{"id":21532,"date":"2018-10-23T14:47:12","date_gmt":"2018-10-23T13:47:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/finalmente-alla-scala-la-lucerne-festival-orchestra\/"},"modified":"2018-10-23T14:47:12","modified_gmt":"2018-10-23T13:47:12","slug":"finalmente-alla-scala-la-lucerne-festival-orchestra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/finalmente-alla-scala-la-lucerne-festival-orchestra\/","title":{"rendered":"Finalmente alla Scala la Lucerne Festival Orchestra"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Un <a href=\"http:\/\/www.teatroallascala.org\/it\/stagione\/2018-2019\/concerti\/serate-benefiche\/lucerne-festival-orchestra.html\">Piermarini<\/a> sold out ha ospitato, la scorsa domenica 14 ottobre, l\u2019unica data italiana della <a href=\"https:\/\/www.lucernefestival.ch\/en\/\">Lucerne Festival Orchestra<\/a> prima della sua partenza per 5 concerti, previsti dal 18 al 22 ottobre, in residenza a Shanghai. L\u2019occasione di questa tappa milanese \u00e8 stata la decima edizione del concerto straordinario di raccolta fondi per la tutela e la valorizzazione dell\u2019arte e della natura italiane \u201cGrandi Orchestre Sinfoniche Internazionali per Deutsche Bank a favore del FAI\u201d &#8211; <a href=\"https:\/\/www.fondoambiente.it\/eventi\/concerto-della-lucerne-festival-orchestra\">Fondo Ambiente Italiano<\/a>. Un debutto, un appuntamento di grande richiamo, ma anche una sorta di ideale \u201critorno alle origini\u201d per la LFO, se si considera il suo legame con i direttori scaligeri. La storia della compagine orchestrale svizzera \u00e8 infatti indissolubilmente legata a tre grandi direttori d\u2019orchestra italiani. La sua origine risale agli anni &#8217;30, al 1938 pi\u00f9 precisamente, quando Arturo Toscanini, dopo l&#8217;annessione dell&#8217;Austria alla Germania del Terzo Reich, decise di non tornare al Festival di Salisburgo e di riunire in un \u201cConcerto di Gala\u201d i pi\u00f9 celebri virtuosi del tempo in un&#8217;unica orchestra d&#8217;eccezione. Per questo scelse proprio la Svizzera e Lucerna: il concerto si tenne davanti alla casa sul lago in cui Richard Wagner trascorse sei anni della sua vita. La LFO, rifondata nel 2003 da Claudio Abbado e dal sovrintendente del festival Michael Haefliger, mantiene la peculiarit\u00e0 voluta dal suo fondatore Arturo Toscanini. Custode ed erede di quella tradizione, proseguita da Abbado con la sua \u201cOrchestra degli amici\u201d, in cui riunire solisti, cameristi, professori di musica di fama internazionale e membri delle pi\u00f9 blasonate orchestre d&#8217;Europa e del mondo (Berliner Philharmoniker, Chamber Orchestra of Europe, Mahler Chamber Orchestra, Royal Concertgebouw Orchestra, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, per citarne alcune), \u00e8 oggi Riccardo Chailly. Quest\u2019ultimo riveste attualmente il ruolo di direttore musicale, succeduto dal 2016 ad Abbado, direttore artistico fino al 2014, anno della sua scomparsa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma torniamo alla serata del 14 ottobre: il concerto si \u00e8 aperto con una prima parte interamente dedicata a Richard Wagner con l\u2019Ouverture dall\u2019opera Rienzi e, a seguire, quella da L\u2019Olandese volante. Dell\u2019orchestra di provenienza svizzera colpiscono la compattezza delle varie sezioni e un insieme dal perfetto amalgama timbrico. Alle celebri pagine dell\u2019autore tedesco segue, per nota affinit\u00e0 tra i due, la colossale Sinfonia n. 7 in mi maggiore di Anton Bruckner. Con queste parole il critico Eduard Hanslick, con manifesto dissenso, la descrisse nella sua recensione all&#8217;indomani della prima esecuzione viennese, nel 1886: \u00abCerto non era mai capitato a nessun compositore di esser chiamato alla ribalta quattro o cinque volte dopo ciascun movimento. Bruckner \u00e8 il nuovo idolo dei wagneriani. [&#8230;] Ammetto senza giri di parole di non essere in grado di giudicare con equilibrio questa Sinfonia di Bruckner, tanto mi sembra innaturale, rigonfia, malaticcia e putrescente. Come tutte le composizioni maggiori di Bruckner, anche la Sinfonia in mi maggiore contiene intuizioni geniali, passi interessanti, persino belli &#8211; qui sei, l\u00e0 otto battute &#8211; tra questi lampi per\u00f2 si spalanca un buio impenetrabile, una noia pesante come piombo e un&#8217;eccitazione febbrile\u00bb. Oggi la scrittura di Bruckner? \u00c8 sempre pi\u00f9 spesso proposta nelle programmazioni sinfoniche e gode di altissima considerazione. Il suo ricorrere ad un continuo alternarsi di luci e ombre, il passare da stati di euforia quasi febbrile ad altri di mestizia profonda e lacerante in un procedere per estremi \u00e8 chiaro manifesto dell\u2019ipersensibilit\u00e0 tardo romantica. Carattere fedelmente espresso da un\u2019esecuzione ricca di espressivit\u00e0 e sfumature che dalle tinte pi\u00f9 tenui, in un incedere vorticoso, trascinano ai colori pi\u00f9 accesi. I momenti di profondo lirismo e intima spiritualit\u00e0, cedono il passo alla solennit\u00e0 di episodi dal sapore pi\u00f9 vigoroso e marziale. Cantano le sezioni, dialogano tra loro, raccontano e si raccontano, senza mai rinunciare all\u2019alta tensione interpretativa. La monumentale architettura di queste pagine del genio austriaco \u00e8 plasmata nel gesto di Chailly e, sapientemente trasmessa ai suoi, diviene affascinante materia sonora. Superfluo disquisire circa l\u2019eccellente livello esecutivo della LFO, della cura estrema di ogni minimo dettaglio, della straordinaria resa di un tale insieme di fuoriclasse. L\u2019intuizione che allora fu di Toscanini si rivela ora come allora pi\u00f9 che vincente. Un\u2019orchestra da sentire, assolutamente.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">In copertina: foto Brescia &amp; Amisano, Teatro alla Scala<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un Piermarini sold out ha ospitato, la scorsa domenica 14 ottobre, l\u2019unica data italiana della Lucerne Festival Orchestra prima della sua partenza per 5 concerti, previsti dal 18 al 22 ottobre, in residenza a Shanghai. 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