{"id":21528,"date":"2018-11-13T00:39:07","date_gmt":"2018-11-12T23:39:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/3345-2\/"},"modified":"2018-11-13T00:39:07","modified_gmt":"2018-11-12T23:39:07","slug":"3345-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/3345-2\/","title":{"rendered":"Biacchessi, un narratore della memoria"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 fare giornalismo efficace oggi in Italia? Leggendo le inchieste e i libri che pubblica, e ascoltandolo per radio, si pu\u00f2 dire di s\u00ec. <a href=\"https:\/\/www.danielebiacchessi.it\/\">Daniele Biacchessi<\/a> \u00e8 attivo nella filiera dell\u2019informazione dalla met\u00e0 degli anni \u201970, ed \u00e8 molto difficile riuscire a racchiudere in un settore ristretto il suo campo di competenza. Comunque un punto comune si pu\u00f2 trovare: vivere la sua professione nell\u2019ambito della conservazione e divulgazione della memoria. Cos\u00ec Biacchessi ha affrontato diversi aspetti della storia del nostro paese, passando dall\u2019omicidio a Milano alla fine degli anni \u201970 di Fausto e Iaio, alla scoperta dell\u2019armadio della vergogna (dove furono nascoste le prove delle stragi nazi-fasciste durante la Seconda Guerra Mondiale), dalla tragedia della contaminazione chimica a Seveso per colpa del ICMESA, alla bomba alla stazione di Bologna e agli omicidi legati al terrorismo. Ma anche il dramma dei <em>desaparecidos<\/em> in Argentina. Inoltre Biacchessi \u00e8 anche un esperto di musica, ed \u00e8 proprio a proposito del suo ultimo libro &#8211; L\u2019altra America di Woody Guthrie &#8211; che l\u2019abbiamo incontrato per capire perch\u00e9 ha scelto di occuparsi del songwriter statunitense, padre della generazioni di cantautori dagli anni \u201960 in poi, ma anche figura atipica negli Usa degli anni \u201940 e \u201950.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-3347\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/CopertinaLibro-193x300.jpg\" alt=\"\" width=\"385\" height=\"598\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/CopertinaLibro-193x300.jpg 193w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/CopertinaLibro-659x1024.jpg 659w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/CopertinaLibro-768x1194.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/CopertinaLibro-988x1536.jpg 988w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/CopertinaLibro.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 385px) 100vw, 385px\" \/><strong>Perch\u00e9 un libro su Woody Guthrie?<br \/>\n<\/strong>\u00abIn Italia e nel mondo mancava un libro che raccontasse l&#8217;aspetto pi\u00f9 importante della figura di Guthrie: la sua militanza politica e sindacale. Al di l\u00e0 delle sue canzoni, del suo stile innovativo sul piano musicale, Guthrie era un comunista americano, uno che combatteva per i diritti dei lavoratori e degli ultimi della Terra\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dalla lettura si capisce bene quanto lavoro di ricerca \u00e8 stato fatto. Nella stesura hai incontrato problemi?<br \/>\n\u00ab<\/strong>Negli anni ho raccolto un volume immenso di materiale su Guthrie scritto da musicisti, critici, storici, perfino filosofi e politici in tutto il mondo. Guthrie \u00e8 stato analizzato sotto diversi piani, ma restava sempre sotto traccia il suo profondo impegno politico e civile.<br \/>\nNon c&#8217;erano solo le sue canzoni come <em>This land is your land<\/em> (che comunque venne censurata per la frase sulla propriet\u00e0 privata), ma anche brani come <em>1913 Massacre<\/em> sulla strage degli italiani a Calumet in Michigan, <em>Ludlow Massacre<\/em> sull&#8217;eccidio di lavoratori in sciopero, l&#8217;intero progetto sugli anarchici Sacco e Vanzetti a cui ha dedicato ben 11 ballate, <em>All fascists bound to lose<\/em> un inno antifascista contro Hitler e Mussolini, <em>Deportee<\/em> sull&#8217;incidente aereo di Los Gatos dove perdono la vita 28 lavoratori stagionali messicani\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Oltre alla figura del songwriter statunitense il libro racconta l&#8217;epopea di un&#8217;altra America, che ha ispirato scrittori e musicisti, miraggio per molti, ma piena di contraddizioni. Questa esperienza \u00e8 da considerarsi ormai storia passata oppure alcune di quelle contraddizioni sono ancora presenti alle soglie del secondo decennio del XXI secolo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl fantasma della famiglia Joad [protagonista del romanzo <em>Furore<\/em> di John Steinbeck, n.d.a.] aleggia ancora in America. Guthrie girava l&#8217;America negli anni della Grande Depressione, del crollo di Wall Street, della grande crisi finanziaria. Viaggiava per un&#8217;America che nel 1935 veniva colpita dalle Dust Bowl, le tempeste di polvere che costrinsero 700mila abitanti dell&#8217;Oklahoma a spingersi fino in California per cercare fortuna, una nuova vita. Ma quella vita per loro non \u00e8 mai arrivata perch\u00e9 quando arrivarono a Los Angeles non trovarono lavoro e vennero piazzati sulle alture in veri campi profughi senza acqua, senza servizi essenziali. Da agricoltori benestanti si trasformavano in barboni.<br \/>\nGuthrie era la loro voce, quella degli sfruttati, mal pagati. E in anni pi\u00f9 recenti un&#8217;altra crisi finanziaria partita dall&#8217;America ha tirato gi\u00f9 le economie mondiali, nel castello di sabbia dei cosiddetti titoli derivati. Cio\u00e8 quel sistema finanziario senza regole minava ancora una volta i risparmi dei cittadini. Il passato \u00e8 diventato presente\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_3348\" style=\"width: 449px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3348\" class=\"wp-image-3348\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Woody_Guthrie-239x300.jpg\" alt=\"\" width=\"439\" height=\"551\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Woody_Guthrie-239x300.jpg 239w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Woody_Guthrie-815x1024.jpg 815w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Woody_Guthrie-768x965.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Woody_Guthrie.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 439px) 100vw, 439px\" \/><p id=\"caption-attachment-3348\" class=\"wp-caption-text\">Woody Guthrie<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Da qualche anno hai deciso di trasformare i tuoi libri in progetti teatrali e per immagini. Puoi raccontarci come ti \u00e8 venuto in mente questa idea?<br \/>\n\u00ab<\/strong>Ne ho realizzati cinque con le illustrazioni di Giulio Peranzoni. Sono stati tutti prodotti in crowdfunding, finanziati solo ed esclusivamente da migliaia di persone, il mio pubblico. <em>Giovanni e Nori. Una storia di amore e di resistenza<\/em> era un libro uscito per Laterza, diventato uno spettacolo con i Gang e Gaetano Liguori. Dopo alcune date di tourn\u00e9e, ho fatto entrare nel nostro gruppo Giulio Peranzoni che nel frattempo aveva inventato e perfezionato una tecnica straordinaria e spettacolare di illustrazione dal vivo: LDP, Live Digital Painting.<br \/>\nQuando arrivammo a Casalgrande (Teatro De Andr\u00e9), trovammo una troupe di conoscenti di Peranzoni che iniziarono a registrare lo spettacolo. Poi decisi di realizzare il film su Giovanni Pesce (capo dei Gap a Torino e Milano), e sulla sua staffetta Onorina Brambilla detta Nori, diventata poi s<span style=\"text-align: justify;\">ua moglie e compagna di una vita. Era uno spettacolo con le immagini in Ldp editate.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo format arriv\u00f2 con <em>I Carnefici<\/em>, la storia di un nonno scampato dalla strage di Montesole- Marzabotto (29 settembre-13 ottobre 1944, 800 morti civili), che racconta al nipote la marcia della morte della 16esima divisione Panzergranadier che colp\u00ec in centinaia e centinaia di borghi inermi della Toscana ed Emilia, seminando morte e distruzione. Era la mia voce narrante che accompagnava i disegni fantastici e drammatici di Peranzoni e le musiche di Gang, Gaetano Liguori, Andrea Sigona, Massimo Priviero. Diciamo una bozza di quello che sarebbe poi arrivato con <em>Il sogno di Fausto e Iaio<\/em> (215% dell&#8217;obiettivo in crowdfunding, oltre 200 proiezioni in Italia ed Europa, decine di migliaia di persone alle proiezioni), e <em>Una generazione scomparsa<\/em>. <em>I mondiali in Argentina del 1978<\/em> proiettato in Italia e Argentina, con il dvd del film inserito in terza di copertina del libro edito da Jaca Book e ristampato per l&#8217;occasione.<br \/>\nQuesto ultimo format ha funzionato sul piano tecnico e produttivo e ora <em>L&#8217;altra America di Woody Guthrie<\/em> segue questo percorso: prima il libro e la sua promozione in tanti appuntamenti pubblici, poi le proiezioni del film che rilanciano il libro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nella tua lunga carriera hai ricoperto molti ruoli: giornalista, scrittore, conduttore radiofonico e televisivo, autore e interprete di teatro. Dove ti senti pi\u00f9 a tuo agio? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abOgni mestiere utilizza linguaggi diversi. Diciamo che io sono partito nel 1976 con la radio e nel corso di tutti questi anni sono stato uno sperimentatore e un inventore di format. Nei primi del Duemila ho iniziato a raccontare storie italiane e non, in modo diverso in teatro e in radio. Storie dimenticate che chiedevano sempre verit\u00e0 e giustizia. Non erano solo monologhi ma vi era l&#8217;utilizzo di audio di archivio, musiche, effetti, partiture di voci. Cos\u00ec ho reinventato il radiodramma che per come era conosciuto ormai era roba vecchia e andava ricondotto al presente.<br \/>\nBisogna sperimentare, mai stare fermi agli schemi e alle convenzioni. Bisogna avere il coraggio di cambiare per migliorare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il tuo lavoro \u00e8 sempre stato contraddistinto dalla ricerca della verit\u00e0. Che esso si sia rivolto a grandi tragedie, come quella dei <em>desaparecidos<\/em> in\u00a0 Argentina, oppure di &#8220;piccole&#8221; storie di cronaca, come l&#8217;omicidio a Milano di Fausto e Iaio. Cosa ti ha spinto e ti spinge ancora oggi a investigare e raccontare avvenimenti che molti vorrebbero lasciarsi indietro?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abTi rispondo con una frase di un magistrato mio amico che ha lavorato a lungo nelle inchieste sulle stragi che hanno insanguinato il nostro paese. Io la penso esattamente cos\u00ec e sono partito da qui tanti anni fa. \u201c<em>Ci avete sconfitti, ma adesso sappiamo chi siete. Tutti noi che ci siamo occupati di stragi, di poteri occulti ne siamo usciti con le ossa rotte. Abbiamo lavorato in condizioni difficili, in un clima di aggressione. Sono cose che lasciano il segno. Per qualche tempo ci siamo illusi di rappresentare uno Stato che avesse la volont\u00e0 di fare luce su crimini mostruosi. Poi io ho capito: non \u00e8 possibile fare giustizia su fatti che sono tragedie umane, per il numero elevatissimo di vittime innocenti, ma anche tragedie storiche, per ci\u00f2 che hanno significato per il nostro assetto democratico<\/em>\u201d. Queste sono le parole di Libero Mancuso, tratte dal libro <em>Grande vecchio<\/em> di Gianni Barbacetto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sono passati 50 anni dal \u201868, quell&#8217;esperienza \u00e8 fallita del tutto oppure ci ha insegnato qualcosa?<br \/>\n<\/strong>\u00abNon ho fatto il &#8217;68. Sono figlio della generazione degli anni Settanta. Ho vissuto di pi\u00f9 il &#8217;77. Penso per\u00f2 che gli anni che vanno dal &#8217;68 al &#8217;77 siano stati costellati da un grande sogno di cambiare il mondo: i costumi, i comportamenti, il modo di lavorare, di produrre, di stare insieme, di creare nuovi valori, di rompere quegli schemi della societ\u00e0 arcaica e a tratti medievale che non includeva, ma escludeva sempre pi\u00f9 intere classi. Oggi quei cambiamenti straordinari vengono messi in discussione perch\u00e9 prevale l&#8217;individualismo e si fa poco o niente Bene Comune\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che Italia stiamo donando alle nuove generazioni?<br \/>\n<\/strong>\u00abUn Paese profondamente ignorante ed egoista che guarda agli interessi di pochi, dove il divario tra chi ha la pancia piena e chi stenta a tirare a campare si \u00e8 allargato, dove si guarda e si studia poco e si vive attaccati ai nuovi strumenti tecnologici che, facciamo attenzione, non sono il Diavolo, ma dovrebbero essere utilizzati in modo intelligente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Futuri progetti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl film <em>L&#8217;altra America di Woody Guthrie<\/em> che esce a gennaio 2019, distribuito ai crowdfunders e nelle librerie in terza di copertina dell&#8217;omonimo libro edito da Jaca Book. Il libro e lo spettacolo <em>L&#8217;Italia liberata<\/em> sulle storie partigiane, il grande libro che rilancia l&#8217;epica della Resistenza attraverso i ricordi e la narrazione delle nuove generazioni che scrivono ci\u00f2 che gli \u00e8 arrivato come fosse un passaggio di testimone. Perch\u00e9 nulla vada mai dimenticato\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si pu\u00f2 fare giornalismo efficace oggi in Italia? Leggendo le inchieste e i libri che pubblica, e ascoltandolo per radio, si pu\u00f2 dire di s\u00ec. 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