{"id":21531,"date":"2018-10-24T23:04:20","date_gmt":"2018-10-24T22:04:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/the-rossini-variations-la-rossiniana-di-mariani\/"},"modified":"2018-10-24T23:04:20","modified_gmt":"2018-10-24T22:04:20","slug":"the-rossini-variations-la-rossiniana-di-mariani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/the-rossini-variations-la-rossiniana-di-mariani\/","title":{"rendered":"The Rossini Variations, la Rossiniana di Mariani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A 37 anni Rossini aveva gi\u00e0 smesso di comporre opere. Aveva iniziato da giovanissimo, per poi debuttare nel 1810 a Venezia con <em>La cambiale di matrimonio<\/em>. In poco meno dei successivi 20 anni il compositore pesarese divenne una vera e propria celebrit\u00e0, in patria ma soprattutto all\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A 150 anni dalla morte Rossini \u00e8 ancora uno dei compositori d\u2019opera pi\u00f9 famosi e rappresentati a livello mondiale. Una universalit\u00e0 che trova la sua magia nella completezza sonora delle sue melodie, a cui difficilmente si pu\u00f2 rimanere indifferenti. Per cui non ci \u00e8 sembrato strano ritrovare il pianista e compositore Mario Mariani intento a \u201cgiocare\u201d con alcune delle pagine di musica rossiniane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nato a Pesaro (come Rossini) Mariani \u00e8 un artista eclettico e un compositore in grado di cimentarsi con la musica contemporanea, le performance teatrali, spaziando dalle colonne sonore per cinema e televisione a pezzi pi\u00f9 classici e trascrizioni. Seguendo questo percorso Mariani ha sempre cercato di creare sonorit\u00e0 non convenzionali e rifacendosi a un approccio \u201cmaterico\u201d alla musica, dove il pianoforte diventa vero e proprio strumento creativo, orchestrale. Questo modo di porsi verso il proprio strumento l\u2019ha portato a sviluppare le potenzialit\u00e0 del pianoforte preparato (interagendo con i pi\u00f9 svariati oggetti \u2013 frullini, righe, biglie e altro \u2013 usati direttamente sulle corde per esprimerne le infinite potenzialit\u00e0), arricchita di senso \u201cteatrale\u201d ed espressivo. Partendo da questa sua visione sonora Mariani ha approcciato alcune delle pagine pi\u00f9 conosciute (ma anche altre meno note) del genio pesarese, raccogliendole nel disco <em>The<\/em> <em>Rossini Variations <\/em>(pubblicato da Intemporanea Records e distribuito da Artist First<em>)<\/em>. Un approccio cos\u00ec particolare e personale che abbiamo chiesto direttamente a lui di spiegarcelo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come \u00e8 nato il progetto delle \u201cRossini Variations\u201d?<\/strong><br \/>\n\u00abUn insieme di eventi mi hanno portato, dopo il precedente album <em>The Soundtrack Variations<\/em>, ispirato al cinema, a concepire questo lavoro monografico dedicato al mio illustre concittadino. La sua musica \u00e8 sempre stata presente nella mia vita, calpestando lo stesso suolo, studiando nell&#8217;omonimo Conservatorio, che Rossini ha fortemente voluto, donando alla citt\u00e0 di Pesaro una larga parte del suo cospicuo patrimonio e, non ultimo, il restauro del mio amato pianoforte Steinway \u201cO\u201d del 1906, sul quale ho per l&#8217;appunto inciso l&#8217;album. Tornandomi dunque il piacere di suonare musica classica, dopo anni di improvvisazioni radicali, performance e sperimentazioni di ogni genere, Rossini \u00e8 venuto prepotentemente alla mia personale ribalta\u00bb.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-3320\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/The-Rossini-Variations-cover-web-300x293.jpg\" alt=\"\" width=\"469\" height=\"458\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/The-Rossini-Variations-cover-web-300x293.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/The-Rossini-Variations-cover-web-1024x1001.jpg 1024w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/The-Rossini-Variations-cover-web-768x751.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/The-Rossini-Variations-cover-web.jpg 1416w\" sizes=\"auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nella copertina del disco Rossini si trasforma in Mariani. Quanto Rossini \u00e8 riuscito ad entrare in te e quanto pensi di aver trasformato Rossini.<\/strong><br \/>\n\u00abSicuramente una certa immedesimazione c&#8217;\u00e8 stata visto che nell&#8217;album \u00e8 presente un brano dal titolo <em>Rossiniana<\/em> in cui mi sono lasciato guidare da tutto ci\u00f2 che di \u201crossinesco\u201d si era sedimentato in me in questi lunghi anni. Il lavoro di variazioni ha diverse declinazioni: dalle mie trascrizioni in cui arricchisco le sonorit\u00e0 pianistiche con tecniche estese come il mio amato frullino Ikea che trasforma il pianoforte in un mandolino nella celebre <em>Tarantella<\/em>, o il rullante che uso come risuonatore nell&#8217;<em>Ouverture<\/em> della <em>Gazza Ladra<\/em>, il bending sulle corde ad imitare il miagolio nel <em>Duello buffo di due gatti<\/em> (sic) a invece vere e proprie variazioni sistematiche come ne <em>La petite solennelle variations<\/em> o in <em>Figaro&#8217;s dream<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La scelta dei brani del disco come \u00e8 avvenuta.<\/strong><br \/>\n\u00abHo scelto principalmente le musiche pi\u00f9 conosciute come appunto le <em>Ouvertures<\/em> dalla <em>Gazza Ladra<\/em>, dall&#8217;<em>Italiana in Algeri<\/em> e dal <em>Gugliemo Tell<\/em>, la <em>Tarantella<\/em> napoletana, in modo che il pubblico potesse concentrarsi maggiormente su variazioni su ci\u00f2 che conosce gi\u00e0 molto bene, con a fianco brani pi\u00f9 \u201cmusicologici\u201d come la gi\u00e0 citata <em>Petite Messe Solennelle<\/em> o il <em>Mi lagner\u00f2 tacendo<\/em>, sul cui testo di Metastasio Rossini compose decine di versioni musicali diverse: ho scelto quella per me pi\u00f9 emblematica con la melodia di una sola nota, che mi permette di inserire variazioni e citazioni che vanno da Jobim a Ligeti, a Scelsi&#8230;\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_3322\" style=\"width: 563px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Mario-Mariani-photo-Luigi-Angelucci.bmp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3322\" class=\"wp-image-3322\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Mario-Mariani-photo-Luigi-Angelucci-300x197.bmp\" alt=\"\" width=\"553\" height=\"363\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3322\" class=\"wp-caption-text\">Mario Mariani, foto Luigi Angelucci<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Rossini, con Verdi e Puccini, \u00e8 uno dei compositori pi\u00f9 famosi e rappresentati in Italia e all\u2019estero, come hai sentito l\u2019approccio del pubblico alle tue variazioni su temi cos\u00ec famosi?<\/strong><br \/>\n\u00abIl pubblico gradisce sempre molto per la forza del repertorio in s\u00e9: scintillante, coinvolgente anche se cos\u00ec \u201cantipianistico\u201d, visto che \u00e8 musica principalmente scritta per orchestra e renderla al pianoforte non \u00e8 per niente cosa facile.<br \/>\nOltre a questo il pubblico viene attratto anche dal mio modo di suonare che molti definiscono \u201cteatrale\u201d,\u201cfisico\u201d e \u201csciamanico\u201d. Per me infatti il gesto \u00e8 sempre un gesto musicale e una necessit\u00e0 espressiva. Mai qualcosa di fine a se stesso. E a fine concerto molti salgono sul palco incuriositi dagli oggetti e dalle strane sonorit\u00e0 che producono\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ci puoi spiegare brevemente il tuo approccio con il pianoforte e l\u2019idea di integrarlo con altri strumenti inusuali?<\/strong><br \/>\n\u00abSono tanti anni che le tecniche estese fanno parte integrante del mio modo di suonare e mi riferisco particolarmente al lavoro che faccio sul corpo sonoro del pianoforte. Anche se per sua natura pu\u00f2 ricordare in parte la prassi cageana non mi riconosco affatto nel termine \u201cpianoforte preparato\u201d, perch\u00e9 di preparato non c&#8217;\u00e8 proprio nulla. Piuttosto lo chiamerei \u201cpianoforte (im)preparato\u201d, visto che ci sono oggetti disposti sul somiere dello strumento e pronti per essere utilizzati &#8211; forse si o forse no &#8211; all&#8217;interno di un largo contesto improvvisativo, che preferisco chiamare \u201ccomposizione istantanea traspersonale\u201d\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Compositore, interprete e performer. Ma a volte non capita che uno di questi tre aspetti prenda il sopravvento, o riesci sempre a controllarli tutti?<br \/>\n<\/strong>\u00abQueste tre figure dovrebbero essere integrate in ogni musicista, e infatti cos\u00ec era fino a un paio di secoli fa, prima che avvenisse la specializzazione e divisione tra i \u201cruoli\u201d che oggi conosciamo purtroppo cos\u00ec bene, iniziata nel XIX secolo e arrivata al suo culmine nel 1900 producendo compositori che non sanno suonare uno strumento, interpreti che non sanno comporre o improvvisare. O meglio che non credono di saperlo fare. Da diverso tempo tengo dei workshop di \u201cCreative Music\u201d rigorosamente \u201cscore free\u201d in cui faccio esprimere la creativit\u00e0 soprattutto di musicisti classici che, una volta liberati dal giogo della partiture e da quella che io chiamo la \u201cbarriera fisica e mentale del leggio\u201d, si sperimentano capaci di creare qualcosa che non credevano possibile. Leggo nei loro volti felicit\u00e0 e gratitudine ed \u00e8 ogni volta un momento magico\u00bb.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come ti poni tu all\u2019imperversare di compositori minimalisti, soprattutto pianisti. Come se il ruolo di interprete non bastasse pi\u00f9.<\/strong><br \/>\n\u00abIl minimalismo, quello \u201cvero\u201d di Philip Glass, di Steve Reich, di Terry Riley era qualcosa di nuovo e molto interessante, che portava l&#8217;ascoltatore quasi a uno stato di trance ipnotica e percezione alterata del tempo, del ritmo e anche dello spazio sonoro mentre quello di oggi specialmente al pianoforte piuttosto lo definirei un \u201cminimismo\u201d e come trovavo il minimalismo in linea con i tempi frenetici, iperattivi, \u201cnewyorkesi\u201d degli anni \u201860\/\u201970 trovo quest&#8217;ultimo in linea con una certa depressione e, consentimi il neologismo, proza(i)cisimo, tipici di quest&#8217;epoca&#8230;<br \/>\nDa un lato c&#8217;\u00e8 sicuramente poca voglia e capacit\u00e0 nel percorrere strade nuove, dall&#8217;altro una paura della complessit\u00e0 che porta a questa \u201cvia brevis\u201d, visto che con lo strumento pianoforte \u00e8 possibile con un arpeggio e una melodia consonante dare l&#8217;illusione di \u201cstare facendo musica\u201d e lo testimoniano i video virali negli aeroporti e per la strada con improbabili pianisti che vengono fatti passare per geni, condendo il tutto spesso con titoli sensazionalistici per attirare click.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 il complesso e il complicato, c&#8217;\u00e8 il semplice e il sempliciotto.<br \/>\nE a mio avviso il \u201cless is more\u201d \u00e8 per chi se lo pu\u00f2 permettere&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I prossimi progetti coinvolgeranno altri compositori classici?<\/strong><br \/>\n\u00abPenso di s\u00ec anche se sicuramente non in maniera cos\u00ec monografica. La musica classica e la grande musica degli anni \u201870 sono il mio background originario e non lo dimentico mai, pur cercando di rimanere aggiornato su ci\u00f2 che succede oggi.<br \/>\nSono sempre stato un sostenitore della Storia della Musica al contrario: partire dalla musica di oggi e andare indietro, trovando le sottili trame entro cui l&#8217;evoluzione si sviluppa.<br \/>\nDopo due album di variazioni su temi altrui ora sento di tornare alla musica che fluisce direttamente in me. Non uso il termine composizione perch\u00e9 mi sa di vetusto, di elucubrazioni e speculazioni che nel mio modo di intendere la musica tolgono energia alla scintilla creativa, alla necessit\u00e0 espressiva, e per citare San Giovanni,\u00a0 al \u201cvento che soffia dove vuole\u201d\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">In copertina:\u00a0Mario Mariani, Teatro Cagli, foto Gloria Mancini<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A 37 anni Rossini aveva gi\u00e0 smesso di comporre opere. Aveva iniziato da giovanissimo, per poi debuttare nel 1810 a Venezia con La cambiale di matrimonio. 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