{"id":21548,"date":"2018-07-09T22:59:46","date_gmt":"2018-07-09T21:59:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/bacon-maledette-mutazioni\/"},"modified":"2018-07-09T22:59:46","modified_gmt":"2018-07-09T21:59:46","slug":"bacon-maledette-mutazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/bacon-maledette-mutazioni\/","title":{"rendered":"Bacon, maledette mutazioni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.palazzobelloni.com\/home\/francis-bacon-mutazioni\/\"><em>Mutazioni<\/em><\/a>, curata da Gino Fienga, racconta in circa 70 disegni, pastelli e collage, il lato pi\u00f9 intimo del tormentato pittore irlandese. A Bologna, Palazzo Belloni, fino al 16 settembre 2018.<\/p>\n<div id=\"attachment_3122\" style=\"width: 345px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3122\" class=\"wp-image-3122\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Francis-Bacon-Papa-1977-92-214x300.jpg\" alt=\"\" width=\"335\" height=\"470\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Francis-Bacon-Papa-1977-92-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Francis-Bacon-Papa-1977-92.jpg 731w\" sizes=\"auto, (max-width: 335px) 100vw, 335px\" \/><p id=\"caption-attachment-3122\" class=\"wp-caption-text\">Francis Bacon, Papa<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">BOLOGNA. Suggestioni oniriche e introspettive si affiancano a una muscolarit\u00e0 a tratti michelangiolesca. Francis Bacon (1909-1992) \u00e8 stato un inquieto indagatore della figura umana, per tramite di una poetica direttamente legata all\u2019inconscio, da cui emergono pulsioni, grida e passioni, nonch\u00e9 ardite visioni erotiche. Scaturita da un talento innato &#8211; affinatosi con l\u2019istinto pi\u00f9 che con le lezioni accademiche -, l\u2019arte di Bacon si concentra sulla figura umana, su folle di personaggi che sono forse altrettanti alter ego dell\u2019artista stesso, e dai quali emerge una profonda solitudine e una ricerca costante di risposte e di certezze che, probabilmente, Bacon ha faticato a trovare, oppure non ha affatto trovate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una ricerca che sembra emergere in maniera particolare da quelle opere a carattere intimo che sono i disegni, raccolti nell\u2019ambito della mostra bolognese <em>Mutazioni<\/em>: un titolo evocativo di un universo interiore caleidoscopico, capace di attraversare tutto lo spettro delle emozioni e degli stati d\u2019animo. Settanta opere provenienti dalla collezione Ravarino e appartenenti all\u2019ultima fase della carriera dell\u2019artista, e che egli stesso considerava \u201cminori\u201d, in quanto la sua predilezione andava al dipinto, anche se l\u2019et\u00e0 matura lo spinse appunto a riconsiderare il pastello e la matita. Opere che, al pari delle tele, possiedono un profondo legame con l\u2019inconscio, malinconiche, fortemente introspettive, probabilmente in parte autobiografiche, che a distanza di decenni si portavano ancora dentro la ferita causata dal rifiuto del padre di accettare l\u2019omosessualit\u00e0 dell\u2019artista. Uomo conservatore e collerico, veterano della seconda guerra boera, lo allontan\u00f2 dalla famiglia, ancora adolescente, e il giovane Francis dalla natia Irlanda si rifugi\u00f2 a Londra nel 1926, dove condusse una vita ambigua, concedendosi a uomini di passaggio, svolgendo lavori occasionali e frequentando saltuariamente la scuola di disegno Saint Martin. L\u2019anno successivo un breve soggiorno a Parigi, ancora vivace capitale culturale mondiale, gli fece conoscere le opere di Picasso, esposte presso la Galleria Paul Rosenberg; fu questa la potente ispirazione che lo incoraggi\u00f2 a dar sfogo all\u2019amore per l\u2019arte, e tornato a Londra, riusc\u00ec nell\u2019inverno del 1929 ad allestire la sua prima personale, nel suo nuovo studio a Queensberry Mews, acquistato anche grazie a Eric Hall, che divenne suo amante e protettore.<\/p>\n<div id=\"attachment_3121\" style=\"width: 315px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3121\" class=\"wp-image-3121\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Francis-Bacon-Crocefissione-1977-92-206x300.jpg\" alt=\"\" width=\"305\" height=\"444\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Francis-Bacon-Crocefissione-1977-92-206x300.jpg 206w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/Francis-Bacon-Crocefissione-1977-92.jpg 703w\" sizes=\"auto, (max-width: 305px) 100vw, 305px\" \/><p id=\"caption-attachment-3121\" class=\"wp-caption-text\">Francis Bacon, Crocefissione<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra si concentra sugli ultimi quindici anni della carriera di Bacon, dal 1977 al 1992, quelli dove la riflessione esistenziale si fa pi\u00f9 amara. Nel suo rapporto con il nudo, \u00e8 vicino a Schiele, a Brus, a Palme, con la differenza che i toni di Bacon sono sempre sommessi, sottilmente legati alla sfera psicologica che filtra quella pi\u00f9 brutalmente fisica. Suggestiva la <em>Crocefissione<\/em>, che ritrae un Cristo che si \u00e8 fatto uomo e che di questo condivide le sofferenze, un Cristo autentico, che per dolorosa fisicit\u00e0 ricorda quello del Botticelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nudo non \u00e8 comunque l\u2019unica variabile di Bacon, che ritrae con la medesima intensit\u00e0 anche inappuntabili borghesi in giacca e cravatta, e persino i pontefici. Vi si ritrova il medesimo gusto per la deformazione di Grosz o Dix, perch\u00e9 anche quella di Bacon \u00e8 in fondo una guerra quotidiana contro i pregiudizi (anche della Chiesa) nei confronti dell\u2019omosessualit\u00e0, e contro quell\u2019angoscia che non lo ha mai lasciato, e che espresse attraverso la deformazione di corpi e volti che si faceva metafora dei meandri della mente, di tortuosi e dolorosi percorsi del pensiero, memore dei suoi inizi difficili, consapevole che tanta parte dell\u2019umanit\u00e0 dovesse ogni giorno sostenere battaglie persino pi\u00f9 dure delle sue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bacon \u00e8 stato un artista capace di guardare all\u2019umanit\u00e0 con profonda sensibilit\u00e0, sviluppando una personale poetica pittorica all\u2019interno della quale non sono mancati gli omaggi e i dialoghi con gli artisti del passato, ma anche con i contemporanei.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mutazioni, curata da Gino Fienga, racconta in circa 70 disegni, pastelli e collage, il lato pi\u00f9 intimo del tormentato pittore irlandese. 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