{"id":21545,"date":"2018-07-26T07:33:44","date_gmt":"2018-07-26T06:33:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/inaugurata-a-san-marino-la-galleria-darte-moderna-e-contemporanea\/"},"modified":"2018-07-26T07:33:44","modified_gmt":"2018-07-26T06:33:44","slug":"inaugurata-a-san-marino-la-galleria-darte-moderna-e-contemporanea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/inaugurata-a-san-marino-la-galleria-darte-moderna-e-contemporanea\/","title":{"rendered":"Inaugurata a San Marino la Galleria d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">SAN MARINO (RSM). In un\u2019epoca dominata dall\u2019ebbrezza tecnologica, dal qualunquismo dei <em>social network<\/em> e da ignoranza diffusa, aprire un\u2019istituzione culturale che possa diventare un punto di riferimento per i cittadini, nonch\u00e9 centrale d\u2019irradiamento di una certa cultura estetica, cui si accompagnano innegabili benefici sociali, \u00e8 certamente un\u2019azione lodevole, necessaria a tamponare la decadenza sociale dei tempi. Ma il gesto in s\u00e9 non \u00e8 sufficiente, purtroppo. Le istituzioni culturali devono, o almeno dovrebbero, caratterizzarsi per una precisa identit\u00e0, per la qualit\u00e0 delle opere d\u2019arte che conservano ed espongono, per le riflessioni che per loro tramite possono innescare nel pubblico, che da ogni visita dovrebbe uscire arricchito, affascinato, desideroso di saperne di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Obiettivi che la <a href=\"https:\/\/www.sanmarinosite.com\/cosa-vedere\/musei\/galleria-arte-moderna-contemporanea\/\">Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea della Repubblica di San Marino<\/a> consegue soltanto a met\u00e0; certamente, non \u00e8 semplice, oggi, costruire una collezione di alto pregio, sia perch\u00e9 le opere di artisti di fama planetaria per la maggior parte gi\u00e0 si trovano in collezioni altrui pubbliche o private che siano, e le poche sul mercato raggiungono costi proibitivi per gli enti pubblici; sia perch\u00e9, per altri motivi, l\u2019arte contemporanea soprattutto in Italia sta attraversando dagli anni Settanta una fase di scarsa originalit\u00e0. Non \u00e8 quindi impresa agevole costituire, oggi, una collezione di alto livello.<\/p>\n<div id=\"attachment_3145\" style=\"width: 459px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3145\" class=\"wp-image-3145\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Renato-Guttuso-La-resa-1945-189x300.jpg\" alt=\"\" width=\"449\" height=\"713\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Renato-Guttuso-La-resa-1945-189x300.jpg 189w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Renato-Guttuso-La-resa-1945.jpg 645w\" sizes=\"auto, (max-width: 449px) 100vw, 449px\" \/><p id=\"caption-attachment-3145\" class=\"wp-caption-text\">Renato Guttuso, La resa, 1945<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Galleria sanmarinese ospita una selezione di circa mille opere appartenenti alla collezione della Repubblica, che datano dal 1948 agli anni Duemila. Assai ristretta l\u2019area geografica &#8211; fra San Marino e l\u2019Italia, con minoritarie presenze di artisti europei ed extraeuropei -, e la maggior parte della opere sono state acquisite in occasione delle Biennali di San Marino, o di altre manifestazioni artistiche tenutesi nel territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019interno del raffinato palazzo progettato negli anni Trenta da Gino Zani, non sono molte le opere veramente significative, anche perch\u00e9 la collezione si concentra principalmente sull\u2019asfittico e ideologizzato orizzonte artistico italiano dal 1948 agli anni Settanta. Che al pubblico ha sempre parlato con difficolt\u00e0, risentendo di quel \u201cmal d\u2019accademia\u201d che anche in altri settori era ed \u00e8 la dannazione della cultura italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Arte Povera, l\u2019Informale, l\u2019Arte Cinetica, l\u2019Arte Concettuale, sono state correnti artistiche del disagio, a disagio esse stesse, poco comprese dal pubblico e che poco fecero per farsi comprendere. Opere non facili da esporre, che per essere apprezzate al meglio potrebbero essere inserite in un percorso di avvicinamento pensato anche per il pubblico meno preparato, con un corposo apparato esplicativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 interessanti, e qualitativamente migliori le opere in apertura di Galleria, del periodo del secondo dopoguerra, fra le quali primeggia <em>La resa<\/em> di Renato Guttuso, esemplificativa del difficile clima sociale e politico dell\u2019Italia dell\u2019epoca; un\u2019opera che sintetizza l\u2019impegno civico dell\u2019artista con la sua ricerca verso un linguaggio pittorico moderno, libero dall\u2019accademia e sensibile all\u2019espressionismo picassiano di <em>Guernica<\/em>, all\u2019epoca uno dei quadri pi\u00f9 avanguardisti del mondo. Ma come detto, il prosieguo del percorso non mantiene il medesimo livello, e se qualche nome spunta, lo fa per tramite di opere minori, ad esempio <em>The Arunta Boat<\/em> di Corradi Cagli, non certo una delle sue migliori in fatto di ricerca sull\u2019astrattismo.<\/p>\n<div id=\"attachment_3143\" style=\"width: 465px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3143\" class=\"wp-image-3143\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Enzo-Cucchi-Sandro-Chia-Prima-Bella-Mostra-Italiana-1995-300x210.jpg\" alt=\"\" width=\"455\" height=\"319\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Enzo-Cucchi-Sandro-Chia-Prima-Bella-Mostra-Italiana-1995-300x210.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Enzo-Cucchi-Sandro-Chia-Prima-Bella-Mostra-Italiana-1995-768x539.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Enzo-Cucchi-Sandro-Chia-Prima-Bella-Mostra-Italiana-1995.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 455px) 100vw, 455px\" \/><p id=\"caption-attachment-3143\" class=\"wp-caption-text\">Enzo Cucchi e Sandro Chia, Prima Bella Mostra Italiana, 1995<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ampio lo spazio dedicato ai linguaggi artistici sperimentali, dalla fotografia alla performance all\u2019istallazione. Essendo a San Marino, la figura principale della sezione \u00e8 l\u2019artista locale Patrizia Taddei, la prima del Paese a cimentarsi con la performance. Apprezzabile anche il progetto fotografico di Mimmo Jodice dedicato a San Marino, e realizzato nel 1990. Ma non certo fra i suoi capolavori, cos\u00ec come non lo sono i bozzetti di Spagnulo. La collezione riprende un certo vigore con la Transavanguardia, e lo splendido <em>Prima Bella Mostra Italiana<\/em> (1995) dipinta a quattro mani da Cucchi e Chia, che suggella questa terza sezione dedicata ai linguaggi sperimentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Completa la collezione un archivio performativo, che conserva la documentazione legata a conferenze, incontri, lezioni tematiche, performance artistiche, tenutesi a San Marino; un patrimonio \u201cimmateriale\u201d della scena artistica, che diviene una sorta di museo a s\u00e9 stante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur tracciando uno spaccato cronologico della storia dell\u2019arte italiana e sanmarinese dal dopoguerra al Duemila, la qualit\u00e0 delle opere d\u2019arte della Galleria non \u00e8 di primo piano. Tuttavia, se indirizzato a una politica di apertura verso mostre temporanee di artisti, soprattutto giovani, italiani e stranieri, e ospitare momenti dedicate anche ad altre discipline artistiche, come il cinema o il teatro (un po\u2019 come accade con il Centro Pecci di Prato) il museo potr\u00e0 diventare un punto di riferimento per San Marino e anche per le regioni italiane limitrofe. Viceversa, potrebbe essere destinato a rimanere una delle tante \u201ccattedrali nel deserto\u201d, dal polveroso odore d\u2019accademia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; SAN MARINO (RSM). 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