{"id":21533,"date":"2018-10-12T07:13:26","date_gmt":"2018-10-12T06:13:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/in-mostra-a-mantova-luniverso-poetico-di-chagall\/"},"modified":"2018-10-12T07:13:26","modified_gmt":"2018-10-12T06:13:26","slug":"in-mostra-a-mantova-luniverso-poetico-di-chagall","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/in-mostra-a-mantova-luniverso-poetico-di-chagall\/","title":{"rendered":"In mostra a Mantova l&#8217;universo poetico di Chagall"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019universo onirico e arcaico del pittore russo, in 130 opere fra dipinti, disegni e pannellature. Una mostra in collaborazione con la Galleria Statale Tret\u2019jakov di Mosca. A Mantova, al Palazzo della Ragione, fino al 3 febbraio 2019.<\/p>\n<div id=\"attachment_3307\" style=\"width: 373px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3307\" class=\"wp-image-3307 \" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Marc-Chagall-I-musicanti-ca-1911-Galleria-di-Stato-Tretjakov-di-Mosca-\u00a9-Chagall-\u00ae-by-SIAE-2018-295x300.jpg\" alt=\"\" width=\"363\" height=\"369\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Marc-Chagall-I-musicanti-ca-1911-Galleria-di-Stato-Tretjakov-di-Mosca-\u00a9-Chagall-\u00ae-by-SIAE-2018-295x300.jpg 295w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Marc-Chagall-I-musicanti-ca-1911-Galleria-di-Stato-Tretjakov-di-Mosca-\u00a9-Chagall-\u00ae-by-SIAE-2018.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 363px) 100vw, 363px\" \/><p id=\"caption-attachment-3307\" class=\"wp-caption-text\">Marc Chagall, I musicanti, ca 1911 Galleria di Stato Tretjakov di Mosca \u00a9 Chagall \u00ae, by SIAE 2018<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">MANTOVA. Lontano da qualsiasi etichetta stilistica, Marc Chagall (1887 \u20131985) \u00e8 stato un delicato e profondo cantore dell\u2019umanit\u00e0, in equilibrio fra la cultura ebraica russa, la letteratura e il clima delle avanguardie artistiche del primo Novecento. Pur ispirandosi a pi\u00f9 fonti, mantenne sempre una sua indipendenza espressiva, una sua riconoscibilit\u00e0, che ancora oggi fanno di lui uno degli artisti pi\u00f9 emozionanti del Novecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.chagallmantova.it\/\"><em>Marc Chagall come nella pittura<\/em>, <em>cos\u00ec nella poesia<\/em><\/a>, sottolinea lo stretto legame che il pittore ebbe con la poesia, riuscendo a riportare sulla tela la bellezza spirituale dell\u2019umanit\u00e0, nella quale non ha mai smesso di credere, pur dovendo suo malgrado attraversare la rivoluzione bolscevica, le persecuzioni contro gli ebrei, la Seconda Guerra Mondiale e la Guerra Fredda. Nato a Vitebsk, cittadina a forte concentrazione ebraica nel Nord della Bielorussia, al confine con Russia e Lettonia, la lasci\u00f2 nel 1906 per sfuggire al clima vessatorio cui furono sottoposti gli ebrei russi. Stabilitosi a San Pietroburgo, prosegu\u00ec gli studi artistici prima all&#8217;Accademia Russa di Belle Arti, con il maestro Nikolaj Konstantinovi\u010d Roerich, e dal 1908 al 1910 alla scuola <em>Zvantseva<\/em> con L\u00e9on Bakst, all\u2019epoca legato alla compagnia dei <em>Ballets Russes<\/em> di Sergej Pavlovi\u010d Djagilev che riscuotevano molto successo a<\/p>\n<div id=\"attachment_3309\" style=\"width: 369px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3309\" class=\"wp-image-3309 \" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Marc-Chagall-ANIME-MORTE-La-tavola-imbandita-di-Sobakevi\u010d-19231925-Galleria-di-Stato-Tretjakov-di-Mosca-\u00a9-Chagall-\u00ae-by-SIAE-2018-236x300.jpg\" alt=\"\" width=\"359\" height=\"456\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Marc-Chagall-ANIME-MORTE-La-tavola-imbandita-di-Sobakevi\u010d-19231925-Galleria-di-Stato-Tretjakov-di-Mosca-\u00a9-Chagall-\u00ae-by-SIAE-2018-236x300.jpg 236w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Marc-Chagall-ANIME-MORTE-La-tavola-imbandita-di-Sobakevi\u010d-19231925-Galleria-di-Stato-Tretjakov-di-Mosca-\u00a9-Chagall-\u00ae-by-SIAE-2018.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 359px) 100vw, 359px\" \/><p id=\"caption-attachment-3309\" class=\"wp-caption-text\">Marc Chagall, Anime morte, La tavola imbandita di Sobakevi\u010d, 1923\/1925 Galleria di Stato, Tretjakov di Mosca \u00a9 Chagall \u00ae, by SIAE 2018.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parigi. Qui Chagall giunse nel 1910 e trov\u00f2 una citt\u00e0 che era ancora il faro della cultura mondiale: gli ultimi impressionisti ancora in vita lavoravano fianco a fianco con l&#8217;Avanguardia cubista di Picasso, Braque e Modigliani, mentre Proust, con la sua <em>Recherche<\/em>, era il cantore di un Ottocento corrotto, ma che il senso della memoria sapeva comunque addolcire. Rientr\u00f2 in Russia nel 1914, allo scoppio della Grande Guerra, e ne usc\u00ec di nuovo nel 1923, con l\u2019inizio della dittatura bolscevica. Torn\u00f2 a Parigi, dove rimase fino al 1940, ma con l\u2019invasione nazista fugg\u00ec negli Stati Uniti, che lasci\u00f2 a guerra finita ancora per la Francia, e nel 1952 si stabil\u00ec definitivamente a Saint Paul de Vence, in Provenza. E paradossalmente, sar\u00e0 proprio questa sua condizione di \u201cuomo senza patria\u201d a ispirarlo nella creazione del suo personale linguaggio artistico, costantemente sospeso fra realt\u00e0 e poesia, avanguardia e tradizione. E sul fondo, quel delicato misticismo ebraico e slavo, filtrato dalla conoscenza degli antichi manoscritti decorati, per quanto riguarda l\u2019ebraismo, e dall\u2019iconografia religiosa e popolare di icone e <em>luboki<\/em> per quanto riguarda la cultura russa. Che in mostra emerge in particolare dalle illustrazioni per <em>Le anime morte<\/em>, il celebre romanzo incompiuto di Nikolaj Vasil&#8217;evi\u010d Gogol&#8217;: con quello stile arguto e caricaturale (cos\u00ec come lo scrittore lo era con la penna), Chagall fissa sulla carta quei caratteri umani che compongono il \u201cgran teatro del mondo\u201d. E pi\u00f9 in generale, il suo \u00e8 un universo di profeti, re, pastori, e individui semplici (nei quali \u00e8 ravvisabile lo <em>str\u00e0nnik<\/em> della tradizione russa), tutti insieme pellegrini su questa Terra, immersi in un paesaggio di fiori, case, animali, chiese, molto spesso dell\u2019amata Russia, quando non erano le vedute urbane di Parigi. Chagall \u00e8 stato fra i pochissimi artisti del Novecento a non lasciarsi distrarre dalla violenza della guerra, dalla \u201cmorte di Dio\u201d, e a non perdere la fede, anzi a rimarcare come il patto fra l\u2019uomo e Dio si sia rafforzato nei secoli, come sussista fra la Terra e il Cielo un rapporto quotidiano fatto di silenzio, umilt\u00e0, gioia, a volte anche timore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra copre un arco temporale di circa tre decenni, dagli esordi in Francia nel 1910, alle illustrazioni bibliche della fine degli anni Trenta. Nel panorama artistico dell\u2019avanguardia, dove l\u2019estetica formale viene sempre pi\u00f9 sostituita dall\u2019estetica concettuale, il suo Cubismo conserva caratteri sorprendentemente umani, con figure snelle, leggiadre, e una costante meraviglia davanti alla Natura, che conferisce loro quell\u02bcarcaicit\u00e0 quasi medievale. Chagall \u00e8 pittore dell\u2019umanit\u00e0, che riesce a raccontare con profondit\u00e0 estetica e concettuale, attingendo a tradizioni russe ed europee, sempre con un andamento musicale, reso evidente dalla levit\u00e0 con cui le figure fluttuano nel paesaggio, a met\u00e0 fra angeli ed esseri umani. Qui sta la grandezza di Chagall, nel saper cogliere il lato spirituale, giocoso, tenero, fiabesco. Persino la solennit\u00e0 della religione \u00e8 sfumata nella bont\u00e0, esaltazione dell\u2019immensit\u00e0 divina e dell\u2019individuo che in essa si sublima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel suo approccio, Chagall fu molto vicino anche al teatro, e a tal proposito la mostra offre al pubblico la riproduzione del <em>Teatro ebraico da camera<\/em>, ovvero stanza di circa quaranta metri quadrati, per cui Chagall aveva realizzato le decorazioni delle pareti, del soffitto, il sipario insieme a costumi e scenografie per tre opere teatrali. Un universo di violinisti (sale alla memoria il Rotschild di cecoviana memoria), rabbini, attori, acrobati e gente comune, una meravigliosa metafora dell\u2019umanit\u00e0 al suo massimo della serenit\u00e0 e dell\u2019amore per la vita stessa.<\/p>\n<p><span class=\"upload-filename\" style=\"font-size: 10pt;\">In copertina: Marc Chagall, Sopra la citt\u00e0, 1914-1918 Galleria di Stato Tretjakov di Mosca \u00a9 Chagall \u00ae, by SIAE 2018<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019universo onirico e arcaico del pittore russo, in 130 opere fra dipinti, disegni e pannellature. Una mostra in collaborazione con la Galleria Statale Tret\u2019jakov di Mosca. A Mantova, al Palazzo della Ragione, fino al 3 febbraio 2019. MANTOVA. 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