavora su punti fondamentali per la formazione di un musicista come l\u2019orecchio, la memoria e il piacere di suonare insieme. Ovviamente si deve avere la fortuna di trovare bravi insegnanti (ma questo vale per qualsiasi metodo) e, sinceramente, credo che chi lo critica non lo abbia conosciuto e capito a fondo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La vittoria a soli 25 anni di un prestigioso posto come quello di spalla dei primi violini del Teatro alla Scala: come questo traguardo ha cambiato la sua vita?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl concorso alla Scala ha rappresentato il coronamento di un sogno e soprattutto il risultato sperato di un periodo molto faticoso di preparazione al concorso. Avere la possibilit\u00e0 di suonare in un Teatro cos\u00ec prestigioso sotto la guida di direttori straordinari \u00e8 una soddisfazione immensa.\u00a0Non voglio comunque pensare che questo sia un punto di arrivo, voglio continuare a migliorarmi e studiare proprio per poter svolgere il mio ruolo di spalla al meglio ed onorare questa posizione prestigiosa\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come vive da giovane donna la vita d\u2019orchestra, valutata spesso come faticosa e, se vogliamo, in qualche misura routinaria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa vita d\u2019orchestra per me \u00e8 una continua scuola. Vivo ogni prova come una possibilit\u00e0 di apprendere qualcosa di nuovo sia dal direttore con cui sto collaborando sia dai colleghi che mi trasmettono la loro esperienza. Certo \u00e8 stancante, ma ne vale la pena. Per fortuna non avverto la sensazione di routine in ci\u00f2 che faccio perch\u00e9 anche quando eseguiamo due volte la stessa opera \u00e8 sempre come suonarla per la prima volta. Ogni direttore ha la sua visione e spesso rimango stupita da chiavi di lettura tanto diverse, ma \u00e8 forse proprio questo che fa s\u00ec che mi possa sembrare di suonare la stessa opera sempre come la prima volta!\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Affianca alla vita d\u2019orchestra quella di solista e camerista. A proposito di quest\u2019ultima, suona in duo con il pianista Olaf Laneri. Quale, a suo avviso, l\u2019importanza della musica da camera?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPer me l\u2019impegno in entrambe le attivit\u00e0, di solista e camerista, \u00e8 fondamentale. Entrambe rappresentano le mie radici e, anche in questo caso, due strumenti di continua evoluzione. La musica da camera mi consente di esprimere al meglio la mia personalit\u00e0 di musicista ed ho la fortuna di condividere il palco con un pianista eccezionale come Olaf (oltre ad aver avuto il privilegio di suonare con musicisti eccezionali quali Salvatore Accardo, Bruno Giuranna, etc&#8230;) Cos\u00ec come l\u2019attivit\u00e0 solistica, estremamente impegnativa, mi permette ogni volta di crescere e mettermi alla prova. Certo, l\u2019emozione di suonare un concerto da solista con orchestra \u00e8 davvero impareggiabile\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3550 alignright\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/5M3A2800-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"357\" height=\"536\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/5M3A2800-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/5M3A2800-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/5M3A2800-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/5M3A2800-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/5M3A2800-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/5M3A2800-scaled.jpg 1707w\" sizes=\"auto, (max-width: 357px) 100vw, 357px\" \/>Appassionata di moda \u00e8 testimonial del brand italiano Atelier Em\u00e8 per la Filarmonica della Scala e si dedica con successo all\u2019attivit\u00e0 di fashion influencer. Pensa che anche queste possano essere vie per avvicinare i giovani all\u2019erroneamente concepito come \u201cpolveroso\u201d mondo della musica classica?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa passione per la moda \u00e8 nata quando avevo 15 anni. Ho sempre pensato che essere una musicista non dovesse impedirmi di essere una ragazza che coltiva le proprie passioni. Cos\u00ec, da un anno ho deciso di iniziare l\u2019attivit\u00e0 di fashion influencer. Si tratta di uno strumento di svago e di condivisione di ci\u00f2 che amo con altre persone. Per questo, avendo notato ottimi risultati in poco tempo, ho deciso di rendere partecipe il mio pubblico sia della mia attivit\u00e0 musicale sia della mia passione per la moda e credo che questo possa contribuire ad avvicinare anche giovani che non conoscono il mondo della classica alle sale da concerto. Sono molto felice, inoltre, che brand famosissimi dimostrino grande interesse ed ammirazione per il mio ruolo e per ci\u00f2 che rappresento nel mondo della musica classica e per questo mi propongano diverse collaborazioni. L\u2019unione tra moda e arte pu\u00f2 sicuramente portare ad aspetti molto positivi!\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel panorama musicale classico internazionale artisti come Ray Chen, David Garrett e molti altri utilizzano i social e modi di porsi pi\u00f9 \u201cfreschi\u201d per conquistare nuovo pubblico. Quale la sua posizione in merito?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCredo che musicisti come David Garrett che hanno scelto di proporsi in un modo non strettamente canonico per un musicista classico, facciano bene a proseguire sulla strada che meglio li rappresenta. \u00c8 importantissimo sentirsi liberi di poter esprimere la propria personalit\u00e0, anche se questo pu\u00f2 suscitare critiche. La cosa importante a mio avviso \u00e8 che ci siano alla base dei musicisti bravi e consapevoli. E nel caso di Garrett e Chen parliamo di violinisti straordinari\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ha suonato diretta da importanti bacchette tra cui Daniel Barenboim, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Zubin Mehta, Daniel Harding, un\u2019esperienza professionale legata a questi mostri sacri che ha piacere di ricordare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abHo ricordi straordinari con tutti i direttori da lei citati. Sicuramente non dimenticher\u00f2 la nona sinfonia di Mahler con Barenboim: una delle mie prime esperienze come spalla del Teatro alla Scala, un\u2019emozione unica e un insegnamento che porter\u00f2 sempre dentro di me\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Da giovane ai giovani: quali consigli darebbe ai violinisti che guardano a lei come un esempio per la propria carriera?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPosso certamente consigliare ai talenti emergenti di non farsi scoraggiare dal mondo della musica classica, nonostante spesso possa intimorire. \u00c8 un mondo estremamente competitivo che forse pretende dai musicisti prestazioni come fossero atleti; prestazioni sempre perfette e ritmi di vita spesso impossibili. Credo che la cosa importante sia non perdere la propria identit\u00e0 musicale anche a discapito della carriera. Insomma, non siate come vogliono gli altri ma come sentite di voler essere e di essere sempre stati\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0(Tutti i ritratti sono di Marco Cambiaghi)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chioma dorata, sguardo sognante, portamento elegante. Ma anche grande talento, carattere e determinazione. \u00c8 Laura Marzadori, violinista di origine bolognese, oggi trentenne, che da ben cinque anni ricopre il ruolo di primo violino di spalla del Teatro alla Scala di Milano. 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