{"id":21516,"date":"2018-12-31T00:02:24","date_gmt":"2018-12-30T23:02:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/stefan-milenkovich-la-lezione-morale-della-musica\/"},"modified":"2018-12-31T00:02:24","modified_gmt":"2018-12-30T23:02:24","slug":"stefan-milenkovich-la-lezione-morale-della-musica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/stefan-milenkovich-la-lezione-morale-della-musica\/","title":{"rendered":"Stefan Milenkovich, la lezione morale della musica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Sguardo vivace, portamento elegante, temperamento brillante. \u00c8 <a href=\"http:\/\/www.stefanmilenkovich.com\/4t86ekcvlcq5dxcfuh27oiwj42iwsw\">Stefan Milenkovich<\/a>, violinista di origine serba, classe 1977, un vero e proprio virtuoso del violino \u201cdi nuova generazione&#8221;. Artista eclettico, vive alcuni anni da bambino in Italia, in fuga dalla guerra nella ex-Iugoslavia. Un\u2019infanzia da enfant prodige, ora si divide tra gli Stati Uniti e l\u2019Europa, nella molteplice veste di solista, camerista e docente. Vincitore di alcuni dei primi premi delle maggiori competizioni violinistiche internazionali tra cui il Regina Elisabetta, in Belgio, il Tibor Varga, in Svizzera, il Paganini, in Italia. Si esibisce da solista con alcune tra le pi\u00f9 rilevanti compagini orchestrali a livello internazionale tra cui l\u2019Orchestra Sinfonica di Berlino, l\u2019Orchestra di Stato di San Pietroburgo, l\u2019Orchestra di Radio-France, l\u2019Orchestra Nazionale del Belgio, la Filarmonica di Belgrado, l\u2019Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, la New York Chamber Symphony Orchestra, la Chicago Symphony Orchestra e collabora con direttori del calibro di Lorin Maazel, Daniel Oren, Lu Jia e Sir Neville Marriner. Impegnato in cause umanitarie, nel 2003 gli \u00e8 stato attribuito a Belgrado il riconoscimento \u201cMost Human Person\u201d. Apprezzato didatta, dal 2002 \u00e8 stato assistente di Itzhak Perlman alla Juilliard School di New York, prima di accettare l\u2019attuale incarico di professore di Violino all\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Illinois. In occasione degli ultimi impegni da solista nel nostro Paese, lo incontriamo per domandargli di s\u00e9, del violino e della sua vita in musica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-3453\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Milenkovich-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Milenkovich-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Milenkovich-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Milenkovich-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Milenkovich-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Milenkovich.jpg 1063w\" sizes=\"auto, (max-width: 340px) 100vw, 340px\" \/>Il suo incontro con la musica classica e con il violino in particolare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab\u00c8 avvenuto grazie ai miei genitori, entrambi musicisti. Ho da sempre respirato musica in casa. A tre anni ho cominciato con il pianoforte &#8211; mia madre era pianista &#8211; ma \u00e8 stato poi il violino, il giocattolo che ho ritenuto pi\u00f9 interessante e affascinante. Lo incontrai grazie a mio padre violinista, con cui ho continuato poi a studiare per 15 anni\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Violinista di origine serba vive,\u00a0in fuga dalla guerra nella ex-Iugoslavia,\u00a0alcuni anni da bambino in Italia: quanto le sue origini e l\u2019esperienza di quel periodo hanno influenzato il suo approccio alla musica?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL\u2019esperienza della crisi, cos\u00ec come la cecit\u00e0 delle persone e dei Paesi che inevitabilmente portano alla guerra, ha influito certamente sulla mia vita privata e sulla mia carriera. Mi ha formato come persona e musicista. Si \u00e8 trattato di un\u2019esperienza dolorosa che per\u00f2 ha influito positivamente sul mio sviluppo. Poich\u00e9 sono accadute cose che, se non fossimo stati costretti alla fuga, non sarebbero probabilmente mai accadute. Mi riferisco in particolare a diverse competizioni a cui ho partecipato perch\u00e9 costretto ad una svolta nella carriera, che mi hanno permesso di esprimere tenacia, volont\u00e0 di essere risoluti, etica nel suonare e disciplina. Una sorta di lotta per la sopravvivenza, perch\u00e9 in certi momenti difficili fare bene le cose era l\u2019unica scelta. Anche un comportamento corretto con le persone e l\u2019avere una mente aperta \u00e8 stato molto utile. Tutto questo ha contribuito al mio sviluppo, e a farmi comprendere quanto sia importante non smettere mai di imparare e voler sempre migliorare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un\u2019infanzia da enfant prodige, la sua. Un sacrificio a cui guarda con malinconia o che riconosce oggi come la possibilit\u00e0 di acquistare una marcia in pi\u00f9?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abA dire il vero considero quel passato come un bel film che ricordo con simpatia e un pizzico di malinconia, ma non so quanto sia stato determinante per ci\u00f2 che ho fatto dopo. Iniziare da piccolo mi ha aiutato, ma a 16\/17 anni ho dovuto ricominciare e triplicato l\u2019impegno nello studio. Ho partecipato a grandi concorsi e si \u00e8 trattato di una fase completamente nuova rispetto alla precedente; sono diventato in un certo senso un\u2019altra persona, ho costruito su quel che avevo fatto prima ma in modo molto diverso. Non so se si sia trattato di una marcia in pi\u00f9 ma sicuramente \u00e8 un bel ricordo e non penso di avere perso nulla della mia vita da bimbo. Sono stati anni ricchi di tanti concerti e belle esperienze\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3454 alignright\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/c-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"408\" height=\"612\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/c-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/c-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/c.jpg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 408px) 100vw, 408px\" \/>Il suo rapporto con l\u2019Italia, Paese in cui si esibisce con frequenza?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abMio nonno era italiano, Armando Cainazzo, il padre di mia madre Lidia. L\u2019Italia \u00e8 il primo paese in cui ho suonato e una gran parte della mia famiglia vive qui. Il Paese in cui da subito ho suonato di pi\u00f9 e questo avviene ancora oggi. Lo considero un Paese di contrasti in tanti sensi ma questo mi piace e ogni volta mi ci sento a casa. Poi, sarei anche italiano, ho il passaporto italiano\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vincitore di alcuni dei primi premi delle maggiori competizioni violinistiche internazionali tra cui il Regina Elisabetta, in Belgio, il Tibor Varga, in Svizzera, il Paganini, in Italia: quanto pensa influisca la vincita di Concorsi internazionali oggi nella\u00a0\u201ccostruzione\u201d\u00a0di una carriera?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPenso che i concorsi influiscano sulla carriera e tirino fuori una sorta di \u201cspirito guerriero musicale\u201d. Costituiscono esperienze forti, consentono di incrementare il proprio repertorio e spingono verso l\u2019eccellenza. Quanto al vincere, no non credo che possa garantire la carriera, perch\u00e9 solo un processo, non una destinazione pu\u00f2 garantirla. Oggi pi\u00f9 che in passato partecipare ad un concorso d\u00e0 la possibilit\u00e0 di esporsi per le dirette streaming dei concorrenti e delle tappe delle competizioni. Cos\u00ec, indipendentemente dal risultato, si acquista visibilit\u00e0 per i tanti interessati &#8211; tra cui organizzatori, manager e case discografiche &#8211; che possono sentire e fare le loro scelte. Ecco, direi che si tratta di piattaforme utili per i giovani per esibirsi e mettersi alla prova davanti al pubblico\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La bellezza del suono di David Ojstrach, la pulizia e il fraseggio di Henryk Szering, il virtuosismo di Jasha Heifetz, l\u2019amore per la musica di Yehudi Menuhin e l\u2019umorismo e la gioia di Itzak Perlman\u00bb, tale \u00e8 la sintesi di rare doti violinistiche che gli attribuisce Die Hannoversche Allgemeine Zeitung. A proposito di mostri sacri del passato, quali sono stati i suoi riferimenti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSono proprio questi i miei idoli, cos\u00ec come per tanti della mia generazione. Ma se devo fare delle distinzioni, direi che Ojstrach mi ha certamente influenzato e ancora oggi mi ispira pi\u00f9 di altri, non solo come musicista ma come persona. Rappresenta in qualche misura il mio ideale di violinista. Ma anche Perlman, con cui ho lavorato e insegnato, \u00e8 una grandissima persona e un incredibile violinista. Parliamo di giganti davvero rari oggi. Quando loro registravano non esistevano esempi o punti riferimento ma le loro incisioni sono rimaste le migliori. Ancora oggi i concerti di Tchaikovsky e Shostakovich di Ojstrach e le registrazioni di Perlman o Heifetz sono tanto precise pur senza tagli che denotano quanto la loro visione fosse forte e la loro vita fosse dedicata alla propria arte. Significano dedizione al violino assoluta\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quali suggerimenti darebbe ai giovani violinisti che guardano a lei come esempio?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSe guardano a me come esempio per la mia vita in musica o il violino non posso che esserne onorato. Ma se dovessi dare loro un consiglio sarebbe quello di non perdere mai la bussola morale e la valenza etica di ci\u00f2 che stiamo facendo. Perch\u00e9 la musica classica e il violino sono cose senza tempo, concetti ideali che non bisogna vendere o svendere solo per conquistare il pubblico. La musica classica \u00e8 gi\u00e0 qualcosa che piace, qualcosa di indelebile che avr\u00e0 sempre spazio nella storia e nel tempo. \u00c8 importante dedicarsi alla propria arte e far s\u00ec che pi\u00f9 persone possano avervi accesso tramite canali di grande diffusione come Youtube. Ma \u00e8 anche necessario saper trovare un equilibrio nel dosare l\u2019utilizzo della tecnologia e non dimenticare il peso dell\u2019essere musicista classico (che non significa essere vecchio o poco interessante). Questo \u00e8 solo un vecchio stereotipo oggi superato\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Musicista poliedrico, suona classica, tango e rock, passando con disinvoltura dal violino classico a quello elettrico. Quale la sua\u00a0\u201cvisione\u201d\u00a0sul futuro della musica classica?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl futuro \u00e8 ci\u00f2 che stiamo vivendo adesso. Non credo che la musica classica debba cambiare, \u00e8 gi\u00e0 geniale e senza tempo, ma occorre agire sul modo di presentarla e sul modo di porsi del musicista sul palco; e questo pu\u00f2 certo essere ringiovanito ed energizzato come gi\u00e0 sta accadendo. La classica \u00e8 qualcosa che non pu\u00f2 scadere, cos\u00ec come le opere dei grandi pittori, scultori, architetti etc. Si tratta di \u201ccose senza tempo\u201d che, perch\u00e9 siano apprezzate, vanno unicamente presentate in modo pi\u00f9 accessibile. Attraverso la sincerit\u00e0 d\u2019espressione e la personalit\u00e0, in modo che il pubblico possa immedesimarsi e sentirsi pi\u00f9 vicino a ci\u00f2 che avviene sul palco\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I suoi concerti sono momenti di condivisione basati sulla ricerca di contatto con il pubblico. Si tratta di un approccio pi\u00f9 fresco mirato a rompere gli schemi rituali associati al concerto?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abOggi il mio approccio disinvolto \u00e8 forse meno evidente perch\u00e9 gli schemi classici del concerto sono superati sia dalle grandi orchestre che dagli organizzatori e grande impegno \u00e8 posto nel ricercare formule fresche di presentare la classica. Non ero cos\u00ec quando sono arrivato in America; venivo da training in cui non lo facevo, ma fin dai primi anni &#8211; 20 anni fa circa &#8211; mi chiesero di presentare i brani prima del concerto. All\u2019inizio odiavo farlo, poi man mano ho constatato la reazione positiva del pubblico. Molti ridevano ma non era mia intenzione fare lo spiritoso. Solo poi capii che la gente rideva perch\u00e9 ero talmente serio da esser quasi buffo. Cos\u00ec che nel tempo ho iniziato a rivalutare questa forma di apertura nei confronti del pubblico. Una formula attraverso cui chi ascolta pu\u00f2 conoscere noi e noi coloro per cui suoniamo. In questo modo si crea un legame e un\u2019interazione speciale tra artista e pubblico. Ma poi, si tratta veramente di qualcosa di nuovo, si tratta davvero di rompere schemi? Non lo facevano forse gi\u00e0 Brahms, Paganini e Liszt? Al loro tempo la musica si godeva da vicino e dal vivo, solo in seguito la classica \u00e8 divenuta ermetica, esclusiva, elitaria, uno status symbol. Ora per fortuna le cose stanno cambiando: nessuno pu\u00f2 sentirsi talmente inibito da temere durante un concerto di applaudire nel momento sbagliato, o pensare che si tratti di un genere comprensibile solo a chi ha tante lauree. Tutto pu\u00f2 e deve essere naturale o si rischia davvero di perdere il pubblico\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Si divide tra gli Stati Uniti e l\u2019Europa nella molteplice veste di solista, camerista e docente. Come coniuga queste differenti vesti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDevo ammettere che non \u00e8 facile. Infatti trascorro in viaggio fuori casa duecento giorni all\u2019anno. Non \u00e8 da tutti ma da sempre ho cercato di rendere compatibili l\u2019insegnamento e lo studio per concerti; insegno alla Juilliard da quando avevo 22 anni. Serve grande disciplina, un\u2019organizzazione ferrea e una personalit\u00e0 da nomade. Ma anche maturare un senso astratto di cosa significhi essere a casa, tanto che spesso dopo un concerto mi capita di dire torno a casa e si tratta invece di una camera d\u2019albergo, certo \u00e8 triste ma c\u2019\u00e8 di peggio. Ognuna di queste discipline completa l\u2019altra: suonare da solista aiuta ad insegnare, insegnare aiuta a suonare e la musica da camera aiuta tutto. Ritengo davvero importante sviluppare una buona capacit\u00e0 di interazione con gli altri musicisti, e di conseguenza potenziare la propria capacit\u00e0 di ascolto\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E come riesce a conciliare la sfera professionale &#8211; la vita con la valigia di un affermato musicista &#8211; con quella personale di giovane uomo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa vita personale e professionale diventano tutt\u2019uno, in questo mestiere non esiste un\u2019enorme distinzione, non esistono orari o distinzione tra luned\u00ec e sabato. Sono aspetti da mettere subito in chiaro se si \u00e8 musicisti. Io ho imparato a trovare un equilibrio nonostante questo, mia moglie ha grande comprensione per ci\u00f2 che faccio e spesso mi segue. Davvero \u00e8 questione di mentalit\u00e0, bisogna avere uno spirito un po\u2019 da vagabondo. E proprio per questo occorre un forte legame e l\u2019essere flessibili sull\u2019idea della casa, dell\u2019essere a casa, di dove sia la casa o di chi rappresenti la famiglia o la casa. Beh, quando l\u2019altra persona capisce questo, il problema non sussiste. \u00c8 quello che abbiamo scelto e che ci ha scelto, sia come professione che come modo di vivere. Anche se non sempre \u00e8 facile\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Suona un violino Giovanni Battista Guadagnini del 1783. Quali le caratteristiche di questo strumento e quale il suo rapporto con lui?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abUn grandissimo violino, non solo tra i pi\u00f9 begli esemplari di Guadagnini ma anche degli ultimi, che non sfigura neppure se paragonato a uno Stradivari o ad un Guarneri. Quello con il proprio strumento \u00e8 un rapporto molto esoterico, mistico e personale ed esistono tanti livelli del trovarsi bene con un violino o no, si tratta di un fatto sia oggettivo che soggettivo. Trovare un violino adatto a s\u00e9 \u00e8 davvero molto difficile o impossibile, ma se si ha una visione forte di ci\u00f2 che si desidera, spesso \u00e8 lo stesso violino a trovare il proprio custode in modo misterioso. Cos\u00ec il mio violino \u00e8 entrato nella mia vita e da lui non mi separo mai. Ha un suono caldo e grande potenza, tanto che il suono arriva bene in tutta la sala. Penetra nello spazio, e tra le caratteristiche che amo possiede un universo di armonici e timbri e diverse potenzialit\u00e0 che contribuiscono ad esaltare ci\u00f2 che desidero fare e mi ispirano musicalmente e artisticamente. Ogni musicista ha una relazione forte e intima con il proprio strumento\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Impegni imminenti che ha piacere di segnalare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abConcerti in Italia, poi una piccola pausa e a gennaio una diretta su WFMT a Chicago. A febbraio sar\u00f2 in Messico, suoner\u00f2 il Concerto n. 2 di Paganini con l\u2019Orchestra Sinfonica Siciliana e un pezzo di Campogrande, Paganini, Paganini!, a Palermo. A marzo sar\u00f2 in tourn\u00e9e. E, a maggio, registrer\u00f2 con l\u2019Orchestra della Radio Televisione di Slovenia i Concerti di Bruch e Beethoven, incredibili e bellissimi capisaldi del nostro repertorio violinistico\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sguardo vivace, portamento elegante, temperamento brillante. \u00c8 Stefan Milenkovich, violinista di origine serba, classe 1977, un vero e proprio virtuoso del violino \u201cdi nuova generazione&#8221;. Artista eclettico, vive alcuni anni da bambino in Italia, in fuga dalla guerra nella ex-Iugoslavia. 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