{"id":23245,"date":"2025-09-03T18:19:21","date_gmt":"2025-09-03T17:19:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/?p=23245"},"modified":"2025-09-03T18:20:13","modified_gmt":"2025-09-03T17:20:13","slug":"moda-in-luce-1925-1955-alle-origini-del-made-in-italy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressroom.cloud\/en\/moda-in-luce-1925-1955-alle-origini-del-made-in-italy\/","title":{"rendered":"Moda in Luce 1925\u20131955. Alle origini del Made in Italy"},"content":{"rendered":"<p class=\"block mb-3\" style=\"text-align: justify;\">Fino al 28 settembre 2025, il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti ospita in quattro sale \u201cModa in Luce 1925\u20131955. Alle origini del Made in Italy\u201d, mostra promossa dal Ministero della Cultura, organizzata e realizzata da Archivio Luce Cinecitt\u00e0 in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi e curata da Fabiana Giacomotti. L\u2019esposizione \u00e8 mirata a ricostruire trent\u2019anni fondamentali della storia della moda italiana, prima della sua definitiva affermazione internazionale.<br \/>\nOltre cinquanta\u00a0<strong>capi d\u2019abbigliamento, accessori e contributi audiovisivi e fotografici<\/strong>\u00a0articolano il percorso espositivo, pensato per raccontare come la moda italiana si sia andata definendo \u2013 tra innovazione tessile, ricerca estetica, artigianato d\u2019eccellenza e strategie commerciali \u2013 ben prima della famosa sfilata nella\u00a0<strong>Sala Bianca di Palazzo Pitti<\/strong>\u00a0del 1952. Una narrazione che si sviluppa lungo un arco temporale compreso\u00a0<strong>tra il 1925 e il 1955<\/strong>, intrecciando episodi poco noti con nomi leggendari, cos\u00ec da restituire uno sguardo nuovo sulle radici del\u00a0<strong>Made in Italy<\/strong>. Al centro della mostra, lo straordinario patrimonio dell\u2019<strong>Archivio Luce<\/strong>, con un nucleo importante di fotografie e filmati, di cui molti inediti. I capi e gli accessori esposti provengono in parte da prestigiosi musei (come ad esempio i Musei Boncompagni Ludovisi, Palazzo Madama) e in parte da archivi di impresa o di privati, come la Collezione Massimo Cantini Parrini, presente con un cospicuo numero\u00a0di\u00a0pezzi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242549-a00135410.jpg?auto=format%2Ccompress&amp;dpr=0.25%201024w,https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242549-a00135410.jpg?auto=format%2Ccompress&amp;dpr=0.5%202048w,https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242549-a00135410.jpg?auto=format%2Ccompress&amp;dpr=0.75%203072w,https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242549-a00135410.jpg?auto=format%2Ccompress%204096w\" alt=\"Image 1 of 36\" \/><\/p>\n<p class=\"block mb-3\" style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cCon questo progetto espositivo, ospitato in una delle citt\u00e0 che pi\u00f9 raccontano al mondo l\u2019eccezionalit\u00e0 e la grandezza della creativit\u00e0 e dell\u2019arte italiana, si intende metterne in risalto una tra le sue massime espressioni, la moda. La mostra si propone quale spaccato storico originale sull\u2019evoluzione e l\u2019affermazione di un settore che \u00e8 da sempre sinonimo di visionariet\u00e0 e che realizzazioni uniche frutto di mani sapienti hanno reso e rendono tuttora fiore all\u2019occhiello del Made in Italy. Un patrimonio nazionale la cui importanza \u00e8 ben nota al Ministero, che per sostenerne lo sviluppo ha messo in campo un&#8217;ampia strategia che poggia su interventi e strumenti finanziari mirati ad accrescerne il valore. Patrimonio di cui l\u2019Archivio Luce custodisce pagine preziose, che come Ministero abbiamo il dovere non solo di conservare ma anche di promuovere per tramandarlo in tutta la sua straordinariet\u00e0 alle generazioni future\u201d<\/em>. Ha dichiarato la\u00a0<strong>Senatrice Lucia Borgonzoni<\/strong>,\u00a0<strong>Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura.<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242862-a00150550.jpg?auto=format%2Ccompress&amp;dpr=0.25%20900w,https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242862-a00150550.jpg?auto=format%2Ccompress&amp;dpr=0.5%201800w,https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242862-a00150550.jpg?auto=format%2Ccompress&amp;dpr=0.75%202700w,https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242862-a00150550.jpg?auto=format%2Ccompress%203600w\" alt=\"Image 5 of 36\" \/><\/p>\n<p class=\"block mb-3\" style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cI materiali dell\u2019Archivio Luce costituiscono il cuore visivo e narrativo di questa mostra\u201d, afferma la\u00a0<\/em><strong><em>Presidente di Cinecitt\u00e0, Chiara Sbarigia<\/em><\/strong><em>. \u201cAttraverso filmati, fotografie e cinegiornali, si ricompone un mosaico di memoria collettiva che ci parla di sperimentazioni tessili, di sfilate tenutesi gi\u00e0 negli anni Venti e dell\u2019importanza crescente dell\u2019industria italiana nella lavorazione della seta, della viscosa negli anni Trenta e del Lanital negli anni Quaranta. Emergono cos\u00ec le innovazioni dell\u2019industria della moda, i legami con il cinema hollywoodiano e il ruolo cruciale di tante figure \u2013 donne e uomini \u2013 che, attraverso l\u2019abito, hanno promosso un\u2019idea di Italia moderna, creativa e aperta al dialogo internazionale. Moda in Luce rende evidente come la storia della moda italiana affondi le sue radici in un processo articolato che l\u2019Istituto Luce \u2013 conclude la Presidente Sbarigia \u2013 ha avuto il merito, e la responsabilit\u00e0, di seguire passo passo, raccontandone le ambizioni, le contraddizioni e i traguardi.\u201d<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242862-sessione-studio-14460_page-0001.jpg?auto=format%2Ccompress&amp;dpr=0.25%201250w,https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242862-sessione-studio-14460_page-0001.jpg?auto=format%2Ccompress&amp;dpr=0.5%202500w,https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242862-sessione-studio-14460_page-0001.jpg?auto=format%2Ccompress&amp;dpr=0.75%203750w,https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242862-sessione-studio-14460_page-0001.jpg?auto=format%2Ccompress%205000w\" alt=\"Image 11 of 36\" \/><\/p>\n<p class=\"block mb-3\" style=\"text-align: justify;\">Sono presenti opere di Maison storiche \u2013 alcune delle quali scomparse \u2013 come\u00a0<strong>Ventura, Radice, Tortonese\/La Merveilleuse, Gandini, Montorsi, Villa, Fontana, Palmer, Biki, Carosa<\/strong>, accanto a nomi celebri come\u00a0<strong>Maria Monaci Gallenga, Fortuny, Simonetta Visconti<\/strong>, e un rarissimo capo della \u201cTessitrice dell\u2019Isola\u201d, baronessa Gallotti. Non mancano firme note tutt\u2019oggi ma gi\u00e0 attive nel periodo:\u00a0<strong>Gucci<\/strong>, che presenta la sua \u201cnumero uno\u201d, una borsa da sera della fine degli anni Venti mai esposta,\u00a0<strong>Salvatore Ferragamo<\/strong>\u00a0con il sandalo \u201cinvisibile\u201d del 1947, ed\u00a0<strong>Emilio Pucci<\/strong>, in mostra con i primi capi ancora etichettati \u201cEmilio\u201d.<\/p>\n<p class=\"block mb-3\" style=\"text-align: justify;\">Preziosa la\u00a0<strong>documentazione storica<\/strong>\u00a0esposta, con cataloghi di tessuti, \u201cattestati di italianit\u00e0\u201d e libri rari, che restituiscono un quadro completo e originale della moda italiana.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242862-sessione-studio-14526.jpg?auto=format%2Ccompress&amp;dpr=0.25%201250w,https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242862-sessione-studio-14526.jpg?auto=format%2Ccompress&amp;dpr=0.5%202500w,https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242862-sessione-studio-14526.jpg?auto=format%2Ccompress&amp;dpr=0.75%203750w,https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242862-sessione-studio-14526.jpg?auto=format%2Ccompress%205000w\" alt=\"Image 19 of 36\" \/><\/p>\n<p class=\"block mb-3\" style=\"text-align: justify;\">Numerosi gli inediti degli anni Quaranta e Cinquanta di grande firma sia registica sia sonora come quella di Romolo Marcellini e Roman Vlad. Presente in mostra la versione restaurata del documentario \u201cSette canne per un vestito\u201d, realizzato nel 1948 da Michelangiolo Antonioni. Sono moltissimi, infine, i filmati di moda stranieri che si intervallano con quelli italiani fino ai primi anni Quaranta e che permettono di tracciare una storia inedita anche dei rapporti fra la moda italiana e quella d\u2019Oltralpe e d\u2019Oltreoceano, sia prima sia immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n<p class=\"block mb-3\" style=\"text-align: justify;\"><em>Il\u00a0<\/em><strong><em>direttore delle Gallerie degli Uffizi Simone Verde<\/em><\/strong><em>\u00a0aggiunge: \u201cquesta mostra permette, attraverso un florilegio selezionatissimo di fotografie e video, non solo di ricostruire un momento importante della storia della moda, ma anche di calare gli abiti in un contesto che li rende vivi perch\u00e8 il supporto dei &#8216;cinegiornali&#8217; e dell&#8217;immagine come mezzo documentario contribuisce come nient\u2019altro a comprendere la funzione sociale dell&#8217;abito oltre la sua parvenza estetica\u201d.<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242862-fv00015707.jpg?auto=format%2Ccompress&amp;dpr=0.25%20800w,https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242862-fv00015707.jpg?auto=format%2Ccompress&amp;dpr=0.5%201600w,https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242862-fv00015707.jpg?auto=format%2Ccompress&amp;dpr=0.75%202400w,https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242862-fv00015707.jpg?auto=format%2Ccompress%203200w\" alt=\"Image 22 of 36\" \/><\/p>\n<p class=\"block mb-3\" style=\"text-align: justify;\">Questa esposizione rappresenta un\u2019importante operazione culturale e di riscoperta e restituisce dignit\u00e0 storica e visibilit\u00e0 a un periodo spesso trascurato nei racconti ufficiali: \u201cModa in Luce\u201d non solo arricchisce la narrazione sul Made in Italy, ma invita a interrogarsi sull\u2019evoluzione del gusto, del linguaggio visivo e del sistema moda nazionale. L\u2019allestimento nelle\u00a0<strong>sale del Museo della Moda e del Costume\u00a0<\/strong>suggella un racconto che non si limita alla celebrazione, ma che intende lasciare un segno critico e duraturo nella comprensione del patrimonio creativo italiano.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242862-a00035000.jpg?auto=format%2Ccompress&amp;dpr=0.25%201277w,https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242862-a00035000.jpg?auto=format%2Ccompress&amp;dpr=0.5%202555w,https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242862-a00035000.jpg?auto=format%2Ccompress&amp;dpr=0.75%203833w,https:\/\/www.datocms-assets.com\/103094\/1750242862-a00035000.jpg?auto=format%2Ccompress%205111w\" alt=\"Image 10 of 36\" \/><\/p>\n<p class=\"block mb-3\" style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cLa genesi della moda italiana riflette la storia del Paese. E&#8217; una narrazione a piu&#8217; voci e fra diversi centri: Venezia, dove si tiene la prima sfilata collettiva di moda italiana e francese nel 1926, quasi in contemporanea con Milano, e poi Torino, dove nel 1935 nasce l&#8217;Ente Nazionale della Moda. Dopo la Seconda Guerra Mondiale e fino alla formazione di un primo &#8220;sistema moda&#8221; nazionale grazie al progetto di Giovanni Battista Giorgini e all&#8217;affermazione del mito della Sala Bianca, per un quinquennio le citt\u00e0 italiane si battono per conquistare il primato in un settore in rapida espansione. Questa esposizione, che presenta per la prima volta una selezione ragionata dell&#8217;immenso patrimonio filmico, fotografico e documentaristico dell&#8217;istituto Luce, in parte inedito, oltre a cinquanta capi e accessori di maison leggendarie e in buona parte scomparse, intende raccontare l&#8217;evoluzione dello stile italiano nel trentennio nel quale si forma la sua coscienza critica e storica, si consolida il suo orgoglio di appartenenza, si saggia e si costruisce la sua industria tessile e la sua filiera, secondo un modello rimasto unico al mondo.\u00a0<\/em>Afferma\u00a0<strong>Fabiana Giacomotti, curatrice della mostra.<\/strong><\/p>\n<p class=\"block mb-3\" style=\"text-align: justify;\">Ad arricchire la mostra, un\u00a0<strong>catalogo\u00a0<\/strong>edito da\u00a0<strong>Silvana Editoriale<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino al 28 settembre 2025, il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti ospita in quattro sale \u201cModa in Luce 1925\u20131955. 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