{"id":21518,"date":"2018-12-18T19:42:46","date_gmt":"2018-12-18T18:42:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/il-tempo-in-posa-pino-ninfa-fotografa-palermo\/"},"modified":"2018-12-18T19:42:46","modified_gmt":"2018-12-18T18:42:46","slug":"il-tempo-in-posa-pino-ninfa-fotografa-palermo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/il-tempo-in-posa-pino-ninfa-fotografa-palermo\/","title":{"rendered":"Il tempo in posa, Pino Ninfa fotografa Palermo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Da quando \u00e8 nata, la fotografia \u00e8 stata una delle testimoni pi\u00f9 dirette ed efficaci della storia; sia essa minima, intima, personale, che quella con la S maiuscola. Verso la fine degli anni \u201980 Peter Gabriel (compositore, musicista, fondatore dei Genesis e attivista per i diritti umani) auspicava che chiunque avesse la possibilit\u00e0 di utilizzare una macchina fotografica, oppure una cinepresa, per dare modo di \u201cavere mille occhi\u201d per raccontare le violazioni perpetrate sui singoli e i popoli. Ora questo \u201csogno\u201d in qualche modo si \u00e8 realizzato, avendo la possibilit\u00e0 di utilizzare telefonini sempre pi\u00f9 sofisticati, che meno hanno la funzione principale di connettere vocalmente le persone, e pi\u00f9 quella di condividere foto e video. Ma tutti sappiamo che l\u2019efficacia del messaggio che una fotografia pu\u00f2 dare \u00e8 data minimamente dal mezzo con cui si scatta, e principalmente da chi dietro la macchina sta.<br \/>\nDi certo una persona che possiede parecchia sensibilit\u00e0 nello scegliere il tempo, il modo e l\u2019inquadratura di uno scatto, \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.pinoninfa.it\/\">Pino Ninfa<\/a>. Siciliano d\u2019origine, ma arrivato a Milano a 17 anni, Pino \u00e8 diventato con gli anni uno dei pi\u00f9 apprezzati fotografi in campo musicale e sociale. Nel primo caso \u00e8 stato reporter ufficiale dell\u2019Heineken Jammin Festival dal 1998 al 2011, ha seguito diverse edizioni di Umbria Jazz, e gli spettacoli Blue Note dalla sua apertura fino al 2004). Questo gli ha permesso di scattare foto a tutti i pi\u00f9 importanti jazzisti (e non) italiani e stranieri, e di sviluppare progetti multimediali con diversi musicisti fra i quali Danilo Rea, Enrico Pieranunzi, Paolo Fresu, Franco D\u2019Andrea, Stefano Bollani e molti altri.<br \/>\nNel campo sociale ha sviluppato progetti sul territorio nazionale e internazionale che l\u2019hanno portato a lavorare con diverse ONG, fra cui Emergency, Amani, CBM Italia, Cesvi e Prosolidar.<br \/>\nNegli ultimi anni, oltre a girare il mondo, molti dei suoi scatti sono diventati protagonisti di mostre, come quella che si sta svolgendo a Palermo, dedicata alla citt\u00e0, che si chiuder\u00e0 il prossimo 24 dicembre (<em>Il tempo in posa, Palermo una storia da raccontare<\/em>: mostra nell&#8217;aula rossa del teatro Politeama, in occasione dei 60 anni dell&#8217;Orchestra Sinfonica Siciliana, per Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018).\n<\/p>\n<div id=\"attachment_3440\" style=\"width: 449px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3440\" class=\"wp-image-3440\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/\u00a9-pino-ninfa-palazzo-de-seta_9210049-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"439\" height=\"329\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/\u00a9-pino-ninfa-palazzo-de-seta_9210049-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/\u00a9-pino-ninfa-palazzo-de-seta_9210049-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/\u00a9-pino-ninfa-palazzo-de-seta_9210049-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/\u00a9-pino-ninfa-palazzo-de-seta_9210049-800x600.jpg 800w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/\u00a9-pino-ninfa-palazzo-de-seta_9210049.jpg 1299w\" sizes=\"auto, (max-width: 439px) 100vw, 439px\" \/><p id=\"caption-attachment-3440\" class=\"wp-caption-text\">\u00a9 Pino Ninfa, Palazzo De Seta<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In questo periodo \u00e8 in corso una tua mostra a Palermo, ci puoi spiegare il tema delle foto che sono esposte?<br \/>\n<\/strong>\u00abIl progetto fotografico dedicato a Palermo ha come obiettivo di raccontare una storia insita nella citt\u00e0, e di indagare attraverso la fotografia, il rapporto spazio-tempo all\u2019interno di luoghi e architetture storiche, insieme a luoghi che determinano tendenze culturali attuali ospitando arte contemporanea o punti di incontro fra i giovani e non, passando naturalmente per spazi come i teatri che ospitano la musica.<br \/>\nUn tipo di indagine che chiarisce ancora una volta come Palermo ha innata nel suo Dna questi percorsi che l\u2019hanno portata a essere scelta come Capitale della Cultura Italiana per il 2018. Le fotografie cercano di cogliere momenti di attesa, il tempo tra due azioni, due luoghi, due tempi, quei momenti di passaggio fra due mondi, due coscienze. Questo scontro fra universi, queste combinazioni magiche cos\u00ec care ai surrealisti, fanno di questi spazi mentali e fisici un luogo metafisico, nel quale la quiete apparente difficilmente cela la potenza dell\u2019evocazione poetica.<br \/>\nLivelli di lettura della realt\u00e0 e del mondo artistico che aprono le porte a un viaggio inedito in citt\u00e0 sulle tracce della storia e della memoria in collegamento col presente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>I temi della tua fotografia sono principalmente legati alla musica (soprattutto jazz), al reportage e alla cooperazione sociale. Quali sono stati i percorsi che ti hanno portato verso questi temi?<br \/>\n\u00ab<\/strong>Nasco prima come ascoltatore di musica e fruitore di arte che come artista. Quindi i miei ascolti (la musica dal jazz alla classica) e le mie passioni (dalla lettura al viaggio), hanno determinato l&#8217;incontro con i temi che hai descritto. Credo infine che sia importante in un lavoro come il mio occuparsi anche di persone meno fortunate di noi e di salvaguardia ambientale. La fotografia pu\u00f2 dare contributi importanti in questi ambiti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Scorrendo il tuo book ci si imbatte in foto dei pi\u00f9 grandi nomi del jazz, fotografati on stage e nel backstage, cosa ha significato per te entrare in contatto con loro?<br \/>\n\u00ab<\/strong>Poter avere la possibilit\u00e0 di incontrare dal vivo personaggi straordinari e raccontarli sul piano della rappresentazione fotografica, per catturarne se possibile un aspetto della personalit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ci puoi raccontare qualche aneddoto legato alla tua professione di fotografo nell&#8217;ambito del jazz?<br \/>\n<\/strong>\u00abNaturalmente ne ho molti, fra questi un ritratto fatto a Joe Lovano in Calabria a Roccella Jonica lungo la linea ferroviaria. Come da informazioni ricevute dai responsabili della stazione, i treni in quella fascia oraria non sarebbero passati. Invece all&#8217;improvviso ne arriv\u00f2 uno. Furono attimi di panico ma per fortuna riuscimmo a non essere travolti e a rifare la foto malgrado la riluttanza di Lovano nel rimettersi sul binario\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;anno scorso hai pubblicato un libro dove le tue fotografie erano accompagnate da alcuni racconti legate a esse. Quanto \u00e8 stato facile o difficile la scelta di cosa pubblicare?<br \/>\n<\/strong>\u00abDirei che non \u00e8 stato difficile bens\u00ec problematico, scegliere una storia piuttosto che un&#8217;altra. Poi ho proceduto per affetto ed empatia con le immagini che avevo selezionato. Cos\u00ec \u00e8 nato il libro dove sostanzialmente racconto cosa c&#8217;\u00e8 dietro il fare fotografie\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;altro aspetto della tua produzione \u00e8 legata alla fotografia di viaggio accanto a molte ONG e associazioni. Molti sono stati i paesi che hai visitato, cosa ci si porta a casa quando si torna?<br \/>\n<\/strong>\u00abChe i miei problemi sono poca cosa, rispetto a chi davvero ha poco o nulla, o che \u00e8 stato colpito da forme di malattia gravi. Cos\u00ec come rispettare l&#8217;ambiente dovrebbe essere un tema da ricordare continuamente per cercare di vivere meglio nelle nostre citt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In questi reportage molto spesso ti sei trovato davanti a una povert\u00e0 estrema o a situazioni sanitarie particolari. Qual \u00e8 il limite da non superare per un fotografo in quelle situazioni?<br \/>\n<\/strong>\u00abSono molti i paesi visitati e direi tutti in situazioni di estrema povert\u00e0. Colpisce come le grandi citt\u00e0, come per esempio in Sudafrica e in Brasile, stati non considerati poveri, dietro la facciata di ricchezza del ceto ricco\/benestante ospitino immense periferie degradate dove il vivere raggiunge limiti estremi di sopravvivenza.<br \/>\nFotografare chi non ha niente o soffre vuol dire riuscire a incontrarli con la macchina fotografica, se si riesce. Questo il compito di un fotografo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ti sei mai trovato in difficolt\u00e0?<br \/>\n<\/strong>\u00abA lavorare negli Slum di Nairobi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tu hai lasciato molto giovane la citt\u00e0 in cui sei nato. Qual era il sogno che avevi e l&#8217;hai realizzato?<br \/>\n<\/strong>\u00abSono venuto da Catania a Milano. Inizialmente non avevo una idea chiara su cosa fare, la fotografia \u00e8 arrivata dopo altre esperienze nel campo dell&#8217;insegnamento\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali saranno i prossimi progetti che ti vedranno protagonista?<br \/>\n<\/strong>\u00abVorrei ritornare a Cuba e in India\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In copertina:\u00a0\u00a0<span class=\"upload-filename\">\u00a9 Pino Ninfa, Vucciria<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quando \u00e8 nata, la fotografia \u00e8 stata una delle testimoni pi\u00f9 dirette ed efficaci della storia; sia essa minima, intima, personale, che quella con la S maiuscola. 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