{"id":21549,"date":"2018-06-28T16:53:40","date_gmt":"2018-06-28T15:53:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/loscura-bellezza-di-pittsburgh-secondo-w-eugene-smith\/"},"modified":"2018-06-28T16:53:40","modified_gmt":"2018-06-28T15:53:40","slug":"loscura-bellezza-di-pittsburgh-secondo-w-eugene-smith","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/loscura-bellezza-di-pittsburgh-secondo-w-eugene-smith\/","title":{"rendered":"L&#8217;oscura bellezza di Pittsburgh secondo W. Eugene Smith"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Per i cento anni dalla nascita di W. Eugene Smith, esposto per la prima volta in Italia il reportage sulla citt\u00e0 industriale di Pittsburgh: un ritratto poetico e grandioso di una delle citt\u00e0 artefici dell\u2019<em>American Dream<\/em>. Alla <a href=\"http:\/\/www.mast.org\/w.-eugene-smith\">Fondazione MAST<\/a> di Bologna fino al 16 settembre 2018.<\/p>\n<div id=\"attachment_3111\" style=\"width: 351px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3111\" class=\"wp-image-3111\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/W.-E.-Smith-Bambini-che-giocano-Hill-District-1955-1957-Carnegie-Museum-of-Art-Pittsburgh-\u00a9-W.-Eugene-Smith-Magnum-Photos-201x300.jpg\" alt=\"\" width=\"341\" height=\"509\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/W.-E.-Smith-Bambini-che-giocano-Hill-District-1955-1957-Carnegie-Museum-of-Art-Pittsburgh-\u00a9-W.-Eugene-Smith-Magnum-Photos-201x300.jpg 201w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/W.-E.-Smith-Bambini-che-giocano-Hill-District-1955-1957-Carnegie-Museum-of-Art-Pittsburgh-\u00a9-W.-Eugene-Smith-Magnum-Photos.jpg 686w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/W.-E.-Smith-Bambini-che-giocano-Hill-District-1955-1957-Carnegie-Museum-of-Art-Pittsburgh-\u00a9-W.-Eugene-Smith-Magnum-Photos-365x545.jpg 365w\" sizes=\"auto, (max-width: 341px) 100vw, 341px\" \/><p id=\"caption-attachment-3111\" class=\"wp-caption-text\">W. E. Smith, Bambini che giocano, Hill District, 1955-1957, Carnegie Museum of Art, Pittsburgh \u00a9 W. Eugene Smith Magnum<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">BOLOGNA. Nel 1954, gi\u00e0 affermato e famoso, abbandon\u00f2 Life, di cui era il fotografo ufficiale, e scelse di seguire il richiamo del Nord, liberandosi dal lavoro dipendente per assecondare il suo carattere introverso e la sua voglia di assoluto. Per uno strano caso del destino, proprio in quel momento William Eugene Smith (1918-1978) ottenne l\u2019incarico di realizzare un reportage su Pittsburgh, in occasione del bicentenario della fondazione della citt\u00e0 industriale pi\u00f9 famosa di quegli anni, una di quelle dove stava nascendo il secondo <em>American Dream<\/em>, una citt\u00e0 pragmatica, materialista, vivace, ma anche struggente, come la raccont\u00f2 venti anni dopo Michael Cimino ambientandovi <em>Il cacciatore<\/em>; da parte sua, Smith si sofferm\u00f2 sull\u2019identit\u00e0 industriale cittadina, scolpita dalle colate d\u2019acciaio fuso e dai profili dei grandi stabilimenti produttivi dai cui altiforni, anche la notte, si alzavano suggestive lingue di fuoco. Prima ancora di New York, Pittsburgh fu \u201cla citt\u00e0 che non dorme mai\u201d, e Smith era entusiasta all\u2019idea di raccontarne la cultura del lavoro, l\u2019assetto sociale, quel suo essere la \u201cporta\u201d del Grande Nord, spalancata su boschi e montagne d\u2019incontaminata bellezza; una citt\u00e0 in equilibrio fra la \u201cterra vergine\u201d dei pionieri e lo sviluppo industriale della modernit\u00e0.<\/p>\n<div id=\"attachment_3112\" style=\"width: 531px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3112\" class=\"wp-image-3112\" src=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/W.-E.-Smith-Stabilimento-National-Tube-Company-U.S.-Steel-Corporation-1955-57-Carnegie-Museum-of-Art-Pittsburgh-\u00a9-W.-Eugene-Smith-Magnum-Photos-300x196.jpg\" alt=\"\" width=\"521\" height=\"340\" srcset=\"https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/W.-E.-Smith-Stabilimento-National-Tube-Company-U.S.-Steel-Corporation-1955-57-Carnegie-Museum-of-Art-Pittsburgh-\u00a9-W.-Eugene-Smith-Magnum-Photos-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/W.-E.-Smith-Stabilimento-National-Tube-Company-U.S.-Steel-Corporation-1955-57-Carnegie-Museum-of-Art-Pittsburgh-\u00a9-W.-Eugene-Smith-Magnum-Photos-768x502.jpg 768w, https:\/\/www.pressroom.cloud\/wp-content\/uploads\/W.-E.-Smith-Stabilimento-National-Tube-Company-U.S.-Steel-Corporation-1955-57-Carnegie-Museum-of-Art-Pittsburgh-\u00a9-W.-Eugene-Smith-Magnum-Photos.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 521px) 100vw, 521px\" \/><p id=\"caption-attachment-3112\" class=\"wp-caption-text\">W. E. Smith, Stabilimento National Tube Company, U.S. Steel Corporation, 1955-57, Carnegie Museum of Art, Pittsburgh, \u00a9 W. Eugene Smith Magnum<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Smith sentiva che quel reportage sarebbe stato il suo capolavoro, la sublimazione della libert\u00e0 espressiva attraverso il racconto dell\u2019anima di una citt\u00e0, un lavoro poetico e concettuale insieme, che avrebbe dovuto essere la metafora della sua concezione dell\u2019arte e della fotografia. Ma come accade spesso con le imprese troppo meditate, quasi ossessivamente inseguite e troppo a lungo bramate, Smith non riusc\u00ec a raggiungere l\u2019obiettivo: le 170 stampe che compongono la mostra, selezionate dal curatore Urs Stahel, provengono dalla collezione del Carnegie Museum of Art di Pittsburgh, e rappresentano solo una piccola parte dei quasi 20.000 negativi che Smith realizz\u00f2 durante il reportage in citt\u00e0, la cui prevista durata di due mesi si prolung\u00f2 in realt\u00e0 per due anni e mezzo; l\u2019enorme mole di immagini riusc\u00ec a trovare parziale pubblicazione nel 1915 sulle pagine di <em>Photography Annual<\/em>, ma senza quell\u2019organicit\u00e0 e quella profondit\u00e0 d\u2019indagine auspicate dal fotografo. La cui ricerca della perfezione era forse ossessiva, e lo portava a non ritenersi mai soddisfatto del proprio lavoro. In realt\u00e0, a quasi sessant\u2019anni dalla pubblicazione, il reportage costituisce uno dei pi\u00f9 affascinanti racconti per immagini della societ\u00e0 americana vista attraverso una citt\u00e0; ognuna delle immagini \u00e8 una testimonianza del reale, un viaggio nell\u2019intimit\u00e0 sociale di un microcosmo costantemente proiettato in avanti, impegnato a costruire, a produrre, a pianificare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Smith era un solitario che aveva con l\u2019arte un rapporto carnale; l\u2019arte non doveva rappresentare la realt\u00e0, bens\u00ec doveva \u201cessere\u201d la realt\u00e0, fondendosi con essa in una drammatica simbiosi: solo cos\u00ec si riusciva a vedere oltre la menzogna dell\u2019apparente. E portando l\u2019obiettivo in giro per la citt\u00e0, Smith ne fissa sulla pellicola il volto industriale e il volto ludico, quello sociale e quello politico. Il suo bianco e nero non \u00e8 mai luminoso, anzi \u00e8 oscuro, quasi fosse la metafora di un sipario semichiuso sul palcoscenico della vita quotidiana. Da questo punto di vista, Smith riesce a catturare l\u2019atmosfera fiabesca del Grande Nord, cantato da Bob Dylan pochi anni dopo in <em>Girl from the North Country<\/em>; nonostante non si sentisse soddisfatto del risultato, \u00e8 tuttavia possibile affermare che il suo racconto per immagini della citt\u00e0 di Pittsburgh costituisce, nell\u2019era dell\u2019urbanizzazione e dell\u2019industrializzazione, un toccante ed efficace documento sui cambiamenti che stavano interessando la societ\u00e0 contemporanea.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">(in copertina:\u00a0<em>Forgiatore \/ Steelworker, 1955-1957,\u00a0<\/em>Stampa ai sali d\u2019argento \/ gelatin silver print 23.49 x 33.34 cm, Gift of Vira I. Heinz Fund of the Pittsburgh Foundation, \u00a9 W. Eugene Smith \/ Magnum)\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<div class=\"article_text\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per i cento anni dalla nascita di W. Eugene Smith, esposto per la prima volta in Italia il reportage sulla citt\u00e0 industriale di Pittsburgh: un ritratto poetico e grandioso di una delle citt\u00e0 artefici dell\u2019American Dream. 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