{"id":21522,"date":"2018-11-27T22:51:58","date_gmt":"2018-11-27T21:51:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/ottavio-dantone-la-cultura-e-una-medicina-per-la-societa\/"},"modified":"2018-11-27T22:51:58","modified_gmt":"2018-11-27T21:51:58","slug":"ottavio-dantone-la-cultura-e-una-medicina-per-la-societa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/ottavio-dantone-la-cultura-e-una-medicina-per-la-societa\/","title":{"rendered":"Ottavio Dantone, la cultura \u00e8 una medicina per la societ\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Dire Ottavio Dantone \u00e8 dire musica antica. Organista, clavicembalista e direttore d\u2019orchestra, Dantone \u00e8 oggi tra i pi\u00f9 accreditati interpreti del repertorio barocco a livello internazionale. Il suo nome \u00e8 indissolubilmente legato all\u2019<a href=\"http:\/\/www.accademiabizantina.it\/\">Accademia Bizantina<\/a>, ensemble di Ravenna specializzato nell&#8217;esecuzione del repertorio musicale del XVII e XVIII secolo, di cui dal 1996 \u00e8 direttore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1985 \u00e8 premiato al Concorso Internazionale di Bruges, primo italiano ad aver ottenuto tale riconoscimento in ambito clavicembalistico. Risale al 1999 il suo debutto operistico, con la prima esecuzione in tempi moderni del Giulio Sabino di Giuseppe Sarti. Da allora, affianca all\u2019attivit\u00e0 di solista e leader di gruppi da camera quella di direttore d\u2019orchestra. Nella primavera 2005 ha diretto il Rinaldo di H\u00e4ndel con la regia di Pier Luigi Pizzi al Teatro alla Scala di Milano. \u00c8 regolarmente ospite dei pi\u00f9 prestigiosi teatri d\u2019opera e festival internazionali. Diriger\u00e0 nei mesi di novembre e dicembre 2018 il Rinaldo di H\u00e4ndel nei Teatri del Circuito lombardo e nel periodo febbraio\/aprile 2019, La Cenerentola di Rossini al Teatro alla Scala.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli studi musicali: come mai la scelta di organo e clavicembalo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa mia formazione \u00e8 stata piuttosto atipica: ho iniziato a 4\/5 anni da solo a leggere e scrivere la musica pur non provenendo da una famiglia di musicisti. Ricordo di aver ricevuto in regalo una tastierina giocattolo e a 9 anni di essere entrato nel Coro della Cappella Musicale del Duomo di Milano, nella scuola dei fanciulli cantori. Ero fin da allora affascinato dal suono dell\u2019organo e cos\u00ec nacque anche l\u2019interesse per il repertorio polifonico di Palestrina e la passione per la musica antica. Fu cos\u00ec che iniziai lo studio dell\u2019organo e del clavicembalo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una passione, quella per la musica antica, che la accompagna da sempre quindi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDeriva in qualche misura dalla mia formazione. Una formazione di tipo empirico che ha favorito la pratica dell\u2019improvvisazione e della scrittura e che mi ha indotto a conoscere l\u2019armonia senza apprenderne le regole sulla carta. A 8\/9 anni poi sentii il Concerto in re minore 1052 di Bach con Trovajoli al pianoforte e l\u2019orchestra della RAI, si trattava certamente di un\u2019esecuzione fuori dal contesto filologico ma ne rimasi stregato. Nella Cappella del Duomo sentivo costantemente gli organisti titolari e fu inevitabile che Bach divenisse il mio primo amore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La sua esperienza con l\u2019Accademia Bizantina: come nasce e quale il bilancio ad oggi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abQuello con l\u2019Accademia Bizantina \u00e8 ormai un rapporto quasi trentennale che inizi\u00f2 nel 1989 con la collaborazione come clavicembalista. Dal \u201996 divenni il loro Direttore. Allora non si trattava ancora di un\u2019orchestra barocca ma di un\u2019orchestra da camera che decise di intraprendere un percorso, acquisendo strumenti antichi, archi e corde e dedicandosi allo studio di un linguaggio specifico risalente al periodo dagli albori del \u2018600 al tardo \u2018500, il vero barocco. Poi vennero i contatti con le case discografiche e gli artisti. Il bilancio ad oggi \u00e8 quello di una vera e propria famiglia con cui si parla un linguaggio comune, un rapporto che diviene sempre pi\u00f9 forte nel tempo attraverso il confronto in occasione delle prove\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 1999, la prima esecuzione in tempi moderni del Giulio Sabino di Giuseppe Sarti, suo debutto operistico, da allora affianca alla sua abituale attivit\u00e0 di solista e leader di gruppi da camera quella ormai intensa di direttore d\u2019orchestra: come concilia queste differenti vesti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSvolgo prevalentemente l\u2019attivit\u00e0 di direttore d\u2019orchestra in vari teatri e direttore dell\u2019Accademia Bizantina. La prima si concretizza nell\u2019esperienza sinfonica e teatrale con le altre orchestre che mi chiedono un approccio filologicamente informato e un\u2019analisi storica approfondita. Mentre quello con l\u2019Accademia \u00e8 ormai il rapporto consolidato con una vera e propria famiglia. Ma una cosa alimenta l\u2019altra; l\u2019affermarsi dell\u2019Accademia aiuta l\u2019attivit\u00e0 di direttore e viceversa\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_3406\" style=\"width: 466px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3406\" class=\"wp-image-3406\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/AccademiaBizantina-groupshot-landscape-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"456\" height=\"304\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/AccademiaBizantina-groupshot-landscape-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/AccademiaBizantina-groupshot-landscape-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/AccademiaBizantina-groupshot-landscape-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/AccademiaBizantina-groupshot-landscape-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/AccademiaBizantina-groupshot-landscape-900x600.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 456px) 100vw, 456px\" \/><p id=\"caption-attachment-3406\" class=\"wp-caption-text\">Accademia Bizantina<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qual \u00e8, a suo avviso, il rapporto del pubblico nostrano con la musica antica? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCredo che si tratti in maniera inconsapevole di una sorta di rapporto di ricerca delle proprie radici; nonostante il pubblico italiano sia meno abituato ad affrontare il repertorio eseguito con strumenti originali e rimanga profondamente affascinato da questo. I gruppi barocchi italiani rappresentano un\u2019evoluzione per quel che riguarda la comunicazione del senso profondo del linguaggio proprio della musica barocca. Attraverso gli strumenti antichi e la prassi esecutiva si ripropone uno specifico linguaggio appartenuto al \u2018600 e al \u2019700, inteso come una vera e propria differente modalit\u00e0 di espressione. Riconoscere questo differente \u201cmodo di parlare\u201d significa riconoscere questa musica\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Se dovesse fare un confronto con la situazione in altri Paesi d\u2019Europa, invece?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPenso che le differenze siano prevalentemente da attribuire alla passione dei promotori. In Italia non tutti hanno il coraggio di promuovere la musica antica nonostante faccia parte della nostra cultura. Cosa che invece hanno ben compreso da molto tempo all\u2019estero e ragione per cui siamo pi\u00f9 presenti in quel mercato\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La riscoperta del repertorio antico come una sorta di \u201ctendenza\u201d e un\u2019attenzione talvolta non adeguata all\u2019aspetto filologico: quale la sua opinione in merito?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa riscoperta era inizialmente identificata con l\u2019utilizzo degli strumenti antichi ma questo \u00e8 un aspetto prettamente esteriore mentre ci\u00f2 che \u00e8 rilevante \u00e8 la ricerca sul linguaggio. E ritengo sia banale ridurre questa ricerca all\u2019utilizzo degli strumenti originali o della specifica prassi esecutiva quando l\u2019aspetto rilevante \u00e8 quello dello studio approfondito di un determinato e differente linguaggio. Non parlerei di tendenza ma di evoluzione e conoscenza sopraggiunta di una parte di storia di cui in passato si ignoravano i codici\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nei mesi di novembre\/dicembre 2018 diriger\u00e0 il Rinaldo in scena al Teatro Ponchielli di Cremona, al Teatro Grande di Brescia, al Teatro Sociale di Como e al Teatro Fraschini di Pavia. Qualche riflessione sulla sua lettura di questo capolavoro h\u00e4ndeliano.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDirei di aver compiuto una sintesi tra le due versioni conosciute risalenti al 1711 e al 1731, un\u2019operazione assolutamente filologica. Ho acquisito la vocalit\u00e0 e la struttura drammaturgica da una e dall\u2019altra per arrivare ad una sorta di versione ideale. Senza stravolgimenti ma per venire in qualche modo incontro alle esigenze del pubblico attuale che, a differenza di quanto avveniva nel periodo di concezione di questi capolavori, non trascorre ore e ore ad assistere ad un\u2019opera. La durata \u00e8 quindi modulata al fine di consentire che si possa mantenere un\u2019adeguata concentrazione. Basti pensare anche ai lunghi recitativi che allora avevano senso: le macchine di cui si disponeva per i cambi scena richiedevano tempi molto lunghi ma oggi\u2026 Il pubblico apprezzer\u00e0 gli strumenti antichi, l\u2019accordatura a 4.15 e le voci di esperienza barocca. Il senso sar\u00e0 quello di far comprendere la reale portata di questa musica. In genere poi, da filologo non mi disturba la trasposizione in chiave attuale, i libretti del tempo si prestano in maniera particolare; sempre a patto che non si alterino e non vengano falsati i rapporti tra i personaggi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quale, per la sua esperienza, la situazione attuale dei Teatri di Tradizione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abMi pare che siano rimasti la parte sana del mondo operistico nazionale. Riescono a sopravvivere con mezzi economici inferiori e soprattutto \u201ca creare\u201d. Molti enti lirici hanno subito le logiche dei tagli a seguito di sprechi avvenuti in passato ma chi ne paga ora le conseguenze non sono solo i musicisti ma il pubblico. I primi responsabili di questo sono sempre coloro che intravedono la soluzione nei cosiddetti tagli alla cultura. Senza considerare che questa non \u00e8 da considerare un bene \u201cludico\u201d ma una vera e propria medicina per la societ\u00e0. Quest\u2019ultima pu\u00f2 cambiare, essere sana ed evolversi solo se si mantiene viva la cultura. O se ne pagheranno certamente le conseguenze\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Seguir\u00e0 poi, nei mesi di febbraio\/aprile 2019, un\u2019intrapresa riconducibile ad altro periodo storico, la direzione del melodramma giocoso rossiniano La Cenerentola in scena al Teatro alla Scala: qualche anticipazione sulla sua \u201cvisione\u201d?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abHo gi\u00e0 diretto La Cenerentola all\u2019Op\u00e9ra di Parigi: \u00e8 molto interessante per il perfetto connubio di canoni tipici dell\u2019opera buffa rossiniana insieme alla vena malinconica che la distingue. E, ancora, per il contesto comico-grottesco che emerge da questa musica. La mia visione \u00e8 senz\u2019altro fedele nell\u2019approccio a tempi, articolazioni, sonorit\u00e0 e pi\u00f9 vicina possibile ai desiderata rossiniani\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dire Ottavio Dantone \u00e8 dire musica antica. Organista, clavicembalista e direttore d\u2019orchestra, Dantone \u00e8 oggi tra i pi\u00f9 accreditati interpreti del repertorio barocco a livello internazionale. 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